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Crisi finanziaria in Russia
Autore Messaggio
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
Russia: a febbraio import - 37, 1%


La flessione ha riguardato praticamente tutti i settori


(ANSA) - MOSCA, 10 MAR - In Russia a febbraio le importazioni (per 10,6 miliardi di dollari) hanno registrato un vistoso calo del 37,1% rispetto al febbraio 2008. Lo riferisce oggi il quotidiano economico Vedomosti, secondo cui il calo dell'import e' pressoche' pari a quello di gennaio, quando era stato del 37,5%. Anche gli investimenti sono calati in febbraio, del 47%. La flessione dell'import ha riguardato tutti i settori, ad eccezione di quello ortofrutticolo e dell'abbigliamento.
 



 
morello Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
morello ha scritto: [Visualizza Messaggio]


(ANSA) - MOSCA, 10 MAR - In Russia a febbraio le importazioni (per 10,6 miliardi di dollari) hanno registrato un vistoso calo del 37,1% rispetto al febbraio 2008. Lo riferisce oggi il quotidiano economico Vedomosti, secondo cui il calo dell'import e' pressoche' pari a quello di gennaio, quando era stato del 37,5%. Anche gli investimenti sono calati in febbraio, del 47%. La flessione dell'import ha riguardato tutti i settori, ad eccezione di quello ortofrutticolo e dell'abbigliamento.


Questi dati sono semplicemente spaventosi.
 



 
pochi_rubli Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
Proprio oggi ho parlato con un amico che è da più di 10 anni che vive in Russia, si occupa di import e di assistenza a ditte italiane che lavorano in Russia, e le
sue parole testuali sono state: in Russia il lavoro c'è per chi lavora bene e ce ne sarà sempre di più........bho  
 




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Nel diventare grande, osserva, ascolta, aspetta.
 
mauri_f Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
mauri_f ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Proprio oggi ho parlato con un amico che è da più di 10 anni che vive in Russia, si occupa di import e di assistenza a ditte italiane che lavorano in Russia, e le
sue parole testuali sono state: in Russia il lavoro c'è per chi lavora bene e ce ne sarà sempre di più........bho  


Penso che il tuo amico abbia voluto dire che in tempi di crisi c'è meno spazio per chi si butta nella mischia senza titolo cercando di acchiappare quà e là, insomma per i  cialtroni, e questo gioverà a chi lavora bene ed offre un servizio di qualità.
 




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invernorosso
L'essenziale è invisibile agli occhi.
 
invernorosso Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
Il problema è che se il 90% delle aziende del tuo settore sta chiuso o lavora parzialmente, che affari vuoi fare?? Bravo o meno bravo che sia, se non c'è domanda, la produzione cala... e se la produzione cala c'è meno lavoro per tutti, fornitori, titolari, dipendenti, trasporti, ecc. ecc.
 




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ВСЁ БУДЕТ ХОРОШО!!

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drugospb Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
nessuna boccata d'ossigeno della'ltra parte dell'oceano:



ILSOLE24ORE.COM > Economia e Lavoro       
Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento
di Marco Valsania

Nessun salvataggio per Detroit. I negoziati al Congresso americano per varare aiuti d'emergenza all'auto sono naufragati tra violente polemiche sulla richiesta di drastici tagli nei compensi dei lavoratori. Democratici e repubblicani si sono arresi davanti all'impossibilità di trovare un'intesa sulle condizioni da imporre per stanziare 14 miliardi di dollari soprattutto per Gm e Chrysler, che ora potrebbero essere costrette della crisi a entrare in amminstrazione controllata entro fine anno. Ford ha chiesto linee di credito per il futuro. Gm ieri notte ha già ingaggiato esperti legali e finanziari, tra cui Harvey R. Miller di Weil Gotshal & Manges, per preparare un eventuale ingresso in Chapter 11. Senza accordi, un voto procedurale ha rapidamente condannato gli aiuti al fallimento al Senato: il piano ha ottenuto solo 52 voti a favore su cento, contro i 60 indispensabili a portare la legge in aula e a superare l'ostruzionismo degli oppositori.

La drammatica maratona negoziale si è interrotta dopo che i leader democratici e sindacali hanno respinto la principale richiesta repubblicana: che i salari dei dipendenti di Gm, Ford e Chrysler fossero ridotti al livello di quelli dei concorrenti non sindacalizzati, a cominciare dalle case giapponesi, gia nel 2009. Detroit oggi ha ancora un costo del lavoro orario, compresi i benefit, attorno ai 70 dollari contro i neppure 50 dollari dei rivali, anche se esistenti intese sindacali già prevedano la sua riduzione nei prossimi anni. I democratici hanno accettato la parità salariale con gli impianti non sindacalizzati ma non prima del 2011. I repubblicani hanno inoltre insistito per significativi sacrifici da parte dei creditori dei gruppi: l'obiettivo era una riduzione del debito di due terzi rispetto agli attuali 60 miliardi entro il 31 marzo.

Non è chiaro se il Congresso proverà nelle prossime ore a resuscitare una legge sugli aiuti. Ma il leader democratico al Senato Harry Reid, scoraggiato, ha dichiarato che «è finita». E ha aggiunto di sperare piuttosto che l'amministrazione Bush si convinca ad attingere per l'auto ai fondi del già esistente piano del Tesoro da 700 miliardi di dollari destinati al salvataggio delle banche. La Casa Bianca ha finora escluso una simile ipotesi. Nella notte si è detta «delusa» del fallimento in Congresso e ha affermato di voler valutare tutte le sue opzioni. Un'altra strada caldeggiata da alcuni leader democratici prevede aiuti da parte della Federal Reserve. I 14 miliardi per Detroit discussi dal Congresso sarebbero invece arrivati da fondi originalmente dedicati allo sviluppo di vetture ecologiche.

Ma come si è arrivati a questa clamorosa bocciatura? Democratici, repubblicani, rappresentanti dell'auto e del sindacato hanno trattato a porte chiuse fino a tarda sera alla ricerca di un'intesa in extremis che tenesse in carreggiata il salvataggio dell'auto. Secondo il senatore repubblicano del Tennesseee Bob Corker ad un accordo finale mancavano soltanto "tre parole", quelle sul costo del lavoro. E' stato un ostacolo insormontabile.

Un compromesso tra democratici e Casa Bianca era stato inizialmente siglato mercoledì: prevedeva gli aiuti in cambio soprattutto della nomina di uno "zar" dell'auto che avrebbe supervisionato la riorganizzazione delle aziende.
Strategie di risanamento di lungo termine erano richieste entro fine marzo, altrimenti lo zar avrebbe avuto il potere di ritirare gli aiuti e imporre soluzioni. Altri capitoli del compromesso prevedevano la partecipazione azionaria del governo nella imprese e riduzioni nei compendsi dei top executive di Detroit. La Camera aveva approvato il progetto nella stessa serata con 237 voti contro 170. I senatori repubblicani avevano tuttavia fin da subito attaccato il piano come del tutto inadeguato e non abbastanza "duro", guidati da Corker, dal leader di minoranza Mitch McConnell e da Richard Shelby, che nel recente passato si era opposto anche al salvataggio dell'alta finanza. I repubblicani ribelli avevano accolto con freddezza anche le pressioni del presidnete uscente George W. Bush: il vicepresidente Dick Cheney si era incontrato con loro mercoledì accolto da aperto scetticismo. Altre frenetiche telefonate della Casa Bianca nella giornata di giovedì non hanno sortito alcun esito.

Scusa Rapisarda, ma quale data ha questo articolo?

Al leggerlo mi sembra qualcosa che è acaduto durante l'amministrazione Bush
 



 
pochi_rubli Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
invernorosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
mauri_f ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Proprio oggi ho parlato con un amico che è da più di 10 anni che vive in Russia, si occupa di import e di assistenza a ditte italiane che lavorano in Russia, e le
sue parole testuali sono state: in Russia il lavoro c'è per chi lavora bene e ce ne sarà sempre di più........bho  


Penso che il tuo amico abbia voluto dire che in tempi di crisi c'è meno spazio per chi si butta nella mischia senza titolo cercando di acchiappare quà e là, insomma per i  cialtroni, e questo gioverà a chi lavora bene ed offre un servizio di qualità.


Per esperienza personale, al giorno d'oggi i Russi sono quelli che stanno diventando i piu esigenti e attenti a cosa gli offri e gli fai avere, e pagano, niente da dire, ben venga se c'è lavoro in Russia
 




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Nel diventare grande, osserva, ascolta, aspetta.
 
Ultima modifica di mauri_f il 10 Marzo 2009, 23:16, modificato 1 volta in totale 
mauri_f Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
Vorrei rivolgermi a Siberiano... caro Siberiano, leggendo alcuni dei tuoi post non potevo di non pensare che sei troppo critico e che ti manca del rispetto verso i tuoi interlocutori... mi scusa, ma tu chi sei? Che diritto hai di essere cosi' altezzoso? Cosa hai fatto nella vita tua? Che lavoro fai? Hai costruito una casa, piantato un albero? Dai, raccontaci un po' dei tuoi grandi successi!
 




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Forum Russia Italy
 
Alessandro Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
La crisi colpisce anche il mercato russo del vino e dei superalcolici


Secondo le stime dell’agenzia Centro studi federale e regionale dei mercati dell’alcol (sigla russa ZIFFRA), nel 2009 il mercato di bevande alcoliche in Russia rischia di essere colpito da una crisi molto grave. Le società importatrici hanno rivisto al ribasso i propri programmi, annullando molte ordinazioni. Si prevede che il consumo di vino in Russia nel 2009 rischi di crollare del 15-20%, ovvero di 10-15 milioni di decalitri, di cui almeno cinque-sette milioni di decalitri di produzione interna. Anche le importazioni di vino potrebbe arrivare a cinque milioni di decalitri, ovvero il 20% di quanto previsto per il 2009 prima della crisi. Altri esperti sostengono che sono a rischio anche le importazioni di materie prime (di cinque milioni di decalitri) che causerà l’adeguato calo della produzione russa. Se fosse vero gli esportatori di vino e di materie prime per la produzione enologiche verso la Russia subirebbero nel 2009 gravi perdite.
Mentre le esportazioni verso la Russia di superalcolici sono aumentate alla fine del 2008 (cognac e brandy + 5,3%, whisky +6,1%), quelle di vino sono diminuite dell’8,1 per cento nel mese di novembre e del 3% in dicembre. Malgrado la cattiva performance di fine 2008, le esportazioni totali di vino verso la Russia nel 2008 sono comunque aumentate (grazie alla crescita nel periodo gennaio-luglio del 2008) del 3,1 per cento.
Una riduzione del consumo di vino della fascia media di prezzo è stata registrata dal retail già alla fine della prima metà del 2008. In gran parte la diminuzione dei consumi è stata causata dalla riduzione dei redditi reali della popolazione e dalla corsa dei prezzi.
Prima della crisi finanziaria la crescita dei consumi più impressionante si era registrata per i vini bianchi e rossi della fascia superiore a 8-10 dollari per  bottiglia. I consumi di vini bianchi avevano superato quelli dei rossi.
C’è il rischio che la contrazione più importante colpisca il segmento del vino venduto a 110-200 rubli a bottiglia. I vini di questa categoria costituiscono più del 75% delle esportazioni totali di vino verso la Russia.
I risultati del gennaio del 2009 non destano ottimismo: nel primo mese dell’anno le importazioni di vino in Russia sono diminuite del 44% rispetto al gennaio 2008. Il mercato del vino si sta adattando lentamente alle nuove realtà finanziarie dettate dalla crisi globale.
Le importazioni di champagne e di vini spumanti nel gennaio 2009 sono diminuite del 44% sullo stesso mese del 2008 (dopo un crollo del 27% nello scorso dicembre, nonostante le tradizionali feste del Capodanno e del Natale ortodossi). Più di tutte sono diminuite le importazioni di champagne dalla Francia e di vini spumanti (Asti) dall’Italia.
Dopo una crescita vertiginosa in Russia dei consumi (e di conseguenza delle importazioni) di vini liquorosi (vermut, altri vini aromatizzati) che negli ultimi quattro anni sono passati da 1,42 milioni di decalitri (2004) a 3,18 milioni (2008), anche i ritmi delle importazioni di questi prodotti molto popolari tra i consumatori russi hanno iniziato a diminuire dal novembre scorso. Ciononostante, nel novembre 2008 le importazioni di questi vini sono aumentate del 6,6%, e del 10% in dicembre. Invece, nel gennaio del 2009 le importazioni di vermut e di altri prodotti simili sono diminuite del 47 per cento. Si prevede che nel 2009 la diminuzione delle importazioni di vini liquorosi rischi di diminuire del 25 per cento.

FONTE: h**p://***.intesasanpaolo24.com/Csi...EMercati/91.htm
 



 
morello Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Crisi Finanziaria In Russia 
 
Alessandro ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Vorrei rivolgermi a Siberiano... caro Siberiano, leggendo alcuni dei tuoi post non potevo di non pensare che sei troppo critico e che ti manca del rispetto verso i tuoi interlocutori... mi scusa, ma tu chi sei? Che diritto hai di essere cosi' altezzoso? Cosa hai fatto nella vita tua? Che lavoro fai? Hai costruito una casa, piantato un albero? Dai, raccontaci un po' dei tuoi grandi successi!


anch'io sono curioso di sapere che ha fatto il siberiano nella sua carriera professionale...... per dare del loser a qualcuno dovresti essere un winner     
 




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http://www.youtube.com/watch?v=voH2...player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=3eLhm8slXHA
 
il Passatore Invia Messaggio Privato
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