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Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
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Messaggio Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Credo sia opportuno aprire questo topic per confrontarci e riflettere non solo sulla tragica morte della giornalista russa Politkovskaya e sul suo prezioso lavoro ma anche sulla libertà di stampa in Russia, in Italia e più in generale nel mondo. Uno scambio di nostre opinioni, idee, esperienze su un tema molto delicato che riguarda il rapporto tra la libertà di informare e il potere ( politico, economico, etc...). E' un modo per non dimenticare il sacrificio di tanti giornalisti, operatori e non addetti ai lavori che ogni giorno danno al mondo qualche verità in più. L'unica preghiera che faccio a tutti è quella di non dare vita a polemiche gratuite su personaggi politici o giornalisti che non hanno il nostro gradimento, preferirei interventi concreti su : 1) Cosa pensate del lavoro della Politkovskaya? Avete mai letto suoi articoli? La conoscevate già prima della sua tragica scomparsa?  2) Secondo voi il "silenzio del Cremlino" come può essere visto? In Russia la libertà di stampa è rispettata?  3) In Italia la situazione rispetto alla Russia per il mondo dell'informazione è peggiore, migliore, la stessa?  ............  Attendo con ansia il prezioso contributo di tutti voi alla discussione... grazie  
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Ho seguito negli ultimi anni in alcuni documentari le condizioni della stampa di opposizione russa. Tuttavia non avevo mai prestato attenzione ai nomi dei giornalisti e delle loro testate. Mi ero interessato del problema in generale senza memorizzare riferimenti precisi. Devo riconoscere che il nome della giornalista uccisa proprio non lo conoscevo e non ho mai letto un suo articolo o se l'ho fatto non lo ricordo e non ne sono consapevole. Ora mi piacerebbe saperne un pò di più.
 




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Giuro a Dio, di non tradire ciò che riguarda il tribunale dei Beati Paoli; e se una parola mi sfuggirà , che sia spaccato il mio cuore e che il mio teschio biancheggi su questo altare, come quello che tocco, che è di un traditore

Russia
 
Coriolano della Floresta Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
La conoscevo da un paio d'anni , da quando lessi il suo libro : Cecenia, il disonore russo" . E' un "attacco " alla Russia accusata di tremende e sanguinose torture e crudeltà ai danni del popolo ceceno .

Circa un'annetto fa invece ho comprato ( ma nn l'ho ancora letto ) " La Russia di Putin" sempre della Politkovskaya.

Non è vero che il Cremlino è in silenzio . Putin ha sottolineato che farà di tutto per assicurare alla giustizia l'assassino della giornalista uccisa . Lo dicevano l'altro giorno al telegiornale russo .
 




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"Fratelli, ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità ".

www.soyombo.it

Non si può capire la Russia con la ragione...si può solo credere in lei

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Mr.G Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Per rispondere alle precise domande poste da direttore, dò un preciso ordine alle mie risposte:

1) Conoscevo già la Politkovskaya e la apprezzavo molto. Mai letto i suoi articoli, tranne qualcuno tradotto in italiano su "Internazionale". Però avevo letto due suoi libri, il già ricordato da Mr. G. Cecenia, il disonore russo e La Russia di Putin, che consiglio entrambi di leggere.  
2) Il "silenzio del Cremlino", prima di alcune pressioni internazionali, mi ha lasciato sgomento, anche se, personalmente, sono convinto delle responsabilità dirette o indirette in questo omicidio da parte del "Cremlino". Non credo per nulla che in Russia la libertà di stampa sia rispettata, come purtroppo in tante altre parti del mondo. Chi seguì la "cronaca" del teatro "Dubrovka" di Mosca in cui morirono tante persone sotto i gas usati dalle forze di sicurezza russe, ricorderà le tante purghe di giornalisti televisivi e non che seguirono quella vicenda.
3) In Italia la situazione del mondo dell'informazione, rispetto alla Russia, è sicuramente migliore per alcuni aspetti, sia politici che formali-giuridici. Però politicamente non possiamo dimenticare tutto quello che è avvenuto negli ultimi 20 anni, con numerosi attacchi e tentativi di controllo sul mondo del giornalismo, ed anche numerosi omicidi di giornalisti (Pecorelli e De Mauro per esempio), sia della carta stampata che televisivo. Ricorderei anche i monopoli di alcuni personaggi o editori o gruppi editoriali. Infine direi che la libertà di stampa va misurata anche rispetto al grado di "embeddeness" tra giornalista ed editore, che dipende anche dalle posizioni contrattuali del giornalista stesso, non solo dalla sua omologazione politica. Con tutti questi distinguo direi che anche da noi la libertà di stampa non sta molto bene  

Rodofetto
 




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"IO NON MI SENTO ITALIANO MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO"
(Giorgio Gaber)

Forum Russia
 
Rodofetto Invia Messaggio Privato ICQ MSN Live Skype
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
1) Conoscevo la  Politkovskaya per aver letto "La Russia di Putin". Stimo ed ammiro tutti i giornalisti che cercano di mettere in luce verità negate dal potere costituito.

2) "Il silenzio del Cremlino" è stato interrotto da una breve dichiarazione di Putin. Non del tutto convincente. Non so se il Cremlino è direttamente legato all'omicidio, forse il mandante va cercato in altri luoghi, ma ne' io ne' altri abbiamo elementi che possono far luce sulla vicenda.

3) In Russia la libertà di stampa è simile a quella italiana, i percorsi della censura sono diversi ma il risultato è "identico".
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Agli spunti dati in precedenza aggiungo la sintesi dell'intervista rilasciata dal presidente russo Vladimir Putin qualche giorno fa sulla morte di Anna Politkovskaya e alcune riflessioni della stessa giornalista contenute in articoli pubblicati sulla Novaya Gazeta:

PUTIN: " Faremo di tutto per catturare gli assassini. La giornalista Politkovskaya era una voce critica contro l'attuale equilibrio di potere, lei aveva assunto posizioni radicali, negli ultimi tempi si era dedicata alla critica del potere in Cecenia. La sua influenza politica non era molto grande, era nota negli ambienti dei difensori dei diritti umani e nei media occidentali. Questo orribile crimine causa un grande danno morale e politico alla Russia. Danneggia proprio il sistema politico che noi stiamo costruendo, un sistema in cui la libertà d'opinione è garantita a tutti, anche nei mass media ( che per oltre la metà vedono la partecipazione di editori stranieri). E' molto difficile capire dall'esterno cosa sia bene o male per un paese e io credo che facciamo troppo poco per spiegare la situazione reale in Russia, un territorio gigantesco con centinaia di gruppi etnici, ma noi faremo di tutto per rispettare  i principi del mondo civile - la democrazia- e per rispettare i diritti e le libertà dei nostri cittadini. Non abbiamo alcun desiderio di tornare al sistema sovietico del centralismo e del totalitarismo".

Fonte: La Repubblica ( Italia)

POLITKOVSKAYA: " A chi in Occidente mi vede come la principale militante contro Putin rispondo che io non sono una militante, sono solo una giornalista. E basta. E il compito di una giornalista è quello di informare. Quanto a putin, ne ha fatte di tutti i colori e io devo scriverne. La Russia è in un vicolo cieco, nei posti chiave del governo del Paese ci sono tutti gli uomini che erano del Kgb. Si parla di oligarchi , ma il primo degli oligarchi è l'amministrazione del presidente, le persone che ne fanno parte controllano il business. Bisogna spiegare come vanno le cose e dire che se il sistema sentirà la necessità di eliminare qualcuno, questo qualcuno verrà eliminato senza scrupoli".

Fonte: La Repubblica e Corriere della Sera ( Italia)
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Ecco un altro spunto di riflessione, è un articolo pubblicato sul giornale italiano " La Stampa" alcuni giorni fa dal giornalista Giulietto Chiesa, esperto di argomenti che riguardano l'ex Urss:

L'assassinio di Anna Politkovskaja dice crudamente che il tempo della legge non è ancora arrivato a Mosca. E' ancora guerra per bande, sicuramente non del tutto nuove, che tornano a mandare i sicari negli androni dei palazzi moscoviti – se si tratta dei meno abbienti – o agl'incroci delle grandi vie d'uscita dalla città verso le dacie lussuose immerse nei boschi tutto attorno, vigilate da alte mura di cemento, da telecamere sempre accese, da guardie del corpo numerose e bene armate. E' toccato a un grande banchiere di stato poche settimane prima che alla giornalista Politkovskaja. Due assassini eccellenti, sicuramente diversi per movente e mandante, ma la logica è una sola. Le questioni irrisolte si regolano privatamente a colpi di piombo. Per un banchiere servono raffiche di mitra, e non poche. Per Anna sono bastati due colpi di pistola: il secondo a Mosca lo chiamano, in gergo tecnico, “kontrolnij”, di controllo, per verificare che la vittima sia morta per davvero. Dire la verità sulla Cecenia, andare laggiù – come lei fece tante volte – per raccontare come i diritti umani di un popolo venivano schiacciati, era pericoloso. A 48 anni, dopo essere stata cronista della perestrojka, e aver tifato per coloro che la perestrojka tradirono, l'aveva scampata più d'una volta. In Cecenia doveva arrivarci, negli ultimi anni, in segreto, per quanto possibile. I militari non gradivano quel tipo di testimoni non “embedded”, che poi scrivono per giornali, come la “Novaja Gazeta”, rimasti come un'isola di critica in un oceano di silenzio. In Russia, vent'anni dopo Gorbaciov, i giornalisti li si ferma “spegnendoli”, come avrebbe detto Niccolò Machiavelli, secondo il vecchio criterio staliniano, che un uomo morto è un problema chiuso. Anna Politkovskaja stava forse inseguendo una traccia delle sue. Il suo libro sulla “Russia di Putin” le ha dato fama in Occidente e un sacco di guai in casa. La Cecenia l'ha raccontata meglio di chiunque altro. Aveva altre cose da dire. L'hanno tolta di mezzo prima che le dicesse.

Fonte:  La Stampa ( Italia)  - sintesi articolo di Giulietto Chiesa
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Tu cosa ne pensi della morte di Anna?
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Cosa ne penso? E' per me uno dei momenti più tristi in assoluto   Quando accadono certe cose, le domande che ci si pone sono numerose ma una primeggia su tutte : perchè è accaduto?  Non so se si arriverà mai alla verità oppure ci troveremo davanti a un nuovo mistero irrisolto. La morte di Anna Politkovskaya è una sconfitta per tutti, abbiamo perso una grande donna prima che una competente giornalista. Chi ha voluto la sua morte non ha però considerato che questa brava professionista potrebbe fare ancor più male da morta che da viva. Quanta gente, che fino a pochi giorni fa non la conosceva, adesso compra i suoi libri e chiede notizie sulla sua vita e le sue indagini? Quanti giornalisti cercheranno di non rendere vano tutto il suo prezioso lavoro? Posso confidare che conoscerla di persona era uno dei miei desideri, per il lavoro che faccio e per le tematiche di cui mi occupo sono convinto che il nostro incontro sarebbe avvenuto molto presto. Per questa ragione, caro Luca, sono triste due volte, non avrò mai più l'opportunità di incontrarla e arricchirmi con qualche sua parola. Il mio impegno è quello di mettere nella mia professione ancora più entusiasmo perchè informare i cittadini è un diritto e un dovere e in una società che si definisce civile non si può rischiare la vita per questo.
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
direttore ha scritto: [Visualizza Messaggio]
, per il lavoro che faccio e per le tematiche di cui mi occupo sono convinto che il nostro incontro sarebbe avvenuto molto presto.


Il progetto di cui discutevamo tempo addietro vedo che continui a coltivarlo!!!  
 




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Russia
 
Coriolano della Floresta Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Confermo caro Coriolano  
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Sul tema della libertà di stampa e del pluralismo nell'informazione segnalo il messaggio che l'ex presidente della Repubblica italiana  Carlo Azeglio Ciampi mandò alle Camere qualche anno fa ( questa è una sintesi):

 La garanzia del pluralismo e dell'imparzialità dell'informazione costituisce strumento essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta; si tratta di una necessità avvertita dalle forze politiche, dal mondo della cultura, dalla società civile. La Corte Costituzionale  ha richiamato il vincolo, imposto dalla Costituzione al legislatore, di assicurare il pluralismo delle voci, espressione della libera manifestazione del pensiero, e di garantire, in tal modo, il fondamentale diritto del cittadino all'informazione. Il pluralismo e l'imparzialità dell'informazione non potranno essere conseguenza automatica del progresso tecnologico. Saranno, quindi, necessarie nuove politiche pubbliche per guidare questo imponente processo di trasformazione. E' questo un problema comune a tutti i paesi europei, oggetto di vivaci dibattiti e di proposte innovative. Lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e delle reti di comunicazione è qualcosa di più di un avanzamento tecnico: configura un salto di qualità; muta il contesto nel quale si esplica la vita culturale e politica dei popoli; apre straordinarie possibilità di conoscenza, di nuovi servizi, di partecipazione, di crescita individuale e collettiva. Non c'è democrazia senza pluralismo e imparzialità dell'informazione.
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Sì è vero: non c'è democrazia senza pluralismo e libertà di informazione. Oppure basta far credere che ci sia pluralismo e libertà, e deviare il lavoro di quelli che escono dal coro. Sostenere una cultura del pregiudizio e una politica che mantenga inebetite le coscienze... Far credere dell'esistenza di una democrazia con le parole.
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Il rapporto mondiale sulla libertà di stampa  stilato da "Reporter senza frontiere" vede la Russia piazzata al 140° posto
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Ecco la sintesi di un articolo di Anna Politkovskaya sul conflitto ceceno. Il servizio è del settembre 2004:

Nessun dibattito pubblico, nessuna protesta o promessa: silenzio assoluto, anche se decine di migliaia di persone hanno già perso la vita; la fine di questa vicenda non s'intravede neanche, e ogni giorno aumentano i morti. Perché si è arrivati a questa mostruosità? Dove sono andati a finire i germogli di democrazia a cui c'eravamo aggrappati fino all'avvento di Putin al potere?
Per i russi, ormai, la Cecenia è una cancrena, un vicolo cieco; ma è anche un punto di riferimento nella Russia di Putin. Con la guerra è stato facile tornare al passato e mettere a dura prova la trasformazione del paese in uno stato non sovietico: la proprietà privata è stata accompagnata da un'unica ideologia dominante, dall'affermazione di una leadership personale incontrollata, dal disprezzo dei diritti umani e dall'idea, diffusa con la propaganda, che è necessario subordinare gli interessi individuali a quelli dello stato.
La guerra è stata chiamata ufficialmente "operazione antiterrorista nel Caucaso del nord" – in altre parole, lotta contro il terrorismo – mentre tutti i ceceni, per volontà del Cremlino, sono stati dichiarati indistintamente banditi e terroristi e obbligati ad addossarsi collettivamente la responsabilità delle azioni criminali di alcuni loro concittadini. Allo stesso tempo, è stato deciso che chiunque si dichiara contrario alla guerra deve essere considerato un "nemico", "complice dei ceceni" e "antipatriottico". I russi hanno subìto un lavaggio del cervello radicale da parte di una speciale sottodivisione dell'amministrazione presidenziale. E il lavaggio del cervello ha funzionato.
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Questo è il frammento di un articolo di Anna Politkovskaya del 2004 sulla questione cecena, nelle prossime ore aggiungerò la sintesi di alcuni servizi della giornalista sulla libertà di stampa, sul potere in Russia e sulla tragedia del Teatro Dubrovka di Mosca.


"La società civile, che si trascina nell'inerzia fin dai tempi di Eltsin, si è ribellata timidamente alle operazioni militari spacciate per lotta contro i gruppi terroristici; fondamentalmente, a protestare sono stati solo i soldati che non volevano andare a combattere in Cecenia, le loro madri e un ristretto gruppo di intellettuali della capitale e di San Pietroburgo.

Il Cremlino ha risposto con uno stratagemma tipico del Kgb: ha cominciato ad arruolare per la Cecenia dei soldati scelti tra chi aveva passato l'infanzia in un orfanotrofio. Soldati orfani: nessuno si preoccupa per loro, non ci sono madri che ne piangono la scomparsa, che chiedono risarcimenti per la loro morte, che gridano, organizzano manifestazioni o addirittura parlano con la stampa. Oggi gli orfani sono la categoria di soldato più diffusa.

Inoltre, il Cremlino ha assunto sempre più spesso dei mercenari, combattenti a contratto, scelti solo perché disposti ad arruolarsi per denaro. In poco tempo sono arrivate in Cecenia unità militari composte da ogni classe di criminali e pseudocriminali: membri di associazioni a delinquere che non vedono l'ora di premere il grilletto; ex carcerati senza lavoro; disoccupati arrabbiati con il mondo – da noi ce ne sono centinaia di migliaia; e ovviamente fascisti dichiarati e militanti di gruppi nazionalisti russi che sognano di fare fuori tutti i negri (è così che in Russia sono chiamati gli abitanti del Caucaso).
Il terrorismo di stato è diventato più crudele di quello che doveva combattere. In Cecenia si sono accampati anche gli squadroni della morte – si fanno chiamare "unità di pulizia dei boschi" – che uccidono a loro discrezione, senza preoccuparsi di avere le prove che le vittime appartengano alle file della resistenza, la appoggino in qualche modo o siano degli estremisti religiosi. Bastano delle voci per emettere una condanna a morte.

Ma chi la esegue? Dei boia con il distintivo da federali, pagati dallo stato e forti della sua tacita benedizione. Uccidono in Cecenia e poi tornano nelle loro case e nelle loro città in Russia. Oggi più di un milione di combattenti che hanno partecipato alla seconda guerra cecena vivono tra noi, e hanno dimenticato che un conflitto si può risolvere anche senza fare a pugni o senza un kalashnikov".
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Questo frammento di articolo di Anna Politkovskaja è del gennaio 2003 e riguarda la disinformazione dell'Europa sulla vicenda cecena, domani vi invierò la sintesi di un servizio sulla difficile situazione delle donne in Cecenia:


"Nei primi giorni dell'anno nuovo l'Europa diplomatica ha dimostrato ancora una volta la sua cinica fedeltà a un doppio metro di giudizio in questioni che riguardano i diritti umani. E anche fino a che punto le è indifferente il destino di alcuni europei che vivono sul suo territorio. E così in Cecenia il mandato della missione Osce è finito. Sembrerebbe tutto a posto, la guerra volge al termine, nessuno ha più bisogno della tutela internazionale.

Che significa tutto questo? Che succederà adesso? E a cosa è servita questa missione? Certo, si parlava da tempo di una possibile fuga della diplomazia ufficiale europea dalla zona della cosiddetta operazione antiterrorismo nel Caucaso settentrionale. Già da qualche mese circolavano voci che il governo russo, membro di questa organizzazione paneuropea per la sicurezza e la cooperazione nel continente, facesse pressioni spudorate sull'Osce – "La guerra è finita, lasciate perdere...". Ma volevamo continuare a sperare.

Invece è successo: l'Europa ha ceduto alle pressioni. O per dirla tutta: l'Europa è strisciata via vigliaccamente da un luogo dove bisognava lottare e insistere sulle proprie posizioni. Così ha firmato la condanna dei ceceni a non essere più considerati europei, uguali agli altri e degni di tutti i diritti universalmente riconosciuti, rifiutandogli anche il diritto a un controllo formale dell'Europa sull'andamento della guerra. Giudicate voi stessi.

È noto che le nostre autorità, di fatto, non permettono ai giornalisti stranieri di recarsi in Cecenia; i tour di gruppo non contano, dal momento che la zona di guerra si può visitare solo sotto scorta armata e con il controllo dei collaboratori dell'amministrazione del presidente. Questo significa che in Europa non c'è mai stata e non c'è un'informazione libera di prima mano sugli orrori di una guerra che si prolunga ormai da quattro anni. E perciò: cosa ne sa l'Europa dell'assoluta anarchia bellica che regna in Cecenia? E come può reagire adeguatamente? È proprio quello che mi hanno detto centinaia di europei influenti: politici, giornalisti, parlamentari, diplomatici. Come dire: "Non sappiamo" e perciò non possiamo reagire".
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Questa è la sintesi di un articolo di Anna Politkovskaya del luglio 2003 sulla difficile situazione delle donne in Cecenia. Domani invierò una parte di un servizio del giornalista italiano Piero Ostellino ( Corriere della Sera) sulla libertà di stampa in Russia, per sabato invece la sintesi di una dichiarazione recente del presidente russo Putin sulla Cecenia:


"Che sta succedendo alle donne nel quarto anno della seconda guerra cecena? È necessario che le reclutino i "centri del terrorismo internazionale" perché diventino degli zombie?
No, non è necessario. Non servono altri sforzi per trasformare una donna in una terrorista suicida usa e getta, perché è già stato fatto tutto. La donna cecena oggi è veramente uno zombie: lo è diventata grazie ai lunghi anni di sofferenza continua e quotidiana. Lo è diventata per la situazione in cui vive la sua famiglia. È stata addestrata al martirio dai metodi usati con la popolazione civile da entrambe le parti combattenti.
Ora il sogno di vendicarsi da sole per la perdita dei figli, dei mariti e dei fratelli è la massima ambizione di migliaia di madri, mogli e sorelle. E non perché lo esigano l'islam e gli adaty (le norme di vita tradizionali), ma perché non hanno altra scelta. Nella zona delle "operazioni antiterrorismo" la gente è condannata a farsi giustizia da sé, perché malgrado la presenza di tanti soldati armati non esiste nessuna tutela dei più elementari diritti umani.
Gli uomini ceceni si sono trovati in una situazione in cui erano le donne a doverli difendere. Le donne commerciavano nei bazar per sfamare la famiglia, erano loro a gettarsi sotto i blindati perché non portassero via gli uomini, mentre questi per lo più se ne stavano nascosti nelle cantine per non farsi rapire, per non finire nei rastrellamenti o per non saltare in aria. la donna ha cominciato a difendersi, attuando un programma di vendetta personale contro quelli che considera assassini. Il sogno delle cecene è diventato quello di morire, pur di non vivere come ora – senza riuscire a difendere i figli, i fratelli, i mariti".
 



 
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Putin dice che i russi non hanno desiderio di tornare al totalitarismo. Pero' ha perso un altra occasione per dimostrare al mondo, cio'. Ai funerali della giornalista non era presente il governo.
 




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Toninooo Invia Messaggio Privato ICQ
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Messaggio Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo 
 
Il giorno del funerale erano presenti solamente i familiari, gli amici e i colleghi.
Sono partiti dei spari a salve e  si e' sentito suonare l'inno nazionale, sono sbucati i militari di un picchetto d'onore . Non erano per la giornalista, accompagnavano un generale in una tomba vicina, offerta dal governo.
 




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