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Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani?
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Messaggio Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
La Russia al voto, Putin verso il quarto mandato. Boom affluenza, 34,72% alle 12

Il presidente vota all'Accademia delle Scienze e dice: 'Il mio programma è quello giusto per la Russia'




Aperte le urne in Russia per le elezioni presidenziali.  La vittoria elettorale e il conseguente quarto mandato da capo dello Stato per Vladimir Putin appaiono scontati. L'annessione della Crimea ha fatto aumentare a dismisura la popolarità dello zar e le tensioni con l'Occidente sono state sfruttate dalla propaganda del Cremlino per compattare i russi attorno al loro presidente.
Stando a un recente sondaggio del centro demoscopico statale Vtsiom, Putin dovrebbe ottenere tra il 69 e il 73% dei voti.

Alle sue spalle, a distanza abissale, ci sono il comunista Pavel Grudinin con il 10-14% e il nazionalista Vladimir Zhirinovsky con l'8-12%. Ma la battaglia di Putin a questo giro è prima di tutto per l'affluenza. Solo se il 70% dei quasi 111 milioni di aventi diritto si recheranno alle urne, il suo successo sarà completo. Le ricerche di Vtsiom indicano però che 'solo' il 63-67% dei russi ha intenzione di votare. Ed ecco perché osservatori e attivisti temono il ricorso ai brogli per gonfiare i dati sulla partecipazione.

Boom affluenza, 34,72% alle 14 - L'affluenza alle urne registrata alle 14, ora di Mosca (le 12 in Italia), alle elezioni presidenziali è stata di "oltre il 34,72%". Così la presidente della Commissione Elettorale Centrale Ella Pamfilova. Si tratta di un dato molto superiore a quelli registrati nelle precedenti tornate elettorali presidenziali. "L'affluenza alle urne alle 10:00 era del 6,36% nel 2000, dell'8,01% nel 2004, dell'8,94% nel 2008 e del 6,53% nel 2012" ha detto Pamfilova. Oggi invece il dato è di 16,55%. Lo riporta Interfax. Si tratta di una buona notizia per il presidente Vladimir Putin, la cui rielezione è scontata, preoccupato solo da una possibile bassa affluenza, che non significherebbe il successo assoluto cui aspira.


Mosca, su voto Kiev viola pratiche internazionali - La Russia risponderà alle misure prese dalle autorità ucraine, che stanno ostacolando l'accesso dei cittadini russi ai seggi elettorali in Ucraina. Così il presidente della commissione per gli Affari Esteri della Duma Leonid Slutsky citato da Interfax. "Tutte le organizzazioni internazionali saranno informate delle azioni di Kiev: è al di là della comprensione e delle pratiche internazionali", ha detto Slutsky.

Il presidente russo uscente, Vladimir Putin, ha votato. Il leader del Cremlino, accolto da una folla di giornalisti russi e stranieri, si è recato al seggio numero 2151 presso l'Accademia delle Scienze. "Sono sicuro che il programma che ho suggerito al paese sia quello giusto", ha detto Putin. Secondo quanto riportato dall'agenzie russe il leader del Cremlino ha poi sottolineato che oggi avrà degli incontri con gruppi di lavoratori. A chi gli domandava quale percentuale d'affluenza alle urne potesse essere considerata un successo Putin ha risposto: "Qualunque, basta che permetta lo svolgimento dei doveri presidenziali".

Gli aventi diritto sono quasi 111 milioni di residenti in patria, ai quali si aggiungono 1,8 milioni di expat. I seggi sono circa 97mila, distribuiti su 11 fusi orari, dalla regione più orientale, la Chukotka-Kamchatka, a quella più occidentale, l'enclave di Kaliningrad. Le urne si aprono alle 8 del mattino (le 7 italiane) e si chiudono dodici ore dopo. Gli exit-poll sono previsti per le 21 di Mosca, dopo la chiusura dei seggi a Kaliningrad, ovvero le 19 in Italia. Dal 25 febbraio sono già aperte però le votazioni per i lavoratori in missione in aree disagiate, come i pozzi petroliferi, oppure i residenti in zone remote - per esempio oltre il circolo polare artico - raggiungibili solo grazie ad elicotteri o motoslitte; in tutto, ha fatto sapere la Commissione Elettorale Centrale, in queste aree hanno già votato 153mila persone. Il sistema inoltre prevede la possibilità di votare in un seggio diverso rispetto a quello in cui si è residente, previa richiesta. E circa sei milioni di elettori hanno sfruttato questa possibilità

Il primo a chiedere ai russi di disertare le urne è l'oppositore Alexiei Navalni. Il blogger anti-Putin nel corso degli ultimi 12 mesi ha sfidato i divieti delle autorità portando migliaia di persone in piazza contro il governo russo e la corruzione. I suoi guai giudiziari, che molti ritengono fabbricati dal Cremlino, gli hanno però impedito di candidarsi.
E ora lui ha lanciato uno "sciopero degli elettori", invitando a boicottare presidenziali "farsa" senza reali alternative a Putin. Il primo nemico dell'affluenza però più che Navalni è proprio l'esito scontato delle elezioni. La gente - tiepidi sostenitori di Putin compresi - non è motivata ad andare alle urne perché pensa che il proprio voto non cambierà nulla. Ma l'obiettivo del Cremlino resta quello: 70% delle preferenze per Putin e affluenza al 70%.

Navalni sguinzaglierà 70.000 osservatori per verificare la correttezza del processo elettorale. Ne manderà 53 pure in Cecenia, nel feudo di Ramzan Kadyrov, dove alle presidenziali del 2012 - falsate da brogli in tutta la Russia - secondo i dati ufficiali l'affluenza fu del 92% e il 99,76% dei votanti scelse Putin. Altro che maggioranza bulgara. Anche l'associazione Golos, che si occupa di trasparenza e correttezza del voto, ha messo su una vasta rete di osservatori, 90-100.000. Ma ha dovuto trovare in fretta e furia una nuova sede centrale per il lavoro di monitoraggio. Roman Udot, un rappresentante dell'associazione, denuncia infatti che la polizia ha minacciato il proprietario della sede precedente, che all'ultimo momento ha rescisso il contratto d'affitto con Golos. "Non devi ospitare questo evento qui o avrai dei guai", avrebbero detto gli agenti.

Secondo Rbk, gli osservatori impegnati per le elezioni dovrebbero essere 520-555.000, il doppio rispetto alle presidenziali di sei anni fa. Ma ci sono osservatori e osservatori. I più affidabili e importanti a livello internazionale sono senz'altro quelli dell'Osce. Poi c'è il piccolo esercito degli osservatori amici del Cremlino: 223 arriveranno dal Kazakistan. Ma c'è anche l'ex deputato francese Thierry Mariani, che tre anni fa guidò una piccola delegazione (ovviamente non ufficiale) di parlamentari francesi nella Crimea che la Russia si era annessa l'anno prima. Osservatori stranieri invitati da Mosca e senza alcun riconoscimento internazionale saranno presenti anche nella penisola sul Mar Nero: per esempio Andreas Maurer, capo della fazione di estrema sinistra Die Linke in un consiglio comunale della Bassa Sassonia. Abbastanza per far scrivere al quotidiano governativo russo Rossiskaia Gazeta che "osservatori tedeschi e norvegesi arriveranno in Crimea per le presidenziali".




Fonte:
http://www.ansa.it/sito/notizie/mon...ffa6a36fbf.html
 




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ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te."

Nathaniel Hawthorne
 
Butterfly77 - ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePage 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
cara Butterfly, sarebbe ora di finirla di chiamare Putin zar, e di fare propaganda russofoba. I russi hanno capito molto bene che Putin pur non essendo un esempio di specchiata democrazia, ha riportato la Russia a contare nel mondo perche' si oppone allo strapotere USA. Agli USA piaceva molto quell'ubriacone di Elzin perche' stava portando la Russia alla disgregazione morale politica ed economica e stava facendo il gioco sporco delle multinazionali anglo-americane. Le elezioni presidenziali di ieri sono uno schiaffo morale a tutti gli imbecilli che chiamano Putin il " "nuovo zar" e a tutti quelli che senza uno straccio di prova ne' un movente credibile lo accusano di essere il mandante di omicidi in Inghilterra.
 



 
benito_red - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
benito_red ha scritto: [Visualizza Messaggio]
cara Butterfly, sarebbe ora di finirla di chiamare Putin zar, e di fare propaganda russofoba. I russi hanno capito molto bene che Putin pur non essendo un esempio di specchiata democrazia, ha riportato la Russia a contare nel mondo perche' si oppone allo strapotere USA. Agli USA piaceva molto quell'ubriacone di Elzin perche' stava portando la Russia alla disgregazione morale politica ed economica e stava facendo il gioco sporco delle multinazionali anglo-americane. Le elezioni presidenziali di ieri sono uno schiaffo morale a tutti gli imbecilli che chiamano Putin il " "nuovo zar" e a tutti quelli che senza uno straccio di prova ne' un movente credibile lo accusano di essere il mandante di omicidi in Inghilterra.


Ciao Benito,
non mi sembra il caso di usare questo tono, Butterfly77 ha solo preso la notizia e l’ha inserita nel messaggio con tanto di fonte specificata (ansa).
Sul fatto che “tsar” sia un termine non adatto ad un presidente sono d’accordo pure io. Il problema è nel nostro giornalismo, ormai rappresentato (salvo eccezioni) da un gruppo di lobotomizzati che scrivono per lettori altrettanto rimbambiti.
Poi a pensarci bene “tsar” (Caesar) non è nemmeno offensivo, è un termine che per me denota autorevolezza, potenza, forza, nobiltà, autorità, ordine...concetti che sono sempre stati associati a grandi uomini e che denotano capacità e ruolo “superiori” rispetto all’uomo “qualunque”. Non direi che si tratta di elementi negativi.
Ve lo immaginate un articolo Ansa in cui si parla di zar Renzi o zar Gentiloni?   

Come dicono a Roma...."teribbbbbile"
 



 
Kot 78 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Bravo, Kot..., sei riuscito a intervenire prima di qualsiasi moderatore...  

In effetti, Benito, Butterfly ha soltanto riportato la notizia quindi non è a lei che bisogna portare la giusta critica per l'appellativo non sapientemente utilizzato dai giornalai nostrani.

Direi che, "deviando" il rimprovero verso chi di dovere, il tuo intervento rimanga positivo.  
 




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n4italia - ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePage 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Ringrazio Kot ed N4 di avermi "difeso" in questo frangente.

Il mio scopo era solo quello di riprendere un articolo di una qualsiasi testata online per far vedere come veniva presa la notizia delle elezioni in Russia niente di più niente di meno....

Semmai come dicono Kot ed il Colonnello bisogna rifarsela con chi lo ha scritto l'articolo e non con me...che ho solo riportato la notizia linkandoci, opportunatamente, la fonte.....

Spero adesso si possa sviluppare una piacevole discussione tutti insieme....

Buona giornata a tutti.
Butterfly77.
 




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Butterfly77 - ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePage 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Devo dire che non trovo ANSA una fonte da apprezzare, lo giudico dalle sue varie informazioni  riportate qui nel Forum (spesso postate da Morello   ); vorrei precisare pero` che in Russia Putin non viene chiamato "zar", ne` dai suoi oppositori ne` dai sostenitori, e` una denominazione che vedo solo sui mass-media italiani.  
In ogni caso, la colpa non e` mica di Butterfly; comunque sono d'accordo con Benito che Putin "ha riportato la Russia a contare nel mondo." Pur non essendo una "militante" di Putin per  il momento non vedo nessun altro  forte politico russo che sia in grado di resistere all'Occidente e USA.
Stamattina e` venuta la notizia che il presidente americano ha rifiutato di telefonare a Putin per fargli auguri dopo le elezioni...  e mi chiedo perche`?  

https://ria.ru/radio_brief/20180320/1516809465.html
 



 
Ultima modifica di Luda Mila il 20 Marzo 2018, 8:24, modificato 1 volta in totale 
Luda Mila - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
credo comunque che l' epiteto zar gli venga attribuito un po da tutta la stampa mondiale non solo quella italiana

voglio essere ottimista e non essere malizioso

viene chiamato "zar" semplicemente per la durata del suo mandato da presidente che e' pari solo a quella di un monarca o imperatore che nel caso della russia e' lo zar  
 




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icipo76 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Luda Mila ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Devo dire che non trovo ANSA una fonte da apprezzare, lo giudico dalle sue varie informazioni  riportate qui nel Forum (spesso postate da Morello   ); vorrei precisare pero` che in Russia Putin non viene chiamato "zar", ne` dai suoi oppositori ne` dai sostenitori, e` una denominazione che vedo solo sui mass-media italiani.  
In ogni caso, la colpa non e` mica di Butterfly; comunque sono d'accordo con Benito che Putin "ha riportato la Russia a contare nel mondo." Pur non essendo una "militante" di Putin per  il momento non vedo nessun altro  forte politico russo che sia in grado di resistere all'Occidente e USA.
Stamattina e` venuta la notizia che il presidente americano ha rifiutato di telefonare a Putin per fargli auguri dopo le elezioni...  e mi chiedo perche`?  

https://ria.ru/radio_brief/20180320/1516809465.html


Pienamente d'accordo con Luda Mila. Nel momento presente non c'e' nessuno per votare oltre a Putin. Personalmente io sono "contro tutti". Non perche' la Russia a presto diventera' un paese-paria come Corea del Nord o Iran, ma perche' ogni anno cresce il numero di miliardari russi in elenco di Forbes mentre il popolo sempre piu' povero. Lo dico senza approfondimento nella politica. Sulla arena mondiale lui e' bravo, senza dubbio, ma dentro cresce sperequazione dei redditi e corruzione.

icipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
credo comunque che l' epiteto zar gli venga attribuito un po da tutta la stampa mondiale non solo quella italiana

voglio essere ottimista e non essere malizioso

viene chiamato "zar" semplicemente per la durata del suo mandato da presidente che e' pari solo a quella di un monarca o imperatore che nel caso della russia e' lo zar  


ll titolo Imperatore e' piu' alto di Zar. L'imperatore russo chiamavano lo Zar tradizionalmente per semplicita. Per esempio il titolo completo di Nikola II era: Imperatore e Autocrate di tutte le Russie, di Mosca, di Kiev, di Vladimir, di Novgorod...e poi LO ZAR di Kazan', LO ZAR di Astrahan' ,LO ZAR di Polonia, LO ZAR della Siberia, LO ZAR di Hersones-Tavricheskij, LO ZAR di Georgia... e poi granduca di... duca di... e lungo lungo elenco ti titoli...

Putin viene chiamato lo zar per la durata del mandato e per il suo potere autocratico.

Per quelli che sanno parlare il russo:


Link

 



 
Ultima modifica di akphantom il 20 Marzo 2018, 13:22, modificato 1 volta in totale 
akphantom - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Anche io quando ho letto tale articolo ho subito capito che l'appellativo di Zar era dato dalla durata di mandato e non di certo per l'altro significato....comunque qua in Italia le testate giornalistiche e i telegiornali quando parlano delle elezioni di domenica scorsa in Russia parlano di Putin come uno zar nel senso della durata del mandato....

Condivido il pensiero di Luda Mila che la testata dell'Ansa non sia talvolta delle migliori....mi riferisco alla veridicità delle notizie contenute a volte.....
 




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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Ue, Tusk non si congratula con Putin per rielezione


Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha rifiutato di congratularsi con Vladimir Putin per la sua rielezione alla presidenza della Russia a causa del caso Skripal, l'ex spia russa avvelenata nel Regno Unito. "Dopo l'attacco di Salisbury, non sono dell'umore adatto per congratularmi con Putin", ha dichiarato Tusk nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles.


Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/mond...3-201802a.shtml
 




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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
Vittoria della Presidenza o del Presidente? Commenti sull’esito delle elezioni in Russia

di Igor Pellicciari*

L’esito delle recenti elezioni presidenziali russe del 18 marzo 2018 è occasione per fare una serie di brevi considerazioni aggiuntive alle ricorrenti analisi, collegate idealmente al contributo pubblicato di recente su queste pagine sulle origini del consenso di Putin nella Russia degli ultimi due decenni (cfr. I. Pellicciari, Leadership of Leader? Alle origini del consenso di Putin, in “Rivista di Politica”, vol.4, 2017, p. 21-29).

Anche qui sposiamo un’interpretazione che va oltre – pur non negandola – la semplice raffigurazione del consenso nel paese legato esclusivamente alla figura carismatica del Presidente.

Il primo aspetto sorprendente è che al contrario delle aspettative, i risultati delle elezioni non sono stati al centro della recente polarizzazione dello scontro diplomatico tra Occidente e Russia, che si è invece avvalso di altri temi – primo tra tutti il caso Skripal.

Le tradizionali accuse di manipolazione del voto sollevate periodicamente gli anni scorsi contro la Russia ogni qualvolta essa abbia organizzato una consultazione elettorale hanno perso vigore – anche perché in questa occasione sono state mosse da Occidente con minore convinzione rispetto al passato.

A questo hanno contribuito due elementi che, combinati, hanno segnato una chiara affermazione politica del Presidente uscente, riconosciuta da tutti i principali osservatori, anche quelli tradizionalmente più critici verso il Cremlino. Si tratta dell’alta affluenza al voto (il 67,5% degli aventi diritto) e dell’altissima percentuale di consensi ottenuta da Putin (addirittura il 76,6%).

Il secondo dato non avrebbe lo stesso significato se disgiunto dal primo e avrebbe potuto rivelarsi un’arma a doppio taglio qualora accompagnato da un’alta astensione; giacché questa opzione era stata promossa come un messaggio anti-sistema da quello considerato – per la verità più in Occidente che in Russia – come il principale oppositore di Putin, ovvero Alexei Navalny.

Con un’affluenza nettamente più alta rispetto alle precedenti consultazioni – non scontata tenendo conto alla vigilia della prevedibile ri-elezione di Putin e della chiara politicizzazione dell’astensione – le presidenziali hanno perso gran parte del pathos post-elettorale, a tal punto che i media occidentali hanno dato meno eco del previsto alla consultazione a tutto vantaggio di altre vicende, come appunto il caso Skripal.

La stessa narrativa di un Putin-monarca al quarto mandato presidenziale ha attecchito meno del previsto, visto lo stesso traguardo raggiunto poco prima dalla Merkel alla cancelleria tedesca.

Il secondo aspetto interessante da sottolineare è cosa abbia spinto l’affluenza alle urne a un livello che ha superato le aspettative anche tra i più sinceri sostenitori del Cremlino.

Qui la vicenda elettorale si incrocia non a caso con quella del caso Skripal.

È probabile – a detta di molti osservatori e anche di chi scrive – che la reazione britannico-occidentale sull’avvelenamento della ex-spia abbia ottenuto come reazione un compattamento dell’elettorato a difesa di quello che veniva percepito come un deliberato attacco diplomatico alla Russia.

Interessante è notare tuttavia che il timing della reazione occidentale alla vicenda Skripal sia stato subito da Mosca e scelto dalla stessa Gran Bretagna, che lo ha coscientemente fatto esplodere proprio in prossimità delle elezioni russe, nella probabile convinzione che questa circostanza avrebbe portato a una disaffezione elettorale – se non a una vera e propria protesta di piazza.

In realtà è accaduto esattamente il contrario.

Questo spettacolare errore di valutazione dimostra a nostro avviso il cronico oversight di fondo del Foreign Office sul sistema politico russo e sulla struttura di quel consenso che ci siamo sforzati a descrivere nel saggio richiamato qui all’inizio – e che vede al centro non tanto il carisma del presidente quanto un sistema di riforme politiche, sociali ed economiche a vantaggio della emergente classe medio-bassa del paese e che coincide in larga parte con il mastodontico apparato della funzione pubblica.

La volontà di difesa di questa ritrovata stabilità economico-sociale – più che un patriottismo sulle questioni internazionali o un carisma del Presidente – ha motivato a nostro avviso una maggiore affluenza alle urne e un rafforzato sostegno a Putin.

Il terzo aspetto delle elezioni da sottolineare è il risultato registrato dagli altri contendenti alla corsa presidenziale; ciò non tanto per i scarsi risultati percentuali raccolti dai concorrenti, piuttosto perché aiuta a capire lungo quali direttrici si strutturerà l’opposizione durante il prossimo periodo, archiviato lo scarso risultato dell’astensionismo di matrice navalyniana.

Il secondo candidato più votato è stato Grudinin, sostenuto dal Partito Comunista, che ha raccolto un non trascurabile 11,7%, che conferma la tradizionale strutturazione dello zoccolo duro dell’elettorato comunista in Russia ma, d’ altro canto, denota un restringersi numerico dello stesso rispetto il passato – a dimostrazione della sensazione che molti degli elettori comunisti – per lo più nostalgici della grandeur e del welfare sovietico – sono confluiti su Putin, trovandovi dei rassicuranti richiami al passato.

Piuttosto che la conferma personale del sempreverde Zhirinovsky con un buon 5,65% – frutto di una posizione populista-sovranista che di fatto lo colloca stabilmente da tempo alla destra di una “opposizione filo-governativa” – merita osservare come è uscita dalle elezioni Ksenija Sobchak, forse la candidata più improbabile alla vigilia di queste consultazioni.

Lanciata più dai social media che dalla militanza politica – figlia di ambienti tutt’altro che di opposizione anti-sistema e con una consistente attività mediatica – la candidatura della Sobchak è stata accolta con scetticismo se non ironia da molti ambienti tradizionali, seppure – importante sottolineare – non osteggiata dal Cremlino.

La Sobchak è riuscita a raccogliere circa 1.240.000 voti (1,68%), non molti in termini assoluti, ma che diventano interessanti se – come pare – sono prevalentemente collocati in un elettorato giovane e urbano; ovvero lo stesso a cui si rivolge Navalny.

In altre parole, la Sobchak potrebbe rappresentare il tentativo di creare un anti-Navalny capace di intercettare parte di quei millenials che – in Russia come in Occidente – si collocano fuori dai radar della comunicazione politica classica e rappresentano nel medio periodo un’incognita per qualsiasi sistema politico, non solo quello Russo.

L’ultima considerazione sull’esito delle elezioni riguarda – inevitabilmente – il futuro di questo quarto (e ultimo?) mandato di Putin.

Ligi a chiavi di lettura che nel comprendere la Russia privilegiano analisi dell’Impero piuttosto che dell’Imperatore, osserviamo che le elezioni russe sono state importanti non tanto per la prevista conferma del Presidente, quanto per un ulteriore rafforzamento della Presidenza.

In altre parole, a uscirne legittimati sono state la leadership politica e l’apparato governativo presidenziale (vero cuore del sistema politico-costituzionale) che sostiene Putin e a cui in ultima istanza spetterà decidere cosa e chi gli seguirà alla fine del suo mandato.

Né deve sorprendere che all’orizzonte non si intraveda nemmeno l’ombra di un possibile successore.

Dal periodo zarista passando per quello sovietico fino ad oggi, l’Occidente non è mai riuscito a prevedere né la tempistica né i protagonisti dell’avvicendamento al vertice in Russia – prendendone atto sempre il giorno dopo che questo si è realizzato.

Comunque vada, la priorità sistemica sarà di replicare e rafforzare l’attuale Presidenza piuttosto che il futuro Presidente.

* Professore dell’Università di Urbino

http://www.istitutodipolitica.it/wo...lezioni-russia/
 



 
Fedor - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: Elezioni In Russia: Quali Scenari Si Apriranno Da Domani? 
 
L’idea che il caso Skripal sia stato fatto esplodere da Londra “coscientemente proprio in prossimità delle elezioni russe, nella probabile convinzione che questa circostanza avrebbe portato a una disaffezione elettorale – se non a una vera e propria protesta di piazza”, dimostra ampiamente che in Inghilterra i consulenti geopolitici del governo ed il Ministro degli Esteri arrivano tutti dallo stesso birrificio.

Ne ho avuto la conferma un paio di giorni fa, incappando per caso in una vecchia intervista all’ex ministro degli esteri Miliband rilasciata all’epoca della guerra in Ossezia del Sud.

L’unico punto a favore di Boris Johnson è che esteticamente è molto più buffo del predecessore, nonchè autore di battute da osteria in occasione di incontri diplomatici.
Sarebbe bello vedere un dibattito fra lui e Zhirinovskij...
 



 
Kot 78 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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