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DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE)
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Rispondo a milan. Credo di capire che tu ti riferisca agli effetti dell'Accordo italo-libico del 2008. Abbiamo sentito tutti che il Ministro degli Esteri Frattini ha dichiarato che l'Accordo è sospeso. La sospensione dell'Accordo, parlo da cittadino, dovrebbe essere seguita dalla sospensione dell'accisa: e sempre da cittadino mi chiedo se il MEF o il Ministero competente stiano provvedendo, ma non ho una risposta privilegiata.  Un tentativo lo si potrebbe fare scrivendo una lettera all'Uff Relazioni con il Pubblico del Ministero degli Esteri chiedendo chi sia l'Ente competente all'applicazione della sospensione, dopodiché si pone la domanda tecnica a quest'ultimo.

Quanto al futuro, la premessa è che Gheddafi ha utilizzato il tema del risarcimento dei danni coloniali perché gli serviva sul piano interno per sembrare un leader cazzuto e sul piano internazionale (leggi Africa) per lo stesso motivo. La politica africana della Libia di Gheddafi è un fenomeno degli ultimi 15 anni di cui si parla a tratti nell'ultimo quaderno speciale di Limes (ottimi articoli, qualcuno da prendere con le molle).

La nuova Libia nascerà, se questa vicenda si concluderà come auspicabile, su altre basi ed i suoi governanti non avranno bisogni di ricorrere a questi mezzi politici per garantirsi il consenso.  Qui ci hanno PREGATO di bombardare sul territorio che ritengono loro (anche se temporaneamente in mano a Gheddafi), liquidando le NOSTRE perplessità sul fatto che così facendo avremmo ripetuto la storia del 1911.

E chi oggi - proprio oggi 30 aprile - ci accusa di neocolonialismo? Proprio Gheddafi: leggete le notizie stampa sul suo discorso e vi renderete conto della sequela di bugie e contraddizioni, tra cui questa di cui parliamo.

L'Accordo del 2008 dovrà essere rinnovato, magari salvato in molte sue parti, perché l'Amicizia tra l'Italia e la nuova Libia dovrà essere saldamente fondata su basi giuridiche, ma se dovessi scommettere ora sulla presenza o meno di clausole di risarcimento di danni coloniali, punterei sulla loro totale assenza.

Saluti, Q

speriamo che siano assenti, se presenti dimostrano che il nostro governo non ha a cuore i suoi cittadini, tanto le tasse le pagano solo i poveracci, quelli che non possono sfuggire!
Con osservanza ti porgo i miei migliori saluti
 




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fParadiso
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Ultima modifica di milian_t il 30 Aprile 2011, 15:44, modificato 1 volta in totale 
milian_t Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Carissimo Q

premetto che è un grndissimo piacere leggere i tuoi posts, molto coinvolgenti...
Altra curiosità da approfondire ( almeno per me)... come pensano di risolvere il problema dei barconi che arrivano soprattutto in Sicilia....
In generale stanno pensando soltanto al presente, quindi "eliminare" Gheddafi trattando e facendo alleanze con paesi vicini ( europei americani e magrebini) oppure c'è gia una rappresentanza "post Gheddafi" con un lavoro diplomatico e politico, che gia pensa al dopo guerra??? E quali sono le principali problematiche da risolvere ( secondo loro)??

Un saluto

Willow
 




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WILLOWMASK Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Dunque, i barconi.

Cominciamo ad escludere i barconi degli ultimi mesi, provenienti dalla Tunisia e con tunisini a bordo.

La storia dei barconi dalla Libia è iniziata nel 2002, quando dalla Libia arrivavano carichi di immigrati NON LIBICI, bensì egiziani, eritrei, africani in genere, tutti entrati in Libia via deserto e poi allettati da trafficanti vari per raggiungere a rischio l'Italia (dalla quale vennero in gran parte espulsi).  Pian piano le autorità libiche di allora si organizzarono e si sostituirono ai trafficanti "privati", potendo così Gheddafi aprire il rubinetto dei disperati ogni volta che voleva torcere il braccio all'Italia per altre ragioni (e se guardi il post precedente, le ragioni erano spesso quelle di mantenere consenso politico all'interno).

Dopo la rivoluzione del 17 febbraio scorso, i non libici se ne sono andati e Gheddafi non ha la materia prima umana da caricare sui barconi, per cui non si sono registrati arrivi. E poi comunque ha altri problemi ora per la testa.

In futuro, se la nuova Libia nascerà su premesse diverse, non vedo perché debba inviare disperati in Italia per fare pressioni su di noi. Certo, il flusso di immigrati IN Libia riprenderà, sia di chi cerca una vita diversa sia di chi sarà attratto dalla prospettiva di imbarcarsi con l'aiuto di criminali "privati".  La soluzione consisterà nello stringere accordi con la nuova Libia su un'azione comune per evitare queste attività criminose, ma anche di aiutarli a sorvegliare i propri confini. Intendiamoci, la Libia avrà bisogno di una certa immigrazione (come ne abbiamo noi), ma dovrà poterla regolare in base a decisioni politiche e soprattutto in modo legale. E 5.000 km di deserto sono difficili da sorvegliare.

Da ultimo, segnalo che i libici non tendono ad emigrare, sono inglobati qui in famiglie allargate dove vige un principio di solidarietà e poi sono un popolo ricco. In questo, i libici sono un po' come i russi: infatti le migrazioni verso l'Italia e l'Europa dalla ex-URSS sono più che altro di ucraini e moldovi (e poi vi sono le migrazioni dall'Asia centrale verso la Russia).

La seconda domanda scoperchia un argomento infinito. Provo ad essere conciso.

I governanti della nuova Libia, attualmente in controllo della regione orientale, stanno cominciando ad organizzarsi per il futuro e quindi stanno nominando un Governo, un Ministero degli Esteri e altre cose essenziali.  In questo momento a Bengasi, una sorta di capitale di fatto e provvisoria, lavorano Rappresentanti o Ambasciatori di una decina di Paesi ed altri vanno e vengono (io sono uno di quelli che resta fisso).  I piani per il futuro sono difficili, c'è da mettere in piedi una democrazia, ma sono anche facili: si tratta di un Paese di 5 milioni. Tra l'altro, dimenticavo, l'Italia ha riconosciuto questo Governo (Consiglio Nazionale di Transizione) il 4 aprile scorso come "unico legittimo interlocutore per la Libia", per cui da allora l'altra Libia non riconosce più l'Italia come interlocutore.

Saluti
Q
 



 
Quinbus Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Sono ben lieto di leggere questo topic e poter interloquire con una persona che si trova direttamente sul campo.
Voglio però subito dire la mia, quello che penso a riguardo di questo "conflitto" e chiedere dove, eventualmente, sbaglio.
Per comodità riporto quello che scrissi ai tempi nella discussione aperta nel forum da cui provengo.
Lì però è una discussione di popolo, qui c'è una persona coinvolta direttamente e sarà molto stimolante scambiare opinioni a riguardo.

Citazione:
Mentre le rivolte in Tunisia, Egitto, etc., guidate sempre da "mani esterne" ovviamente, sono state effettuate comunque da una larga maggioranza del paese, in Libia la situazione era diversa. Una tribù con i suoi seguaci, ostile al Colonnello, si è agitata ed è stata fatta passare come rivoluzione della maggioranza del popolo.
Se anche Gheddafi non sia un angelo ma si è limitato, magari con mezzi sbagliati, a reprimere dal suo punto di vista sovrano in patria (anche se discutibile) la rivolta di una minoranza. Tant'è che i rivoltosi sono stati ricacciati. Se tutto il popolo libico fosse stato unito, altro che guerra civile...visto che la Libia è formata da varie tribù diverse da loro (un po come l'ex-Jugoslavija per fare un esempio generalista).
Non capisco (o forse si ;) ) quindi tutta questa necessità ora di attaccare la Libia. Che comunque, è da anni che è una dittatura assoluta ;)
Non so se mi sono spiegato ma è come se Italia la Lega organizza una rivolta contro il governo centrale e gli stati esteri la fanno passare come una rivolta dell'intero popolo italiano e vengono a bombardare a supporto della minoranza in rivolta.
Io almeno la vedo così.

 




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geom_calboni Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Complimenti al Geometra Calboni per il nick e per il suo avatar! Aspettiamo la Signorina Silvani adesso!

La rivolta di Bengasi non è quella di una tribù, ma quella di una regione di un milione di abitanti (su 5 della Libia) che nel corso del quarantennio ha più volte manifestato contro il Colonnello ed ha subito dure repressioni.  Di tali episodi si sono avute pallide eco in Occidente, a causa delle limitazioni poste dal regime alla libertà di stampa, ma sono fatti realmente occorsi che la storia riscoprirà ed analizzerà.
Ultima in ordine cronologico fu l'assalto al Consolato Generale italiano a Bengasi, il 17 febbraio 2006 (e la scelta della data per l'insurrezione del 2011 non è stata casuale).  Esso fu apparentemente dovuto alle vignette contro Maometto ed alle magliette di Calderoli, ma in realtà era una prova generale di quanto successo 5 anni dopo. Gheddafi seppe manovrarla (dopo i 15 morti) in modo che si trasformasse in sommossa anti-italiana e si salvò la pelle e la faccia, avendo una scusa in più per fare pressioni su di noi (all'epoca, lavoravo a Tripoli, dove sono stato dal 2002 al 2006 prima di trasferirmi a Mosca, va detto perché è una delle ragioni per le quali sono adesso qui).
Cosa pensa il popolo libico? Una maggioranza è passiva, come accade sempre ed in ogni luogo. Una ristretta minoranza capisce solo il messaggio di Gheddafi, e si tratta di persone aderenti al regime che ne hanno beneficiato, molte di esse incaricate di svolgere dirty jobs per il Colonnello, come ad esempio far fuori oppositori anche all'estero. Ma il dramma è che nessuno sa sin dall'inizio cosa pensa veramente la gente di Tripoli e dintorni (due milioni di persone), che (lo dico per averlo constatato direttamente con amici di cui so NON essere gheddafiani) si rifiutano di parlare per telefono se non del tempo e del calcio.  Le manifestazioni con le bandiere verdi hanno lo stesso sapore delle bugie dalle gambe corte del figlio di Gheddafi, Seif-al-Islam, che il 20 marzo al telefono con la BBC disse che "a Bengasi la gente vive in un incubo, ostaggio di terroristi" (e io sono in questo "incubo" da due mesi senza aver visto un terrorista)  
La coalizione internazionale non sostiene una tribù più o meno scelta a caso contro una maggioranza schiacciante: Gheddafi ha sparato con i bazooka sulla folla disarmata e poi ha minacciato di fare una strage a Bengasi (e c'è andato vicino, non fosse stato che per i francesi il 19 marzo sera), una delle poche cose su cui con mentiva.
Si potrà discutere su questi interrogativi per anni: (1) perché la gente in 42 anni non ha messo in piedi una rivolta di successo? (2) perché il mondo in 42 anni non è intervenuto? (3) quale calcolo hanno fatto le cancellerie occidentali nello sperare che Gheddafi si levasse dai piedi relativamente presto?
Ne riparleremo...
Q
 



 
Quinbus Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Dunque, i barconi.

Cominciamo ad escludere i barconi degli ultimi mesi, provenienti dalla Tunisia e con tunisini a bordo.

La storia dei barconi dalla Libia è iniziata nel 2002, quando dalla Libia arrivavano carichi di immigrati NON LIBICI, bensì egiziani, eritrei, africani in genere, tutti entrati in Libia via deserto e poi allettati da trafficanti vari per raggiungere a rischio l'Italia (dalla quale vennero in gran parte espulsi).  Pian piano le autorità libiche di allora si organizzarono e si sostituirono ai trafficanti "privati", potendo così Gheddafi aprire il rubinetto dei disperati ogni volta che voleva torcere il braccio all'Italia per altre ragioni (e se guardi il post precedente, le ragioni erano spesso quelle di mantenere consenso politico all'interno).

Dopo la rivoluzione del 17 febbraio scorso, i non libici se ne sono andati e Gheddafi non ha la materia prima umana da caricare sui barconi, per cui non si sono registrati arrivi. E poi comunque ha altri problemi ora per la testa.

Scusa se ti correggo , ma negli ultimi due giorni ne sono arrivati piu' di mille di clandestini subsahariani provenientti dalla Libia .
 




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Lo so , non si dovrebbero mai seguire i propri bassi istinti ; ma non sono che un uomo .

"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana , e non sono sicuro della prima"
( A.Einstein )
 
pretender Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus , non so quali sono i mezzi di informazione italiani a cui riesci ad accedere , comunque qui in Italia oggi pomeriggio riportano quanto segue :

La guerra sarà trasferita in Italia. Lo vogliono i libici, io non posso porre il veto". Così Gheddafi nel discorso trasmesso stanotte dalla tv di Stato. "Tra noi e l'Italia è guerra aperta. Il governo italiano oggi attua la stessa politica fascista e coloniale dei tempi dell'occupazione", ha detto il raìs. L'Italia nel 2008 aveva "chiesto scusa" e ora sta ripetendo "l'errore". Sui raid aerei italiani nell'operazione Nato contro il regime libico: "L'amicizia tra i due popoli è persa e i rapporti economici sono distrutti",ha detto Gheddafi, proprio mentre cadevano bombe Nato su Tripoli vicino alla tv.
"Il mio amico Silvio Berlusconi ha commesso un crimine", autorizzando i bombardamenti italiani sulla Libia. E' l'accusa lanciata da Gheddafi nel suo discorso televisivo. "Dov'è il Trattato di amicizia? Dov'è il parlamento italiano? Il governo italiano?", si chiede il colonnello libico "Credevo aveste sentimenti di colpa per il popolo libico -prosegue il raìs- e speravo che l'Italia, il mio amico Berlusconi e il parlamento condannassero la colonizzazone. Invece sembra che non ci sia un parlamento né una democrazia in Italia".
 




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pretender Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Si potrà discutere su questi interrogativi per anni: (1) perché la gente in 42 anni non ha messo in piedi una rivolta di successo? (2) perché il mondo in 42 anni non è intervenuto? (3) quale calcolo hanno fatto le cancellerie occidentali nello sperare che Gheddafi si levasse dai piedi relativamente presto?
Ne riparleremo...
Q

E se invece sotto la rivolta della popolazione nei confronti di Gheddafi ci fosse la mano dell'integralismo islamico?? Tieni presente che Gheddafi ha sempre combattuto l'integralismo.
Vedi, purtroppo noi occidentali, siamo predicatori e ansimiamo nell'essere portatori di democrazia, ma molto spesso ci dimentichiamo di analizzare determinate situazioni. Ogni nazione ha le sue problematiche, ogni nazione deve avere un suo governo come ogni nazione deve essere governata con o senza il pugno forte.
Certo Gheddafi non sarà un santo di uomo, come magari nemmeno lo fu Saddam, ma loro sono quelli che conoscono, e conoscevano, al meglio le problematiche delle loro nazioni, non di certo noi. Non dobbiamo essere noi che dobbiamo imporre una persona piuttosto che un'altra. Il fatto è che Gheddafi a qualcuno dava fastidio, e da tuttora fastidio, da molto tempo e come al solito non hanno fatto altro che aspettare il momento giusto per dargli contro. Abbiamo già fatto cilecca una volta. Non vorrei che si ripetesse l'ennesimo errore grazie alla solita scusa del cavolo Ma alla fine è risaputo. Gli interessi son ben altri, altro che l'antipatia o la simpatia nei confronti di una persona piuttosto di un'altra.
E' logico poi che in situazioni del genere chi vuole far vedere una cosa piuttosto di un'altra ci va a nozze. Come fino a ieri i ribelli erano quasi padroni dell'intera libia, mentre ora gli unici focolai sono in due città ... Bugie dei mass media??? Messe in scena??? Bugie politiche ??? (a beh a quelle ormai sono abituato). Da quello che mi pare di capire, è che in libia moltissima gente sostiene (???) ancora gheddafi  a meno che quelle poche immagini che son riuscito a vedere sui vari telegiornali (purtroppo evito di guardarli in quanto anche questi ormai mi fanno ribrezzo a tal punto che a certe visioni vomito talmente gli interpreti, soprattutto una gran bella fica, mi fanno schifo) che siano la ripetizione della famora messa in scena sullo stile dei tre aerei di mussolini     

Una cosa hai detto giusto:
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
La politica africana della Libia di Gheddafi è un fenomeno degli ultimi 15 anni di cui si parla a tratti nell'ultimo quaderno speciale di Limes (ottimi articoli, qualcuno da prendere con le molle).

e infatti lo è stato
 




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È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
 
Ultima modifica di Speck il 30 Aprile 2011, 20:34, modificato 12 volte in totale 
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
(1) perché la gente in 42 anni non ha messo in piedi una rivolta di successo? (2) perché il mondo in 42 anni non è intervenuto? (3) quale calcolo hanno fatto le cancellerie occidentali nello sperare che Gheddafi si levasse dai piedi relativamente presto?
Ne riparleremo...
Q

1) Forse (se si esclude una ininfluente minoranza) non ne sentivano il bisogno?

2) Lo stesso calcolo della Francia= mani sul petrolio?

Non ho mai creduto alle guerre per la democrazia. Le guerre si fanno solo per interessi concreti, gli ideali li lasciamo agli intellettuali che si divertono con Limes.
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Scusate, ho postato due risposte articolate agli ultimi post, ma non le vedo apparire, mi sembravano regolarmente accettate.
 



 
Quinbus Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Scusate, ho postato due risposte articolate agli ultimi post, ma non le vedo apparire, mi sembravano regolarmente accettate.

ciao, no, credo sia un problema del forum perché è successo anche a me ed altri!
 




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fParadiso
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milian_t Invia Messaggio Privato
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Speck ha scritto: [Visualizza Messaggio]
[ Come fino a ieri i ribelli erano quasi padroni dell'intera libia, mentre ora gli unici focolai sono in due città ...

Quello che dici è assolutamente vero!
Con i razzi intelligenti gli insorti vanno poco lontano e, non avendo esperienza militare, si creerà una pericolosa situazione di stallo.
E chi avrà il coraggio di mandare truppe di terra? Anche se soccomberanno difronte la potenza di fuoco della Nato i libici di Gheddafi faranno il tiro al piccione a qualche militare..... non credo che dal punto di vista mediatico ci sia una nazione in Europa disposta a pagare per questo.

I francesi ci hanno portato in un bel ginepraio....
 



 
Ultima modifica di ema il 30 Aprile 2011, 21:10, modificato 1 volta in totale 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Non vedo la TV italiana da qui, leggo solo le agenzie (grazie pretender per il gentile pensiero di riprodurre il lancio, ma quel tipo di informazioni le ricevo). Se le TV hanno fatto credere che prima il Consiglio ha preso quasi tutto poi si è ritirato in due buchi, beh, è la solita drammatizzazione dei media.
Resta il fatto che il Consiglio a Tripoli non ci arriverà militarmente, ma quello che tutti sognamo non è un'avanzata, bensì la soluzione politica che escluda ovviamene Gheddafi da qualsiasi ruolo futuro.
Purtroppo sto perdendo il ritmo a causa di due post perduti nel cyberspazio, spero di riuscire a ricostruirli, perché - a mio parere - qualche altra informazione inesatta l'ho vista spuntare qua e là.
 



 
Quinbus Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Purtroppo sto perdendo il ritmo a causa di due post perduti nel cyberspazio, spero di riuscire a ricostruirli, perché - a mio parere - qualche altra informazione inesatta l'ho vista spuntare qua e là.

OT
Banalmente......ti consiglio prima di cliccare "invia" di copiare con il tasto destro del mouse tutto il tuo messaggio.....altrimenti perdi tutto!
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Una nota di colore.

Il discorso di Gheddafi nel quale tra l'altro minaccia l'Italia è andato in onda alle 3 del mattino ora libica (che in questi sei mesi corrisponde all'ora in Italia).  E' vero che i libici iniziano la giornata tardi (specialmente adesso che le scuole sono chiuse) e tirano a lungo, ma alle 3 pochi stanno lì a sentirlo.

La trasmissione era registrata, ovviamente, altrimenti poteva essere localizzato e, come dire, "sculacciato" in diretta. Ma allora perché alle 3?

Una possibile spiegazione.

La sera dell'inizio delle operazioni della coalizione, il 19 marzo scorso, Gheddafi parlò in diretta sulla Tv di Stato sua e i bengasini, con un proiettore di quelli da muro, lo mandarono in onda sulla piazza del Tribunale, quella dei grandi comizi.  Forse avete visto la scena, io qui me la sono gustata dal vivo. Ad un certo punto è partita una gragnuola di scarpe (altro che quella tirata a Bush in Iraq) che non finiva mai contro lo schermo.  Per gli arabi, le scarpe sono la cosa più immonda della terra.

Secondo una teoria dei miei amici bengasini, Gheddafi ha evitato, mandando in onda il suo discorso ad un'ora impossibile, la scena del bombardamento di pianelle che gli avranno riferito e che ha offeso il suo orgoglio.  La psiche dell'uomo è complessa: Gheddafi crede veramente di essere amato alla follia da tutti i libici e queste cose lo sconvolgono.

Ma c'è un altro piano di analisi, che si applica al sistema politico gheddafiano nel suo complesso.  

I collaboratori di Gheddafi, sapendo che è un folle, sono terrorizzati dal dargli brutte notizie, per cui il Colonnello è secondo me all'oscuro di metà di quel che succede.  Lui non sa che la trasmissione è stata inviata alle 3 del mattino, perché il suo addetto stampa (non lo invidio) avrà pensato di evitare del tutto la scarpagnola per far sì che nessuno poi facesse la spia di nascosto al Capo.  Gli hanno sicuramente detto che alle 10 di sera erano tutti lì, anche a Bengasi, ad applaudirlo in TV.

E allora chi è che ordina le atrocità commesse in nome di Gheddafi, se lui è tenuto all'oscuro? Forse non è nemmeno lui, forse sono i simpatici figlioli, sicuramente gente che gioca con la vita della popolazione.  Questo tema è importante per capire la Libia, ne riparleremo.
 



 
Quinbus Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Grazie Quinbus, questo racconto vale mille TG. Che Gedaffi sia pazzo è una "voce" ormai a disposizione di tutti i servizi segreti che contano.
 



 
pochi_rubli Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Caro Q,
un altra domanda,
come è la situazione con i paesi limitrofi, e soprattutto quelli più vicini al conflitto???
Riconoscono gli insorti o ancora vedono in Gheddafi l'unico interlocutore???

Willow
 




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WILLOWMASK Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Ad oggi, gli insorti come interlocutori sono riconosciuti da Francia, Italia, Qatar, Gambia, Maldive.  I Paesi vicini o hanno altri problemi (Tunisia, Egitto), o tendono a dar corda a Gheddafi (Algeria e Ciad).  La posizione più netta è quella dell'Egitto, schierato con gli insorti: gli arrivi qui di stranieri avvengono in macchina dal Cairo, con molta collaborazione da parte degli egiziani alla frontiera. Inoltre cibo e rifornimenti sono garantiti.  A ovest, l'Algeria ha ripetutamente annunciato di applicare l'embargo sui 1.000 km della frontiera con la Libia, ma sembra che qualcosa filtri (non è facile controllare la linea).  Il Ciad ha per molti anni pubblicamente ricevuto sovvenzioni dalla Libia, ma non ha molte risorse, a parte - si dice - uomini, da dedicare.

La notizia del giorno (qui ha girato alle 00.45 locali) è che la NATO avrebbe colpito una casa dove si trovava Gheddafi con la moglie e con il figlio Saif-El-Arab (da non confondere con Saif-El-Islam), uccidendo quest'ultimo e suoi tre figlioli, mentre il Leader si sarebbe salvato. Lo ha detto la TV di Stato libica e qui sono impazziti, sparando per ore con tutto ciò che trovavano. Non è molto elegante festeggiare l'uccisione di piccoli, ma del resto "actions have consequences", come disse Obama.  Io però continuo ad avere dubbi: la TV di Stato libica non da' mai annunci catastrofici se non con secondi fini; e spesso dice bugie.

Ieri il Leader ha tuonato contro l'Italia, oggi cerca la comprensione umana del popolo dicendo di aver avuto uccisi tre nipotini ed un figlio.  Spera di riaccendere l'odio primordiale anche nel cuore dei libici che oggi si trova contro? Non lo si può escludere, sono le trovate geniali dei suoi PR, autori anche del concetto di "scudi umani volontari".  Comunque ora sentiremo le reazioni dell'opinione pubblica internazionale: il fronte della coalizione ed i fronti interni dei singoli Paesi (Italia in testa) hanno punti deboli, e Gheddafi lo sa.
 



 
Quinbus Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quinbus ha scritto: [Visualizza Messaggio]
il fronte della coalizione ed i fronti interni dei singoli Paesi (Italia in testa) hanno punti deboli, e Gheddafi lo sa.

Ah beh..ci vuole una scienza per sapere che abbiamo dei punti deboli, talmente il voltagabbanesimo e il falso buonismo la fanno da padrona nel nostro DNA      
 




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Messaggio Re: DAL NOSTRO INVIATO IN LIBIA (ORIENTALE) 
 
Quindi non c'è la possibilità che il conflitto si allarghi a quesi paesi limitrofi che ancora riconosconon un solo leader ( Gheddafi) e al soldi di quest'ultimo potrebbero far fronte agli insorti???

Secondo me questo potrebbe essere il vero problema, e che alla lunga il Rais arriverà a proporre, cioè il coinvolgimento di quei paesi che per riconoscenza, per soldi, o per altro a me ignoto, potrebbero intervenire a sostegno del regime, allargando inesorabilmente il conflitto, con conseguenze a mio modesto parere, catastrofiche per l'area gia di per se "vulcanica" alimentando l'odio per occidentali e americani ......

Notizia di ieri, in Tunisia si è formato ufficialmente il partito dei fratelli mussulmani.... chi  ci dice che cavalcando il momento non possano entrare in azione anche in Libia facendo adepti tra la popolazione????
Non ho nulla contro la religione, ma in questo momento di instabilità geopolitica, sarebbe meglio un referente laico......

Willow
 




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