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Mr.G
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 Gesti Con Le Mani
ma da cosa viene il gesto che per indicare che uno è ubiraco si "schiocca " il dito sul collo . Indica il fatto che sia pieno ..ma ha una storia particolare ? Da cosa viene e quando è stato introdotto ?
____________ "Fratelli, ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità ".
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Non si può capire la Russia con la ragione...si può solo credere in lei
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MarcoA
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 Re: Gesti Con Le Mani
Credo derivi dal fatto che una volta veniva apposto un timbro in quella posizione per indicare che la persona aveva lavorato durante la giornata e quindi aveva diritto agli alcolici. Nel richiedere da bere si indicava il timbro schioccando il dito. Nel tempo è divenuto indice di ubriachezza.
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masha
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 Re: Gesti Con Le Mani
marco,scusa,le studi all università questi particolari legati a gesti e usanze?
che bello!
ne conosci altre interessanti?
давай,sazia il nostro desiderio di curiosità!!!!!!!
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Batir
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 Re: Gesti Con Le Mani
il pugno e il dito medio alzato Masha!
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masha
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 Re: Gesti Con Le Mani
grazie,grazie davvero per il tuo tanto GENTIL parere,che tra l altro mi sembra...
semplicemente disgustoso!
forse lei lo usa spesso?prego,faccia pure,però,1 sola obbiezione,nel rispetto delle norme della sana educazione...
certe cose non si dicono ad una ragazza!!!!!!!!!!!!!!
no no no no!!!!!!!!!non si fa!!
sono disgustata...non aggiungo altro!!!!!!!
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Batir
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 Re: Gesti Con Le Mani
madonna, non hai il senso dell'umorismo dai, scherzavo su
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ema
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 Re: Gesti Con Le Mani
marco,scusa,le studi all università questi particolari legati a gesti e usanze?
che bello!
ne conosci altre interessanti?
давай,sazia il nostro desiderio di curiosità!!!!!!!
Io mi sono sempre domandato da quando i cristiani usano fare il segno della croce, credo che sia di origine medioevale ma mi piacerebbe conoscerne la storia....
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masha
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 Re: Gesti Con Le Mani
interessante luca...ho trovato questa spiegazione:
"Un’enciclopedia (The Encyclopedia Americana) parla comunque del “suo antico uso fra gli indù e i buddisti dell’India e della Cina, e fra i persiani, gli assiri e i babilonesi”. Un’altra opera enciclopedica (la Chambers’s Encyclopædia, ed. 1969) dice che la croce “era un simbolo al quale molto prima dell’era cristiana erano attribuiti significati religiosi e mistici”.
In realtà non c’è nessuna prova che i primi cristiani usassero la croce nella loro adorazione. Agli inizi del cristianesimo erano i pagani romani a usare la croce! La Companion Bible afferma: “Queste croci erano usate come simboli del dio-sole babilonese . . . e si vedono per la prima volta su una moneta di Giulio Cesare, 100-44 a.C., e poi su una moneta coniata dall’erede di Cesare (Augusto), 20 a.C.” Bacco, dio romano della natura, era rappresentato a volte con una benda intorno al capo sulla quale si vedevano varie croci.
In che modo quindi la croce divenne il simbolo della cristianità?
Nel 312 E.V. Costantino, che governava il territorio corrispondente grossomodo alle attuali Francia e Gran Bretagna, mosse guerra contro suo cognato Massenzio, che si trovava in Italia. Si dice che lungo la strada egli abbia avuto una visione, una croce con la scritta “Hoc vince”, cioè “Con questo vinci”. Dopo quella vittoria Costantino adottò la croce come emblema dei suoi eserciti. Quando il cristianesimo divenne la religione di stato dell’impero romano, la croce divenne il simbolo della chiesa.
Ma questa visione ebbe luogo veramente? I racconti di questa leggenda sono, nella migliore delle ipotesi, di seconda mano, e pieni di discrepanze. Francamente sarebbe difficile trovare un candidato più improbabile di Costantino a una rivelazione divina. All’epoca di quel presunto avvenimento, egli era un convinto adoratore del dio sole. Costantino addirittura dedicò il primo giorno della settimana (l’attuale domenica) al culto del sole. Anche la sua condotta dopo la cosiddetta conversione diede scarsa evidenza di una vera dedizione ai giusti princìpi. La sua vita fu dominata da omicidi, intrighi e ambizione politica. Sembra che per Costantino il cristianesimo fosse poco più che uno strumento politico per unificare un impero frammentario.
Ci sono inoltre poche prove che il tipo di croce “vista” da Costantino rappresentasse realmente lo strumento usato per mettere a morte Cristo. Su molte monete fatte coniare in seguito da Costantino si vedono croci a forma di X con una “P” sovrapposta. L’Expository Dictionary of New Testament Words, di W. E. Vine, dice: “In quanto alla Chi, o X, che Costantino dichiarò di aver visto in una visione che lo portò a diventare il paladino della fede cristiana, quella lettera era l’iniziale della parola ‘Cristo’ [in greco] e non aveva nulla a che vedere con ‘la Croce’”, intesa come strumento di esecuzione. In realtà, questo tipo di croce è quasi identico al simbolo pagano del sole.
Perché allora la croce fu accettata con tanta facilità dai “cristiani”? Il dizionario di Vine prosegue dicendo: “Verso la metà del III secolo d.C. le chiese si erano ormai dipartite da certe dottrine della fede cristiana o le avevano travisate. Per accrescere il prestigio dei sistemi ecclesiastici apostati, i pagani erano ricevuti nelle chiese indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede ed era largamente permesso loro di ritenere i loro segni e simboli pagani. Perciò il Tau o T, nella sua forma più frequente, con il pezzo in croce abbassato, fu adottato come simbolo della croce di Cristo”.
L’evolversi della croce
Fu forse per amore di Cristo che la croce, in epoca così tarda, divenne oggetto di venerazione? Un’enciclopedia (Encyclopaedia of Religion and Ethics) dice: “Nel IV secolo le credenze magiche cominciarono a mettere radici più profonde in seno alla Chiesa”. Come fosse un amuleto, il semplice segno della croce era considerato “la più sicura difesa contro i demoni, e il rimedio per tutti i mali”. L’uso superstizioso della croce continua tuttora.
Nel corso degli anni si svilupparono circa 400 diversi tipi di croce. Inizialmente il Cristo non veniva rappresentato. Si vedeva un giovinetto che teneva una croce ingioiellata. In seguito fu incluso un agnello. Nel 691 E.V. il Concilio Trullano adottò una croce “ufficiale” recante il busto di un giovane invece dell’agnello. Da questa nacque col tempo il crocifisso, una croce con la rappresentazione del corpo di Cristo.
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ema
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 Re: Gesti Con Le Mani
Ma nessuno parla del gesto! Cioè del toccarsi la fronte il petto e le spalle per tre volte... Chissà come è nata questa usanza!
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Davide Rap
Webmaster

Registrato: Novembre 2004
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Età: 43 Residenza:  Terronia :-)
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 Re: Gesti Con Le Mani
secondo me c'è scritto da qualche parte nel vangelo....
Domanda: "Il segno della croce: qual è il suo significato? I cristiani dovrebbero farsi il segno della croce?"
Risposta: La pratica di farsi il segno della croce è quantomai importante nella Chiesa Cattolica Romana, ma è praticata anche fra i greco-ortodossi e gli episcopaliani. La storia del segno della croce risale almeno a Tertulliano, il padre della Chiesa antica che visse fra il 160 e il 220 d.C. Egli scrisse: "Se ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce".
In origine, ci si tracciava sulla fronte una piccola croce con il pollice o con un altro dito. Sebbene sia difficile indicare esattamente quando si passò dal tracciarsi una piccola croce sulla fronte alla pratica moderna di tracciarsi una grossa croce dalla fronte al petto e da spalla a spalla, sappiamo per certo che il cambiamento era già avvenuto entro l’XI sec. d.C., quando il Libro delle Preghiere di re Enrico fornisce l’istruzione di "segnare con la santa croce i quattro lati del corpo".
I cattolici trovano sostegno alla pratica del segno della croce anzitutto nei molti anni della loro tradizione ecclesiastica e, in secondo luogo, in Esodo 17:9-14 e Apocalisse 7:3; 9:4; 14:1. Sebbene questi passi parlino effettivamente di un segno sulla fronte come protezione dal giudizio di Dio, essi devono essere interpretati alla luce del loro contesto, in base al quale non c’è alcun motivo di credere che vi si prescriva il segno ritualistico della croce.
Nel XVI sec., uno dei princìpi centrali della Riforma protestante fu il sola Scriptura, secondo cui ci si doveva disfare di qualunque pratica che non si allineasse con la Scrittura. I Riformatori inglesi credevano che l’usanza del segno della croce dovesse essere lasciata alla libertà di coscienza dell’individuo, com’era stato scritto nel Libro delle Preghiere di re Eduardo VI: "...inginocchiarsi, farsi il segno della croce, alzare le mani, battersi il petto e altri gesti possono essere usati o abbandonati nella misura in cui giovano alla devozione di ciascuno, senza biasimo". In genere i protestanti hanno considerato il segno della croce come una tradizione che non aveva alcun sostegno nella Scrittura, o che era perfino idolatrica, e pertanto fu abbandonata dai più.
Benché la Bibbia non c’insegni a farci il segno della croce, esso non è privo di simbolismo biblico. La sua forma serve a ricordare la croce di Cristo. Storicamente, il segno è stato considerato anche la rappresentazione della Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Mediante la fede nel Signore Gesù Cristo e nella Sua morte sostitutiva sulla croce, la salvezza è estesa in dono gratuito a tutta l’umanità. La Trinità è la dottrina della Deità: un unico Dio che esiste in tre distinte persone. Entrambe le dottrine costituiscono il fondamento sia dei cattolici che dei protestanti e sono certamente biblicamente fondate. Il segno della croce è stato associate in certi momenti a poteri soprannaturali come quello respingere il male, i demòni, ecc. Questo aspetto mistico del segno della croce è completamente falso e non può essere in alcun modo sostenuto biblicamente.
Mettendo da parte l’aspetto mistico, farsi il segno della croce non è né giusto né sbagliato e può essere positivo, se serve a ricordare a una persona la croce di Cristo e/o la Trinità. Purtroppo, non è sempre così, e molte persone eseguono semplicemente i movimenti del rito di segnarsi senza capire perché lo fanno. In ultima analisi, il segno della croce non è assolutamente richiesto ai cristiani perché non è insegnato dalla Parola di Dio.
http://www.gotquestions.org/Italiano/segno-della-croce.html
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masha
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 Re: Gesti Con Le Mani
secondo me c'è scritto da qualche parte nel vangelo....
no,rapy,nel vangelo nelle lingue originali non compare la parola croce ma il verbo greco
"stauròs e xỳlon",e i primi cristiani non la usavano.
( L’autorevole Strong’s Exhaustive Concordance of the Bible dà come primo significato di stauròs “palo”, e di xỳlon “legno o albero”. Il New Bible Dictionary dice: “La parola gr. tradotta ‘croce’ (stauròs, verbo stauròo) significa in primo luogo un palo diritto o una trave, e in secondo luogo un palo usato come strumento di tortura e di esecuzione”.
La parola latina usata in riferimento allo strumento su cui morì Gesù era crux che, secondo Livio, famoso storico romano del I secolo E.V., significa un semplice palo. La Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature dice che la crux simplex era un “semplice palo ‘costituito da un unico pezzo senza braccio trasversale’”.)
per quanto riguarda il gesto descritto da luca ho letto da qualche parte che dovrebbe essere strettamente legato anche alla dottrina trinitaria
poichè tale gesto simboleggerebbe il Padre,che dal celo è sceso(movimento dall alto verso il basso) per diventare il Figlio,e lo Spirito Santo...
domani vedrò se posso trovare qualcosa in qualche enciclopedia biblica
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Losagen
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 Re: Gesti Con Le Mani
Ma nessuno parla del gesto! Cioè del toccarsi la fronte il petto e le spalle per tre volte... Chissà come è nata questa usanza!
Occorre, anzitutto, distinguere fra il grande segno di croce, quello più usuale oggi, e il piccolo segno di croce, più antico, ma tuttora in uso.
Il piccolo segno di croce
L'uso di tracciare sopra la fronte un piccolo segno di croce con il dito pollice (o l'indice) della mano destra è antichissimo e fu ispirato da un passo del libro del profeta Ezechiele, che molti testi dei padri della chiesa collegarono alla croce di Cristo e a passi analoghi dell'Apocalisse (7,3; 9,4; 14,1). Secondo Ezechiele:
« Il Signore gli disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono" » (Ezechiele 9,4)
La lettera "tau" o "taw", corrispondente alla "T" del nostro alfabeto, è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico e rappresenta (come la "omega" greca) Dio nella sua perfezione. Sino all'epoca di Cristo questa lettera era tracciata proprio come una croce. In questo passo appare come i fedeli a Dio, coloro cioè che non si arrendono al peccato, vengono segnati con un segno speciale, esterno, che aveva forma simile alla nostra croce, per essere subito riconosciuti da Dio.
Tertulliano (160-220), ad esempio, attesta nella Traditio che i cristiani usavano segnarsi la fronte contro le tentazioni del demonio. Ma egli attesta pure che il segno era diffuso anche fuori dell'ambiente liturgico. Scriveva:
« Se ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce. »
(TERTULLIANO, De corona, III, (PL II, 80A))
L'uso del segno di croce è attestato anche negli Atti gnostici di San Giovanni, di San Tommaso, di San Pietro, tutti del II secolo.
Già nei secoli IV-V si benediceva con il pollice anche oggetti distanti dalla persona e gli ammalati venivano segnati con la croce sulle membra dolenti. Gaudenzio di Brescia, inoltre, parla della triplice croce (tre croci fatte sul cuore, sulla fronte, sulle labbra); un atto liturgico tuttora utilizzato nella Messa prima della lettura del vangelo.
Il grande segno di croce
Oltre il piccolo segno di croce, più tardi (verso X sec., forse inizialmente nell'ambiente monastico) è stato introdotto nella liturgia il grande segno di croce. Probabilmente l'uso non-liturgico di questo gesto esisteva già dal V secolo.
Esso si traccia portando la mano destra alla fronte, poi al petto e infine alle spalle. Il gesto di croce veniva spesso accompagnato da una formula. Una di queste è l'antichissima formula evangelica - invocazione trinitaria: In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen, cioè "nel nome del padre (testa), del Figlio (petto) e dello Spirito Santo (spalle). Amen (mani giunte sul petto)". Altre antiche formule, usate fino ad ora nella nostra liturgia, sono: Adiutorium nostrum in nomine Domini, Domine, labia mea aperies, Deus, in adiutorium meum intende.
Il segno di croce poteva essere tracciato con la mano sulle persone o anche sulle cose in segno di benedizione. Mentre in Occidente si usa fare le benedizioni con la sola mano, gli Orientali preferiscono benedire tenendo nella mano destra una croce.
Il segno di croce doveva accompagnare, anche dopo la morte, tutti quelli che si erano consacrati a Cristo, manifestazione di Dio nel mondo. Non sono rari infatti gli epitaffi con il segno + o x. Questi defunti, segnati nel battesimo con la croce, dopo la morte, sperano di essere salvati proprio in virtù di questo simbolo.
Differenze della grande croce tra Chiesa Cattolica Ortodossa e Chiesa Cattolica Romana
Uno dei primi comportamenti che differenziano l'espressione devozionale di ortodossi e cattolici è il modo di farsi il segno della croce. Il cattolico di rito latino si segna tenendo la palma della mano aperta, e toccando la fronte, il petto (solitamente all'altezza del cuore), e le spalle, prima la sinistra e poi la destra. L'ortodosso si segna unendo pollice, indice e medio e ripiegando l'anulare e l'indice sul palmo, e toccando la fronte, il ventre (all'altezza dell'ombelico, o della cintola), e le spalle, prima la destra e poi la sinistra. Nell'antico rito russo, il pollice viene unito alle dita ripiegate anziché alle dita estese.
Il modo ortodosso di segnarsi è carico di un ricco simbolismo. Questo viene spiegato talora in modi differenti, ma genericamente si attribuisce all'unione delle tre dita il senso di una professione di fede trinitaria (tre persone in un unico Dio), e alle altre due dita un significato cristologico (due nature nella persona di Cristo). L'estensione del segno della croce al ventre è immagine di centralità e ricorda la nascita verginale di Gesù Cristo. Il segnarsi dalla spalla destra alla sinistra richiama la seconda venuta di Cristo dalla destra del Padre, o il predominio della luce (tradizionalmente associata al lato destro) sulle tenebre.
Il segno della croce "latino", più semplificato, venne considerato fin dal suo apparire una modifica del costume apostolico. Ancora per un certo tempo dopo lo scisma, la stessa sede romana continuò a deprecare la pratica di segnarsi a mano aperta, e da sinistra a destra.
____________ La mattina si svegliano, ogni giorno, un fesso e un furbo. Se i due si incontrano, l'affare è fatto
La vita è troppo corta per essere trascorsa nella pianura padana, se ti è possibile, vattene. Il tuo corpo e la tua anima ti ringrazieranno.
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Mr.G
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 Re: Gesti Con Le Mani
o unire le mani palmo a palmo per l apreghiera
o ancora " dare la mano " quando ci si presenta o incontra
o incorciare le dita in segno di scaramnzia .....
____________ "Fratelli, ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità ".
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Losagen
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 Re: Gesti Con Le Mani
o unire le mani palmo a palmo per l apreghiera
o ancora " dare la mano " quando ci si presenta o incontra
o incorciare le dita in segno di scaramnzia .....
" dare la mano " quando ci si presenta o incontra
E' un uso abbastanza diffuso in Europa, eccetto che nel Regno Unito. E' un atto di amicizia, un segno di uguaglianza, simboleggiato, appunto, da un contatto fisico.
Presso i romani si salutava con il braccio destro teso, per dimostrare che non si avevano intenzioni bellicose. In molti stati africani, la stretta di mano varia secondo l' importanza delle persone. Ad esempio, un giovane userà le due mani per stringere la mano che l' anziano gli porge.
incorciare le dita in segno di scaramnzia
Incrociare le dita (di solito l'indice e il medio)è, come ben sappiamo, un antico gesto che ha funzione di richiamare l'azione risolutrice della fortuna, un appello lanciato in direzione del cielo che si è perpetuato fino ad entrare a far parte del limitato corredo di segnali magici diffusi nel mondo contemporaneo.
Spiega l'antropologo Desmond Morris ne L'uomo e i suoi gesti: "Di certi gesti simbolici oggi in uso e così familiari da esser dati per scontati è facilissimo individuare le origini. Un buon esempio è l'atto di 'incrociare le dita'. Sebbene sia usato anche da molte persone di religione diversa, l’azione di raffigurare una croce usando solo l'indice e il medio di una mano è un antico gesto protettivo della Chiesa cristiana.
Nei primi tempi l'atto era piu' cospicuo: si muoveva prima verticalmente e poi orizzontalmente l'intero braccio, tracciando nell'aria un segno sacro. In quest'ultima forma lo si può trovare in certi Paesi anche in contesti non religiosi, come augurio di 'buona fortuna', ma in genere è stato rimpiazzato dall'atto di alzare una mano con il medio strettamente incrociato sull'indice, omettendo il movimento del braccio. In origine questo gesto era la versione segreta del 'segno di croce' e lo si faceva tenendo ben nascosta la mano in questione. Oggi lo si può ancora eseguire in tal modo, ad esempio per proteggersi dalle conseguenze di dire il falso, ma come segno di 'buona fortuna' è definitivamente venuto allo scoperto.
Questo sviluppo è facilmente spiegabile col fatto che l'azione di incrociare le dita non ha un carattere religioso evidente. Come simbolo, può; voler dire invocare su di sè; la protezione del Dio cristiano, ma quel piccolo gesto è così lontano dall'ampio segno di croce che il sacerdote traccia con tutto il braccio, da scivolare facilmente nella vita di tutti i giorni, come generico augurio di buona fortuna, Una prova di ciò è il fatto che molti non si rendono nemmeno conto di fare, storicamente parlando, un atto di devozione quando gridano 'incrocia le dita'
unire le mani palmo a palmo per la preghiera
Nello yoga come in tante altre culture, il gesto di unire le mani, palmo contro palmo, racchiude nella sua semplicita' un grandissimo potenziale simbolico.
Saluto, preghiera o segno di devozione, l'atto di unire i palmi delle mani all'altezza del petto compare in tutte le piu' antiche culture, non unicamente orientali. E' chiamato Anjali mudra nello yoga e gasho' nel buddismo, dove per mudra si intendono le numerose posizioni che mani e dita possono assumere con diverse valenze simboliche.
Tuttavia l'essenza di un mudra va molto al di la' di qualunque significato possa essergli attribuito. Ogni forma che si manifesta nello spazio induce in esso una risonanza sia fisica che psichica, sia -interna- che -esterna-. Pertanto, ogni -posizione- che il corpo assume genera non solo un'eco interiore, quanto un'eco che si riverbera anche nel mondo intorno: le mani inoltre, sono vere e proprie antenne e, se utilizzate con la giusta consapevolezza o secondo le conoscenze del sapere antico, possono farsi vettori di particolari energie.
Assumere un mudra dunque, significava inviare un messaggio ben preciso, un messaggio che, oltre la componente simbolica piu' immediata, si fa portatore di una precisa informazione energetica, che la mente razionale in se' non puo' da sola decodificare. Molte -guide- spirituali o guru utilizzano tali possibilita' comunicative non sempre con le migliori intenzioni.
Anjali mudra o, piu' semplicemente, gasho' racchiude in se' la magia potente del gesto puro, di una forma che, al di la' di ogni parola, si fa veicolo di un sentimento davvero universale: riconoscimento, accettazione e ringraziamento che si rivolge all'altro non per una qualunque formula di convenzione sociale, ma per nobilitarlo nella forma e nell'essenza, riconoscendo in esso la sua piu' intima natura divina. E fa questo avvicinando, -ri-unendo- cio' che (in questo caso le mani, con la loro enorme risonanza simbolica) e' simile e complementare, anche se si manifesta come opposto.
-Riunisco cielo e terra, dinanzi al mio cuore- per creare Collaborazione e, quindi, Fertilita'. Il vero significato di Gasho' posso pero' coglierlo solo dinanzi ad un nemico: esso non passa mai inosservato ma puo' anzi sospendere un dialogo - e forse anche una guerra - e, come per magia, comprenderlo in se'. -E' un'arma incredibilmente potente- diceva Gandhi: -gasho' e' piu' potente di un'atomica: peccato che non sia possibile sganciarlo da un aeroplano-.
Per percepirne l'incredibile intensita', non basta pero' il semplice gesto, come descritto dalle sole parole: devo -sentirlo- dentro anzi, devo percepire che e' il sentimento a muovere il gesto, piu' che non il contrario. Se ben allineato con il mio intento, anche la colonna vertebrale si allineera' (soprattutto le vertebre cervicali) e tutto il corpo parlera' con sincerita' ed emanera' un sentimento di nobilta' radiante, una -goccia di bellezza della vita-.
Praticare Gasho' e' un'arte, a volte anche molto difficile. Ma i tempi dicono che il momento e' buono.
____________ La mattina si svegliano, ogni giorno, un fesso e un furbo. Se i due si incontrano, l'affare è fatto
La vita è troppo corta per essere trascorsa nella pianura padana, se ti è possibile, vattene. Il tuo corpo e la tua anima ti ringrazieranno.
Walter Boiler inventò l'acqua calda dopo avere conosciuto la dama di spadocle
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masha
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 Re: Gesti Con Le Mani
wow!losagen!
sei meglio di un enciclopedia!!!!!!aspettavo con ansia un tuo intervento!
è davvero interessante scoprire come a volte diamo per scontato cosa ci sia all origine di gesti che facciamo quotidianamente (come salutare con la mano)
sono davvero ricchi di significato!
grazie soprtattutto per la differenza fra il segno della croce cattolico e quello ortodosso...è un informazione che mi servirà tantissimo!!!
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