non capisco dove io abbia offeso gli utenti sul forum, se così pensate prego bannarmi.
saluti.
SaPa
Pochi Rubli essendo un fenomeno che muove capitali, non posso definirlo mercato? perchè? perchè oggettivamente non posso parlare di mercato, di domanda e di offerta?
Come minimo dovresti chiedere scusa a Invernorosso, poi chiama come vuoi a questo "business".
Grazie Pochi, ma stai tranquillo che non mi sento offeso minimamente da Sapa, figuriamoci. Mi dispiace solo che come direbbe Speck in trasferta a Roma "in locu gli ci entra, ma in testa no".
@Chris: hai ragione Chris, ma sai che sotto l'ombrellone o ti fai le parole crociate o ti colleghi al forum.
Gli unici ad aver seguito il tuo suggerimento sono i moderatori che tranne Abak, stanno tutti al mare....

Innanzitutto io ahimè non sono al mare, sono “malaticcio” (senza voce, con tosse, mal di gola e forse febbre…) e sono reduce da un weekend delirante con la missione-lampo di Mr.G a Kiev che ha comportato uno sforzo non indifferente fisico e mentale tra giri della città, alcol, bevute e ore piccole…
In secondo luogo, invito Sapa davvero a rivedere il tono e la terminologia usata nei suoi interventi.
Sapa tu purtroppo hai un approccio troppo fermo e condizionato dai ricordi della tua esperienza moscovita, che ti ha dato tanto sicuramente, ma ti ha fatto vivere una realtà che non è l’unica che si trova a Mosca. Tu lo sai meglio di me che Mosca è un mondo a sé: c’è la vita studentesca, c’è la Mosca by night, c’è la Mosca operaia, c’è la Mosca dei korinoj moskvichi e dei forestieri senza propiska; c’è la Mosca delle discoteche e c’è quella della cultura e dei teatri; c’è la Mosca straricca; c’è la Mosca dei vecchietti che non arrivano a fine mese…c’è la Mosca delle ragazze facili, e c’è quella delle ragazze che nn sono mai andate in discoteca e che fanno casa-lavoro lavoro-casa. Insomma non puoi neanche tu sostenere la rigidità delle tue posizioni; non ha semplicemente senso ciò.
Relativamente al discorso “relazional-sessuale” – giusto per citare il Sapetto, non si può non ammettere che ciò in parte sia vero. Anche qui l’errore di Sapa è la sua solita generalizzazione, ma c’è molta verità in tutto ciò: troppo spesso che si rivolge ad Est lo fa per cercare la bella donna e troppo spesso nelle Russie, la componente femminile è propensa a stare a questo “gioco” (internet e le varie pubblicità ne sono un chiaro es.). La cosa noiosa è che cmq sono discorsi triti e ritriti! Direi di darci un taglio e di capire che ognuno ha le sue motivazioni che lo portano a delle scelte che sono del tutto personali. Esse meritano se non l’accettazione, per lo meno la comprensione e il rispetto (con la totale e ferma condanna della sola accezione sessuale dell'approccio!!).
Comprensione e rispetto vanno anche per le scelte del cambiamento. C’è chi emigra e rinuncia di vivere nel proprio paese per amore, lavoro, passione o altro; e c’è invece chi non è disposto a questo, neanche per amore! Io rispetto la scelta di Olga, la ritengo coraggiosa e cosciente. Non vedo alcun materialismo o nazionalismo…credo che lei abbia basato la sua decisione su delle valide motivazioni. La ricerca della felicità non ha delle regole. Non un codice! Se Furba ad es (ma non vorrei parlare di Furbetta, perché è qui ora assente), allora meglio stare generali; se una donna russa per es decide di lasciare il proprio paese seguendo un amore, beh…significa che nella sua testolina lei intravvede in questo cambiamento una possibilità concreta per raggiungere la sua realizzazione e felicità; essa non deve essere criticata; questa è la sua ricerca della felicità ed appartiene alla sua libertà. Poi saranno cavoli suoi se in questa sua visione i motivi veri sono il vero amore o qualche interesse materiale (soldi, bella vita, ecc), in fondo lei è libera di scegliere e lo fa inseguendo una sua felicità; ma ciò vale anche nel caso di Olga: la sua felicità forse non sarebbe stata quella di andare a Londra!
Onore a chi cambia per un degno motivo, in cerca di una degna felicità, ed ha il coraggio di buttarsi in nuove realtà, lontano dalla propria patria e dalle proprie origini; ma onore ache a chi resta, a chi mai e per nessuna cosa al mondo lascerebbe la propria patria, perché il suo legame ad essa è forte ed intranciabile.
Io dico – per concludere – che la varietà umana è immensa. Ognuno di noi vive a suo modo. Già abbiam le leggi dello Stato che ci vincolano ad un regime di vita ordinato, per fortuna ci resta la libertà totale nelle scelte che riguardano noi stessi e la ricerca della nostra felicità, ecco sforziamoci di comprendere almeno quale sia la vera felicità per noi. E ciò non è assolutamente cosa facile.
Gringox