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La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera...
Autore Messaggio
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Messaggio La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
Come forse qualcuno ricorderà, nel corso del viaggio che, nella scorsa estate, io e Nataliya abbiamo fatto in macchina alla volta di Velikij Novgorod, un agente della polizia di frontiera lettone non ci ha permesso di attraversare il confine, asserendo che non potevo uscire dal territorio Schengen con il visto, ma che ci voleva il permesso di soggiorno.

Ci ho messo un po' di tempo a reperire gli indirizzi ai quali inoltrare una protesta, non avevo certo il tempo di pensare solo a questo, comunque oggi la lettera è partita, indirizzata a una serie di indirizzi e-mail e indirizzi web di siti istituzionali e di testate giornalistiche.

Ovviamente non mi aspetto nulla da nessuno, ma non volevo assolutamente far passare la cosa nel dimenticatoio senza un attimo di sfogo.

Nel post successivo pubblico il testo della lettera in italiano. Con l'aiuto di Nataliya, abbiamo tradotto la lettera anche in russo, a beneficio degli enti russi che la riceveranno e dei quegli enti estoni dove il russo è compreso.
 




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Messaggio Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
OGGETTO:     lettera di protesta per comportamenti arbitrari nella Repubblica di Lettonia al confine con la Russia.

A:     ELENCO DEGLI INDIRIZZI IN ALLEGATO

^^^^^
Il giorno 1 giugno 2021, unitamente a mia moglie, ci trovavamo in viaggio con la nostra automobile per raggiungere la città di Velikij Novgorod, in Russia, dove vivono i miei suoceri. Sul mio passaporto era apposto un visto per parenti di cittadini russi, regolarmente ottenuto su richiesta di mia moglie alla competente Autorità consolare russa, tramite il relativo Centro visti. Mia moglie è titolare della cittadinanza russa e di quella italiana, viaggiava quindi con entrambi i relativi passaporti.
Verso le 10,20 del suddetto giorno, giunti al valico di confine Grebneva – Ubylinka, ci siamo presentati all’unico agente della Polizia di Frontiera lettone in servizio al primo posto di controllo, consegnando i passaporti per le necessarie procedure. Dopo aver esaminato i documenti, l’agente asseriva (sue testuali parole) che io non potevo uscire dall’Unione Europea perché in possesso solo del visto e non del permesso di soggiorno russo, e che queste erano “le disposizioni dell’UE per i cittadini europei”.  Innanzitutto – come fatto al momento con lo stesso agente - sottolineo di essere orgogliosamente cittadino italiano, non “europeo”. A proposito di quanto asserito dall’agente, faccio presente che altre persone, da me contattate sul social network Facebook (qualcuno si è detto disponibile per una eventuale testimonianza in merito e per eventuali azioni legali collettive future),  riferiscono che - anche se in possesso del permesso di soggiorno russo “VNZh” - sono state respinte allo stesso posto di frontiera perché in possesso del permesso di soggiorno e non del visto. Altri ancora riferiscono di essere riusciti d attraversare la frontiera “perché quel giorno c’era l’unica persona che faceva passare” .
In merito a quanto appena esposto, si vedano i link sotto riportati:
-    https://www.facebook.com/groups/430...562638891367560  
-    https://www.facebook.com/groups/Rus...67721776682590/  
-    https://www.facebook.com/groups/238...30281193975343/ .
Unitamente a mia moglie abbiamo cercato di far comprendere all’agente la piena validità del visto applicato al mio passaporto e il mio diritto di recarmi nella Federazione Russa, ma lo stesso non ha voluto sentire ragioni. Gli abbiamo anche fatto notare  che – secondo le norme sanitarie di quello specifico momento in materia di pandemia da Covid 19 – io e mia moglie ci trovavamo in Lettonia in transito verso la Russia, che per fare ingresso nel Paese avevamo dovuto compilare un modulo online, ricevendo un codice QR per ciascuno di noi, che quel codice QR consentiva il nostro transito attraverso il territorio lettone in un massimo di dodici ore e che, essendo entrati in Lettonia alle 00,10 circa dello stesso giorno (pochi chilometri dopo l’ingresso siamo stati fermati dalla Polizia per il controllo dei documenti, dei codici QR e dei test anti Covid, abbiamo dichiarato di essere in transito verso la Russia e non abbiamo avuto nessuna controindicazione al riguardo), e che mancavano quindi ormai meno di due ore alla scadenza delle dodici previste e al venir meno della legittimità della nostra presenza in Lettonia,  e quindi sarebbe stato il caso di lasciarci proseguire regolarmente il nostro viaggio. Anche dopo la rappresentazione di questo ulteriore problema, l’agente lettone è stato irremovibile nel suo intendimento di non lasciarci passare.
Ha poi fatto due affermazioni e una domanda (sue testuali parole):
-    mia moglie, come cittadina russa, avrebbe potuto attraversare il confine a piedi e proseguire il viaggio come avesse ritenuto opportuno, mentre io non avrei potuto attraversarlo;
-    avremmo potuto inviare una lettera al loro Generale, attendendone risposta per un periodo di 30 giorni in territorio lettone;
-    la domanda verteva invece sul perché viaggiassimo in auto e non in aereo.
Quest’ultima sarebbe potuta anche essere considerata normale in un ambito discorsivo, durante una chiacchierata informale tra persone, non certo nell’ambito di quello specifico dialogo dal carattere alquanto più ufficiale: se io e mia moglie preferiamo viaggiare in aereo, in auto o in bicicletta, ritengo che non fossero e non siano problemi di quell’agente.
In merito ai punti appena esposti, ravviso:
-    una palese tenuta in spregio del mio diritto di spostamento, anche al di la del confine UE, dato che il visto russo me ne consentiva regolarmente la possibilità;
-    una palese tenuta in spregio del diritto mio e di mia moglie alla coesione familiare;
-    una indebita intromissione dell’agente lettone nella nostra privacy.
Infine, riportati i nominativi mio e di ma moglie sul foglio di servizio che aveva sulla scrivania, l’agente ci ha restituito i passaporti, invitandoci ad allontanarci.
Allontanatici dal posto di confine, ho subito telefonato al Consolato italiano di Riga, chiedendo all’operatrice di poter parlare con qualcuno per un problema di frontiera e verificare se il Consolato fosse in grado di aiutare me e mia moglie in quella situazione: l’operatrice ha passato la mia comunicazione direttamente al Console, al quale ho riferito l’episodio appena accaduto, con la maggior parte possibile dei dettagli. Il Console ha fornito una prima risposta più o meno plausibile (sue testuali parole): “Sappiamo che c’è questo problema, le consiglio di andare a Narva, in Estonia, da lì si passa in Russia senza problemi.“, seguita da una seconda frase che mi ha decisamente lasciato basito e sconcertato sulla buona fede dell’interlocutore (sempre testuali parole): “Non sappiamo perché, ma i lettoni si prestano a fare il lavoro sporco al posto dei russi.”. Fino a quel momento mi ero rivolto all’interlocutore chiamandolo “Signor Console”, dopo quest’ultima, infelice affermazione ho omesso l’appellativo “Signor” e, rivolgendomi semplicemente al “console”, gli ho obbiettato di non ritenere che la Russia mi avesse concesso un visto d’ingresso nel suo territorio, e poi la stessa Russia facesse il “lavoro sporco” di respingermi  e che, se avessimo raggiunto il lato russo della frontiera, saremmo stati certamente accolti con competenza, professionalità e con quella cortesia, quell’ospitalità e quel calore tipici del popolo russo, insomma con tutto ciò che sul lato lettone ci è stato negato. Dopo quest’ultima osservazione, ringraziatolo sbrigativamente per il consiglio ricevuto, ho concluso la chiamata, anche per non perdere ulteriore tempo prezioso e cercare di lasciare la Lettonia – ormai diretti in Estonia – entro le dodici ore ammesse dai codici QR dei quali eravamo in possesso.
Ora, a mio modesto avviso, il “lavoro sporco” evocato dal Console può essere attribuito (singolarmente o congiuntamente tra due o più soggetti):
a.    all’agente della Polizia di Frontiera lettone, nel caso avesse agito autonomamente, pregiudizievolmente e secondo una sua (molto) personale visione delle cose;  
b.    alle Autorità lettoni, nel caso l’agente avesse ricevuto disposizioni superiori, o se le stesse Autorità, a conoscenza di episodi simili, non intervengano, oppure (ancor peggio) li avallino più o meno tacitamente;
c.    all’Unione Europea, nel caso non controlli comportamenti simili da parte della  
   repubblica lettone e non intervenga energicamente se ne viene a conoscenza,  
   oppure (ancor peggio) se li avalli più o meno tacitamente;

e rappresenta non solo una ingiustificabile violazione di norme e diritti, ma anche una aggravio economico e di tempo per chi viaggia. Ecco perché questa lettera viene inoltrata anche ad Autorità e vari organismi russi in ambito internazionale, perché abbiano un’ulteriore testimonianza diretta di ciò che avviene sull’altro lato di quel tratto di confine e pongano in atto i provvedimenti che reputeranno opportuni.
Nell’esprimere profonda indignazione e amarezza per quanto accaduto - non per i 500 e più chilometri che è stato necessario aggiungere al viaggio - ma per il fatto di vedere DISCRIMNATI E CALPESTATI alcuni diritti miei e di mia moglie, auspico che siano adottati i provvedimenti del caso e che ogni Ente e ogni persona che ne abbia competenza istituzionale voglia adoperarsi affinché episodi simili non abbiano più a ripetersi, non per me o per mia moglie ma a beneficio dell’intera collettività, affinché le norme e i diritti delle persone non vengano faziosamente disattesi.
Infine, spiace dirlo, ma ho lasciato la Lettonia con il fermo intendimento di non mettere più piede in uno Stato che – di fatto -non rispetta le norme internazionali, e di invitare quante più persone possibile a fare altrettanto.
In allegato, l’elenco degli indirizzi ai quali la presente viene inoltrata.

Con osservanza
          Roberto Randò
 


Allegato:
Elenco degli indirizzi

Agli organi competenti del Governo della Federazione Russa
Palazzo del Governo della Federazione Russa
Krasnopresnenskaja naberezhenaja, dom 2
103274  MOSCA
Tramite il sito http://services.government.ru/letters/form/


Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa
Smolenskaja-Sennaja pl., 32/34
119002  MOSCA
https://lk.mid.ru/


Ministero degli Affari Esteri delle Repubblica Italiana
Gabinetto del Ministro
Piazzale della Farnesina, 1
00135  ROMA  RM



Ministero degli Affari Esteri delle Repubblica Italiana
Unità di crisi – Redazione del sito Internet “Viaggiare sicuri”
Piazzale della Farnesina, 1
00135  ROMA  RM



Ambasciata della Federazione Russa in Lettonia
Alla c.a. di S.E. l’Ambasciatore
Antonijas, 2
LV-1010, Riga



Ambasciata della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana
Alla c.a. di S.E. l’Ambasciatore
Via Gaeta, 5
00185  ROMA  RM





Ambasciata della Repubblica di Lettonia presso la Repubblica Italiana
Alla c.a. dell’Ambasciatore
Via Giovanni Battista Martini, 13
00198  ROMA  RM



Ambasciata e Consolato d’Italia presso la Repubblica di Lettonia
Alla c.a. dell’Ambasciatore e del Console
Teatra iela, 9
1050  RIGA







Missione permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite
136 East 67 Street
New York, N.Y. 10065



Missione permanente della Federazione Russa presso l’Unione Europea
31-33 Boulevard du Règent
1000 Bruxelles



Consiglio Europeo
Segretariato del Presidente
Rue de la Loi/Wetstraat 175
B-1048 Bruxelles
Tramite il sito https://www.consilium.europa.eu/it/...GzNAnujcnBszQi9


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67070   STRASBOURG









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Ultima modifica di n4italia il 03 Dicembre 2021, 21:53, modificato 2 volte in totale 
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Messaggio Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
Una piccola curiosità su quanto appena scritto:

l'unico indirizzo e-mail che ha presentato problemi sin da subito dopo aver premuto il pulsante "Invia" è stato quello dell'Unità di Crisi del nostro Ministero degli Esteri. Non c'è stato verso di spedire il messaggio, se non dopo aver eliminato quell'indirizzo.

Direi che siamo proprio in buone mani...      
 




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Messaggio Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
Citazione:
...ma per il fatto di vedere DISCRIMNATI E CALPESTATI alcuni diritti...


Beh, ormai l'Italia e la UE stanno dando il "meglio" di sè quanto a discriminare e calpestare diritti...
Hai fatto comunque bene a scrivere, anche se non otterrai risposte.
 



 
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Messaggio Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
n4italia ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Come forse qualcuno ricorderà...(omissis).


Non c'entra nulla con la presente discussione (e neanche con la finalità del forum) ma visto che sei al confine con la Slovenia, com'è la situazione lì? Intendo, non dal punto di vista sanitario ma sociale: che restrizioni ci sono, che libertà sono garantite, ecc.
 



 
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Messaggio Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
In Slovenia hanno sottovalutato a lungo il problema, mentre adesso le misure sono più stringenti. Serve il test (o green pass) per l'accesso a  molti locali, esercizi commerciali, uffici, ecc. Forse peggio che non da noi, è necessario il test o il green pass anche per entrare nei supermercati e altri negozi di generi alimentari.

Una cosa che mi ha fatto sorridere: vado a fare gasolio, effettuo il pieno e mi avvio verso il negozio/bar dove c'è la cassa, sull'uscio una persona mi chiede di vedere il test (o quello che ho)..., e se non ho nulla...?..., grazie del pieno e arrivederci...?...  

Comunque le chiusure e le quarantene sono state decisamente più brevi che non in Italia.

Adesso siamo in Svizzera, da una cugina di mia moglie: venendo su abbiamo fatto la strada dell'Austria e lì erano chiusi anche i ristoranti annessi agli autogrill in autostrada. A pranzo abbiamo preso un panino dal bar dell'autogrill, avremmo potuto tranquillamente mangiare dentro, ma abbiamo preferito riavvicinarci alla macchina e mangiare lì, in piedi, utilizzando l'interno dell'auto come appoggio per le cose che avevamo preso.

Qui in Svizzera situazione alquanto più "rilassata", siamo entrati con un test negativo, effettuandone un altro - come da regole locali - tra il 4° e il 7° giorno di presenza, per il resto si usa la mascherina nei luoghi chiusi, all'aperto non c'è nessun obbligo ma se uno vuole usarla anche per strada è libero di farlo. Funziona tutto, i test servono solamente per l'accesso ai ristoranti, cinema, discoteche e simili.

Ormai che ci sono, vi dico anche com'era in Francia, perlomeno nella città dove siamo stati noi, Mulhouse. Abbiamo utilizzato lo stesso test fatto in Svizzera, quindi abbiamo mangiato nel ristorante di un centro commerciale. Poi abbiamo fatto una camminata nel centro storico, in alcune strade ci sono i cartelli che prescrivono l'obbligo della mascherina ma almeno il 50% delle persone non la indossava, e c'erano pure poliziotti e militari che pattugliavano le strade, ma probabilmente non per il discorso Covid, bensì per normale servizi di sicurezza, che a causa di episodi anche piuttosto recenti sono abbastanza intensi. Ci siamo anche imbattuti in una manifestazione di persone contrarie ai vaccini e/o ai provvedimenti governativi sul Covid, comunque in quel momento la situazione era tranquilla, anche se monitorata dalla Polizia, abbiamo semplicemente attraversato la strada sulla quale la manifestazione aveva luogo e ci siamo diretti nella zona dei mercatini natalizi all'aperto, appunto dove in alcune strade vigeva l'obbligo di mascherina.
 




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Messaggio Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia 
 
Sì anche un mio conoscente che abita a Interlaken mi ha detto che lì gli animi sono più sereni e molti non invidiano la situazione che c'è in Italia e in Austria. Speriamo di uscirne presto  

Grazie per i reportage e buon proseguimento!
 



 
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