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ema
12 Ottobre 2009, 13:35

Re: Misteriosita' Del Carattere Russo
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[quote user="Ochopepa" post="6664122"]

Ma non si tratta di generalizzazioni, bensi' del cogliere tratti e caratteristiche della societa' e degli individui che la compongono. Spesso la letteratura e la poesia riescono a raccontare quello che e' un popolo, una societa', una comunita' meglio di tanti sociologi. Cosi' come certo cinema. Verga, Pirandello, Pavese, Manzoni, Machiavelli cosi' come Benni, Moravia, Pasolini ecc. Volutamente cito personaggi assai distanti. Attraverso quello che costituisce la cultura di un popolo si impara a "sentirlo" e conoscerlo. La letteratura cosi' come il cinema e le altre forme di espressione.[/quote]
Certo che la letteratura coglie sensibilità e caratteristiche di individui, ne è una sua prerogativa. Ma è anche vero che la società è in continua mutazione. Se leggi Tacito o Ovidio non puoi vedere gli attuali romani, non riesco a vedere il nesso tra un ragazzo che sta alla Garbatella e mangia in un fast-food ed un senatore romano.... :D  E anche se leggi gli amori e le passioni qui nel forum mi sembra che non hanno nulla a che fare con l'Ode a Luigia  Pallavicini Caduta da cavallo, di foscoliana memoria! :D 
Alcune cose rimangono, specialmente nei grandi classici quando non si riferiscono all'esteriorità dei comportamenti delle persone ma vanno nel profondo dell'animo umano. Dostoevskij è un autore classico in questo senso: parla del profondo, di quello che è più imponderabile e misterioso in noi, per questo è considerato un autore universale. Ma quando si descrivono comportamenti dettati da dinamiche in continua mutazione bisogna storicizzare e contestualizzare il discorso. discernere quello che poteva essere vero un tempo e non più oggi.


