https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=14&t=22665&p=6856249#p6856249
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n4italia
19 Marzo 2020, 18:33

Re: I Nostri Loghi Tornano A Percorrere La Russia:Adalberto Buzzin Li Porterà In Kamchatka,la Terra Del Ghiaccio E Del Fuoco
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Adalberto ha chiesto a coloro che leggono il suo ultimo libro di pubblicarne una recensione. 

L'ho appena fatto direttamente sul sito di Amazon (sperando che vada a buon fine) e l'ho riportata nei gruppi-FB di nostro riferimento. 

Essendo citato anche il Forum, non posso che riproporla anche qui. 

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Nella mia vita ho letto tantissimi libri. Molto raramente però mi è capitato di leggere un libro scritto da un caro amico: tra questi pochissimi casi c’è “La mia Siberia”, di Adalberto Buzzin. 
Conoscevo Adalberto di fama, prima ancor di avere il privilegio di conoscerlo personalmente e di diventarne amico. Facendo parte del Forum “Russia-Italia” www.russia-italia.com (del quale lo stesso Adalberto è utente) sentivo spesso parlare di un personaggio dall’aura quasi leggendaria: Adalberto Buzzin, uno che faceva viaggi quasi impensabili. Nelle sue brevi note biografiche al termine de “La mia Siberia”, Adalberto dice “Da piccolo leggevo i libri di Marco Polo e Cristoforo Colombo, sognavo ad occhi aperti i grandi orizzonti e i viaggi lontani…”: oggi, a distanza di anni, posso fare una sorta di parallelo, anch’io da ragazzino avevo la passione per questo tipo di letture e ho continuato con tutto ciò che riguarda le esplorazioni polari, l’epopea del dirigibile “Italia” e della Tenda Rossa e il fascino dei viaggi in luoghi remoti non mi ha mai abbandonato. 
Dopo alcuni anni c’è stata finalmente l’occasione – favorita dal fatto che viviamo a pochi chilometri di distanza -  per conoscere personalmente Adalberto e sua moglie. L’amicizia è dunque nata a doppio filo, tra me e Adalberto e tra le rispettive mogli. 
Devo essere sincero: dal libro ho appreso ben poco che non sapessi già, in pratica le sole note relative ai primi viaggi, dei quali ho sentito alcuni racconti di Adalberto e dell’amico Andrei ma – contrariamente a quelli successivi, dei quali ho alcuni video e il libro appena letto – non avevo nessun “cimelio”.  E’ stato però certamente interessante ripercorrere vicende che avevo già appreso dai video ed è stato emozionante rivedere quelle avventure di Adalberto e Andrei che ho seguito in prima persona, per lo stesso Forum “Russia-Italia” e per le piattaforme che vedono presente il Forum sui principali social network. E, mentre il viaggio tra i Nenets e quello tra i Cosacchi hanno trovato spazio prevalentemente nel gruppo-Facebook del Forum, il recente viaggio in Kamchatka e nella Jakutia mi ha visto mettere in piedi una pagina-Facebook prettamente dedicata al viaggio stesso, “Kamchatka, terra del ghiaccio e del fuoco: in viaggio con Adalberto Buzzin”, con la quale sono un po’ diventato il “redattore” del viaggio e dell’avventura di Adalberto e Andrei. 
Leggere il libro è stato come rivivere tutto il periodo prima-durante-dopo: l’apertura della pagina, la ricerca giornaliera del materiale da inserire, il materiale che ricevevo da Adalberto, l’organizzazione di una diretta-video durante la quale Adalberto ha esposto le finalità del viaggio ed è stato interrogato da chi desiderava i più svariati particolari, la funzione di collegamento che mi sono assunto per favorire interviste e per agevolare la pubblicazione di articoli e contenuti su testate e televisioni locali. Poi è venuta la fase più entusiasmante, i collegamenti dalla Kamchatke e dalla Jakutia, le foto e i video che Adalberto mi inoltrava perché li inserissi nella pagina e che ero praticamente il primo al mondo a vedere subito dopo chi li aveva realizzati, un messaggio-WhatsApp che iniziava con qualcosa del tipo “Ciao, Amore” e che Adalberto ha involontariamente mandato a me anziché alla moglie, le telefonate in quei pochi momenti disponibili della giornata per via del fuso orario (Adalberto su quello della zona dove si trovava al momento e io sull’ora di Mosca perché mi trovavo in Russia), le videochiamate – sempre via WhatsApp – che mi hanno fatto vedere scorci del viaggio che non ha visto nessun altro. Per giungere al rientro e alla pubblicazione di quanto andava pubblicato, alla realizzazione (da parte di mia moglie) di un breve video destinato ad alcune presentazioni che sono temporaneamente “saltate” per la situazione innescata dall’epidemia che stiamo vivendo in questo giorni. E per finire con l’ultima immagine presente all’interno del volume, quella stessa fotografia che con Adalberto abbiamo scelto come immagine di copertina per la pagina dedicata al viaggio nella “terra del ghiaccio e del fuoco”… 
Sì, lo so…, ciò che sto scrivendo non è la classica recensione di un libro…, è più un’ondata di ricordi, un messaggio di amicizia per Adalberto ma anche un messaggio per tutti voi: “La mia Siberia” si legge d’un fiato – come d’un fiato in Russia si beve un bicchierino di vodka – ci sono cose che io conosco ormai a memoria ma che più di qualcuno troverà interessanti e profondamente umane: l’incontro con un cane cha Adalberto ha nutrito o l’incontro con quella vecchietta siberiana che ha rifiutato che Adalberto e Andrei si sdebitassero con una piccola somma di denaro - in cambio dell’ospitalità ricevuta - dicendo “…tante persone pensano a mettere i soldi in banca, io preferisco mettere i ricordi nel cuore…”. 
Leggendo il libro ho avuto un’ulteriore ispirazione: aprire una nuova pagina-Facebook dedicata a tutti i viaggi di Adalberto…, una sorta di versione social del libro che vi sto invitando a leggere, a leggere comunque, perché nessun social potrà mai dare le emozioni di un libro, di quel volumetto che nella mia biblioteca troverà posto proprio accanto ai libri che parlano di Marco Polo, di Cristoforo Colombo e di altri grandi viaggiatori ed esploratori che a Storia ricorda.


