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n4italia
06 Giugno 2021, 19:54

Re: Pronti Per Un Viaggetto In Russia
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Termino brevemente con un excursus sulle strade percorse dopo la sosta a Bialystok, in Polonia, sul passaggio della frontiera w sull'arrivo a Velikij Novgorod. 

Fino a tutta la Polonia autostrade ottime e limiti di velocità normali, e anche quest'ultimo tratto fino al confine con la Lituania è gratuito. Entrati nelle Repubbliche Baltiche, il livello delle strade inizia a diminuire, malgrado alcuni tratti abbastanza nuovi. Anche qui i limiti di velocità sono abbastanza marcati verso il basso e i controlli più frequenti che altrove. 

Se dovessi azzardare una classifica fra le tre nazioni direi che le strade migliori sono in Estonia, quelle lituane le metterei in una posizione media, mentre la palma delle strade peggiori spetta tutta alla Lettonia: alcuni tratti sono probabilmente rimasti come li ha lasciati la vecchia Unione Sovietica e ben poco (e male) è stato fatto per rappezzarle..., rappezzarle nel vero senso della parola, perché per diversi chilometri si percorrono strade che hanno più "toppe" del mantello di un leopardo... 

Quando eravamo arrivati in vista della frontiera tra Lettonia e Russia iniziavo già a sentire la Russia nell'aria..., poi purtroppo abbiamo dovuto ripercorrere un tratto della strada già fatta e prendere la via verso l'Estonia, puntando prima su Tartu (che, grazie a una deviazione per lavori dall'autostrada, abbiamo avuto modo di vedere parzialmente attraversandone una parte in macchina) e poi su Narva (anche questa vista rapidamente attraverso il parabrezza e i finestrini): per almeno una cinquantina di chilometri la strada non era quasi degna di questo nome..., ma ormai non vedevo l'ora di lasciare quella nazione e l'ho percorsa - in totale assenza di controlli di velocità - il più celermente possibile. 

Una cosa che mi ha un po' colpito è che - contrariamente a tutti gli altri Stati attraversati - non abbiamo trovato i classici cartelli che preavvisano della fine si uno Stato e dell'inizio dell'altro, malgrado i cartelli di preavviso della zona di confine. A un certo momento sui telefoni sono iniziati gli SMS di avviso "Benvenuti in Estonia", mentre percorrevamo una strada immersa nel vuoto assoluto. Dopo qualche chilometro abbiamo incontrato un uomo che correva, gli abbiamo chiesto se lì ci trovassimo già in Estonia e ce l'ha confermato. 

Finalmente a Narva, ci siamo diretti subito verso la frontiera e qui ci hanno detto che era necessario andare in un ufficio a circa tre chilometri per fare una registrazione e ritirare un tagliando con un numero. Fatto questo passaggio, ci hanno avvisato che con quel tagliando bisogna presentarsi alla frontiera entro 20 minuti, altrimenti la registrazione va rifatta. 

Ripresentatici ala frontiera, il sistema informatico aveva già registrato il nostro numero di targa e il cancello si è aperto automaticamente. Abbiamo iniziato le procedure di controllo sul lato estone, con quattro poliziotti che hanno controllato l'auto e i documenti, più una poliziotta con il cane antidroga. Proprio col cane e la sua conduttrice c'è stato un piccolo siparietto: siccome i cani mi sono sempre piaciuti molto, quando questo si è avvicinato a me gli ho fatto un paio di carezze sulla testa e lui (o lei) ha iniziato a giocare allegramente con me. La sua conduttrice, con un sorrisetto sotto i baffi, gli ha detto in russo, così come aveva iniziato a parlare con me, "adesso bisogna lavorare, non giocare": la bestia si è avviata docilmente alla macchina completamente aperta, ha dato un paio di annusate e poi è tornata da me, sperando di poter ancora giocare. La poliziotta sorridendo mi fa "sembra che per il cane lei sia proprio una brava persona", e ha posto fine al controllo. 

Gli agenti all'interno del box mi hanno chiesto i documenti dell'auto e la patente, "patente italiana o internazionale?", ho chiesto: mi hanno guardato perplessi, chiedendomi cosa fosse questa patente internazionale, gliel'ho messa sul banchetto e  tutti e quattro se la sono passata di mano in mano facendo qualche commento nella loro lingua..., sembrava che non ne avessero mai visto una... 

Con questo è terminato il controllo dalla parte estone e siamo stati invitati a risalire in auto e proseguire oltre la sbarra per avviarci al lato russo del confine. 

...e finalmente il tanto agognato cartello "ROSSIJA", in caratteri ovviamente cirillici!

Da questa parte - dopo un primo stop per la verifica dei test anti-Covid e dei moduli sanitari che mia moglie ha compilato per entrambi e una dottoressa ha ritirato -la procedura di controllo e delle varie registrazioni è stata notevolmente più lunga, anche perché prima di noi c'era una macchina russa con due donne e un uomo, che probabilmente avevano fatto shopping dalla parte europea, e sono stati controllati quasi fino alle mutande..., hanno fatto loro scaricare ogni valigia, borsa e borsetta presente in auto e tutte sono state aperte e verificate, fortunatamente nel frattempo ci hanno invitato ad andare avanti a piedi di pochi metri per iniziare a compilare i moduli della dogana e quelli relativi all'ingresso in Russia della nostra auto. 

Qui l'ispettore di dogana ha chiesto alcuni dati dell'auto e poi voleva sapere che valore di mercato può avere: lo guardo e gli faccio "se qualcuno vuol prendersi questa macchina, probabilmente devo anche dargli qualche euro"..., risata generale e mi fa "va bene..., siccome devo inserire un dato, mettiamo mille euro, tanto non fa nessuna differenza". 

Penso che il fatto di essermi presentato parlando russo mi abbia conquistato la loro simpatia - anzi sia loro, sia il tizio in Estonia che ci ha fatto il tagliando di pre-registrazione si sono complimentati con Nataliya  per avermi insegnato il russo "così bene" - fatto sta che, interrotte momentaneamente le procedure doganali, siamo stati invitati a tornare all'auto e aprire tutti gli sportelli ed entrambi i cofani, dopodiché a mettere sul banco i bagagli. Anche qui si è presentata una poliziotta con un cane antidroga, e anche qui il cane si è avvicinato a me leccandomi la mani e strofinando la testa vicino alle mie gambe. Forse rassicurata dal comportamento del cane, l'altra poliziotta che sovrintendeva al controllo del bagaglio e dell'auto mi ha chiesto di tirare giù un trolley a caso e di spostare una borsa che contiene gli attrezzi dell'auto, ha fatto un rapido controllo con un metal detector, mi ha chiesto di aprire una valigia rimasta in auto e poi - senza neanche dare un'occhiata in più - mi ha detto che potevo rimettere in a posto il trolley che mi aveva fatto prendere. Anche questa volta, ovviamente, il cane antidroga non ha dato segno di qualcosa che non andasse e il controllo ha avuto termine in questo modo. 

La cosa simpatica è che portavamo con noi due borse di tele - quelle che si usano normalmente per la spesa - nelle quali c'erano alcuni chili di caffè, una lattina da 5 litri di olio originale pugliese, qualche bottiglia di vino e di grappa e qualche altro genere simile da regalare a parenti e amici. Queste borse erano posizionate sotto gli schienali ribaltati dei sedili posteriori e coperte con due teli, quindi non si vedeva il contenuto: per quanto avessimo comunque avuto cura di non sforare rispetto ai quantitativi ammessi all'ingresso in territorio russo, queste borse non sono state degnate di un'occhiata, tanto che inizialmente pensavo di dirglielo io stesso, magari per non sembrare che volessi nascondere qualcosa, poi invece ci hanno invitato a spostare l'auto al box della dogana, dove abbiamo completato le procedure, abbiamo ricevuto il foglio di registrazione dell'auto e finalmente siamo stati indirizzati all'ultima sbarra, dopo la quale inizia la città di Ivangorod, la cui storica fortezza è in parte visibile dalla stessa zona di confine. 

Non essendo ormai il caso di arrivare a tarda ora a casa dei suoceri, abbiamo trovato un albergo a meno di un chilometro dal confine, ci siamo ristorati io con un buon piatto di pel'meni e Nataliya con una zuppa e dei blini, dopodiché siamo andati a riposare qualche ora. 

La mattina siamo ripartiti abbastanza presto, giusto per evitare il formarsi del traffico qualche ora dopo, e abbiamo preso la via per Novgorod. Una rapida sosta per far colazione e rabboccare il serbatoio della macchina, poi siamo entrati nella nuova autostrada M11 che collega San Pietroburgo a Mosca: un'autostrada decisamente buona, con il limite massimo di 110 Km/h, comoda e scorrevole, che ci ha portato all'uscita "Velikij Novgorod - Chudovo", a poco più di 30 chilometri dalla città di destinazione. Usciti dalla M11, si passa direttamente alla vecchia autostrada che tante volte avevo già percorso come passeggero di diverse marshrutke, un paio di volte in taxi e con l'auto dei suoceri. 

Rivedendo questi posti già diverse volte attraversati, non mi sembrava quasi vero di essere al volante della mia auto e, scherzando con Nataliya, mi chiedevo se vedendo la targa straniera ci avessero fermato al posto di Polizia all'ingresso della città. Siamo invece andati oltre nella massima tranquillità e finalmente abbiamo iniziato a rivedere quei palazzi, quelle strade che avremmo dovuto rivedere oltre un anno fa e che invece il Covid ci ha impedito di rivedere fino a questo giorno. 

Arrivati a casa dei suoceri, scaricati i bagagli e bevuto il té "d'ordinanza", insieme a mio suocero siamo andati a portare l'auto nello stesso parcheggio custodito del quale si serve lui, gestito da un ex Ufficiale delle Forze Speciali che già conoscevo. Al suocero avevo chiesto di farmi riservare un posto auto per tutta la durata del soggiorno in Russia. Al titolare ho chiesto come preferiva regolarsi per il pagamento..., mi ha risposto di non preoccuparmi che si regolerà con Georgij Sergeevic (mio suocero)..., al ché ho già capito che il parcheggio sarà in omaggio..., devo decisamente riservare una della bottiglie di grappa portate dall'Italia per l'amico Sergej e portargliene qualche altra anche la prossima volta che verremo qui. 

Ora non rimane che fare una copia delle foto fatte da Nataliya durante il viaggio e pubblicarne qualcuna. Lo farò a breve.


