https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=10&t=8646&p=6639027#p6639027
-----------------------------------
direttore
01 Aprile 2009, 20:12

Re: L'angolo Del Reportage
-----------------------------------
[color=darkblue]Ecco il reportage, giunto in "redazione" sul tavolo di Direttore, del nostro corrispondente Drugo   [/color]
  
[color=darkred]Matera, museo a cielo aperto[/color]

Stamane giravo in auto, durante il percorso ho incrociato un autobus. Uno slogan pubblicitario presente sulla fiancata del mezzo ha attratto la mia attenzione: “Matera, museo a cielo aperto”. In un primo momento ho pensato che si trattasse della promozione di una qualche esposizione artistica, poi, guardando le nuvole in cielo che “sorvegliano” la città in questi ultimi giorni, ho escluso che in questo periodo qualcuno avesse avuto la stramba idea di invitare amanti dell’arte per ammirare una qualsiasi esposizione. Così, immediatamente, mi sono ricordato della città in cui sono nato e in cui ho vissuto per più di 30 anni, ma per capire quella frase, bisogna essere stati almeno una volta nella mia città. Chi non è mai stato a Matera? Beh, credo un bel po’ di voi. E quanti non ne hanno sentito mai parlare? Spero che almeno sappiate dove si trovi (le risposte in questi 32 anni della mia vita sono state tra le più varie, degne da quiz “Chi vuol essere milionario”… la risposta più verosimile è stata: “Si trova in Puglia?” – “Beh, siamo a 5 km dal confine della Puglia, posso darla per buona, anche se si trova in Basilicata”)!! Ma torniamo a noi. Non voglio tediarvi con una relazione storico-geo-demografica. Se avete bisogno di queste informazioni, i libri e internet ne sono pieni.
Vi dirò semplicemente un solo particolare per cui Matera è, o potrebbe essere – scusate l’uso del condizionale – famosa agli occhi di chi non ci vive e come, invece, lo è (o come dovrebbe essere) agli occhi di chi, invece, ci vive. Innanzitutto, gli stessi materani (abitanti di Matera, e non materesi, o matarresi o via discorrendo, dando ampio spazio alla fantasia dei “forestieri”), dicono che della propria città esistono 3 versioni: la prima, rappresentata dalle numerose grotte che circondano la città, che fanno risalire i primi insediamenti nel territorio addirittura al Paleolitico; la seconda, invece, dai cosiddetti Sassi (ne parleremo più avanti); la terza, infine, la più moderna (dove ci sono nato e vissuto io).
Matera è, o potrebbe essere – scusate il ripetuto uso del condizionale, ma è d’obbligo quando si parla di una città vecchia (quasi) quanto il mondo, e di cui pochi ne sono a conoscenza – famosa innanzitutto per i Sassi, ovvero storici rioni della città in cui le abitazioni sono costruite interamente nella roccia. Due parole per questo patrimonio dell’UNESCO vanno spese. Innanzitutto, perché si parla di questo insediamento al plurale? Beh, semplicemente perché costituito da tre “aree”: la Civita (il punto più alto e che ospita il Duomo della città), il Sasso Barisano ed il Sasso Caveoso. L’origine di queste abitazioni risalgono al periodo Neolitico, quando i miei antenati hanno abitato le prime grotte nel Sasso Caveoso.
Pian piano queste abitazioni si sono evolute, nel vero senso della parola, rendendole un indiscusso complesso urbanistico unico al mondo, tanto da diventare scenografie naturali per moltissimi film, tra cui il famoso “The Passion” di Mel Gibson (non a caso, la sua struttura rimanda alle abitazioni del medio-oriente).
Erano, queste, delle strutture funzionali, che erano realizzate in diagonale, verso il basso, spesso composte da tre vani: il primo dove alloggiava la famiglia (piuttosto numerosa); il secondo, più in basso, adibito agli animali (una mucca, piuttosto che un cavallo, e così via); ed terzo, sempre più fondo, che serviva da “dispensa”, grazie alla temperatura costante durante tutto l’anno… infatti, una delle principali caratteristiche di queste strutture diagonali era quella di permettere ai raggi alti del sole, durante l’estate, di fermarsi ai primi metri della casa, mantenendo il resto dell’abitazione fresca e immune dal caldo afoso… mentre, durante l’inverno, i raggi bassi e diagonali andavano ancora più in fondo riscaldandola…
Ma le condizioni abitative e, soprattutto, sanitarie, non erano delle migliori… fu così che negli anni cinquanta, l’allora capo del governo De Gasperi ne decise lo sgombro…
Attualmente, dopo una parentesi di circa 50 anni, i Sassi sono tornati ad essere abitati (anche se hanno perso quelle funzioni abitative che li avevano caratterizzati fino agli anni ’50 e riadattate alle esigenze moderne), ma tuttora sono ancora poco valorizzati e rivitalizzati.

Io sostengo sempre che una città è lo specchio degli abitanti che la vivono. E Matera è un po’ così, una città vecchia millenni (gli abitanti un po’ meno, per fortuna!!), che è stata soggetta a varie invasioni, spesso subendole e quasi mai reagendovi, una città che ha saputo poco modernizzarsi e progredire. E i materani e il loro modo di vivere riflettono a loro volta una città la cui storia scorre lenta, dove il tempo sembra quasi fermarsi… e proprio questo scorrere lento del tempo riesce, a volte, a dare delle sensazioni piacevoli ed uniche, rendendosi capace di un’esperienza ormai rara ai giorni nostri: quella di camminare, guardare, immergersi e farsi assorbire da questa realtà calma e paziente, agli antipodi della frenesia, facendoti assaporare ogni attimo di questa vita che fugge via in un baleno…


