Кыргыз Республикасы
(Kyrgyz Respublikasy)
Кыргызская республика
(Kyrgyzskaya respublika)
(Kirghizistan)
Motto: nessuno
Informazioni
Lingua ufficiale:
kirghiso, russo
Capitale:
Bishkek (700.000 ab./ )
Politica
Forma di governo:
Repubblica
Capo di stato:
Kurmanbek Bakiyev
Capo del governo:
Kurmanbek Bakiyev
Indipendenza:
Dall'Unione Sovietica, 31 agosto 1991
Ingresso all'ONU:
Dal 2 marzo 1992
Area
Totale:
198.500 km²
Pos. nel mondo:
85°
% delle acque:
3,8%
Popolazione
Totale:
4.753.003 ab. (2000)
Pos. nel mondo:
112°
Densità:
24 ab./km²
Geografia
Continente:
Asia
Fuso orario:
UTC +5
Economia
Valuta:
Som
Consumo energia:
kW/ab.
Varie
TLD:
.kg
Prefisso tel.:
+996
Sigla autom.:
xx
Inno nazionale:
Inno nazionale della Repubblica Kirghisa
Festa nazionale:
Il Kirghizistan (in kirghiso: Кыргызстан) è una nazione dell'Asia centrale. Confina con Cina, Kazakistan, Tagikistan, e Uzbekistan. La sua capitale è Bishkek (in precedenza chiamata Frunze).
Indice
1 Territorio
2 Popolazione
3 Economia
4 Politica
Territorio
Il Kirghizistan è un paese quasi interamente montuoso (la metà circa del territorio si trova a un’altitudine superiore ai 2.500 metri) e comprende le catene del Tian Shan e degli Alaj; la massima vetta è il Pik Pobedy, che raggiunge i 7.439 m. Più del 3% del territorio è ricoperto da ghiacci e neve perenne. I fiumi principali sono il Ču, il Talas e il Naryn, un ramo sorgentifero del Syrdarja. Tra i numerosi laghi, da citare vi sono il lago Issyk-Kul, che spicca per la sua notevole estensione (6.100 km²), e il lago Sonkël. Il territorio è soggetto a frequenti terremoti. Gli insediamenti e le attività agricole sono concentrati nelle valli, lungo il corso dei fiumi.
Popolazione
Il paese ha una popolazione complessiva di 4.965.081 abitanti, con una densità media di 25 abitanti per km² (2004). Il 34% vive in centri urbani; le zone più popolate sono la valle di Fergana, nella parte sudoccidentale del paese, e la valle del fiume Ču, nel nord. I kirghizi costituiscono il 52% della popolazione, per il resto formata da russi (22%) – che vivono principalmente nella capitale e in altri centri industriali e sono la minoranza più numerosa –, uzbeki (13%), concentrati perlopiù nella valle di Fergana, ucraini, tatari e tedeschi. Le tensioni fra uzbeki e kirghizi per la distribuzione di terre e case sfociò, nel 1990, in violenti scontri che causarono la morte di oltre 200 persone. In Kirghizistan vengono parlati il Russo e il Kirghizo. La religione ufficiale è la musulmana sunnita.
Economia
Durante il periodo sovietico l'economia del paese, basata tradizionalmente sull'agricoltura, ricevette forte impulso nel settore industriale, che attualmente occupa il 12% della forza lavoro e fornisce il 26,2% del PIL. Il settore più redditizio è quello estrattivo, favorito dalla presenza di vasti giacimenti di carbone, oro, antimonio e uranio, mentre l'industria manifatturiera è ancora limitata alla lavorazione di prodotti agricoli, come lana, carne e pelli. Nel 2002 il prodotto interno lordo del paese ammontava a 1.603 milioni di dollari USA, pari a 320 dollari pro capite. Nonostante la scoperta di alcuni giacimenti di gas naturale e petrolio nella valle di Fergana, il paese è tuttora dipendente dall'importazione di combustibili. I fiumi Naryn e Ču sono impiegati, sebbene non ancora al massimo del loro potenziale, per la produzione di energia idroelettrica. L'agricoltura occupa il 52% della forza lavoro e, insieme all'allevamento di cavalli, pecore e bovini, costituisce una voce importante per l'economia della nazione (38,6% del PIL nel 2002). Gli estesi sistemi d'irrigazione permettono la coltivazione di cotone, cereali, riso, ortaggi, frutta, tabacco e barbabietole da zucchero. Il paese, uno dei primi fra le ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale a intraprendere programmi di riforma, dopo l'indipendenza ha vissuto un periodo di stagnazione economica. Il PIL è sceso di circa il 25% nel 1992, con un calo proporzionalmente anche più ingente nella produzione di carbone e di gas. Il governo ha così ripiegato sulla definizione di piani produttivi di stile sovietico per far fronte alla crisi nel settore energetico. Le conflittualità etniche hanno rallentato la privatizzazione delle terre, ma un compromesso legislativo sulla loro distribuzione è stato comunque raggiunto. È stata inoltre introdotta una riforma monetaria nell'ambito della quale la Banca centrale è stata resa indipendente dal controllo parlamentare e governativo, e ciò ha permesso al Kirghizistan di diventare la prima delle ex repubbliche sovietiche a coniare, nel 1993, una propria moneta (il som), violando però le regole stabilite dalla Comunità degli stati indipendenti e incontrando l'opposizione da parte di numerosi stati vicini. Nel gennaio del 1994 il paese ha formato con il Kazakistan e l'Uzbekistan un'area di libero scambio commerciale.
Politica
Stato federato all’Unione Sovietica (URSS) dal 1936, il Kirghizistan è diventato indipendente nel 1991. In base alla Costituzione promulgata nel 1993 e successivamente emendata nel 1994 e nel 1996, il paese è una repubblica di tipo presidenziale. Il presidente possiede amplissimi poteri, tra cui quello di nominare e revocare il premier e i membri del governo. L'esercizio del potere legislativo spetta, in base agli emendamenti costituzionali del 1994, a un Parlamento bicamerale (Jogorku Kenesh) – formato dall'Assemblea legislativa (composta da 35 membri) e dall'Assemblea dei rappresentanti (composta da 70 membri), che restano in carica per cinque anni. Il Kirghizistan è membro della Comunità di stati indipendenti (CSI) dal 1991.
