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L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Il formaggio e le sanzioni / RIT

La Komsomolskaya Pravda sul  primo festival del formaggio, dedicato al secondo anniversario dell’introduzione delle sanzioni economiche anti-russe.
 




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Russia in translation - ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePage 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Russia in translation ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Il formaggio e le sanzioni / RIT

La Komsomolskaya Pravda sul  primo festival del formaggio, dedicato al secondo anniversario dell’introduzione delle sanzioni economiche anti-russe.


Interessante.

Tra l'altro questo Oleg Sirota ha acquisito una certa notorietà proprio a causa delle sanzioni, viene un po' (troppo) presentato come una sorta di guru. Si vede pure in tv.
Se non sbaglio lui prima faceva tutt'altro nella vita, poi ha fiutato il business. Ha fatto bene, anche se onestamente il suo formaggio non può competere per mille ragioni con il nostro parmigiano. Penso si avvicini al parmesan tedesco, nulla più.
Mi ricordo che l'anno scorso in una intervista ha pure ringraziato i nostri squallidi euroburocrati per le sanzioni, mostrando un sorriso a 32 denti.
 



 
Kot 78 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
A riprova di quello che sostengo e che ho ribadito in altri post è allucinante che la Russia sia uno dei pochi paesi al mondo che non abbia una produzuzione casearia per il mercato innterno. (decente intendo perchè il formaggio che i russi si mangiano a colazione i non lo definisco formaggio) Eppure la terra per i pascoli non gli manca. Vuol dire che la Russia non produce nemmeno le cose essenziali per il fabbisogno quotidiano.

Dall'articolo estraggo la seguente frase "“Prima della rivoluzione – ha detto Sirota – la Russia produceva molti formaggi ricevendo anche medaglie a mostre internazionali”

Ciò signiifica che la rivoluzione la collettivizzazione i lavori forzati la colonizzazione forzata di terre disabitate che hanno caratterizzato il Comunismo Sovietico ha prodotto dei DANNI inimmaginabili e incommensurabili che si ripercuotono ancora oggi a 26 anni dal crollo del comunismo!

E l bello è che c'è qualcuno che ha ancora nostalgia di Stalin e dei suoi eredi!
 



 
bigidea - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
bigidea ha scritto: [Visualizza Messaggio]
A riprova di quello che sostengo e che ho ribadito in altri post è allucinante che la Russia sia uno dei pochi paesi al mondo che non abbia una produzuzione casearia per il mercato innterno. (decente intendo perchè il formaggio che i russi si mangiano a colazione i non lo definisco formaggio) Eppure la terra per i pascoli non gli manca. Vuol dire che la Russia non produce nemmeno le cose essenziali per il fabbisogno quotidiano.

Dall'articolo estraggo la seguente frase "“Prima della rivoluzione – ha detto Sirota – la Russia produceva molti formaggi ricevendo anche medaglie a mostre internazionali”

Ciò signiifica che la rivoluzione la collettivizzazione i lavori forzati la colonizzazione forzata di terre disabitate che hanno caratterizzato il Comunismo Sovietico ha prodotto dei DANNI inimmaginabili e incommensurabili che si ripercuotono ancora oggi a 26 anni dal crollo del comunismo!

E l bello è che c'è qualcuno che ha ancora nostalgia di Stalin e dei suoi eredi!



Secondo me non e' esattamente cosi'...ne' sulla storia, ne' sui fabbisogni, ne' sul territorio o un'eventuale tradizione casearia. Sia il sovietico ieri che il russo oggi.

Che poi il paese Urss industrializzato fosse un paese diverso dalla Russia ottocentesca e' un altro discorso ed e' comune piu' o meno a tutti i pesi europei gia' del prima e dopo la seconda rivoluzione industriale, quindi in vantaggio sulla Russia del 1917 in diversi campi industriali.

Questo senza mettere in dubbio gli errori del comunismo di guerra, Nep leniniani e la collettivizzazione accelerata staliniana ne' i piani quinquinnali sovietici seguenti che nell'agricoltura hanno sempre trovato il loro punto debole. che poi certo affliggeva anche la Russia imperiale.

Poi tutto e' connesso ai consumi. Se e' vero per esempio che gli Usa hanno grande quantita' di bovini nazionali e' pure vero che gli Usa stessi sono contemporaneamente il piu' grande importatore di carne bovina al mondo, seguiti dalla stessa Russia ( nonche' importatori di capi vivi dal Canada o dal Messico ad esempio ).

Idem l'Italia che deve compensare il suo grano duro per la pasta importandolo  tutto il mondo. Quindi attenzione ad usare termini come <<allucinante non coprire il largo consumo ed il fabbisogno interno>>.

Il che si lega ad altre idee e politiche economiche agricole. Calano i pascoli ed al loro posto aumentano le superifci destinate a coltivazione estensiva di cereali per fare il pane, ecc. o da destinarsi all'esportazione. Ed ecco che hai una Russia oggi  leader nell'esportazione di grano o ieri l'Urss impiegata in altre colture tipo i girasoli da olio, ecc. ecc. ecc. Che generano profitti maggiori o sono esigenze nazionali in quei periodi.

Sono discorsi complicati poiche' lunghi e da farsi a 360 gradi, quindi difficilmente riassumibili in un articolo.
 




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Maxdivi - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Maxdivi ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bigidea ha scritto: [Visualizza Messaggio]
A riprova di quello che sostengo e che ho ribadito in altri post è allucinante che la Russia sia uno dei pochi paesi al mondo che non abbia una produzuzione casearia per il mercato innterno. (decente intendo perchè il formaggio che i russi si mangiano a colazione i non lo definisco formaggio) Eppure la terra per i pascoli non gli manca. Vuol dire che la Russia non produce nemmeno le cose essenziali per il fabbisogno quotidiano.

Dall'articolo estraggo la seguente frase "“Prima della rivoluzione – ha detto Sirota – la Russia produceva molti formaggi ricevendo anche medaglie a mostre internazionali”

Ciò signiifica che la rivoluzione la collettivizzazione i lavori forzati la colonizzazione forzata di terre disabitate che hanno caratterizzato il Comunismo Sovietico ha prodotto dei DANNI inimmaginabili e incommensurabili che si ripercuotono ancora oggi a 26 anni dal crollo del comunismo!

E l bello è che c'è qualcuno che ha ancora nostalgia di Stalin e dei suoi eredi!



Secondo me non e' esattamente cosi'...ne' sulla storia, ne' sui fabbisogni, ne' sul territorio o un'eventuale tradizione casearia. Sia il sovietico ieri che il russo oggi.

Che poi il paese Urss industrializzato fosse un paese diverso dalla Russia ottocentesca e' un altro discorso ed e' comune piu' o meno a tutti i pesi europei gia' del prima e dopo la seconda rivoluzione industriale, quindi in vantaggio sulla Russia del 1917 in diversi campi industriali.

Questo senza mettere in dubbio gli errori del comunismo di guerra, Nep leniniani e la collettivizzazione accelerata staliniana ne' i piani quinquinnali sovietici seguenti che nell'agricoltura hanno sempre trovato il loro punto debole. che poi certo affliggeva anche la Russia imperiale.

Poi tutto e' connesso ai consumi. Se e' vero per esempio che gli Usa hanno grande quantita' di bovini nazionali e' pure vero che gli Usa stessi sono contemporaneamente il piu' grande importatore di carne bovina al mondo, seguiti dalla stessa Russia ( nonche' importatori di capi vivi dal Canada o dal Messico ad esempio ).

Idem l'Italia che deve compensare il suo grano duro per la pasta importandolo  tutto il mondo. Quindi attenzione ad usare termini come <<allucinante non coprire il largo consumo ed il fabbisogno interno>>.

Il che si lega ad altre idee e politiche economiche agricole. Calano i pascoli ed al loro posto aumentano le superifci destinate a coltivazione estensiva di cereali per fare il pane, ecc. o da destinarsi all'esportazione. Ed ecco che hai una Russia oggi  leader nell'esportazione di grano o ieri l'Urss impiegata in altre colture tipo i girasoli da olio, ecc. ecc. ecc. Che generano profitti maggiori o sono esigenze nazionali in quei periodi.

Sono discorsi complicati poiche' lunghi e da farsi a 360 gradi, quindi difficilmente riassumibili in un articolo.


Concordo nel tuo ragionamento.
Sicuramente il caseario non è stato un settore dei più floridi in russia (tranne sembra il periodo imperiale) ma mi fa molto piacere che ci siano iniziative come quelle di Oleg che sono secondo me fondamentali e importantissime per il rilancio non solo dell'economia ma di un modello di civiltà, fatta sull'artigianato (PMI) piccolo e diffuso di prodotti di qualità, che secondo me per la Russia sarà il futuro.

Se riescono a sfruttare il potenziale che la natura ed il buon Dio gli ha dato e che le tecnologie di cui sono in possesso gli assicurerebbe veramente potranno avere margini enormi in  moltissimi mercati che in Europa ed America ristagnano e hanno bisogno di rilancio.

Peccato veramente per la rivoluzione del 17 che è arrivata nel momento meno opportuno, quellao della  rivoluzione industriale che i bolscevichi hanno precluso aal prorio popolo e che sicuramente al posto della collettivizzazione e dei piani quinquennali avrebbe evitato quel gap industriale e tecnologico di cui ancora la Russia a mio aavviso soffre.
 



 
bigidea - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.
 




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« La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza. » (lo stalker)
 
lo stalker - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.


scusa ma stai facendo un paragone che non sta in piedi

in tutta l' italia si producono formaggi differenti con differenti peculiarita' ma tutti di eccelsa fattura

quindi un campano non dira' mai quello che hai detto a un allevatore del nord  perche al nord si produce il parmigiano , la fontina , i tomini , il seiras ecc. ecc che sono tutto tranne che schifezze

invece in russia non si produce nulla tranne il tvorog e quel formaggio giallognolo che si trova al supermercato

quindi tutto sommato la domanda e' lecita , non e' che devono imporselo pero' e' curioso che non venga prodotto nulla

non mi stupisco infatti che qualcuno sfrutti il business
il problema forse e' che culturalmente produzione o no il formaggio non e' un cibo che
tradizionalmente fa parte delle tavolate russe
 




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le mie foto della russia e non solo su panoramio

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icipo76 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
icipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.


scusa ma stai facendo un paragone che non sta in piedi

in tutta l' italia si producono formaggi differenti con differenti peculiarita' ma tutti di eccelsa fattura

quindi un campano non dira' mai quello che hai detto a un allevatore del nord  perche al nord si produce il parmigiano , la fontina , i tomini , il seiras ecc. ecc che sono tutto tranne che schifezze

invece in russia non si produce nulla tranne il tvorog e quel formaggio giallognolo che si trova al supermercato

quindi tutto sommato la domanda e' lecita , non e' che devono imporselo pero' e' curioso che non venga prodotto nulla

non mi stupisco infatti che qualcuno sfrutti il business
il problema forse e' che culturalmente produzione o no il formaggio non e' un cibo che
tradizionalmente fa parte delle tavolate russe

Icipo, l'esempio che ho fatto è errato, ma non me ne venivano altri. Però il concetto che volevo esprimere è proprio quello che hai scritto tu nelle ultime due frasi.
 




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« La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza. » (lo stalker)
 
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lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.


lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.



Ciao Stalker. Secondo me quando BigIdea parlava di una cosa “giallognola che lui non definisce formaggio” non si riferiva al tvorog, ma a quel gruppo di formaggi gialli che si trovano normalmente nei negozi russi.

Magari mi sbaglio (nel caso mi scuso in anticipo), ma lui “non li definisce formaggi” perchè non gli piacciono, o li disprezza in quanto produzione alimentare industriale. De gustibus, dicevano a Roma già qualche anno fa....
Boh, per come la vedo io, quelli sono normalissimi formaggi prodotti ovviamente in modo non artigianale, prodotti industriali che non differiscono per nulla dai vari gouda, edam, tilsit, emmenthal che producono le grandi industrie olandesi o tedesche e con cui inondano i nostri supermercati. Il comunissimo formaggio russo non differisce per nulla, anzi ha pure un sapore simile a queli citati. Che non abbiano sapori particolari è vero, banalmente spiegabile col fatto che le mandrie da latte russe non vivono certo in alpeggio, sono nutrite con mangimi selezionati, tanto quanto accade per le frisone tedesche o olandesi.

Ci sono mille ragioni per le quali in Russia non è conveniente produrre formaggio di nicchia o di elevata stagionatura, basta guardare la carta geografica o fare un giro in un supermercato locale per capirlo. Definire il formaggio “essenziale per il fabbisogno quotidiano” è secondo me sbagliato, perchè da una vita non ha un posto di rilievo nella cucina russa.

Ah, io non ho ancora trovato un russo che piangendo mi dica quanto gli manca il parmigiano, la fontina o la mozzarella di bufala. Non c’è? Pazienza, tanto anche prima era qualcosa che si comperava giusto a Natale...Abitudini alimentari diverse...stranamente, formaggi gialli molto simili la Russia li importa anche da Argentina, Bielorussia ed altro, mi viene il dubbio che forse semplicemente la gente apprezzi quel gusto debole.

Riguardo al giudizio negativo sul periodo di Stalin, nel complesso sono d’accordo con lui, gli riconosco solo a suo favore il fatto di avere difeso la sovranità nazionale e di avere ricacciato a casa propria soldati tedeschi (e italiani, romeni, spagnoli, ecc... per completezza). Certo a carissimo prezzo.
Ad onor del vero, rientrando in argomento agricolo, mia suocera ha lavorato per 25 anni in un kholkoz sovietico non lontano da Tambov, dove era permesso tenere anche 1-2 vacche da latte per uso famigliare che stavano libere al pascolo assieme ad altre, con cui producevano latte per fare formaggi artigianali in famiglia.

Ah, io non direi che l’Italia è un paese allucinante perchè non si trova il kefir, il tvorog, la smetana, l’ukrop, le aringhe affumicate o il caviale tutto l’anno. Cose che i Russi sono abituati a vedere o acquistare giornalmente.
 



 
Kot 78 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Kot 78 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.


lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.



Ciao Stalker. Secondo me quando BigIdea parlava di una cosa “giallognola che lui non definisce formaggio” non si riferiva al tvorog, ma a quel gruppo di formaggi gialli che si trovano normalmente nei negozi russi.

Magari mi sbaglio (nel caso mi scuso in anticipo), ma lui “non li definisce formaggi” perchè non gli piacciono, o li disprezza in quanto produzione alimentare industriale. De gustibus, dicevano a Roma già qualche anno fa....
Boh, per come la vedo io, quelli sono normalissimi formaggi prodotti ovviamente in modo non artigianale, prodotti industriali che non differiscono per nulla dai vari gouda, edam, tilsit, emmenthal che producono le grandi industrie olandesi o tedesche e con cui inondano i nostri supermercati. Il comunissimo formaggio russo non differisce per nulla, anzi ha pure un sapore simile a queli citati. Che non abbiano sapori particolari è vero, banalmente spiegabile col fatto che le mandrie da latte russe non vivono certo in alpeggio, sono nutrite con mangimi selezionati, tanto quanto accade per le frisone tedesche o olandesi.

Ci sono mille ragioni per le quali in Russia non è conveniente produrre formaggio di nicchia o di elevata stagionatura, basta guardare la carta geografica o fare un giro in un supermercato locale per capirlo. Definire il formaggio “essenziale per il fabbisogno quotidiano” è secondo me sbagliato, perchè da una vita non ha un posto di rilievo nella cucina russa.

Ah, io non ho ancora trovato un russo che piangendo mi dica quanto gli manca il parmigiano, la fontina o la mozzarella di bufala. Non c’è? Pazienza, tanto anche prima era qualcosa che si comperava giusto a Natale...Abitudini alimentari diverse...stranamente, formaggi gialli molto simili la Russia li importa anche da Argentina, Bielorussia ed altro, mi viene il dubbio che forse semplicemente la gente apprezzi quel gusto debole.



tutti i formaggi che si trovano al supermercato sono industriali , il formaggio artigianale non esiste
tranne forse d'estate nelle bergerie , malghe di montagna

emmentalh e' comunque una tipologia di formaggio , e' il piu' comune ok ma ha comunque un sapore
che puo' piacere piu' o meno
quello giallognolo russo non ha un nome ed e' senza sapore

la cosa che ha me incuriosisce non e' tanto il fatto che non ci siano formaggi nei negozi russi
ma che ci sia proprio quello li di colore giallo
per me nemmeno quello dovrebbe esserci invece c'e'


gia' che ce ne uno solo almeno che sia buono  


nemmeno in italia , svizzera , francia le vacche vivono sempre in alpeggio
ci vanno solo da giugno a settembre , ma il latte si fa tutto l' anno
 




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Ultima modifica di icipo76 il 29 Agosto 2016, 8:54, modificato 1 volta in totale 
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bigidea ha scritto: [Visualizza Messaggio]


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Sicuramente il caseario non è stato un settore dei più floridi in russia (tranne sembra il periodo imperiale) ...
Se riescono a sfruttare il potenziale che la natura ed il buon Dio gli ha dato e che le tecnologie di cui sono in possesso gli assicurerebbe veramente potranno avere margini enormi in  moltissimi mercati che in Europa ed America ristagnano e hanno bisogno di rilancio.

Peccato veramente per la rivoluzione del 17 che è arrivata nel momento meno opportuno, quellao della  rivoluzione industriale che i bolscevichi hanno precluso aal prorio popolo e che sicuramente al posto della collettivizzazione e dei piani quinquennali avrebbe evitato quel gap industriale e tecnologico di cui ancora la Russia a mio aavviso soffre.


Onestamente so poco di questa tradizione casearia zarista. Credo ci sia un fondo di realta', ma a livelli artigianali. Quello che so e' che la Russia degli Zar aveva aree che la Russia attuale oggi non ho ha, adattabili a quelle attivita'.
La Russia di oggi non ha piu' alle sue dipendenze la Polonia, l'Ucraina e la BIelorussia per i bovini ( ed i suini ed il pollame ). Non ha piu' il Caucaso e l'Asia centrale per gli ovini ed i caprini.

Non posso pretendere quindi che la Russia odierna produca quindi il Bryndza carpatico ( che e' rimasto all'Ucraina ) ad esempio che poteva avere la Russia del 1914 come prodotto nazionale.

Rivoluzione industriale intendo quella generale dal 1850 in poi, che ha visto protagonisti altri paesi quali Francia e Gb ed ha coinvolto altri paesi tipo la Russia o l'Italia o la Spagna, ecc. piu' marginalmente o in seconda battuta o ritardo sui primi.
Diciamo che i Romanov avevano a disposizione un periodo di 60 anni per farla, se avesser voluto, prima dei bolscevichi ( qualcosa fecero comunque e va riconosciuto) ma era uno Stato dalla struttura forse troppo arcaica per rinnovarsi totalmente senza una rivoluzione a tappe forzate.

Lenin prima nelle idee e sopratutto Stalin nei fatti poi l'industira di massa in Russia l'hanno creata proprio loro. Coprendo il gap con gli altri nel secondo periodo bellico.
Insomma se l'Urss vince contro Hitler e' perche' diviene una potenza industriale seconda solo agli Usa all'epoca.

Il dopoguerra e' un'epoca diversa e Stalin e' morto e sepolto, cosi' come la rivolzione bolscevica. Certo lo spingere dei piani quinquennali seguenti sull'industria pesante, tralasciando altri campi o sviluppandoli non a dovere, in maniera eccessivamente pianificata e slegata dai mercati ha influito sulle criticita' dell'industria leggera e sul settore primario sia agricolutra che allevamento. Creando quelli squilibri indutriali.

Sull'agricoltura e primario, il territorio ed il clima russo comunque non e' stato mai cosi' generoso coi russi. Una cosa interessante degli ultimi anni comunque e' stato il tentativo di ricreare i ranch texani in Russia con esperti dall'estero, annni fa Rt ci fece un servizio-documentario.

Edt: ma poi negli Usa e' uguale, abbiamo 3-4 tipi di formaggio nazionale tutti di derivazione dal Cheddar inglese e simili tra loro..solo che ci mischiano dentro gli aromi nella pasta, tipo il peperoncino per variare un minimo un sapore identico.
 




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Ultima modifica di Maxdivi il 29 Agosto 2016, 11:42, modificato 3 volte in totale 
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Maxdivi ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bigidea ha scritto: [Visualizza Messaggio]


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Sicuramente il caseario non è stato un settore dei più floridi in russia (tranne sembra il periodo imperiale) ...
Se riescono a sfruttare il potenziale che la natura ed il buon Dio gli ha dato e che le tecnologie di cui sono in possesso gli assicurerebbe veramente potranno avere margini enormi in  moltissimi mercati che in Europa ed America ristagnano e hanno bisogno di rilancio.

Peccato veramente per la rivoluzione del 17 che è arrivata nel momento meno opportuno, quellao della  rivoluzione industriale che i bolscevichi hanno precluso aal prorio popolo e che sicuramente al posto della collettivizzazione e dei piani quinquennali avrebbe evitato quel gap industriale e tecnologico di cui ancora la Russia a mio aavviso soffre.


Onestamente so poco di questa tradizione casearia zarista. Credo ci sia un fondo di realta', ma a livelli artigianali. Quello che so e' che la Russia degli Zar aveva aree che la Russia attuale oggi non ho ha, adattabili a quelle attivita'.
La Russia di oggi non ha piu' alle sue dipendenze la Polonia, l'Ucraina e la BIelorussia per i bovini ( ed i suini ed il pollame ). Non ha piu' il Caucaso e l'Asia centrale per gli ovini ed i caprini.

Non posso pretendere quindi che la Russia odierna produca quindi il Bryndza carpatico ( che e' rimasto all'Ucraina ) ad esempio che poteva avere la Russia del 1914 come prodotto nazionale.

Rivoluzione industriale intendo quella generale dal 1850 in poi, che ha visto protagonisti altri paesi quali Francia e Gb ed ha coinvolto altri paesi tipo la Russia o l'Italia o la Spagna, ecc. piu' marginalmente o in seconda battuta o ritardo sui primi.
Diciamo che i Romanov avevano a disposizione un periodo di 60 anni per farla, se avesser voluto, prima dei bolscevichi ( qualcosa fecero comunque e va riconosciuto) ma era uno Stato dalla struttura forse troppo arcaica per rinnovarsi totalmente senza una rivoluzione a tappe forzate.

Lenin prima nelle idee e sopratutto Stalin nei fatti poi l'industira di massa in Russia l'hanno creata proprio loro. Coprendo il gap con gli altri nel secondo periodo bellico.
Insomma se l'Urss vince contro Hitler e' perche' diviene una potenza industriale seconda solo agli Usa all'epoca.

Il dopoguerra e' un'epoca diversa e Stalin e' morto e sepolto, cosi' come la rivolzione bolscevica. Certo lo spingere dei piani quinquennali seguenti sull'industria pesante, tralasciando altri campi o sviluppandoli non a dovere, in maniera eccessivamente pianificata e slegata dai mercati ha influito sulle criticita' dell'industria leggera e sul settore primario sia agricolutra che allevamento. Creando quelli squilibri indutriali.

Sull'agricoltura e primario, il territorio ed il clima russo comunque non e' stato mai cosi' generoso coi russi. Una cosa interessante degli ultimi anni comunque e' stato il tentativo di ricreare i ranch texani in Russia con esperti dall'estero, annni fa Rt ci fece un servizio-documentario.

Edt: ma poi negli Usa e' uguale, abbiamo 3-4 tipi di formaggio nazionale tutti di derivazione dal Cheddar inglese e simili tra loro..solo che ci mischiano dentro gli aromi nella pasta, tipo il peperoncino per variare un minimo un sapore identico.


Per la mia esperienza, posso dire che i migliori formaggi non sono nella Russia continentale, ma nel Caucaso. Come dice Kot, de gustibus, senza ombra di dubbio sono tutt'altra cosa rispetto al formaggio giallo dei supermercati)))

Di recente a Krasnodar ho scoperto un negozio: la titolare è una tecnologa russa che ha vissuto diversi anni in Italia, ha lavorato presso un produttore di formaggi pugliese. Ora produce mozzarella, burrata, ricotta e stracciatella: provati tutti, sono veramente buoni

Sotto i link sui social di questo negozio.

https://www.instagram.com/cheese_krd/
https://www.facebook.com/cheesekrd
 



 
Bozhe82 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Il caucaso -o tutto sud- russia si presta bene alla produzione dei formaggi, per via del clima (infatti la signora russa stata in puglia, ha aperto il caseificio a sud). D'inverno -specie quello russo poi- anche il più bravo casaro non riuscirebbe a produrre un fico secco per via delle temperature proibitive e i tempi di lavorazioni e maturazioni delle cagliate mooooolto lunghi (i quali, in termini moderni ed economici, ti farebbero salire i costi di produzione alle stelle). Quei formaggi che nominate voi sono tutti formaggi lavorati a partire da cagliate gia preparate; basta solo scaldare l'acqua, aggiungere qualche ingrediente e lavorarli. L'abbiamo inventato qua nel sud italia quel metodo (e per anni ne abbiamo venduti di sti prodotti ai paesi europei). é normale che non abbiano molto sapore, è pur sempre un prodotto destinato alla quantità e non alla qualità.
 




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« La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza. » (lo stalker)
 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Metto altra carne al fuoco. Una nostra traduttrice si è lanciata nuovamente su Sirota. Questa volta in un articolo su RIA Novosti.

Effettivamente per essere un casaro sta riscuotendo un grande successo mediatico.

Due anni sotto sanzioni: come vive il primo produttore di parmigiano in Russia  / RIT
 




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http://russiaintranslation.com/
 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Citazione:
Oleg per ora non ha ancora la sua stalla perciò a lui il latte giunge da altri contadini. Eppure in Russia si è rivelato difficile trovare il latte della qualità necessaria.

“Mi è capitato di non riuscire a fare più tonnellate di formaggio perché il latte non era adatto. L’igiene e la salute della mucca si notano immediatamente nel formaggio, le qualità più solide non vengono bene.  C’erano volte in cui andavo dal contadino e dicevo che mi serviva una certa qualità di latte e la risposta era: “Che cosa combini? Da noi comprano formaggio armeno e Danone e tu pensi alle sciocchezze”. In Russia non vi è la cultura del produrre formaggi duri e, dunque, del latte adeguato”, ha detto Oleg.

Basterebbe solo questo. Ovviamente spero per lui che le cose gli vadano sempre meglio e alla grande. Finché non avrà concorrenza il guadagno lo avrà, ma se tutti iniziano a fa i casari farà la fine delle nostre aziende che per vendere devono abbassare i prezzi, guadagnando una miseria.
 




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« La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza. » (lo stalker)
 
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lo stalker ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Citazione:
Oleg per ora non ha ancora la sua stalla perciò a lui il latte giunge da altri contadini. Eppure in Russia si è rivelato difficile trovare il latte della qualità necessaria.

“Mi è capitato di non riuscire a fare più tonnellate di formaggio perché il latte non era adatto. L’igiene e la salute della mucca si notano immediatamente nel formaggio, le qualità più solide non vengono bene.  C’erano volte in cui andavo dal contadino e dicevo che mi serviva una certa qualità di latte e la risposta era: “Che cosa combini? Da noi comprano formaggio armeno e Danone e tu pensi alle sciocchezze”. In Russia non vi è la cultura del produrre formaggi duri e, dunque, del latte adeguato”, ha detto Oleg.

Basterebbe solo questo. Ovviamente spero per lui che le cose gli vadano sempre meglio e alla grande. Finché non avrà concorrenza il guadagno lo avrà, ma se tutti iniziano a fa i casari farà la fine delle nostre aziende che per vendere devono abbassare i prezzi, guadagnando una miseria.


di solito chi ha coraggio e chi e' tra i primi viene sempre premiato
chi invece arriva tardi male alloggia

secondo me ha visto giusto , tenendo conto che il palato dei russi sul formaggio non e' cosi' raffinato
come un reggiano o modenese

io l' ho assaggiato ed e' buono pero' non e' parmigiano
ma i miei suoceri che lo hanno comprato dicono che va bene e non hanno bisogno di comprare quello italiano  
 




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le mie foto della russia e non solo su panoramio

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icipo76 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Interessante
http://katehon.com/it/agenda/la-rib...gli-stati-uniti
 



 
Maxovich - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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sono appena tornato da volgograd

ho conosciuto dei russi che lavorano per un'azienda italiana chiamata radaelli

http://www.redaelli.com/


dal sito potete vedere di cosa si occupa e quali imporanti progetti ha in giro per il mondo

chiaramente ho chiesto a loro come facevano a inviare i lavorati in italia per via delle sanzioni

loro mi hanno risposto che recentemente un'azienda fittizia russa con lo stesso nome è stata acquistata per una cifra simbolica la società, ma sembra che dietro ci siano gli stessi proprietari italiani e quindi la fanno risultare che l azienda russa sia italiana anche in italia e non bloccano l'invio dei prodotti

addirittura fa grossi progetti pure negli USA
 



 
Ultima modifica di ghigo112000 il 01 Settembre 2016, 9:05, modificato 1 volta in totale 
ghigo112000 - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: L'Italia Si Smarca Sulle Sanzioni Alla Russia 
 
Cernobbio:bilaterale Italia-Russia al margine del Forum
Un incontro bilaterale Italia-Russia, che si terrà a porte chiuse e sul quale viene mantenuto uno stretto riserbo, chiuderà la prima giornata di confronti al Forum Ambrosetti di Cernobbio

CERNOBBIO - Un incontro bilaterale Italia-Russia, che si terrà a porte chiuse e sul quale viene mantenuto uno stretto riserbo, chiuderà la prima giornata di confronti al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano guiderà una folta delegazione di imprenditori italiani per un incontro con il vice presidente della federazione russa, Arkady Dvorkovich.
All'incontro, che si terrà nel tardo pomeriggio e farà terminare con un leggero anticipo il dibattito del programma ufficiale programmato, parteciperanno gli amministratori delegati Francesco Starace di Enel, Alessandro Profumo di Leonardo, Renato Mazzoncini di Ferrovie, Stefano Cao di Saipem (rpt Saipem), Marco Alverà di Snam (rpt Snam) e Alessandro Zunino di Edison Energia nonche' il presidente di Eni, Emma Marcegaglia e Gianluca Aliotta di Saipem.
Nutrita anche la delegazione russa con rappresentanti di importanti società come Eviva, Avelar Energy, Ferrovie Russe, Avdotor

http://www.ansa.it/sito/notizie/eco...080d0a40e5.html
 



 
Fedor - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Boschi, Italia può rilanciare dialogo con Russia
"Credo che il nostro Paese possa svolgere un ruolo ancora più forte in Europa nell'apertura di un dialogo forte con i paesi del mondo eurasiatico grazie alla rinnovata autorevolezza ottenuta con la nostra politica estera e la ripresa economica", ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio

"Credo che il nostro Paese possa svolgere un ruolo ancora più forte in Europa nell'apertura di un dialogo forte con i paesi del mondo eurasiatico grazie alla rinnovata autorevolezza ottenuta con la nostra politica estera e la ripresa economica", ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, intervenendo al decimo Forum eurasiatico. In questo recupero di autorevolezza, ha spiegato, sono stati "determinanti l'impegno e la fatica delle riforme strutturali affrontate in Italia in questi tre anni e mezzo".

"Grazie a questa maggiore forza, a questa maggiore autorevolezza del nostro Paese possiamo anche rilanciare un dialogo con la Russia in Europa", ha spiegato. Anche perché, ha concluso, "oggi lo scenario è diverso, con la Brexit, l'elezione del presidente Macron e ora vedremo con la creazione del nuovo governo tedesco. E' uno scenario diverso che può portare anche a riaprire alcuni canali di maggior dialogo".

https://www.milanofinanza.it/news/b...710191225028933
 



 
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