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GRINGOX d'UCRAINA
Autore Messaggio
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Si, è stata una bella seratina e mi ha fatto piacere conoscerti..

anche se il locale era insolitamente rissoso...non che mi abbiano infastidito, ma fuori dal Limpopo c'era sempre l'Okhrana perchè ogni tanto qualcuno si dava fastidio...
 



 
alandd2001 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Ciao ragazzi, tutto è stato perfetto!!! E comunque conosco locali a Roma molto più rissosi e pericolosi del Limp...a quando il prossimo meeting?????
Vediamoci prima di Domenica se possibile...o meglio prima di sabato visto che Gringox parte)))))

Ciao a tutti!!!
 



 
jorge Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
CIAO.. MAI STATA IN UCRAINA.. COM'è BELLA?..
 



 
Ultima modifica di rago il 14 Mag 2010, 10:01, modificato 1 volta in totale 
Musicalabitalia Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Musicalabitalia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
CIAO.. MAI STATA IN UCRAINA.. COM'è BELLA?..



Ciao musica,

l'Ucraina è una terra affascinante...se vieni, ti aiuto io a scoprirla!! Intanto puoi leggere qualcosa del "gringox d'Ucraina" e farti qualche idea..

Ciao,

Gringox
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Lasciate ogni speranza o voi che entrate…ehehe, perché dal mitico Kalinka Malinka, luogo di “antiche” e profonde perdizioni, non si può uscire in condizioni “normali”…la scritta sulle porte dell’ascensore è chiarissima in questo senso.




29052010




Ahhh…il “buon vecchio” kalinka, uno dei miei klub (discotecca) preferiti, lontano dalla banalità dei locali del centro, e con tanta buona e piacevole musica russa “retro”…


Gringox
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
29 giugno 2010 - (pensieri ucraini)


ore 19,40

Questa è una di quelle situazioni in cui ho voglia di scrivere. Non so bene per chi, sicuramente per me stesso anzitutto, ma è uno di quei momenti in cui più sento la gioia di questa vita ucraina e russofila che da più di cinque anni ha cambiato la mia esistenza. Una di quelle situazioni in cui il confine tra la vita di routine quotidiana e la percezione del “viaggio” inteso come avventura, come alienazione dalla “normalità” quotidiana, è sottilissimo.
Sono “svaccato” sulla cuccetta superiore del quarto vagone del treno “firmennij” Kiev – Chernovcy (treno chiamato “Bukovina”, dal nome della regione di cui Chernovcy è il capoluogo); in ciabatte, pantaloncini e canotta, come molti degli altri sconosciuti compagni di viaggio che sono sul vagone negli altri scompartimenti. Nelle “Russie” è molto diffusa l’usanza del viaggio in treno per lavoro: manager, tecnici, venditori, spesso compiono le proprie trasferte in treno ed è bizzarro vedere come molti uomini salgono sul treno eleganti, in camicia e cravatta e, dopo pochi minuti dalla partenza, li rivedi in ciabatte e maglietta, per poi ritrovarteli come se nulla fosse successo, la mattina dopo (dopo la notte di treno) nuovamente impettiti, eleganti e pronti per affrontare il proprio lavoro nella città di destinazione.
Oggi non dovevo essere qui; ma come spesso accade nel mio lavoro in Ucraina l’improvvisazione è parte del “gioco”. Il cliente mi ha telefonato ieri per chiedermi di aiutarlo a risolvere una questione urgente “in loco”, presso un cantiere e che serve al più presto la presenza del nostro tecnico e la mia. Non avevo voglia di mettermi in macchina per “spararmi” 1.200 km. circa di strada per raggiungere Chernovcy e tornare indietro, in due giorni! E col rischio di impantanarmi nell’acqua alta che da qualche giorno sta ahimè devastando le campagne della Bucovina a causa delle forti piogge che hanno provocato l’esondazione dei fiumi Dnestr, Prut e di altri fiumiciattoli minori, isolando villaggi e paesi ed interrompendo in diverse parti la comunicazione stradale.
Eccomi dunque qui! Nel mio “amico” treno: un viaggio lungo 15 ore (che roba…15 lunghe ore per percorrere 600 km.) verso di là e rientro domani sera – altre 15 ore – alla volta di Kiev. Ci impiega così tanto perché ad un certo punto, credo dopo Ternopol’, il binario si fa unico e il treno inizia a correre più lentamente; prima, ai tempi dell’Unione Sovietica e forse anche un pò dopo, il treno per Chernovcy, una volta oltrepassata la città di Hmel’nitskij, si spingeva verso sud, entrando in territorio moldavo, superando il fiume Dnestr e costeggiando qualche chilometro il confine moldavo-ucraino (ma in territorio moldavo) per poi rientrare in Ucraina e giungere a destinazione in un tempo più ragionevole. Oggi Ucraina e Moldavia sono due Stati diversi e al treno Kiev – Chernovcy non è più concesso di passare su e giù per il confine ed ecco dunque che si spiega il lungo viaggio. Ha sempre suscitato la mia curiosità il guardare le cartine degli Stati dell’ex-Unione Sovietica, osservare le linee che indicano le strade e in particolare le ferrovie che paiono compiere dei percorsi arzigogolati stranissimi, talvolta intersecando i confini di Stati vicini…oggi l’Unione non c’è più ma quelle strade ferrate esistono tuttora e spesso purtroppo la nuova configurazione statale impedisce di poter percorrere quelle tratte, obbligando a ripiegare su altre, magari secondarie, ma rientranti nel proprio territorio.
E così il treno: un “momento” di vita sociale russa di grande intensità. Ho scritto altre volte delle mie esperienze ed avventure in treno, dei miei viaggi all’interno della Russia; chissà perché il treno è fonte di ispirazione per me…guardo fuori e mi rilasso, lasciandomi trasportare dal ritmo lento ed incostante che caratterizza l’andatura di questo catafalco ferroso…
Goccioline di sudore mi scendono sul volto e sulla schiena, il caldo è penetrante, e solo a tratti è mediato dalle folate di vento che provengono dal finestrino aperto e che sbattacchiano le tendine su e giù. L’aria condizionata non è ancora arrivata da queste parti e tutto sommato per me e per la mia testa è un bene, preferisco l’aria, anche se calda, che viene da fuori…
Fuori la campagna, l’immensa, sterminata e talvolta ondulata distesa verde ucraina, punteggiata di casette varie, alcune di mattoni bianchi, altre di mattoncini rossi, altre ancora, ben più antiche, fatte del miscuglio di terracotta, escrementi e paglia e pitturate di bianco (le tipiche “хата” ucraine), ma tutte sempre ad un piano solo e a forma quadrata, con tettucci a “v” al contrario spigolosi, e con le finestrelle decorate; casette, soprattutto queste ultime, che da secoli sono sempre uguali, in barba alla modernità, ad eccezione del tetto, dove ormai quasi ovunque il mattone o il legno hanno sostituito la paglia.

La sensazione di gioia che provo è indescrivibile e si mescola con la nostalgia di pensieri che mi riportano indietro nel tempo…percepisco la sensazione del “viaggio”…e penso che sono in giro per lavoro!!



…ops…Vova mi sta chiamando, evidentemente ha già fame, eheh…è ora di andare a rifocillarci un pò nel vagone buffet, ci aspetta, come da usanza, una bella bevuta…




Il Gringox “svaccato” sulla cuccetta del quarto vagone del “фирменный поезд” Bukovina, Kiev – Chernovcy.


29062010






Il vagone “buffet”: divertente la bilancina con le iconcine…per la serata in treno io e il mio collega Vova selezioniamo la “Tselsij” (Целсій), tra le diverse opzioni di vodka che si presentano a noi; prendiamo una bottiglia di vodka, succo di pomodoro e ordiniamo qualche “zakuska”…


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Il bagnetto del vagone. Ancora oggi, dopo tanti viaggi su questi treni mi chiedo chi abbia avuto la geniale idea, igienica e ottimizzatrice d’acqua, di realizzare questi lavabi dai quali l’acqua esce solo quando si tiene premuto un tastino sotto il rubinetto; praticamente impossibile riempirsi le mani d’acqua per lavarsi la faccia…


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Immagini degli allagamenti causati dalle piogge e uragani degli ultimi giorni nella Bucovina. Purtroppo le foto del telefonino non rendono benissimi, ma io ammetto di non aver mai visto nulla di simile coi miei occhi! Tutto allagato, gente che si muove di casa in casa coi gommoni, campi trasformati in palude e tutto per chilometri chilometri…


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Gringox
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
ehhh beato te che vai ogni tanto via da questa inte(st)ressante citta'!!
 



 
alandd2001 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Mitico gringox!

Ho comprato il biglietto del treno UlaanBaatar - Irkutsk per il 6 Agosto (37 ore di treno).
Poi ho preso l'aereo solo andata Mosca - UlaanBaatar per il 19 Agosto.
In mezzo c'e' il vuoto, vedremo, probabile treno Irkutsk - Kazan e autoubus Kazan - Chelny per visita a Batir.
Vedremo cosa ne esce, sicuramente del materiale interessante anche per il forum!  

(devo farmi uno stock di Beer Ka, in Mongolia non si trovano!)
 



 
Lantis Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Lantis ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Mitico gringox!

Ho comprato il biglietto del treno UlaanBaatar - Irkutsk per il 6 Agosto (37 ore di treno).
Poi ho preso l'aereo solo andata Mosca - UlaanBaatar per il 19 Agosto.
In mezzo c'e' il vuoto, vedremo, probabile treno Irkutsk - Kazan e autoubus Kazan - Chelny per visita a Batir.
Vedremo cosa ne esce, sicuramente del materiale interessante anche per il forum!  

(devo farmi uno stock di Beer Ka, in Mongolia non si trovano!)



Ottimo Lantisuccio. Buona viaggione!
Mi fa piacere che sei sempre attivo...

Un saluto da Kiev.

Gringox
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
29 giugno 2010 - (pensieri ucraini)


ore 19,40

Questa è una di quelle situazioni in cui ho voglia di scrivere. Non so bene per chi, sicuramente per me stesso anzitutto, ma è uno di quei momenti in cui più sento la gioia di questa vita ucraina e russofila che da più di cinque anni ha cambiato la mia esistenza. Una di quelle situazioni in cui il confine tra la vita di routine quotidiana e la percezione del “viaggio” inteso come avventura, come alienazione dalla “normalità” quotidiana, è sottilissimo.
Sono “svaccato” sulla cuccetta superiore del quarto vagone del treno “firmennij” Kiev – Chernovcy (treno chiamato “Bukovina”, dal nome della regione di cui Chernovcy è il capoluogo); in ciabatte, pantaloncini e canotta, come molti degli altri sconosciuti compagni di viaggio che sono sul vagone negli altri scompartimenti. Nelle “Russie” è molto diffusa l’usanza del viaggio in treno per lavoro: manager, tecnici, venditori, spesso compiono le proprie trasferte in treno ed è bizzarro vedere come molti uomini salgono sul treno eleganti, in camicia e cravatta e, dopo pochi minuti dalla partenza, li rivedi in ciabatte e maglietta, per poi ritrovarteli come se nulla fosse successo, la mattina dopo (dopo la notte di treno) nuovamente impettiti, eleganti e pronti per affrontare il proprio lavoro nella città di destinazione.
Oggi non dovevo essere qui; ma come spesso accade nel mio lavoro in Ucraina l’improvvisazione è parte del “gioco”. Il cliente mi ha telefonato ieri per chiedermi di aiutarlo a risolvere una questione urgente “in loco”, presso un cantiere e che serve al più presto la presenza del nostro tecnico e la mia. Non avevo voglia di mettermi in macchina per “spararmi” 1.200 km. circa di strada per raggiungere Chernovcy e tornare indietro, in due giorni! E col rischio di impantanarmi nell’acqua alta che da qualche giorno sta ahimè devastando le campagne della Bucovina a causa delle forti piogge che hanno provocato l’esondazione dei fiumi Dnestr, Prut e di altri fiumiciattoli minori, isolando villaggi e paesi ed interrompendo in diverse parti la comunicazione stradale.
Eccomi dunque qui! Nel mio “amico” treno: un viaggio lungo 15 ore (che roba…15 lunghe ore per percorrere 600 km.) verso di là e rientro domani sera – altre 15 ore – alla volta di Kiev. Ci impiega così tanto perché ad un certo punto, credo dopo Ternopol’, il binario si fa unico e il treno inizia a correre più lentamente; prima, ai tempi dell’Unione Sovietica e forse anche un pò dopo, il treno per Chernovcy, una volta oltrepassata la città di Hmel’nitskij, si spingeva verso sud, entrando in territorio moldavo, superando il fiume Dnestr e costeggiando qualche chilometro il confine moldavo-ucraino (ma in territorio moldavo) per poi rientrare in Ucraina e giungere a destinazione in un tempo più ragionevole. Oggi Ucraina e Moldavia sono due Stati diversi e al treno Kiev – Chernovcy non è più concesso di passare su e giù per il confine ed ecco dunque che si spiega il lungo viaggio. Ha sempre suscitato la mia curiosità il guardare le cartine degli Stati dell’ex-Unione Sovietica, osservare le linee che indicano le strade e in particolare le ferrovie che paiono compiere dei percorsi arzigogolati stranissimi, talvolta intersecando i confini di Stati vicini…oggi l’Unione non c’è più ma quelle strade ferrate esistono tuttora e spesso purtroppo la nuova configurazione statale impedisce di poter percorrere quelle tratte, obbligando a ripiegare su altre, magari secondarie, ma rientranti nel proprio territorio.
E così il treno: un “momento” di vita sociale russa di grande intensità. Ho scritto altre volte delle mie esperienze ed avventure in treno, dei miei viaggi all’interno della Russia; chissà perché il treno è fonte di ispirazione per me…guardo fuori e mi rilasso, lasciandomi trasportare dal ritmo lento ed incostante che caratterizza l’andatura di questo catafalco ferroso…
Goccioline di sudore mi scendono sul volto e sulla schiena, il caldo è penetrante, e solo a tratti è mediato dalle folate di vento che provengono dal finestrino aperto e che sbattacchiano le tendine su e giù. L’aria condizionata non è ancora arrivata da queste parti e tutto sommato per me e per la mia testa è un bene, preferisco l’aria, anche se calda, che viene da fuori…
Fuori la campagna, l’immensa, sterminata e talvolta ondulata distesa verde ucraina, punteggiata di casette varie, alcune di mattoni bianchi, altre di mattoncini rossi, altre ancora, ben più antiche, fatte del miscuglio di terracotta, escrementi e paglia e pitturate di bianco (le tipiche “хата” ucraine), ma tutte sempre ad un piano solo e a forma quadrata, con tettucci a “v” al contrario spigolosi, e con le finestrelle decorate; casette, soprattutto queste ultime, che da secoli sono sempre uguali, in barba alla modernità, ad eccezione del tetto, dove ormai quasi ovunque il mattone o il legno hanno sostituito la paglia.

La sensazione di gioia che provo è indescrivibile e si mescola con la nostalgia di pensieri che mi riportano indietro nel tempo…percepisco la sensazione del “viaggio”…e penso che sono in giro per lavoro!!



…ops…Vova mi sta chiamando, evidentemente ha già fame, eheh…è ora di andare a rifocillarci un pò nel vagone buffet, ci aspetta, come da usanza, una bella bevuta…




Il Gringox “svaccato” sulla cuccetta del quarto vagone del “фирменный поезд” Bukovina, Kiev – Chernovcy.


 






Il vagone “buffet”: divertente la bilancina con le iconcine…per la serata in treno io e il mio collega Vova selezioniamo la “Tselsij” (Целсій), tra le diverse opzioni di vodka che si presentano a noi; prendiamo una bottiglia di vodka, succo di pomodoro e ordiniamo qualche “zakuska”…


  


  


  


  





Il bagnetto del vagone. Ancora oggi, dopo tanti viaggi su questi treni mi chiedo chi abbia avuto la geniale idea, igienica e ottimizzatrice d’acqua, di realizzare questi lavabi dai quali l’acqua esce solo quando si tiene premuto un tastino sotto il rubinetto; praticamente impossibile riempirsi le mani d’acqua per lavarsi la faccia…


  


  





Immagini degli allagamenti causati dalle piogge e uragani degli ultimi giorni nella Bucovina. Purtroppo le foto del telefonino non rendono benissimi, ma io ammetto di non aver mai visto nulla di simile coi miei occhi! Tutto allagato, gente che si muove di casa in casa coi gommoni, campi trasformati in palude e tutto per chilometri chilometri…


  



  



Gringox

He............. l'avevo detto che preferivi il treno....      
 



 
kilan Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
grande gringo! i tuoi post ci trasmettono tutta l'emozione della vita in quei posti! grazie!!!
 



 
sovietboy Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
È veramente tanto tempo che non aggiorno il “Gringox d’Ucraina”. Lo faccio adesso scrivendo due righe sul mio wekend di Pasqua ucraino trascorso in Crimea, a Yalta.
Nelle mie solite trasferte di lavoro nell’ovest Ucraina (ormai sono 6 anni che giro sempre gli stessi posti) sono ormai abituato a confrontrami con una realtà ucraina diversa da quella di Kiev, fatta di campagne sterminate, di colline dolci, di paesini e villaggi fermi nel tempo attraversati da carretti trainati da cavalli fino alle boscose montagne dei Carpazi. Forse la vera Ucraina, quella di una popolazione di lingua ucraina, nazionalista, con le sue tradizioni molto più vicine alla mittleuropa più che alla Russia. Ma l’Ucraina non finisce mai di stuprimi! In Crimea sono stato catapultato in tutt’altra realtà – sebbene lo sapessi sulla carta. Qui al contrario dell’ovest non c’è quasi traccia di “ucrainicità”, tutto scritto in russo, la gente parla solo russo, addirittura all’interno delle macchine molti espongono la bandierina russa…se non si incontrasse ogni tanto la bandiera ucraina gialla e blu che sventola e non si pagasse con le grivne, direi che potremmo tranquillamente trovarci in una regione della Russia!

Un piacere passeggiare lungo la набережная Ленина (naberezhnaja Lenina – lungomare Lenin), dal Parco Kalinin alla Piazza Lenin dove trionfa ancora la statua dellorgoglioso padre della Rivoluzione d’Ottobre, anche se ora deve condividere lo spazio con un vivacissimo McDonald di fronte. Tra palme, bar, discoteche e chioschetti che propongono suovenir ed escursioni si cammina per circa due kilometri: da una parte il mare col piccolo porticciolo e le minuscole spiaggette ghiaiose, dall’altra parte i bei edifici bianchi restaurati che danno sulla strada, e sullo sfondo le alte montagne rocciose con le vette ancora innevate. Si scorge bene la vetta del monte Ay-Petri (Ай-Петри,1233 m.).


lenin1


spiaggia_1303986355_707412


lungomare



Yalta è davvero bellissima. Certo bisogna comprenderla nella prospettiva di “kurort” sovietico (ora post-sovietico) cioè non bisogna scandalizzarsi nel vedere i rigogliosissimi e verdissimi pendii delle montagne puntellati di “casacce” e palazzoni soviet che come funghi bianchi enormi spuntano dal suolo e mostrano al cielo tutta la loro bruttezza…di contrasto invece è la vecchia Yalta con le sue casette basse semidiroccate di mattoni e legno e le viuzze piccole dove certo la pulizia non è di casa, ma le danno un tocco pittoresco unico! Stupenda è la chiesa di Aleksandr Nevski con le sue cupole dorate.

aleksandr_nevski1  
Chiesa Aleksandr Nevski.


casetta


in_barca


in_barca2



Una intensa emozione mi ha assalito durante l’ascesa in bidonvia che porta dal centro di Yalta fino al belvedere; da una parte un po’ di preoccupazione per lo stato della struttura che tra scricchiolii, ruggine e dondolii strani, dà la sensazione che non sia stata revisionata da decenni; dall’altra per il ricordo di quel “mal’chik bananan” che saliva con la sua bella, della quale si era perdutamente innamorato, e in sottofondo la toccantissima colonna sonora degli Aqvarium…parlo del film “Assa” (Асса) e della dolcissima canzone “Gorod zolotoj” (per chi non l’abbia mai visto, consiglio di vederlo, a me è piaciuto un casino! È uno di quei film sovietici che vedo almeno una volta all’anno! http://www.youtube.com/watch?v=G0F_rFcASRw).


bidonvia



Ciò che colpisce quando dopo aver lasciato l’orrenda Sinferopol’ (capitale della Repubblica Autonoma di Crimea), attraversato il passo e inizato la discesa verso la ЮБК (Южный Берег Крыма – sponda meridionale della Crimea) è la diversità della vegetazione: dagli ulivi, alle rose, ai tassi, a piante di pistacchio, ad abeti, a pini marittimi, a ciliegi, a magnolie…ma sono i vigneti ad impressionare maggiormente. Questa è la zona ucraina più rinomata per i vini (Massandra, Inkermann, Koktebel’), forse più dei Carpazi, anche se le qualità che si producono sono per lo più dolci, liquorosi e da dessert. Tanti appezzamenti di vigneti poggiano sui pendii delle montagne e guardano verso il sole.
La strada che scende a Yalta è un tuttuno di tornanti, ma l’asfalto è in buone condizioni – cosa strana per l’Ucraina. Una nota curiosa: sulla strada Sinferopol’ – Yalta funziona il filobus che percorre la tratta più lunga del mondo, ben 85 km! (io non l’ho provato, ma la prossima volta giuro che lo faccio, hehehe, quasi 3 ore per percorrere 85 km., su un vecchio e sbilenco trollejbus sovietico).


trollejbus



I dintorni di Yalta sono veramente interessanti e qui sì che si respira un po’ di storia, quella degli ultimi due secoli; ma almeno le attrazioni non mancano.
La casa museo di Chekov, con le suppellettili ancora rimaste così come le aveva posate il grande scrittore russo che qui cercava di curarsi dalla tubercolosi e trascorse gli ultimi suoi 5 anni di vita. Molto rilassante è l’atmosfera che si respira in questa dacia immersa nel verde, a due passi dal mare.

Proseguendo verso ovest, sempre zizzagando tra i tornanti e tra un sanatorio e l’altro (i sanatori, così si chiamano, oggi sono tipo alberghi, ma erano dedicati e lo sono ancora alle cure varie per diverse malattie), si raggiunge dopo pochi kilometri il Livadiskij Dvorets (Ливадииский Дворец), un palazzo bianco, anch’esso in mezzo ad un enorme parco dove io ho percepito i brividi della storia. Camminando all’esterno ma soprattutto dentro quelle enormi stanza rivedevo i grandi della terra che nel febbraio del 1945 si ritrovavano per spartire l’Europa del dopo Hitler, della Germania che ormai stava inesorabilmente perdendo la guerra. Grande emozione nel vedere la “sala bianca” col grande tavolo e le bandierine inglese, americana e sovietica che segnano i posti dove si sono seduti Churchill, Roosvelt e Stalin…me li vedevo lì, il “panzone” col sigaro in bocca, il vecchio con un piede già quasi nella fossa e il “baffone” col suo solito pastrano e il berretto in testa, così come nella storica foto appesa alla parete dietro quel tavolo. Qui si sono decise le sorti dell’Europa e la divisione ideologica del mondo post-nazismo.
Che effetto poi salire al secondo piano dove si trovano le stanze con i ricordi della famiglia imperiale dei Romanov e dello zar Nicola II, che qui trascorse solo poche estati, prima di essere arrestato e poi ucciso insieme alla famiglia dai bolscevichi. Grande lusso e splendore, ma anche ricordi di una vita “umana” di vacanza, quella che mostrano le foto dell’epoca della famiglia imperiale che si godeva il riposo del mare… una strana sensazione mi assaliva nel pensare che qui hanno vissuto prima lo zar e la sua famiglia e poco dopo il suo carnefice…


livadia
Palazzo Livadia


Ma l’impatto più suggestivo delle escursioni nella zona di Yalta viene dalla visione del cd. Ласточкино Гнездо (Lastochkino Gnezdo – Nido di Rondine): un piccolissimo castelletto fiabesco posto sul cucuzzolo di un faraglione a picco sul mare. Non vi è nulla di storico in questo edificio costruito nel 1912 da un barone tedesco per la sua amante, per di più che all’interno ci hanno addirittura fatto un ristorante italiano!! Ma l’effetto scenografico è notevole, soprattutto se si arriva – come ho fatto io – dal mare e lo si coglie dal basso, dalla barca. Una volta scesi al molo sotto il castello, ci si inerpica a piedi su delle ripide scale e si arriva al castello.


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Nido di Rondine


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faraglione



Vale la pena visitare anche e il  Воронцовский Дворец (Vorontsovskij Dvorets, che si trova ad Alupka, 15 kilometri da Yalta) e il Массандровский Дворец (Massandrovskij Dvorets, a Massandra, poco fuori Yalta). Il primo è un bellissimo palazzo dell’ottocento costruito per il conte Vorontsov, in stile alnglosassone all’interno e all’esterno bizzarra combinazione di stile arabeggiante da un lato e scozzese dall’altro. All’interno anche qui colpiscono la maestosità delle sale e delle pitture alle pareti; ma l’aspetto più piacevole anche in questo caso è il giardino che circonda l’edificio, pieno di una varietà incredibile di piante e di siepi e la bellissima vista sul Mar Nero.


vorontsovskij_dvorets
Vorontsovski Dvorets



Il Palazzo Massandra non sono riuscito a visitarlo all’interno, perché già chiuso quando sono arrivato, ma è un edificio carino, non grande, situatо sulla collina a pochi kilometri dal centro di Yalta, in mezzo al verde, tanto per csambiare! Qui ci veniva Stalin a passare le estati, e prima, ai tempi degli zar, da Alessandro III a Nicola II, era usata come residenza estiva e punto di partenza per le battute di caccia nei boschi circostanti.


massandrovskij_dvorets
Massandrovskij Dvorets



Vicino al Palazzo, nel centro del microscopico paesino di Massandra, si trova la fabbrica del vino Massandra, qui si possono degustare i vari tipi di vino. Io ovviamente non potevo mancare la degustazione…siamo lontani anni luce dalla nostra cara Italia, soprattutto dalle mie papille gustative che sono state educate sin da piccolo ai vini secchi, fermi e dal colore rosso rubino; però devo ammettere che anche questi vini dolci, intensi e pastosi sono di qualità e validi, ma se ingeriti in piccole dosi! Dei 10 vini assaggiati, 6 o 7 li ho trovati praticamente identici. Potrebbero essere paragonati ai nostri Moscato o Zibibbo siciliani, ma ancora più dolci!


degustazione



Infine un altro piccolo aneddoto realtivo alla cucina. Proveniente da Kiev tra le cose che più desideravo provare arrivando in Crimea c’era il pesce del Mar Nero; mi aspettavo una grande varietà di prodotti di mare e di pesci, mi immaginavo chioschetti che proponevano shashlyk di pesce alla griglia, antipasti di mare al limone…ahimè anche in questo caso l’Italia è lontana anni luce! Cosa mi trovo in risposta? Carne di montone e zuppette tartare!! Eh sì, perché la Crimea è terra tartara (Batir qui ci sono i tuoi parenti, ehehehe…i Tartari della Crimea!) e come si sa i Tartari sono musulmani e la loro cucina non prevede il maiale bensì carne di pollo e montone. Insomma in riva al mare si mangia shashlyk di montone…che tristezza! Ma con accanimento e testardaggine sono comunque riuscito a soddisfare la mia curiosità – pagandola con lauta ricompensa (ristorantino carissimo!) – e a provare, almeno una sera, una grigliata mista di pesce. Tra i vari tipi di pesce assaggiati sono riuscito a riconscere solo le triglie (qui chiamate barabulka – барабулка); degli altri pescetti ricordo i nomi, ma non ho trovato la traduzione in italiano. Chissà, magari Ludamila o Irina mi possono aiutare a tradurli. Si tratta di sargan (сарган), pelengas (пеленгас) e gorbyl (горбыл). Piatto invece molto comune e veramente delizioso, come antipasto, sono i rapany (рапаны), una specie di mollusco che vagamente ricorda la lumaca.


grigliata_pesce1



Ultimissima nota – dettaglio più che altro per chi vive in Ucraina che ha possibilità di confronto – riguarda i prezzi: Yalta è cara. Ma è cara quanto Kiev. E la qaulità del servzio in generale non corrisponde del tutto ai prezzi che si pagano per averlo. Io ho alloggiato in un appartamento monolocale vicinissimo al lungomare e ho pagato 400 grn. a notte (poco meno di 40 euro), ma ne valeva meno di 20… le escursioni e le entrate ai musei sono sempre intorno ai 20-40 grn. (da 2 a 3 euro); per mangiare bene si sta intorno ai 250 grn a testa (circa 23 euro). Adesso non è ancora alta stagione; da giugno a settembre i prezzi sono più cari.


Un abbraccio al Forum,

Gringox
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Interessantissimo, e mi sembra che per te e' la prima volta che finalmente vai in Crimea giusto?

Un'appunto.. i tartari di Crimea non centrano niente con i tartari del Taatsrtan, (questo mi fu spiegato per benino) allora primo perche' la storia vuole che i Crimeani facciano parte della famiglia dell'altro fratello che si allontano dal Volga, appunto i Bulgari del Volga che fondarono Kazan, percui e passato cosi tanto tempo che addirittura le lingue in un certo modo sono differenti in piccola parte, e ovviamente non sono piu imparentate le varie famiglie tartare, poi un'altra cosa e' la religione, nonostante siano tutti musulmani i tartari di Kazan e i tartari di Crimea i tartari del Tatarstan tengono a precisare che loro non sono cosi' bigotti come i tartari Crimeani.

Io 3 anni fa andrai a Berdiansk sul Mar Azov dai parenti di mia moglie per 2 mesi, loro sono tartari trasferitisi li da 40 anni, ma sono tartari del Tatarstan, quindi sono tartari che vivono in Ucraina, parlano russo, ucraino, e tartaro ma non hanno amici ne conoscono tartari di Crimea.
 



 
Batir Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Batir ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Interessantissimo, e mi sembra che per te e' la prima volta che finalmente vai in Crimea giusto?

Un'appunto.. i tartari di Crimea non centrano niente con i tartari del Taatsrtan, (questo mi fu spiegato per benino) allora primo perche' la storia vuole che i Crimeani facciano parte della famiglia dell'altro fratello che si allontano dal Volga, appunto i Bulgari del Volga che fondarono Kazan, percui e passato cosi tanto tempo che addirittura le lingue in un certo modo sono differenti in piccola parte, e ovviamente non sono piu imparentate le varie famiglie tartare, poi un'altra cosa e' la religione, nonostante siano tutti musulmani i tartari di Kazan e i tartari di Crimea i tartari del Tatarstan tengono a precisare che loro non sono cosi' bigotti come i tartari Crimeani.

Io 3 anni fa andrai a Berdiansk sul Mar Azov dai parenti di mia moglie per 2 mesi, loro sono tartari trasferitisi li da 40 anni, ma sono tartari del Tatarstan, quindi sono tartari che vivono in Ucraina, parlano russo, ucraino, e tartaro ma non hanno amici ne conoscono tartari di Crimea.


Grazie delle delucidazioni Batiruccio. Sì, dopo 6 anni di vita ucraina è la prima volta che son stato in Crimea e mi è piaciuto un casino! Ci tornerò sicuramente, ma sempre facendo visite mirate. La prossima volta ho intenzione di visitare la zona di Sevastopol' e balaklava, sempre per 2-3 gg. Tanto adesso abbiamo la WizzAir da Kiev a Sinferopol' e i prezzi dei biglietti, se prenotati in tenmpo, sono abbordabili. Io sn stato in aereo e in poco più di un'oretta da Kiev ...zacchete sei in Crimea.

Gringox
 




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gringox Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
bellissimo reportage! davvero... i paesaggi mi ricordano molto quelli italiani ma con un tocco di "retrò" particolare (per es. la bidonvia che da piccolo presi in montagna e che oggigiorno non si trovano più nel nostro Paese)
 



 
sovietboy Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
flydream ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bellissimo reportage! davvero... i paesaggi mi ricordano molto quelli italiani ma con un tocco di "retrò" particolare (per es. la bidonvia che da piccolo presi in montagna e che oggigiorno non si trovano più nel nostro Paese)


che cosa e' la bidonvia?
 




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icipo76 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
icipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
flydream ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bellissimo reportage! davvero... i paesaggi mi ricordano molto quelli italiani ma con un tocco di "retrò" particolare (per es. la bidonvia che da piccolo presi in montagna e che oggigiorno non si trovano più nel nostro Paese)


che cosa e' la bidonvia?


Cipetto ciao, mi sorprendi...come esiste la funivia, la seggiovia, c'è anche la bidonvia, quei bidoni che si vedono nella mia foto e che portano su alla vetta della montagna sui quali possono salire al max due persone...

Gringox
 




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gringox ha scritto: [Visualizza Messaggio]
icipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
flydream ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bellissimo reportage! davvero... i paesaggi mi ricordano molto quelli italiani ma con un tocco di "retrò" particolare (per es. la bidonvia che da piccolo presi in montagna e che oggigiorno non si trovano più nel nostro Paese)


che cosa e' la bidonvia?


Cipetto ciao, mi sorprendi...come esiste la funivia, la seggiovia, c'è anche la bidonvia, quei bidoni che si vedono nella mia foto e che portano su alla vetta della montagna sui quali possono salire al max due persone...

Gringox


non avevo colto l' ironia  
la foto l' avevo vista infatti mi sembrava la classica ovovia tipo impianto sciistico
poi flydream ha detto che in italia c'erano e adesso non piu'
siccome in italia invece ci sono ancora (sono un po' meglio di quella a yalta   ) io pensavo a qualcos' altro  
 




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icipo76 Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Non posso che aggiungere che e' un resoconto splendido,da leggersi tutto di un fiato!Complimenti generale!!
 




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SBALORDITO IL DIAVOLO RIMASE QUANDO COMPRESE QUANTO OSCENO FOSSE IL BENE!
 
sorrento76 Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: GRINGOX D'UCRAINA 
 
Gringox, il tuo e` un racconto eccezionale!   Descrivi  tanto bene che fai venire  la voglia di andarci e ammirare tutto  
  Non sono una grande conoscitrice dei pesci, sono riuscita solo a trovare qualche informazione su Googl
Quel pesce che in russo si chiama gorbyl' (горбыль) e` rappresentante delle perche, ecco quello che si trova nel Mar Nero
http://fish-book.ru/tag/gorbyl/page/2/
Quello che si chiama sargan (сарган) in latino e` belone rostata, forse lo riconoscerete, assomiglia all'anguilla, si chiama anche "il luccio di mare", eccolo

 1089_1072_1088_1075_1072_1085_1304153883_632145

 Quello pelengas/pelingas e` un parente dei cefali,
 http://ru.wikipedia.org/wiki/%CF%E5%EB%E5%ED%E3%E0%F1  пелингас
  
Invece i rapan li conosciamo fin  da bambini, ma non come un piatto ma come un souvenir che si porta sempre dal mare  http://ru.wikipedia.org/wiki/Rapana_venosa

  738px_rapana_black_sea_2008_g1
 



 
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