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direttore
02 Aprile 2009, 23:59

Re: L'angolo Del Reportage
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[color=darkred]Ecco la prima parte del reportage del nostro corrispondente Mariano   [/color]     :smile:    Buona lettura  :wink: 


[color=darkblue]Il mio viaggio verso Murmansk….prima parte[/color]

La mia avventura per raggiungere Murmansk comincia il 3 gennaio 2009 dall’aeroporto di Domodedovo (bellissimo e grandissimo), arrivato con un volo Lufthansa da Francoforte, mentre scendiamo verso la pista posso vedere finalmente il mio paesaggio amato di terra russa completamente bianco. Fa freddo a Mosca quella mattina, cielo grigio con qualche nevicata ogni tanto, guardo il termometro e vedo i suoi -18° sottozero, sono circa le 9 e dopo aver controllato il mio passaporto con il visto (per fortuna non c’era molta fila) e poi ritirato il mio bagaglio esco nell’aria gelida e mi dirigo verso le marshrutke rispondendo con un “net spasibo” ai russi che incontravo e che mi chiedono se ho bisogno di un taxi. Purtroppo ancora non parlo bene il russo,  ma un po’ riesco a capirlo e a leggerlo, e senza grosse difficoltà trovo la mia marshrutka, già strapiena di gente. Mi toccherà rimanere ancora un po’ al freddo almeno una ventina di minuti abbondanti, il tempo che arriverà l’altra, e poi non avevo voglia di ritornare indietro ed aspettare in aeroporto. Per me non c’è problema, il freddo è sopportabile e poi io amo tanto la neve, e la Russia in inverno ha un’ atmosfera stupenda, è magica (forse perché sono io che amo la “severnaya priroda”) ed i rumori sembrano attenuati quando c’è la neve, alla fermata non siamo in molti ad aspettare per adesso, intanto ne approfitto per telefonare. Arrivata la Marshrutka, salgo e in un attimo si è riempita tutta anche questa, ma da dove sono arrivati? Passa l’autista per venire a prendere i soldi (80 rubli) e si parte direzione Moskva verso la stazione metro domodedovskaya. Il paesaggio che vedo è inconfondibile: foresta, neve e questa lunga strada quasi tutta dritta che collega la capitale a domodedovo, durante questo “transfer” non ricordo molto dato che mi sono addormentato. Mi risveglio dopo circa mezz’ora che mi trovo in prossimità del capolinea e… che traffico! Macchine dappertutto (ed io che mi lamento del traffico di Bologna, ma non è una novità, non era la prima volta che vado a Mosca…) se cammino a piedi vado più veloce, comunque l’attesa nel traffico non dura molto per fortuna, e scendo alla fermata della metro (scendono tutti…). Entro nella metro, la stazione domodedovskaya, che prende il nome dall'omonimo aeroporto, è dedicata alla storia del trasporto aereo, aperta nel 1985, ha caratteristiche colonne di marmo bianco con intarsi di granito nero e marrone, il pavimento con disegno geometrico ha mattonelle di marmo nero e grigio e le pareti sono decorate con placche di rame raffiguranti gli aerei del periodo sovietico, niente male ma di stazioni più belle a Mosca ce ne sono ancora altre. Proseguo, vado alla cassa per comprare il biglietto e anche qui c’è la ressa, ma fanno abbastanza presto. Non capisco perché la gente che compra il biglietto e poi buttano lo scontrino a terra sotto la cassa, era tappezzato di scontrini (con il tipo addetto alle pulizie che si lamentava ad alta voce proprio di questo dicendone di tutti i colori forse in un russo quasi incomprensibile) eppure c’è il cestino della spazzatura proprio ad un metro e mezzo dalla cassa… boh! Salgo sul treno mescolato ad un mare di gente russa (e non) che salgono e scendono, vanno e vengono, e qui inizia questo altro viaggio per spostarmi da un aeroporto all’altro di Mosca (quello di Sheremetyevo).  Direzione, quindi, fermata Rechnoy Vokzal, non so per quante tante volte ho ascoltato ed imparato a memoria la voce che dice “ostorozhna dvery zakryvayutsya, sleduyushaya stanziya…ma ho potuto osservare meglio i moscoviti, come si muovono, cosa fanno, come vivono e mi piace mescolarmi a loro, quasi a sentirmi russo anche io (ma in generale non ho tante difficolta ad adattarmi a luoghi e posti nuovi, mi piace viaggiare quando ne ho la possibilità, conoscere e scoprire, tutto è interessante).

continua………


