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Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
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Maxdivi
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
[Onestamente questa storia di valutare tutto con gli strumenti del "mercato" (come se il mercato fosse il nostro irrinunciabile vangelo) non si può sentire.
.
Quando ti vedo ti pago una birra alla tua salute.
Hai centrato un punto importante.
Il problema dell'economia finanziaria e' questo. E' materia importante, ma va molto di moda nella nostra societa' occidentale ed ora anche nell'europa orientale.
Le iscrizioni nelle universita' salgono esponenzialmente, cosi' come riviste, conferenze, canali dedicati, ecc.
Si e' anche data un po' l'idea che la finanza possa dare ricavi facili con mosse azzeccate, piu' che magari sgobbare nei campi per anni a schiena piegata.
Insomma e' un po' l'idea del gratta e vinci, li' pero' e' solo fortuna qui si da' l'illusione che un po' di destrezza piu' un po' di fortuna ti faccia milionario. Il cosidetto gioco di borsa ( titoli, azioni, ecc. ecc. )
E' materia importante ma il problema e' che "sconfina".
Sconfina nel terreno delle altre discipline.
Pretende di sconfinare anche nell'Analisi matematica, nella storia, ecc. ecc.
Il suo secondo problema e' che l'80 per cento dei libri di economia finanziaria, marketing, ecc. ecc. sono di scrittura anglosassone o si basano su modellazione anglosassone, secondo il loro approccio e manualistica, nonche' mentalita'.
Tale mentalita' e' impregnata di capitalismo e liberismo economico ( nascono in Gran Bretagna come sappiamo ), basandosi sulle teorie e scuole di pensiero degli economisti che ad oggi sono risultate vincenti.
E non solo si pongono come modelli da non seguire quelli che sono risultati perdenti nel corso della storia, pero' non contando i vari fattori cioe': "modello economico A teorizzato da Tizio vince su modello economco B teorizzato da Caio per motivi ecc, ecc. ".
Il messaggio che passa quindi e' quello di sottolinera che A e' ok ed e' risultato vincente con cospicui profitti e risultati, B e' perdente e lo sara' sempre e comunque.
Il problema pero' e' che il libro non contempla un possibile arrivare del modello C teorizzato da un nuovo Sempronio. ne' contempla che B di Caio possa vincere per motivi non strettamente collegabili all'economia, qulsiasi esso sia.
Cosa succede quindi? che quando arriva Sempronio col suo modello C e vince su A loro stracciano tutti i libri vecchi e riscrivono tutto in favore di C di Sempronio, facendolo apparire questa come la teoria giusta corretta di riferimento, il "Verbum Incarnatum" di Santa romana Chiesa, sbagliando ancora perche' poi arrivera' un Pallino con un nuovo D rivoluzionario, che i libri non prevedevano.
E contiuniamo con le dottrine mercantilsmo, liberismo, socialismo, A, B, C.... ecc. ecc.
Continuiamo con Smith, Keynes, Pinco, Pallino....ecc. ecc.
Ben vengano i loro studi, che sono interessanti da leggere ma che rimangono nella loro sfera.
Ah povera europa..
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#301 05 Dicembre 2014, 14:44 |
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the_wolf
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
[Onestamente questa storia di valutare tutto con gli strumenti del "mercato" (come se il mercato fosse il nostro irrinunciabile vangelo) non si può sentire.
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Quando ti vedo ti pago una birra alla tua salute.
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Insomma e' un po' l'idea del gratta e vinci, li' pero' e' solo fortuna qui si da' l'illusione che un po' di destrezza piu' un po' di fortuna ti faccia milionario. Il cosidetto gioco di borsa ( titoli, azioni, ecc. ecc. )
E' materia importante ma il problema e' che "sconfina".
Sconfina nel terreno delle altre discipline.
Pretende di sconfinare anche nell'Analisi matematica, nella storia, ecc. ecc.
Il suo secondo problema e' che l'80 per cento dei libri di economia finanziaria, marketing, ecc. ecc. sono di scrittura anglosassone o si basano su modellazione anglosassone, secondo il loro approccio e manualistica, nonche' mentalita'.
Tale mentalita' e' impregnata di capitalismo e liberismo economico ( nascono in Gran Bretagna come sappiamo ), basandosi sulle teorie e scuole di pensiero degli economisti che ad oggi sono risultate vincenti.
E non solo si pongono come modelli da non seguire quelli che sono risultati perdenti nel corso della storia, pero' non contando i vari fattori cioe': "modello economico A teorizzato da Tizio vince su modello economco B teorizzato da Caio per motivi ecc, ecc. ".
Il messaggio che passa quindi e' quello di sottolinera che A e' ok ed e' risultato vincente con cospicui profitti e risultati, B e' perdente e lo sara' sempre e comunque.
Il problema pero' e' che il libro non contempla un possibile arrivare del modello C teorizzato da un nuovo Sempronio. ne' contempla che B di Caio possa vincere per motivi non strettamente collegabili all'economia, qulsiasi esso sia.
Cosa succede quindi? che quando arriva Sempronio col suo modello C e vince su A loro stracciano tutti i libri vecchi e riscrivono tutto in favore di C di Sempronio, facendolo apparire questa come la teoria giusta corretta di riferimento, il "Verbum Incarnatum" di Santa romana Chiesa, sbagliando ancora perche' poi arrivera' un Pallino con un nuovo D rivoluzionario, che i libri non prevedevano.
E contiuniamo con le dottrine mercantilsmo, liberismo, socialismo, A, B, C.... ecc. ecc.
Continuiamo con Smith, Keynes, Pinco, Pallino....ecc. ecc.
Ben vengano i loro studi, che sono interessanti da leggere ma che rimangono nella loro sfera.
Ah povera europa..
io una birra la offro a tutti e due, quando avrò il piacere di incontrarvi di persona
Straconcordo che avere come unico valore i soldi e il mercato è piuttosto vomitevole, oltre che quasi passato di moda direi.. tra parentesi, avete mai fatto caso che una volta nei film americani divano "dobbiamo difendere l'America", mentre oggi sento dire sempre "dobbiamo difendere gli INTERESSI dell'America?"
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#302 05 Dicembre 2014, 15:24 |
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luq
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Rublo a pezzi e recessione: nel 2015 Russia in default come nel 1998?
È la mina che può esplodere sui mercati il prossimo anno. La crisi russa in senso ampio, con le sanzioni, il crollo del rublo, l’inflazione quasi a doppia cifra, la fuga dei capitali, la guerra in Ucraina e la caduta del prezzo del petrolio, è secondo diverse fonti (tra le quali Standard & Poor’s) uno dei «top geopolitical risk» del 2015. E mentre sui mercati continua a rotolare il rublo (ormai a un passo da quota 55 contro il dollaro), Putin chiede alla banca centrale «di prendere misure rigorose per togliere la voglia agli speculatori di giocare con le fluttuazioni» della valuta russa. Ma non è facile.
La crisi di oggi riporta alla mente per certi aspetti le prime fasi del crack del 1998, innescato dalla crisi asiatica dell’anno precedente, che sfociò in una ristrutturazione del debito interno di Mosca nonostante l'intervento del FMI, in un crollo di Borsa del 75% e in un'inflazione oltre l'80%, con 43 milioni di russi precipitati in condizioni di povertà (anche per via del fallimento di diverse banche). Ma davvero è possibile che uno scenario così catastrofico si ripeta?
«Una delle differenze chiave di oggi rispetto al 1998 è il livello delle riserve in valuta estera - spiega Urban Larson, portfolio manager di Standish (Gruppo BNY Mellon) - . Attualmente si aggirano intorno ai 420 miliardi di dollari, comprendendo anche i fondi sovrani costituiti negli ultimi anni». Mentre nel 1998 le riserve erano assai più esigue e l'economia molto più debole, anche per la transizione dal sistema pianificato a quello del libero mercato. «L'aumentata flessibilità della valuta, la maggior robustezza delle riserve e una superiore padronanza delle politiche economiche rende la Russia in grado di sostenere oggi gli stress meglio di 16 anni fa». Secondo Larson inoltre la decisione di lasciare fluttuare liberamente il rublo è stata positiva, poiché riduce i costi di difesa della valuta e fornisce alla valuta un “cuscinetto” per mitigare la diminuzione del prezzo del greggio.
Le difficoltà però restano. Lunedì scorso la banca centrale russa è intervenuta con 700 milioni di dollari per alleggerire la pressione sul rublo: è la prima volta dal 10 novembre, quando la valuta è stata lasciata fluttuare al di fuori della sua banda di oscillazione. Secondo quanto riferito da alcune sale operative, mercoledì Mosca ha raddoppiato con un ulteriore intervento da 1,5 miliardi di dollari. Nel prossimo mese il sostegno del cambio richiede, per essere minimamente efficace, interventi sul mercato per importi stimati tra i 10 e i 30 miliardi di dollari, con un conseguente impoverimento delle riserve. E un ulteriore intervento sui tassi per contrastare le pressioni inflazionistiche avrebbe l'effetto di frenare ancor più una crescita che presto sarà negativa. Ieri peraltro, nel discorso alla nazione, Putin non ha nemmeno accennato alla recessione prevista dal prossimo anno. Quanto all'inflazione - che quest'anno dovrebbe raggiungere il 9% - lo “zar” ha auspicato di contenerla al 4%, ma senza fornire una ricetta per raggiungere l'obiettivo.
http://www.ilsole24ore.com/art/noti...l?uuid=AB0y35LC
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#303 05 Dicembre 2014, 15:29 |
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Bes
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
[Onestamente questa storia di valutare tutto con gli strumenti del "mercato" (come se il mercato fosse il nostro irrinunciabile vangelo) non si può sentire.
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Quando ti vedo ti pago una birra alla tua salute.
Hai centrato un punto importante.
Il problema dell'economia finanziaria e' questo. E' materia importante, ma va molto di moda nella nostra societa' occidentale ed ora anche nell'europa orientale.
Le iscrizioni nelle universita' salgono esponenzialmente, cosi' come riviste, conferenze, canali dedicati, ecc.
Si e' anche data un po' l'idea che la finanza possa dare ricavi facili con mosse azzeccate, piu' che magari sgobbare nei campi per anni a schiena piegata.
Insomma e' un po' l'idea del gratta e vinci, li' pero' e' solo fortuna qui si da' l'illusione che un po' di destrezza piu' un po' di fortuna ti faccia milionario. Il cosidetto gioco di borsa ( titoli, azioni, ecc. ecc. )
E' materia importante ma il problema e' che "sconfina".
Sconfina nel terreno delle altre discipline.
Pretende di sconfinare anche nell'Analisi matematica, nella storia, ecc. ecc.
Il suo secondo problema e' che l'80 per cento dei libri di economia finanziaria, marketing, ecc. ecc. sono di scrittura anglosassone o si basano su modellazione anglosassone, secondo il loro approccio e manualistica, nonche' mentalita'.
Tale mentalita' e' impregnata di capitalismo e liberismo economico ( nascono in Gran Bretagna come sappiamo ), basandosi sulle teorie e scuole di pensiero degli economisti che ad oggi sono risultate vincenti.
E non solo si pongono come modelli da non seguire quelli che sono risultati perdenti nel corso della storia, pero' non contando i vari fattori cioe': "modello economico A teorizzato da Tizio vince su modello economco B teorizzato da Caio per motivi ecc, ecc. ".
Il messaggio che passa quindi e' quello di sottolinera che A e' ok ed e' risultato vincente con cospicui profitti e risultati, B e' perdente e lo sara' sempre e comunque.
Il problema pero' e' che il libro non contempla un possibile arrivare del modello C teorizzato da un nuovo Sempronio. ne' contempla che B di Caio possa vincere per motivi non strettamente collegabili all'economia, qulsiasi esso sia.
Cosa succede quindi? che quando arriva Sempronio col suo modello C e vince su A loro stracciano tutti i libri vecchi e riscrivono tutto in favore di C di Sempronio, facendolo apparire questa come la teoria giusta corretta di riferimento, il "Verbum Incarnatum" di Santa romana Chiesa, sbagliando ancora perche' poi arrivera' un Pallino con un nuovo D rivoluzionario, che i libri non prevedevano.
E contiuniamo con le dottrine mercantilsmo, liberismo, socialismo, A, B, C.... ecc. ecc.
Continuiamo con Smith, Keynes, Pinco, Pallino....ecc. ecc.
Ben vengano i loro studi, che sono interessanti da leggere ma che rimangono nella loro sfera.
Ah povera europa..
io una birra la offro a tutti e due, quando avrò il piacere di incontrarvi di persona
Straconcordo che avere come unico valore i soldi e il mercato è piuttosto vomitevole, oltre che quasi passato di moda direi.. tra parentesi, avete mai fatto caso che una volta nei film americani divano "dobbiamo difendere l'America", mentre oggi sento dire sempre "dobbiamo difendere gli INTERESSI dell'America?"
Sarà un piacere bere insieme a voi
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#304 05 Dicembre 2014, 16:08 |
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davide82
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Da una discussione economica ne è nata una che non va oltre i complottismo sulla falsa riga del post sulla guerra. Se volete inserire anche qualche filmati di vittime del donbass fate pure, io ho concluso. E Renzie ebetino vergogniaaaaa!1!!11!!! W Pooteeen
____________ visitmosca.com: Scopri la città di Mosca
visitpietroburgo.com: La tua guida per San Pietroburgo
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#305 05 Dicembre 2014, 16:32 |
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SaPa
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Registrato: Gennaio 2008
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Età: 46 Residenza:
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Da una discussione economica ne è nata una che non va oltre i complottismo sulla falsa riga del post sulla guerra. Se volete inserire anche qualche filmati di vittime del donbass fate pure, io ho concluso. E Renzie ebetino vergogniaaaaa!1!!11!!! W Pooteeen
io ero rimasto alle foto, ma poteste passare ai video io e Federica sicuro apprezzeremmo
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#306 05 Dicembre 2014, 16:48 |
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Bozhe82
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Rublo a pezzi e recessione: nel 2015 Russia in default come nel 1998?
È la mina che può esplodere sui mercati il prossimo anno. La crisi russa in senso ampio, con le sanzioni, il crollo del rublo, l’inflazione quasi a doppia cifra, la fuga dei capitali, la guerra in Ucraina e la caduta del prezzo del petrolio, è secondo diverse fonti (tra le quali Standard & Poor’s) uno dei «top geopolitical risk» del 2015. E mentre sui mercati continua a rotolare il rublo (ormai a un passo da quota 55 contro il dollaro), Putin chiede alla banca centrale «di prendere misure rigorose per togliere la voglia agli speculatori di giocare con le fluttuazioni» della valuta russa. Ma non è facile.
La crisi di oggi riporta alla mente per certi aspetti le prime fasi del crack del 1998, innescato dalla crisi asiatica dell’anno precedente, che sfociò in una ristrutturazione del debito interno di Mosca nonostante l'intervento del FMI, in un crollo di Borsa del 75% e in un'inflazione oltre l'80%, con 43 milioni di russi precipitati in condizioni di povertà (anche per via del fallimento di diverse banche). Ma davvero è possibile che uno scenario così catastrofico si ripeta?
«Una delle differenze chiave di oggi rispetto al 1998 è il livello delle riserve in valuta estera - spiega Urban Larson, portfolio manager di Standish (Gruppo BNY Mellon) - . Attualmente si aggirano intorno ai 420 miliardi di dollari, comprendendo anche i fondi sovrani costituiti negli ultimi anni». Mentre nel 1998 le riserve erano assai più esigue e l'economia molto più debole, anche per la transizione dal sistema pianificato a quello del libero mercato. «L'aumentata flessibilità della valuta, la maggior robustezza delle riserve e una superiore padronanza delle politiche economiche rende la Russia in grado di sostenere oggi gli stress meglio di 16 anni fa». Secondo Larson inoltre la decisione di lasciare fluttuare liberamente il rublo è stata positiva, poiché riduce i costi di difesa della valuta e fornisce alla valuta un “cuscinetto” per mitigare la diminuzione del prezzo del greggio.
Le difficoltà però restano. Lunedì scorso la banca centrale russa è intervenuta con 700 milioni di dollari per alleggerire la pressione sul rublo: è la prima volta dal 10 novembre, quando la valuta è stata lasciata fluttuare al di fuori della sua banda di oscillazione. Secondo quanto riferito da alcune sale operative, mercoledì Mosca ha raddoppiato con un ulteriore intervento da 1,5 miliardi di dollari. Nel prossimo mese il sostegno del cambio richiede, per essere minimamente efficace, interventi sul mercato per importi stimati tra i 10 e i 30 miliardi di dollari, con un conseguente impoverimento delle riserve. E un ulteriore intervento sui tassi per contrastare le pressioni inflazionistiche avrebbe l'effetto di frenare ancor più una crescita che presto sarà negativa. Ieri peraltro, nel discorso alla nazione, Putin non ha nemmeno accennato alla recessione prevista dal prossimo anno. Quanto all'inflazione - che quest'anno dovrebbe raggiungere il 9% - lo “zar” ha auspicato di contenerla al 4%, ma senza fornire una ricetta per raggiungere l'obiettivo.
http://www.ilsole24ore.com/art/noti...l?uuid=AB0y35LC
Ha più probabilità di fare default l'Italia, la Spagna, il Portogallo o la Grecia che la Russia (in realtà NESSUNO STATO farà default, Europa Russia o America, persino l'Ucraina: il mondo (questo sistema economico) non è in grado di sopportare una nuova crisi di gran lunga peggiore rispetto a quella del 2008 col fallimento di uno Stato)
P.S. finora non ho mai letto da nessuna parte nessun articolo che paventi il rischio default degli USA (deficit e debito pubblico fuori controllo) scusate l'ignoranza, perchè? Se la Russia, l'Italia o qls altro Stato del pianeta avesse i parametri economici americani sul debito, credo che le agenzie di rating avrebbero scritto dei libri sullo spettro default))) Frs perchè tutte le agenzie di rating sono USA, ergo se la cantano e suonano da soli?
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#307 05 Dicembre 2014, 16:51 |
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luq
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Ha più probabilità di fare default l'Italia, la Spagna, il Portogallo o la Grecia che la Russia (in realtà NESSUNO STATO farà default, Europa Russia o America, persino l'Ucraina: il mondo (questo sistema economico) non è in grado di sopportare una nuova crisi di gran lunga peggiore rispetto a quella del 2008 col fallimento di uno Stato)
P.S. finora non ho mai letto da nessuna parte nessun articolo che paventi il rischio default degli USA (deficit e debito pubblico fuori controllo) scusate l'ignoranza, perchè? Se la Russia, l'Italia o qls altro Stato del pianeta avesse i parametri economici americani sul debito, credo che le agenzie di rating avrebbero scritto dei libri sullo spettro default))) Frs perchè tutte le agenzie di rating sono USA, ergo se la cantano e suonano da soli? 
Bisogna chiarire bene questo concetto di default. Stati che falliscono ce ne sono ogni anno, quest'anno vedi l'Argentina.
Con fallimento si intende che tu sei incapace di pagare il tuo debito pubblico ai creditori. Quindi, chi ha l'interesse di non vederti fallire è il creditore stesso che altrimenti non vedrebbe più i suoi soldi.
L'America quindi è come un cristallo delicato, nessuno ha interesse nel vederla fallire, poco importa il debito; se poi la moneta rimane forte nonostante venga stampata in grande quantità meglio ancora.
In Russia il discorso è diverso, chi sono i creditori che non vorrebbero vederla fallire? Il debito pubblico estero è basso, quindi non ha grossi investitori esteri; il debito interno non ne sono a conoscenza (se qualcuno ha dei dati posti pure).
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#308 05 Dicembre 2014, 17:22 |
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the_wolf
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Da una discussione economica ne è nata una che non va oltre i complottismo sulla falsa riga del post sulla guerra. Se volete inserire anche qualche filmati di vittime del donbass fate pure, io ho concluso. E Renzie ebetino vergogniaaaaa!1!!11!!! W Pooteeen
Davide guarda che non si può fare un discorso di economia senza considerare il contesto geopolitico nel quale ci si muove... se vuoi darci dei Gomplottisti fa pure, occhio però a non fare come il Chebu che quando si diceva che gli USA volevano la guerra con la Russia rispondeva ma figuraaaaatevi, ma daaaaai, a Obama interessa solo la democrazia in Ucraina, tuuutto qui... essere Gomplottisti è un conto, ma avere le fettone di salame cotto sugli occhi non è meglio
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#309 05 Dicembre 2014, 17:23 |
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Maxdivi
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Ha più probabilità di fare default l'Italia, la Spagna, il Portogallo o la Grecia che la Russia (in realtà NESSUNO STATO farà default, Europa Russia o America, persino l'Ucraina: il mondo (questo sistema economico) non è in grado di sopportare una nuova crisi di gran lunga peggiore rispetto a quella del 2008 col fallimento di uno Stato)
P.S. finora non ho mai letto da nessuna parte nessun articolo che paventi il rischio default degli USA (deficit e debito pubblico fuori controllo) scusate l'ignoranza, perchè? Se la Russia, l'Italia o qls altro Stato del pianeta avesse i parametri economici americani sul debito, credo che le agenzie di rating avrebbero scritto dei libri sullo spettro default))) Frs perchè tutte le agenzie di rating sono USA, ergo se la cantano e suonano da soli? 
Bisogna chiarire bene questo concetto di default. Stati che falliscono ce ne sono ogni anno, quest'anno vedi l'Argentina.
Con fallimento si intende che tu sei incapace di pagare il tuo debito pubblico ai creditori. Quindi, chi ha l'interesse di non vederti fallire è il creditore stesso che altrimenti non vedrebbe più i suoi soldi.
L'America quindi è come un cristallo delicato, nessuno ha interesse nel vederla fallire, poco importa il debito; se poi la moneta rimane forte nonostante venga stampata in grande quantità meglio ancora.
In Russia il discorso è diverso, chi sono i creditori che non vorrebbero vederla fallire? Il debito pubblico estero è basso, quindi non ha grossi investitori esteri; il debito interno non ne sono a conoscenza (se qualcuno ha dei dati posti pure).
Io credo che interverrebbe la Cina, come ha fatto in Argentina. Se non direttamente in quella maniera, quantomeno a coprire i suoi interessi laggiu'.
Se fa crack Putin vanno a rischio i contratti e niente flusso di risorse.
La Cina ha bisogno.
Pechino non ama i rischi. Ha fame e vuole la pancia piena.
Se nessuno offre delle garanzie preliminari, un cambio di vertice al Cremlino e' un rischio per Pechino.
Ultima modifica di Maxdivi il 05 Dicembre 2014, 17:39, modificato 1 volta in totale |
#310 05 Dicembre 2014, 17:38 |
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luq
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Ha più probabilità di fare default l'Italia, la Spagna, il Portogallo o la Grecia che la Russia (in realtà NESSUNO STATO farà default, Europa Russia o America, persino l'Ucraina: il mondo (questo sistema economico) non è in grado di sopportare una nuova crisi di gran lunga peggiore rispetto a quella del 2008 col fallimento di uno Stato)
P.S. finora non ho mai letto da nessuna parte nessun articolo che paventi il rischio default degli USA (deficit e debito pubblico fuori controllo) scusate l'ignoranza, perchè? Se la Russia, l'Italia o qls altro Stato del pianeta avesse i parametri economici americani sul debito, credo che le agenzie di rating avrebbero scritto dei libri sullo spettro default))) Frs perchè tutte le agenzie di rating sono USA, ergo se la cantano e suonano da soli? 
Bisogna chiarire bene questo concetto di default. Stati che falliscono ce ne sono ogni anno, quest'anno vedi l'Argentina.
Con fallimento si intende che tu sei incapace di pagare il tuo debito pubblico ai creditori. Quindi, chi ha l'interesse di non vederti fallire è il creditore stesso che altrimenti non vedrebbe più i suoi soldi.
L'America quindi è come un cristallo delicato, nessuno ha interesse nel vederla fallire, poco importa il debito; se poi la moneta rimane forte nonostante venga stampata in grande quantità meglio ancora.
In Russia il discorso è diverso, chi sono i creditori che non vorrebbero vederla fallire? Il debito pubblico estero è basso, quindi non ha grossi investitori esteri; il debito interno non ne sono a conoscenza (se qualcuno ha dei dati posti pure).
Io credo che interverrebbe la Cina, come ha fatto in Argentina. Se non direttamente in quella maniera, quantomeno a coprire i suoi interessi laggiu'.
Se fa crack Putin vanno a rischio i contratti e niente flusso di risorse.
La Cina ha bisogno.
Pechino non ama i rischi. Ha fame e vuole la pancia piena.
Se nessuno offre delle garanzie preliminari, un cambio di vertice al Cremlino e' un rischio per Pechino.
Penso anch'io. Peraltro utilizzando l'aiuto magari per trovare sconti sull'energia di cui la Cina ha bisogno quasi disperato.
Peraltro finché Putin si scorna con USA e UE a loro non può che andare bene, se la battaglia di nervi si protrae gli sarà forse più facile dare la "mazzata" finale.
Intanto oggi il rublo aiutato o no torna a 64,7 sull'euro, scende invece a 68.7 il petrolio continuando a seguire la tattica dell'Arabia ( http://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN0JJ10W20141205 )
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#311 05 Dicembre 2014, 23:16 |
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
scusate, domanda leggermente off topic ma collegata col thread.
se hanno bloccato i bonifici, è ancora possibile utilizzare carte di credito e prepagate italiane per pagamenti in russia, o nei prelievi atm? circuito mastercard, per la precisione...
grazie mille :)
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#312 06 Dicembre 2014, 15:47 |
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sorrento76
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
scusate, domanda leggermente off topic ma collegata col thread.
se hanno bloccato i bonifici, è ancora possibile utilizzare carte di credito e prepagate italiane per pagamenti in russia, o nei prelievi atm? circuito mastercard, per la precisione...
grazie mille :)
L'ho appena usata poco fa al Gum
I bonifici non sono bloccati,bensi' devono essere accompagnati da documentazione comprovante origine del denaro,pena il blocco dello stesso come accaduto al nostro socio,che a Banca Intesa ha dovuto poi disbrigare carte per l'anti-riciclaggio!
____________ SBALORDITO IL DIAVOLO RIMASE QUANDO COMPRESE QUANTO OSCENO FOSSE IL BENE!
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#313 06 Dicembre 2014, 15:59 |
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luq
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Crisi petrolifera: e se lo shale oil si inceppasse? I rischi crescenti dai debiti «spazzatura»
Non succederà domani. Ma la macchina dello shale oil americano rischia davvero di incepparsi nel corso del 2015, a giudicare dalla sabbia che si è già accumulata nei suoi ingranaggi.
La caduta del prezzo del petrolio è il granello più visibile. E ormai non si tratta di poca cosa: da giugno le quotazioni sono scese di circa il 40% e ancora non si intravvede la fine dei ribassi. Ieri il Brent ha chiuso a 69,07 dollari al barile e il Wti a 65,84 $, entrambi in ribasso di circa l'1% e vicinissimi ai minimi da 5 anni, ma in alcune aree di fracking degli Stati Uniti – tra cui Bakken, in North Dakota – già si registrano prezzi intorno a 50 dollari. I pozzi già in produzione hanno costi operativi molto bassi – in molti casi addirittura 10-20 $/barile – e dunque non verranno certo fermati (il tasso di declino per lo shale è comunque molto rapido: del 65-90% dopo il primo anno secondo l'Oxford Institute of Energy Studies).
I costi sono molto più alti se si parte da zero: Wood Mackenzie stima che il brekeven medio dello shale oil sia 65-70 $. Ovviamente, come insegna il pollo di Trilussa, dietro il dato medio si cela una grande varietà di situazioni, legate alla geologia, alle tecniche estrattive adoperate, alle capacità di ciascuna impresa e quant'altro. Sta di fatto che il petrolio è già sceso a quei livelli di prezzo. Se ci resta, secondo la società di consulenza, gli investimenti nello shale verranno tagliati del 20%, con un conseguente rallentamento della crescita della produzione Usa al 10% l'anno, ritmo ancora molto elevato, ma inferiore rispetto agli anni passati. Se invece il petrolio dovesse attestarsi a 60 $ – il prezzo al quale si dice i sauditi vogliano portarlo – gli investimenti potrebbero essere dimezzati secondo Wood Mackenzie e la produzione smettere di crescere.
Le società Usa attive nel fracking continuano quasi tutte a prevedere che estrarranno più greggio nel 2015 (cosa che del resto fa anche il governo americano, secondo cui l'anno prossimo la produzione salirà a 9,4 milioni di barili al giorno l'anno prossimo, un record dal 1972). Molte tuttavia hanno già ridotto il target di investimento e altri tagli saranno probabilmente comunicati tra gennaio e febbraio, con la presentazione dei prossimi bilanci.
Negli ingranaggi dello shale oil c'è però anche almeno un altro granello di sabbia, tutt'altro che trascurabile: quello dei finanziamenti. È un granello che rischia di essere perso di vista dagli esperti di petrolio, ma che è ben visibile – addirittura vistoso ormai – per chi opera sul mercato delle obbligazioni high yield, più volgarmente noto come «debito spazzatura», per l'alto rischio di insolvenza degli emittenti.
Il settore dell'energia, pur avendo raddoppiato il suo peso dal 2008, rappresenta tuttora solo il 16% del mercato dei junk bond Usa, che a sua volta vale circa 1.300 miliardi di dollari. Ma è ormai nell'occhio del ciclone, tanto da sollevare timori per l'intera asset class. I rendimenti hanno già raggiunto l'8-9%, dal già allarmante 6,9% registrato meno di un mese fa (si veda Il Sole 24 Ore del 13 novembre). Da inizio anno il total return, che include le cedole, è negativo: -5,3%, contro il +3,1% dell'indice Us High Yield di BofA Merrill Lynch. Un terzo di queste obbligazioni – emessein molti casi da società attive nello shale oil – è già considerato “distressed”, vale a dire che c'è un'alta probabilità di ristrutturazione del debito.
Ad avere in mano la maggior parte dei junk bond energetici sono i fondi di investimento americani e dai prospetti, osserva Reuters, emerge che molti sono tra i più rischiosi sul mercato, con uno spread di oltre 1.000 basis point rispetto ai titoli di Stato Usa. Adesso stanno cercando di ridimensionarne la presenza in portafoglio, anche per non sfigurare con i clienti nei rendiconti di fine anno. «Penso che siamo già nella fase in cui la gente sta vendendo tutto quello che può», commenta Ashish Shah, Head of global credit di AllianceBernstein, osservando come la liquidità sul mercato secondario stia calando. A tirare le conclusioni è David Kurtz, Global head of restructuring di Lazard: «Ho la sensazione che siamo sul punto di avere cattive notizie e che vedremo le cose andare ancora peggio prima di migliorare».
http://www.ilsole24ore.com/art/fina...l?uuid=ABZT06MC
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#314 06 Dicembre 2014, 16:28 |
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reset
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
L'ho appena usata poco fa al Gum
I bonifici non sono bloccati,bensi' devono essere accompagnati da documentazione comprovante origine del denaro,pena il blocco dello stesso come accaduto al nostro socio,che a Banca Intesa ha dovuto poi disbrigare carte per l'anti-riciclaggio!
grazie mille sorrento!! ottimisssssima notizia!!!!
ps: tra poco verrò a trovarti ;) come ti rintraccio?
non posso ancora mandare mp...
Ultima modifica di reset il 06 Dicembre 2014, 23:49, modificato 1 volta in totale |
#315 06 Dicembre 2014, 17:17 |
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Bozhe82
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
http://www.ansa.it/sito/notizie/spe...2cbd328dab.html
L'Europa e in particolare l'Italia non sono in crisi, va tutto bene.
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#316 06 Dicembre 2014, 19:01 |
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Bozhe82
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Si temporeggia. Si fanno i conti. Il no di Putin costerà caro a Sofia. A Belgrado. E pure a noi: la Saipem ne sa qualcosa. Un miliardo e mezzo, forse due di danni. Giocare col gas è pericoloso: si può saltare per aria.
http://www.ilfattoquotidiano.it/201...-mosca/1254198/
Il Fatto Quotidiano non mi pare molto amico di Putin, cionostante dall'articolo emergono:
1)la barzelletta delle sanzioni UE, parzialmente aggirabili visto il prestito di Unicredit a Gazprom. Why? L'Europa sa che la Russia e' partner strategico, senza il gas e le materie prime russe farebbe molto freddo in Europa, specie settentrionale, che nn puo' contare sul gas nordafricano)))
2)Renzi, il Corrierone&associati possono far credere al popolo (che si beve tutto) che South Stream nn serve a nulla e grazie al Jobs Act scomparira' la disoccupazione e conosceremo la crescita, ma resta un dato di fatto la perdita delle commesse e del giro di affari di Saipem)))
EDIT: http://ria.ru/economy/20141207/1037034805.html
http://www.tradewindsnews.com/finan...s-up-Sovcomflot
Fortunatamente in Europa c'è gente che pensa con la propria testa e soprattutto fa i propri interessi: dopo finanziamento Unicredit-Gazprom, pool di banche europee con regia olandese (ING Bank) dicè sì ad un prestito alla compagnia russa "Sovcomflot" per costruire 2 navi per trasporto di gas liquido, che saranno poi date in usufrutto alla Shell.
Ultima modifica di Bozhe82 il 07 Dicembre 2014, 13:51, modificato 2 volte in totale |
#317 07 Dicembre 2014, 10:59 |
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Maxdivi
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Registrato: Ottobre 2011
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Si temporeggia. Si fanno i conti. Il no di Putin costerà caro a Sofia. A Belgrado. E pure a noi: la Saipem ne sa qualcosa. Un miliardo e mezzo, forse due di danni. Giocare col gas è pericoloso: si può saltare per aria.
http://www.ilfattoquotidiano.it/201...-mosca/1254198/
Il Fatto Quotidiano non mi pare molto amico di Putin, cionostante dall'articolo emergono:
1)la barzelletta delle sanzioni UE, parzialmente aggirabili visto il prestito di Unicredit a Gazprom. Why? L'Europa sa che la Russia e' partner strategico, senza il gas e le materie prime russe farebbe molto freddo in Europa, specie settentrionale, che nn puo' contare sul gas nordafricano)))
2)Renzi, il Corrierone&associati possono far credere al popolo (che si beve tutto) che South Stream nn serve a nulla e grazie al Jobs Act scomparira' la disoccupazione e conosceremo la crescita, ma resta un dato di fatto la perdita delle commesse e del giro di affari di Saipem)))
EDIT: http://ria.ru/economy/20141207/1037034805.html
http://www.tradewindsnews.com/finan...s-up-Sovcomflot
Fortunatamente in Europa c'è gente che pensa con la propria testa e soprattutto fa i propri interessi: dopo finanziamento Unicredit-Gazprom, pool di banche europee con regia olandese (ING Bank) dicè sì ad un prestito alla compagnia russa "Sovcomflot" per costruire 2 navi per trasporto di gas liquido, che saranno poi date in usufrutto alla Shell. 
Per altro come ho scritto dal Geometra e nessuno se ne e' accorto nei giornali., la Saipem aveva fatto infuriare la Turchia a Cipro il mese scorso. Cosa che puo' aver ulteriormente spinto Ankara verso Mosca per falciare Eni.
La Shell collabora coi russi, e' gia' stata addomesticata ai tempi del Venezuela qualche anno fa. E i Paesi Bassi hanno subito il ritorno della Russia lo scorso anno ( vari incidenti e contrincidenti diplomatici ) poi c'e' stata la pace a Soci col re olandese ai giochi olimpici opsite per una settimana in Russia con tutta la familgia reale al villaggio olimpico.
Zio Vlady e Re Guglielmo si scolavano le birre assieme a Casa Olanda ed abbracciava gli atleti olandesi...
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#318 07 Dicembre 2014, 20:41 |
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ghigo112000
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Usa, accordo dei leader del Congresso per evitare un altro shutdown
http://www.repubblica.it/esteri/201...down-102529923/
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#319 10 Dicembre 2014, 11:05 |
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luq
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Registrato: Gennaio 2014
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Età: 32 Residenza:
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 Re: Sanzioni Contro La Russia. Black List Per Le Cinque Banche Russe Più Grandi.
Usa, accordo dei leader del Congresso per evitare un altro shutdown
http://www.repubblica.it/esteri/201...down-102529923/
Ma si, se la cantano e se la suonano da soli. Serviranno fino a Settembre 2015, poi altri soldi o minaccia shutdown.
A Marzo 2015 ci sarà poi da discutere sul tetto al debito pubblico ( http://www.lastampa.it/2014/02/12/e...p2O/pagina.html ).
Giusto per farsi un'idea: http://www.usdebtclock.org/
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#320 10 Dicembre 2014, 11:25 |
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