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Seborga
28 Febbraio 2007, 18:36

Re: Racconti Di Un Nonno In Russia
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[color=#0000ff]Ma in quel villaggio ci bloccarono i nostri comandi e fecero un censimento di tutti chiedend noe, matricola, grado ecc.
Io avevo ancora il cartellino di ferito e fu quello che mi fece andare  verso depetrosk ove giunsi molti giorni dopo.
Li ci inquadrarono e ci diedero un'arma individuale, ci imbarcarono sul tren, ma non sapevamo dove ci avrebbero portati perché nessuno sapeva nulla, dato che i treni erano comandati dai tedeschi, ma dopo un lungo viaggio ci fermammo nelle vicinanze di Gomel in un paese che noi chiamammo Torino (sempre con la compagnia Comando ricostituita) prendendo posto in una scuola.
Un giorno venne a farci visita un Ufficiale veterinario del 50° reggimento Cosseria venuto alla ricerca della sua truppa.
Con mia grande sorpresa lo riconobbi!!! Egli era l'ufficiale veterinario di Stanza a Sanremo che veniva sempre a trovare i miei genitori e che si era sposato nella stessa città.
Anche egli mi riconobbe e mi disse che, dato che i resti della divisione Pasubio alla quale appartenevo erano pochissimi (nella mia compagnia Comando eravamo in nove, mentre nelle altre erano da uno a sei) mi disse se volevo andare a far parte della Compagnia Comando  del II B.G.  del 90° Reg. Cosseria.
Al ché io aderii  volentieri facendomi fare subito la base di passaggio per l'aggregrazione al suddetto e che pertanto dovetti seguirne le sorti...il fatto che mi fece lasciare i miei commilitoni senza truppa rammaricò; fu che alcuni giorni prima  dell'arrivo  di Fiorini tutti gli appartenenti al mio Battaglione furono convocati al Comando e con mia grande sorpresa  appresi che un nucleo composto dei superstiti sarebbe stato inviato in Italia per accompagnare la nostra bandiera; ma non più diuno per Compagnia; noi della Comp. Comando, eravamo in nove e pertanto  avevamo sorteggiato i nomi, e, senza che sapessi nulla ero stato sorteggiato, al ché ringraziai il capitano e figurarsi con che gioia sarei partito.
Mi apprestavo ad andarmene, quando un mio commilitone  si mise a gridare  che lui aveva un maggior numero di mesi di servizio militare di me e che pertanto doveva spettare a lui accompagnare la bandiera.
Il capitano, allora prese i nostri due nominativi dai foglietti sorteggiati, li stracciò e ne nominò un'altro.
Al ché mi arrabbiai pensando alla fortuna che se ne andava, allora presi il moschetto da Carabiniere che avevo in uso, dato che l'arma in dotazione non l'aveva più quasi nessuno e mi misi a rincorrerlo con la baionetta innestata; questi scappò di corsa dalla Isba nella quale stavamo e corremmo tutti e due in mezzo alle Isbe; ma dato che lui era più giovane di me fu anche più veloce, e scappò in mezzo alle case.
Ma poi la mia collera svanì e nonostante il mio rammarico tutto finì li ed io mi aggregai alla Cosseria.[/color]


