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VEGGHIO
12 Febbraio 2016, 7:59

Re: Cittadinanza Italiana Dopo Matrimonio
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'art. 30 comma 1 lett. a) d.lgs.286/1998.


Il richiamo dell'Amministrazione, nelle proprie difese, agli artt. 30 e 19 del d. Igs. 286/1998 non
è conferente in quanto nel caso di specie - che concerne il coniuge extracomunitario di cittadino
italiano - deve trovare applicazione il d.lgs. 30/2007, intitolato "Attuazione della direttiva
2004\38\CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri" e, solo in via residuale, se più favorevole, il d. Igs.
1998\286 <Ed infatti: l'art. 28, comma 2 del d.lgs. 1998 dispone che "ai familiari stranieri di
cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione Europea continuano ad applicarsi le disposizioni
del d.p.r. 30 dicembre 1965 n. 1656, fatte salve quelle più favorevoli del presente testo unico o del
regolamento di attuazione"; il d.p.r. 1965/1656 (Norme sulla circolazione e il soggiorno dei
cittadini degli Stati membri della C.E.E.) è stato abrogato dall'art. 15 del d.p.r. 2002/54 (Testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei
cittadini degli Stati membri dell'Unione Europea); il d.p.r. 2002/54 è stato a sua volta abrogato
dall'art. 25 del d.lgs d.lgs. 30/2007; l'art. 23 del d.lgs. 30/2007 dispone che "Le disposizioni del
presente decreto legislativo, se più favorevoli, si applicano ai familiari di cittadini italiani non aventi
la cittadinanza italiana". >
Naturalmente, l'applicazione del d.lgs. 30/2007 presuppone che si tratti di un matrimonio
"vero", in quanto l'art. 35 della Direttiva 2004\38\CE di cui il decreto legislativo in questione
costituisce attuazione prevede espressamente che "gli Stati membri possono adottare le misure
necessarie per rifiutare, estinguere o revocare un diritto conferito dalla presente direttiva in caso di
abuso di diritto o frode, quale ad esempio un matrimonio fìttizio...".


