https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=14&t=4489&p=6581331#p6581331
-----------------------------------
Seborga
02 Marzo 2007, 2:27

Re: Racconti Di Un Nonno In Russia
-----------------------------------
[color=#3300ff]Rammento i giorni di vagabondaggioche eravamo ancora un buon numero.
Capitammo in un posto di rifornimento della nostra armata, e cercammo di prendere quello che ancora poteva esserci di buono per mangiare.
A me capitò di avere delle gallette perché il resto era già sparito, in compenso trovammo dei fusti di vino...ma era congelato e così mi misi a romperlo con l'accetta cercando di fare una razione per tutti.
Il vino "solido" venne distribuito  fino a che non ce ne fosse più.
Io cercavo di mettermi in  un boccale le bricciole, cosicché  quando ebbi terminato  andai a riposare in una Isba, sentendomi molto brillo...non vidi più il vino sino al rimpatrio.
Durante la sosta nei villaggi che sono distanziati fra loro per decine di kilometri, ebbi l'occasione di assistere ad un matrimonio   dove salirono su una slitta con le campanelle.
Un bel giorno, mentre eravamo a Gomel, un paesino che chiamavano Torino, venne l'ordine di imbarcarci sul treno, così ci prendemmo le nostre poche cose e montammo su quel treno  che dopo una decina di giorni facendo sosta a Pinsk-brest-katovive-brno e Vienna, ci portò a Tarvisio e ci mandarono in campo contumaciale di osoppo ove potemmo  fare finalmente una doccia e mandarono le nostre divise all'autoclave per la disinfestazione, ma anche se eravamo sempre di guardia ai nostri effetti personali, ci furono un sacco di furti; fortunatamente riuscii a salvare quasi tutta la mia roba.
Durante il viaggio di ritorno, ebbi modo di vedere come erano totalmente distrutte le case, specialmente a Varsavia ove sostammo. Noi si era sempre in cerca di mangiare  ma ce ne era poco per tutti anche se, come sempre i polacchi erano abbastanza generosi e non abbiamo sofferto la fame.
Finalmente arrivammo a Tarvisio terra italiana, e dopo diversi giorni fui trasferito ad Ormea (Imperia)  a trascrivere i fogli matricolari dei resti del nostro battaglione (Luglio 1943).
Dopo mi trasferirono a  Venasca ed infine a Sesto San Giovanni (Milano), ove dominavano i tedeschi.
Fortuna volle che  quando gli stessi circondarono  la nostra caserma e ci fu lpordine di arrendersi e consegnare le armi da parte tedesca, io fossi fuori poco lontano.
Cosicché assistendo alla scena, mi infilai in un portone  e salli fino all'ultimo piano  sedendomi sul pianerottolo.
Uscirono delle persone (inquilini)  e mi chiesero  cosa facessi li.
Io raccontai  loro le mie vicissitudini e loro mi diedero da mangiare e dei vestiti, ma si vedeva lontano un chilometro che ero un militare sparuto con i capelli corti!
Così da Milano riuscii a prendere il treno cercando di fare il più presto possibile e con i pochi soldi  e leggero di peso, che quando mi videro i miei, quasi non mi riconobbero.
Poco tempo dopo che ero a casa,  vennero gli editti di presentarsi alle autorità di Governo, cosa che non volevo fare, così andai a stare  per qualche tempo in campagna di mio fratello sopra S.Remo al Suseneo, e poi da mio cognato a San Remo dove seppi che mi cercavano a Bordighera.
Cosicché presi la decisione di andarmene dai miei zii in Roagna in quel di taverna, una frazione del Comune di Montecolombo in provincia di Forlì.

Fine del Racconto.[/color]


