CALCIO FEMMINILE: L'oro è Usa, il Brasile è stregato
La finale femminile dei Giochi va per la seconda volta consecutiva agli States: Brasile trascinato da un'inesauribile Marta ma sfortunatissimo. La vittoria arriva solo ai tempi supplementari con un bel diagonale di Carli Lloyd. E poi gli Usa si aggrappano al portiere dei miracoli, Hope Solo
...E allora non ci sono dubbi: l'oro per il Brasile nel calcio è davvero stregato e non solo per gli uomini, ma anche per le donne che per la seconda volta in due edizioni riescono ad arrivare a un soffio dalla fatidica impresa, sognandola, sfiorandola ma fallendola. Inesorabilmente.
Ancora una volta risultano fatali i tempi supplementari, proprio come quattro anni fa ad Atene, e ancora una volta risulta decisiva l'avversaria di sempre: la squadra degli Stati Uniti. Anche senza Mia Hamm e la trionfatrice di Atene Abby Wambach, ritirata la prima, infortunata la seconda, la storia non cambia. Il Team Usa si rivela solido, consistente, organizzato, non particolarmente spettacolare ma abile nel controllo del gioco. E anche fortunato al momento giusto.
Non è stata una bella partita: primo tempo molto contratto, con gli Stati Uniti appena un po' più ricchi di iniziativa e il Brasile molto attento e coperto. Un paio di affondi verso Tarpley e Hucles vengono intercettati efficacemente. E bisogna aspettare quasi 40' per vedere la prima vera palla gol con un affondo di Cristiane fermato con una grandiosa uscita da Hope Solo. E' il primo di una serie di miracoli del portiere americano: che continuerà a risultare deciso anche nel secondo tempo soprattutto su Marta, scatenata, ma anche molto isolata, nel tentativo di forzare il blocco della porta avversaria.
Con il passare dei minuti gli Usa lasciano al Brasile (e a Marta) le iniziative: e la partita si arrocca su un ovvio pareggio pur con qualche bella emozione e un paio di ottime occasioni. Incredibile quella respinta da Solo al 72' su una sassata di Marta che va via da fenomeno tra due avversarie e calcia verso l'angolo del primo palo in un lampo.
Si va ai tempi supplementari e il Brasile continua ad attaccare, inserendo forze fresche: ma proprio quando ti aspetti che sia il momento decisivo della seleçao femminile, arriva la rete del vantaggio americano. Palla ai venti metri che le brasiliane non allontanano con sufficiente cattiveria e Carli Lloyd, molto in ombra fino a quel momento, scocca un sinistro angolatissimo e preciso che si spegne nell'angolino, a pochi centimetri dalla punta delle dita di Barbara, forse un po' in ritardo.Un paradosso: ma è un gol simile (per indolenza difensiva) a quelli subiti dall'altro Brasile, quello di Ronaldinho, nella semifinale contro l'Argentina.
Marta se possibile fa ancora di più: affonda da tutte le parti a volte cercando in Cristiane un appoggio, più spesso da sola; e dimostra perché non solo può essere considerata la più forte del mondo oggi, ma forse una delle più forti di sempre. Il Brasile è sfortunato da una parte, con il pareggio sfiorato a più riprese tra una prodezza e l'altra di Hope Solo, e fortunato dall'altra con un palo che respinge clamorosamente la palla colpita da Carli Lloyd per il possibile 2-0.
Gli ultimi assalti della seleçao sono rabbiosi, incessanti: quasi con le lacrime agli occhi Marta e Cristiane continuano ad assaltare un fortino che non cede.
Per gli States del calcio femminile delle dilettanti e delle universitarie è il terzo oro olimpico, la quarta medaglia in quattro edizioni. Per il Brasile l'ennesima delusione che arriva dal calcio e che dimostra che il sortilegio c'è: e non vuole proprio dissolversi.
Natasha Kai in azione
Un contrasto tra Angela Hucles e Formiga
Le statunitensi festeggiano la vittoria
Calcio femminile: bronzo alla Germania
La Germania si aggiudica la medaglia di bronzo nel torneo di calcio femminile. Le tedesche si sono imposte per 2-0 nella finalina contro il Giappone grazie a una doppietta di Bajramaj, in gol al 69` e all`87`. Alle 15 ora italiana la finale per la medaglia d`oro, che vedra` opposte Stati Uniti e Brasile.