Martedì Gazprom aveva detto di sperare di risolvere la faccenda «nel giro di giorni, se non di ore». Ma questa guerra del gas con la Bielorussia invece di risolversi si intensifica, e a parte la stagione assomiglia sempre di più ai drammatici confronti con l'Ucraina che hanno coinvolto l'Europa negli inverni 2006 e 2009. Prima tappa: Gazprom chiude gradualmente i rubinetti. Lo ha fatto lunedì, riducendo le forniture alla Bielorussia del 15% dopo il fallimento delle trattative sui debiti di Minsk. Martedì un altro taglio del 15%, ieri i flussi sono calati del 60 per cento. Nessuna conseguenza per l'Europa, insiste il monopolio russo del gas.
E invece i consumatori sono già stati trascinati nel conflitto: la Bielorussia, come un tempo l'Ucraina, per ritorsione ha bloccato il gas destinato all'esportazione. Al terzo giorno di crisi - seconda tappa - il primo paese confinante ha registrato un calo del 40%: la Lituania ha lanciato l'allarme. Durissima la reazione di Bruxelles: «Questo non è un problema di un solo stato membro - ha dichiarato il commissario all'Energia Günther Öttinger - è un attacco all'intera Unione Europea. Il governo della Bielorussia vuole coinvolgerci nei suoi problemi, e questo non va bene». Dalla Lituania una diramazione del gasdotto Yamal arriva a Kaliningrad, avamposto russo stretto tra Lituania e Polonia. Le tappe successive potrebbero essere una ricaduta sulla Polonia, e poi sulla Germania.
Il nocciolo del problema è una questione di soldi. Attraverso la Bielorussia Gazprom invia in Europa 30 miliardi di metri cubi all'anno, prezzo medio 308 dollari per mille metri cubi. Le forniture destinate al consumo interno bielorusso invece godono ancora di uno sconto previsto in un accordo del 2006, una formula che si avvicina ai livelli di mercato passando dai 150 dollari del 2009 ai 169 del primo trimestre 2010, ai 184 dollari del secondo. Aumenti che la Bielorussia, in gravi difficoltà economiche, non riconosce, accusando a sua volta Gazprom di essere in arretrato sui diritti di transito, per 260 milioni di dollari. Per i russi la colpa è dei bielorussi, che non avrebbero inoltrato i moduli per i pagamenti.
Ma questa è una crisi politica, e non si gioca sui numeri: come dimostra il fatto che dopo il cambio di governo l'Ucraina sia ora dalla parte di Mosca, e disposta a compensare con 15/20 miliardi di metri cubi il gas bloccato in Bielorussia. Lo scontro tra Mosca e Minsk non si risolverà senza ricomporre un'alleanza che ha perso la strada, con il presidente Aleksandr Lukashenko stretto tra un'economia arretrata e il desiderio di tener testa a Mosca, un occhio alle elezioni del prossimo anno. Si dice che il Cremlino vorrebbe indebolirlo, e né lui né i russi hanno l'aria di voler cedere: a nulla è servito il pagamento della bolletta di maggio, 187 milioni di dollari che Gazprom ha definito "un segnale incoraggiante", in attesa però degli arretrati di gennaio-aprile. Fino a quel momento le forniture restano sospese, dichiarano i russi, e Minsk risponde con un altro ultimatum: «Chiedo che Gazprom paghi 260 milioni a Beltransgaz entro le 10 di giovedì», ha avvertito il vicepremier Vladimir Semashko. Altrimenti il transito verso la Ue verrà bloccato del tutto.
ROTTE A RISCHIO
Nessun impatto per l'Italia
Gazprom invia in Europa il 25% del gas di cui la Ue ha bisogno, e un quinto di questo passa attraverso la Bielorussia, il resto dall'Ucraina: attraverso il gasdotto Yamal, che sbocca in Polonia per poi rifornire la Germania, i piani erano trasportare quest'anno 44,5 miliardi di metri cubi di gas. Cifre diverse da quelle delle guerre del gas con l'Ucraina, che dispone di un sistema di trasporto che può gestire 120-130 miliardi di metri cubi all'anno
«Non abbiamo collegamenti diretti di importazione - ha chiarito ieri Carlo Malacarne, amministratore delegato di Snam Rete Gas - quindi non c'è nessun impatto diretto sul nostro approvvigionamento». «Non c'è motivo di preoccuparsi - conferma Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico - non sussistono criticità per l'approvvigionamento energetico dell'Italia, ancor più in questo periodo dell'anno in cui non vi è l'uso termico del gas». In tutta l'Europa, inoltre, la domanda di gas è in diminuzione
Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/noti...l?uuid=AYkwPk1B












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