NOTIZIE CURIOSE


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Titolo: NOTIZIE CURIOSE
Torino, protagonista dell'episodio un pensionato di 70 anni: arrestato Picchia l'autista del bus e si mette alla guida

Il guidatore era sceso dal mezzo per rimuovere un ostacolo. «Avevo fretta», si è giustificato l'aggressore

TORINO - Che a Torino i lavori per le Olimpiadi (e i conseguenti problemi per il traffico) abbiamo infastidito molti cittadini del capoluogo piemontese, è un fatto indubbio. Ma un uomo di 70 anni è andato oltre: ha picchiato l'autista del bus sul quale si trovava e l'ha sostituito alla guida. Non riuscendo a tollerare che il guidatore del mezzo su cui viaggiava fosse sceso per rimuovere un ostacolo che ostruiva il passaggio, il passeggero ha preso a picchiare il conducente. Poi è risalito, si è messo alla guida ed è partito.
L'autista è però riuscito a salire sul mezzo in movimento, ha bloccato il folle e ha riprendere il controllo del suo pullman, che in quel momento (erano le 11 di mattina) si trovava in via Germagnano. Nel frattempo, una passeggera ha chiamato il 112 e poco dopo una pattuglia dei carabinieri della compagnia Oltre Dora ha intercettato il bus. L'aggressore, residente a Torino, è stato accompagnato in caserma e denunciato per violenza privata. «Avevo fretta e non potevo attendere di più», si è giustificato con i militari.

(Fonte Corriere della Sera)

Ultima modifica di morello il 11 Settembre 2007, 0:13, modificato 1 volta in totale
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Titolo:
[color=red:74d73525b8][size=18:74d73525b8][b:74d73525b8]Vibo Valentia: rapinano banca, ma trovano cassaforte vuota [/b:74d73525b8][/size:74d73525b8][/color:74d73525b8]

[b:74d73525b8]MONTEROSSO CALABRO (Vibo Valentia) -[/b:74d73525b8] Tentano una rapina in una banca di Monterosso Calabro, nel vibonese, ma trovano la cassaforte vuota perche' i soldi erano stati appena presi in consegna dal personale dell' agenzia portavalori. Per rabbia i banditi hanno preso a schiaffi l'impiegata presente in ufficio e sono fuggiti, abbandonando l'auto a pochi chilometri di distanza.

[i:74d73525b8](Fonte Corriere della Sera)[/i:74d73525b8]

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Titolo:
[size=18:7e7b7ae0ca][color=red:7e7b7ae0ca][b:7e7b7ae0ca]INTERNET: 'SEX.EU' E' IL DOMINIO PIU' RICHIESTO NELL'UE[/b:7e7b7ae0ca][/color:7e7b7ae0ca][/size:7e7b7ae0ca]

[b:7e7b7ae0ca]ANSA ROMA -[/b:7e7b7ae0ca] Si è aperta la gara per la registrazione dei domini Internet con suffisso in ".eu" (la nuova targa europea del web) e da una prima indagine emerge che il dominio più richiesto per i navigatori europei è "sex.eu". La procedura di registrazione, gestita da Eurid, l'associazione no-profit del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha messo in evidenza che le richieste su sex sono state 204; il secondo dominio più gettonato è stato hotel.eu con 108 richieste; seguono travel.eu con 85 e da jobs.eu con 83. Nei primi 15 minuti si sono registrate 40.503 persone, che sono diventate 80.000 nella prima mezz'ora. Le prime tre domande in ordine di arrivo riguardavano i domini: tickets.eu, job.eu, hotels.eu.

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Titolo:
[size=18:6ffe0d10c0][color=red:6ffe0d10c0][b:6ffe0d10c0]Violenza sessuale: marocchino rapito da coppia a fermata bus[/b:6ffe0d10c0][/color:6ffe0d10c0][/size:6ffe0d10c0]

[color=blue:6ffe0d10c0][b:6ffe0d10c0]Costretto con pistola a rapporto con donna, poi rapina[/b:6ffe0d10c0][/color:6ffe0d10c0]

[b:6ffe0d10c0](ANSAweb)-VENEZIA, 8 DIC-[/b:6ffe0d10c0] Costretto a salire su un'auto a soddisfare i desideri sessuali di una focosa signora sotto lo sguardo del presunto marito, che teneva in tasca una pistola, e quindi rapinato di un centinaio di euro. E' quanto ha denunciato ai carabinieri un extracomunitario di 23 anni, originario del Marocco in possesso di regolare permesso di soggiorno, dipendente di una cooperativa di servizi, abbordato dalla coppia, secondo il suo racconto, a una fermata dell'autobus a Santa Maria di Sala (Venezia). Invitato a entrare in auto e a appartarsi con la donna con la promessa di un compenso in denaro, il giovane avrebbe rifiutato e fatto segno di andarsene, ma sarebbe stato ''convinto'' a salire in auto dalla vista del calcio di una pistola addosso all'uomo.

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Titolo:
Lunedì 3 Ottobre 2005

[size=18:264986eb14][color=red:264986eb14][b:264986eb14]In auto con 3 prostitute,appiedato dalla moglie.[/b:264986eb14][/color:264986eb14][/size:264986eb14]

Un reggiano di mezza età (non dubiterete del sottoscritto :roll:) sabato notte è stato sorpreso in via Virgilio da una pattuglia della polizia municipale. L'uomo è stato multato perchè contravveniva all'ordinanza del sindaco, avendo in auto tre prostitute, ma durante il controllo dei documenti gli agenti si sono accorti che la vettura non aveva assicurazione e la patente era scaduta. Il mezzo è stato sequestrato, ma l'uomo indignato ha rifiutato di farsi chiamare un taxi. Ha chiamato invece la moglie per farsi venire a prendere, [b:264986eb14]la donna però arrivata alla Bruciata non ha creduto alle scuse del marito e lo ha lasciato a piedi[/b:264986eb14]. Il marito sosteneva che aveva smarrito la strada ed aveva chiesto informazioni alle tre prostitute,ma loro senza pensarci sopra due volte sono entrate in macchina. Il reggiano alla fine ha dovuto accettare il taxi chiamato dai vigili.(da trc notizie, 03/10/2005).

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Titolo:
[color=red:3710aeab96][size=18:3710aeab96][b:3710aeab96]Bologna: ruba centinaia di lamette al supermercato, arrestato [/b:3710aeab96][/size:3710aeab96][/color:3710aeab96]

Insolito colpo messo a segno in un supermercato di Ozzano Emilia, nel bolognese, dove un ladro seriale aveva come unico obiettivo le lamette da barba. E, in una sola giornata, era riuscito a trafugarne a centinaia per un valore di oltre 300 euro. Ma i suoi movimenti hanno insospettito gli uomini dei servizio di vigilanza che, chiamati i carabinieri, hanno smascherato l'originale malvivente: un cittadino di origine bulgara di 39 anni. L'uomo e' stato arrestato con l'accusa di furto aggravato ed e' stato condannato per direttissima a due mesi e 20 giorni di carcere.
[i:3710aeab96][b:3710aeab96](fonte corriere 16/12/05)[/b:3710aeab96][/i:3710aeab96]

Titolo: persa dentiera in campo
Campo inghiottisce dentiera arbitro
L'ha persa in Palermo-Brondby

Un curioso episodio ha caratterizzato la partita di Coppa Uefa Palermo-Brondby, giocata giovedì al Barbera. L'arbitro scozzese Stuart Dougal, dopo aver fischiato la fine del match, ha chiamato al suo fianco i due assistenti, poi si è rivolto a un paio di inservienti per farsi aiutare nella ricerca della sua dentiera, smarrita durante la gara. La ricerca, durata qualche minuto è risultata vana, per via del campo pesante.
(AFP)

E' costata cara la direzione di gara di Palermo-Brondby all'arbitro scozzese Stuart Dougal, che userà  la somma guadagnata per pagarsi in parte la protesi dentaria, persa nel corso della match, che ha visto i rosanero imporsi per 3-0 e ottenere il pass per i sedicesimi di finale. A fine gara il direttore di gara, coadiuvato dagli assistenti Alan Cunningham e Martin Crjans e da un paio di inservienti si è messo alla disperata ricerca della dentiera, senza alcun risultato. Dopo qualche minuto il gruppetto ha desistito. La protesi evidentemente è stata ingoiata dal terreno di gioco, molto allentato giovedì sera a causa delle piogge dei giorni scorsi. Anche per evitare brutte figure Dougal non ha fermato il gioco, concentrandosi sulla ricerca solo a fine gara.

Domenica il Palermo riceve il Livorno e non è escluso che il terreno di gioco "risputi" fuori la preziosa dentiera: se qualche giocatore la dovesse trovare mister Dougal ne sarà  felice, magari solo per una questione affettiva, anche se nel frattempo se ne sarà  fatta fare una sostitutiva.


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Titolo: A Birmingham Babbo Natale paga le multe
[b:0b0da242a0]Il Daily Telegraph: 14 automobilisti già  omaggiati dall'anonimo benefattore [/b:0b0da242a0]

[size=18:0b0da242a0][color=red:0b0da242a0][b:0b0da242a0]Trenta sterline in una busta sul parabrezza, accanto alla contravvenzione, con un biglietto: «Non farti rovinare la festa» [/b:0b0da242a0][/color:0b0da242a0][/size:0b0da242a0]

[b:0b0da242a0]BIRMINGHAN - [/b:0b0da242a0]«Non lasciare che questa multa guasti il tuo Natale. Ecco le 30 sterline per pagarla», firmato il Babbo Natale della contravvenzione. Sembra il copione di un film o di uno spot pervaso di buonismo natalizio e invece è quanto accaduto per davvero a Birminghan, in Inghilterra. Vera la storia, e soprattutto veri i soldi: l'equivalente di 45 euro sigillati in una busta depositata sul parabrezza dell'auto accanto alla multa. Secondo quanto riferisce la stampa britannica, l'anonimo benefattore ha già  fatto ritornare il sorriso a 14 automobilisti distratti. Una di questi, Caroline Howard, 27 anni ha raccontato al Daily Telegraph di essere tornata alla sua auto che aveva lasciata parcheggiata in una strada del centro e di aver trovato sul parabrezza una multa di 30 sterline per divieto di sosta una busta con dentro un biglietto natalizio e tre banconote da 10 sterline. Sul biglietto c'era scritto appunto: «Non lasciare che questa multa ti rovini il Natale. Ecco le 30 sterline per pagarla». Un portavoce di Control Plus, la compagnia che fa le multe per divieto di sosta, ha escluso che il misterioso Babbo Natale sia uno dei suoi guardiani. [i:0b0da242a0][b:0b0da242a0](Fonte Corriere della Sera)[/b:0b0da242a0][/i:0b0da242a0]

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Titolo:
[size=24:560bccc45d][color=red:560bccc45d][b:560bccc45d]Le notizie più pazze del 2005 [/b:560bccc45d][/color:560bccc45d][/size:560bccc45d]

[color=blue:560bccc45d][b:560bccc45d]Dagli squali presi ai pugni ai Babbi Natale teppisti, dai seni in vendita sul web ai pollici incastrati per eccesso di sms[/b:560bccc45d][/color:560bccc45d]

«Tutte le scene che vedrete in questo film sono vere e sempre riprese dal vero. Se spesso saranno scene amare è perchè molte cose sono amare su questa terra. D'altronde il dovere del cronista non è quello di addolcire la verità , ma di riferirla obiettivamente». Così cominciava Mondo Cane, un film-documentario di straordinario successo negli anni Sessanta, che figliò una vera e propria categoria di pellicola, i Mondo Movies. Il sensazionalismo di quei film oggi ci appare datato e ingenuo, ma le notizie bizzarre, lo "strano ma vero" da Settimana Enigmistica, le curiosità  buffe e spesso a lieto fine, ma anche le tragedie con risvolti involontariamente farseschi, continuano ad affascinare i lettori. Ecco una selezione di news non certo di primo piano, ma che nel 2005 sono riuscite a catturare l'attenzione dei lettori di Corriere.it, a volte anche più delle notizie "da prima pagina". L'ordine dalla ventesima alla prima è puramente soggettivo. Un clic sul titolo vi porterà  alla notizia estesa.

[size=24:560bccc45d][color=red:560bccc45d][b:560bccc45d]20[/b:560bccc45d][/color:560bccc45d][/size:560bccc45d]
[b:560bccc45d]Da Glasgow, a Miami: scollature generose offerte agli inserzionisti
Su eBay il dècolletè come spazio pubblicitario
Si va da 15 giorni a sei mesi. C'è chi affitta la scollatura per rifarsi il seno con l'introito. Ma il mercato non tira: offerte basse[/b:560bccc45d]
MILANO - Se gli uomini offrono la fronte, che cosa potranno offrire mai le donne come spazio pubblicitario? Alcune signore dalle forme generose hanno deciso di propore il loro dècolletè su eBay come spazio per inserzioni di qualunque tipo. Rispetto alle cifre raggiunte dalle fronti «affittate», arrivate anche oltre i 30 mila dollari, questo nuovo business sembra accontentarsi di cifre decisamente più amatoriali.
A GLASGOW - La più venale è una giovane di Glasgow, che affitta il suo seno per un periodo di 15 giorni: le offerte sono arrivate a 255 sterline (circa 380 euro). In cambio promette di mostrare l'inserzione, realizzata con un tatuaggio temporaneo, sulla parte superiore del petto («Quella che è legale mostrare», dice la signorina Angel Brammer, 27 anni di Greenock) per due settimane, in qualunque posto lei andrà  nonostante i rigori dell'inverno scozzese.
VOLANTINAGGIO - «Toolieboolie», invece, è una «ragazza qualunque» (come lei stessa si definisce) di Phoenix, Arizona, che affitta il dècolletè per pubblicità  che non siano «pornografiche o repellenti». La sua particolare offerta è rimasta però al momento senza acquirenti.
Più successo ha avuto Catherine Kunt, che propone un servizio completo: quattro settimane in cui si impegna a mostrare le proprie grazie adeguamente illustrate con gli slogan dell'inserzionista per 30 ore la settimana nella contea di Miami (in luoghi quali club, centri commerciali e stazioni della metro) e persino a distribuire materiale pubblicitario.
SENO RIFATTO - Ma c'è anche chi, come Natasha, dichiara più apertamente i suoi obiettivi: «Sono un transessuale che vuole farsi un impianto al seno. Vendo spazio sul mio dècolletè e l'offerta deve bastare a rifarmi il medesimo». Sono ben 6 i mesi di «affitto» e secondo Natasha sarebbe «un'ottima pubblicità  per un chirurgo estetico».
P. Ott.
28 gennaio 2005  [img:560bccc45d]http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/12_Dicembre/29/tet4--180x140.jpg[/img:560bccc45d]

[color=red:560bccc45d][size=24:560bccc45d][b:560bccc45d]19[/b:560bccc45d][/size:560bccc45d][/color:560bccc45d]

[b:560bccc45d]Impresa sportiva nel golfo di Bombay Bimba-pesce: a cinque anni nuota per 35 km Sainika Todankar, indiana, ha impiegato 11 ore e 40 minuti.
E' stato il suo allenatore a spingerla verso questo record  [/b:560bccc45d]
BOMBAY - Nome: Sainika Todankar. Età : cinque anni. Nazionalità : indiana. Particolarità : aver nuotato in mare per 35 km, in 11 ore e 40 minuti. Sainika è entrata in acqua nel golfo di Bombay, a Dharamtar creek, ed è arrivata fino alla Gataway of India.
Avvicinata al nuoto dai genitori la bimba indiana ha mostrato straordinarie doti e il suo allenatore si è convinto che Sainika sarebbe stato in grado di nuotare per lunghe distanze. «All'inizio sembrava uno scherzo ma poi ci siamo convinto che avrebbe potuto battare il record di nuoto su quella distanza e l'abbimo incoraggiata».
La piccola aveva già  fatto compiuto un'altra impresa prima di questo record: aveva raggiunto a nuoto Bombay partendo dall'isola di Elephanta, che si trova a 12 km. Ora i genitori di Sanika sperano che il mondo sportivo del paese si accorga di lei e provveda ai suoi allenamenti e alla sua educazione.
IL RIVALE - Nel nuoto sulle lunghe distanze in mare aperto, sempre in India, c'è un altro fenomeno. Si chiama Aditya Raut. E' un ragazzino di 11 anni e solo poche settimane fa è diventato il più giovane nuotatore a fare i 26 km dello stretto di Cook, in Nuova Zelanda.
Aditya ha iniziato a nuotare all'età  di quattro anni e tra le sue imprese vanta di aver compiuto il tragitto tra la Gateway of India e Dharamtar (lo stesso dove ha nuotato Sainika Todankar) sia all'andata che al ritorno, senza pause, coprendo i 70 km in 21 ore e 28 minuti.
21 marzo 2005

[img:560bccc45d]http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/03_Marzo/21/bimba1--140x180.jpg[/img:560bccc45d][b:560bccc45d]Sainika all'arrivo[/b:560bccc45d]

[size=24:560bccc45d][b:560bccc45d]18[/b:560bccc45d][/size:560bccc45d]

[b:560bccc45d]Rubano furgone con anziani dentro In Brasile furto alla casa di riposo, con inquilini compresi nel «bottino» per sbaglio. Undici su tredici liberati subito  [/b:560bccc45d]
RIO DE JANEIRO - Furto alla casa di riposo, con anziani compresi nel «bottino». Ma non si tratterebbe, almeno nelle intenzioni dei malviventi, di un rapimento, ma di uno scomodo sbaglio.
E' accaduto a Rio de Janeiro, dove due persone hanno rubato un furgone di una casa di riposo, con a bordo tredici anziani e un'accompagnatrice. I due sconosciuti, armati con pistole, hanno bloccato il mezzo a Ilha do Governador, nella metropoli brasiliana, e hanno fatto scendere l'autista, ma a causa dei vetri scuri non si sono resi conto sul momento che a bordo c'erano anche gli ospiti della casa di riposo. A un'anziana signora sulla sedia a rotelle, alla sua accompagnatrice e ad altri dieci persone in condizioni precarie di salute è stato concesso di scendere poco più in là , ma due malcapitati sono dovuti rimanere con i ladri, presumibilmente come ostaggi. La polizia ritiene che i malviventi possano essere gli autori di una rapina messa a segno in una banca del centro città . Il furgone è stato poi ritrovato abbandonato, assieme ad un' auto con fori di proiettili, ma dei ladri e dei loro ostaggi nessuna traccia.
29 dicembre 2005

[color=red:560bccc45d][size=24:560bccc45d][b:560bccc45d]17[/b:560bccc45d][/size:560bccc45d][/color:560bccc45d]

[b:560bccc45d]Auckland, Babbi Natale seminano il panico Quaranta persone con il tradizionale cappuccio rosso e bianco mettono «a ferro e fuoco» la città  e aggrediscono agenti: tre arresti [/b:560bccc45d]
AUCKLAND (NUOVA ZELANDA) - Attenzione, non fate leggere ai bambini questa notizia, potrebbe scioccarli. Per lo meno se credono alla favola di Babbo Natale. Il fatto è successo ad Auckland, la più grande città  della Nuova Zelanda. Quaranta persone vestite con il tradizionale cappuccio rosso e bianco, evidentemente ubriache, si sono scatenate rubando nei negozi, aggredendo gli uomini della sicurezza e urinando dai cavalcavia: tre di loro sono stati arrestati. La notizia è riportata dal New Zealand Herald, spiegando che lo strano gesto sarebbe una protesta contro il consumismo sfrenato che contagia tanta gente (chi può permetterselo) sotto le feste natalizie. L'organizzatore dell'evento, Alex Dyer, aveva avvertito: la dimostrazione si sarebbe fermata solo quando qualcuno fosse stato arrestato.
I SANTARCHY - La polizia ha riferito altri dettagli ameni: c'erano «Babbi» che lanciavano bottiglie di birra, uno ha cercato di scalare la cima d'ormeggio di una nave da crociera, altri erano impegnati nella distruzione di alberi di Natale. Nel caos una guardia è stata colpita al viso da un pugno. «Sono entrati, hanno detto "Buon Natale" e poi si sono serviti» ha detto all'Herald il commesso di un negozio. Il problema - riferisce un sergente - è stato riconoscere i Santa Claus «cattivi» da quelli buoni. In effetti in questi giorni il travestimento rosso e bianco non è proprio originale. L'Herald si dice convinto che in questa performance dissacrante ci sia lo zampino del gruppo chiamato Santarchy o SantaCon, movimento americano che da dieci anni organizza forme di protesta anti-natalizia, con spettacoli di strada e bevute collettive.
19 dicembre 2005

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Titolo:
[color=red:bb44a0ff7f][size=24:bb44a0ff7f][b:bb44a0ff7f]16[/b:bb44a0ff7f][/size:bb44a0ff7f][/color:bb44a0ff7f]

[b:bb44a0ff7f]La notizia sul quotidiano di Genova Secolo XIX
Troppi sms, pollice bloccato a una 14enne
Prima dolore, poi paralisi: arcano svelato dalla pediatra dopo che la ragazza ha ammesso di inviare 100 messaggi al giorno[/b:bb44a0ff7f]
GENOVA - Un pollice completamente bloccato con una seria infiammazione ai tendini dovuti all'invio di circa 100 sms al giorno con il proprio telefono cellulare: è accaduto a una quattordicenne di Savona, i cui genitori si sono rivolti a un pediatra non riuscendo a comprendere i motivi dei continui dolori al dito di cui si lamentava la bambina. Inizialmente il pediatra ha provato a interrogare la bambina su quali potessero essere le cause di un simile dolore: se l'impugnatura non corretta della penna, o della racchetta da tennis. Ma dopo un' attenta indagine, come rivela stamani il quotidiano genovese Il Secolo XIX, il medico ha capito che la causa del dolore era con ogni probabilità  da attribuire all'uso smodato del telefono cellulare, con cui la ragazza ha detto di inviare circa 100 sms al giorno ad amici e compagni di scuola. Il caso della quattordicenne savonese ricorda un episodio simile accaduto a un giovane genovese, finito al pronto soccorso con una dolorosa tendinite ai polsi causata dall' eccessivo uso della sua Playstation.
23 gennaio 2005

[color=red:bb44a0ff7f][size=24:bb44a0ff7f][b:bb44a0ff7f]15[/b:bb44a0ff7f][/size:bb44a0ff7f][/color:bb44a0ff7f]

[b:bb44a0ff7f]Brescia, il padre glielo aveva vietato dopo una discussione Scappa di casa per andare a scuola La ragazzina è fuggita dalla finestra. Il padre l'ha raggiunta e ha cercato di riportarla indietro a forza: salvata da due vigili  [/b:bb44a0ff7f]
BRESCIA - Il mondo alla rovescia: scappa di casa per andare a scuola, visto che il padre glielo aveva vietato per "punizione". E' successo a Brescia. La protagonista è una adolescente che, dopo essere stata aiutata dai compagni di classe e da una professoressa, si è rivolta alla polizia municipale. Il padre l'aveva rinchiusa in casa, impedendole di andare a a scuola, per punirla dopo una banale discussione. L'intraprendente ragazzina però è riuscita a fuggire, saltando da una finestra (a un piano basso) e raggiungendo la fermata dell'autobus. Nel frattempo, però, il padre si è accorto della fuga e, in moto, ha cercato di raggiungere la figlia.
Ma la ragazzina in fuga ha fatto in tempo a raggiungere la scuola. Lì è stata raggiunta dal genitore che, con la forza, ha cercato di riportare a casa la figlia. In soccorso della studentessa sono giunti i compagni di classe che, con l'aiuto di una professoressa, le hanno consentito di parlare con due vigili urbani di una pattuglia del nucleo motociclisti, impegnata nei servizi di controllo davanti alle scuole. Della vicenda è stata quindi informato il tribunale dei minori. La ragazza, nel frattempo, è stata portata da un parente.
17 maggio 2005

[color=red:bb44a0ff7f][size=24:bb44a0ff7f][b:bb44a0ff7f]14[/b:bb44a0ff7f][/size:bb44a0ff7f][/color:bb44a0ff7f]

[b:bb44a0ff7f]Spento il fuoco: eremita torna dopo 40 anni Salomone: Philip Uduota ha vissuto in una grotta dal '64 ma è tornato: non riusciva più ad accendere il focolare con i ramoscelli  [/b:bb44a0ff7f]
SYDNEY (AUSTRALIA) - Una vicenda al limite dell'incredibile. Aveva vissuto per 40 anni da eremita in una caverna nella giungla montagnosa di un'isola delle Salomone, nel Pacifico, ma raggiunta l'età  di 80 anni è stato costretto a tornare al suo villaggio perchè si era spento il fuoco che aveva mantenuto per sopravvivere. E non aveva più l'energia di riaccenderlo strofinando insieme dei ramoscelli.
LA STORIA - Lo riferisce la radio delle Salomone Sibc, che identifica l'uomo come Philip Uduota, dell'isola di Malaita. Uduota, che si era allontanato dal suo villaggio di Abalesi nel 1964 dopo un litigio con dei vicini, è sopravvissuto mangiando pesci e piccoli animali che catturava nella foresta, cuocendoli sul fuoco che lo teneva al caldo di notte. I suoi vestiti sono gradualmente caduti a pezzi, racconta l'emittente, lasciandolo con un semplice perizoma. Ma anche all'età  di 80 anni Uduota era felice. Finchè il fuoco non si è spento. Non riuscendo a riaccenderlo, in preda alla fame e al freddo, è tornato barcollando alla 'civiltà ', cioè al suo villaggio. All'inizio ha chiesto solo dei fiammiferi, ma i familiari dopo molte insistenze lo hanno convinto a restare.
04 giugno 2005

[size=24:bb44a0ff7f][color=red:bb44a0ff7f][b:bb44a0ff7f]13[/b:bb44a0ff7f][/color:bb44a0ff7f][/size:bb44a0ff7f]

[b:bb44a0ff7f]Guinness dei primati
Singhiozzando per una vita L' incredibile primato di Charles Osborne: un singulto ogni due secondi per 68 anni. Poi il singulto passa e lui muore, a 97 anni.  [/b:bb44a0ff7f]
DUBLINO (Irlanda) - Il Guinness dei primati - noto spin off di altrettanto noto birrificio irlandese - è il libro non religioso più venduto nel mondo, e la curiosità  per l'incredibile è la chiave del suo successo. Oggi la BBC dedica un servizio fotografico alle stranezze a sfondo medico, dal tumore più grande del mondo (137 kg. per una multicisti ovarica) al più grande calcolo renale (pesante 350 grammi per una larghezza di 12 centimetri).
IL SINGHIOZZO DELLA VITA - Tra i protagonisti indiscussi dell'ultima edizione del libro c'è sicuramente lo statunitense Charles Osborne entrato a farvi parte per aver avuto il più lungo attacco di singhiozzo mai registrato. Al signor Osborne il singhiozzo arrivò un giorno del lontanissimo 1922, mentre, nella sua tenuta nello Iowa, sollevava un maiale per portarlo al macello. Il singulto continuò, dapprima con un ritmo folle (40 colpi al minuto) poi più lentamente (20 colpi) fino al 1990. Avete letto bene: 68 anni di sussulti, da quando era presidente Warren Hardy fino a Bush padre e all'invasione del Kuwait; da prima che inventassero la bomba atomica a dopo le firme dei trattati di non proliferazione nucleare tra Usa e Urss.
430 MILIONI DI SUSSULTI - In questo interminabile periodo di tempo, ritmato dagli spasmi di Osborne, si stima che il malcapitato abbia sussultato 430 milioni di volte. Non si sa - purtroppo - per quale motivo abbia smesso. Si sa solo che un anno dopo l'ultimo singhiozzo Osborne è morto, alla bella età  di 97 anni. La cosa avrebbe dell'incredibile se non fosse per le rigide regole che determinano l'accettazione dei record e che non ammettono grossolani errori
Gabriele De Palma
29 dicembre 2005
[img:bb44a0ff7f]http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/12/28/sing--130x150.jpg[/img:bb44a0ff7f] [b:bb44a0ff7f]Charles Osborne (dal sito del Guinness dei primati)[/b:bb44a0ff7f]

[size=24:bb44a0ff7f][color=red:bb44a0ff7f][b:bb44a0ff7f]12[/b:bb44a0ff7f][/color:bb44a0ff7f][/size:bb44a0ff7f]

[b:bb44a0ff7f]Il «Rapex» sarà  commercializzato per combattere la violenza sessuale Preservativo anti-stupro in Sudafrica Indossato dalle donne, si incolla al pene del violentatore e si può levare solo con un intervento chirurgico  [/b:bb44a0ff7f]
CITTA' DEL CAPO -Una donna ha inventato un sistema per difendere le sue connazionali sudafricane dagli stupri, in un paese dove la violenza sessuale è un incubo in continuo aumento: ogni anno si verificano 50.000 casi, una cifra che molti esperti ritengono in realtà  quattro volte superiore. Il nuovo rimedio consiste in una specie di preservativo per "lei": si chiama «Rapex» e sarà  commercializzato a partire dal prossimo anno. «Finora non era stato fatto nulla per difendere le donne dagli stupri: ho pensato che fosse l'ora di intervenire», ha detto Sonette Ehlers, 57 anni, in occasione della presentazione di un prototipo del «Rapex»: un sorta di tampone che, una volta indossato, si incollerà  al pene del bruto di turno, consentendo la fuga della donna e costringendo il violentatore a correre ai ripari.
GLI STUPRATORI DOVRANNO ANDARE IN OSPEDALE - «Vi prometto che sarà  dolorosissimo. Lo stupratore dovrà  andare direttamente in ospedale», ha annunciato la Ehlersnel corso di una presentazione alla stampa, svoltasi in una località  turistica non lontana da Città  del Capo. Interamente in lattice ma con l'aggiunta di alcune setole irsute, il «Rapex» potrà  essere staccato dal membro maschile solo grazie a un intervento chirurgico.
POLEMICHE - Il «Rapex» non ha mancato di suscitare polemiche. «àˆ un aggeggio medievale e barbarico», hanno protestato alcuni critici. Potrebbe provocare danni ulteriori alle vittime delle violenze - ha spiegato Sam Waterhouse, responsabile dell'associazione «Crisi stupri» -, facendo infuriare lo stupratore.
01 settembre 2005
[img:bb44a0ff7f]http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/01/0IM3K9AR--180x140.jpg[/img:bb44a0ff7f] [b:bb44a0ff7f]Sonette Ehlers mostra la sua invenzione[/b:bb44a0ff7f]

morello
Titolo:
[size=24:0bd54f9a9a][color=red:0bd54f9a9a][b:0bd54f9a9a]11[/b:0bd54f9a9a][/color:0bd54f9a9a][/size:0bd54f9a9a]

[b:0bd54f9a9a]Ubriaco centra auto polizia, perde 33 punti Prima non si ferma all'alt, poi viene fotografato dall'autovelox per eccesso di velocità , infine si scontra con la vettura degli agenti  [/b:0bd54f9a9a]TERNI -Ha infilato una serie di infrazioni che gli sono costate un totale di 33 punti tolti dalla patente. Il provvedimento ha riguardato un giovane della provincia di Terni.
Poco prima delle tre di notte, una pattuglia della stradale ha intimato l' alt in una via di Terni ad un' Alfa 147, che invece di fermarsi si è allontanata a tutta velocità . Poco dopo, sul raccordo Terni-Orte, l' autovelox avrebbe immortalato la stessa auto ad una velocità  molto elevata. Poi, nei pressi di Narni scalo, la 147 è finita addosso ad una macchina (senza le insegne) della polstrada, scagliandola ad un centinaio di metri di distanza.
I due agenti che la occupavano guariranno in 20 giorni dalle ferite riportate. Illesi i due giovani a bordo dell' Alfa: sottoposto agli esami di rito, quello che guidava, un 25enne della provincia ternana, è risultato avere assunto sia alcol sia stupefacenti. Il cumulo delle varie infrazioni ha portato al totale di 33 punti decurtati dalla sua patente ed alla denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza.
16 agosto 2005

[size=24:0bd54f9a9a][color=red:0bd54f9a9a][b:0bd54f9a9a]10[/b:0bd54f9a9a][/color:0bd54f9a9a][/size:0bd54f9a9a]

[b:0bd54f9a9a]Si amano in chat, ma si scoprono marito e moglie
Con un'identità  fittizia e dicendosi non sposati si erano innamorati online. Al primo incontro l'amara scoperta[/b:0bd54f9a9a]
AMMAN - Un amore scoppiato in chat e finito con un divorzio. Una normale storia romantica dei tempi di Internet? Non proprio, visto che la passione era nata fra quelli che già  erano marito e moglie, ma che si spacciavano per liberi nella chat. Al primo incontro dal vivo, dopo tante scaramucce romantiche virtuali, la coppia è rimasta così scioccata da divorziare immediatamente. àˆ successo in Giordania, è la notizia è stata raccontata da Petra, l'agenzia ufficiale del Paese.
DIVORZIO - Lui si chiama Bakr Melhem, lei Sanaa. I due, separati dal lavoro per diversi mesi, decidono di vincere la noia e la solitudine entrando in una chat room per fare nuove conoscenze. Lui si spaccia per «Adnan». Lei per «Jamila» ("bella") e dice di essere una donna non sposata, colta, musulmana devota con l'hobby della lettura. L'amore sboccia fra i due e per mesi, in chat infuocate, i due si promettono una futura vita insieme. Decidono di incontrarsi di persona vicino al deposito dei bus di Zarqa, a nordest di Amman, la capitale giordana. Al momento del faccia a faccia, ecco la rivelazione-choc. Bakr sbianca e volto e urla in faccia alla moglie con tutta la voce che ha: «Sei divorziata, divorziata, divorziata», la tradizionale formula con cui l'uomo può ripudiare la moglie nella tradizione islamica. Lei sviene, ma prima di perdere i sensi grida all'ex consorte: «E tu sei un bugiardo».
09 febbraio 2005

[size=24:0bd54f9a9a][color=red:0bd54f9a9a][b:0bd54f9a9a]9[/b:0bd54f9a9a][/color:0bd54f9a9a][/size:0bd54f9a9a]

[b:0bd54f9a9a]Rivela alle mogli i flirt dei colleghi: licenziata La donna accusata di aver violato la privacy. Email sotto controllo e divieti a «socializzare»: così le aziende Usa scoraggiano l'adulterio  [/b:0bd54f9a9a]
WASHINGTON - Il mondo giornalistico, anzi l'intero mondo americano del lavoro, è in subbuglio a causa di un insolito caso: il New York Times avrebbe licenziato una delle sue migliori giornaliste per avere svelato alle mogli di due colleghi maschi che i mariti le avevano tradite. Il caso è eccezionale perchè di norma nelle aziende Usa è l'adultero a perdere il posto, non chi lo denuncia. Il nuovo caso, comunque sia, rilancia il dibattito in corso sui tradimenti coniugali in fabbrica e in ufficio, un fenomeno in crescita, come dimostrò il mese scorso Harry Stonecipher, presidente moralizzatore della Boeing, che intrecciò un rapporto extraconiugale con una manager della compagnia e che, per questo, fu licenziato in tronco.
A narrare la vicenda della giornalista è ora il Washington Post , una testata concorrente, che cita «fonti interne al New York Times ». La reporter licenziata è Susan Sachs, l'ex capo della redazione del giornale a Bagdad, in Iraq. La Sachs ha alle spalle una prestigiosa carriera di 32 anni, la maggior parte trascorsi in Russia e in Medioriente per Newsday , il quotidiano di Long Island. Secondo il Washington Post , durante i 18 mesi trascorsi a Bagdad la Sachs si sarebbe scontrata spesso con i colleghi. E quando ha appreso che due di loro avevano una relazione extraconiugale, avrebbe scritto una lettera alle mogli. Il New York Times l'ha trasferita a Istanbul e, dopo un'indagine interna, l'ha licenziata.
Non che nella vicenda sia tutto chiaro. Bill Keller, il direttore del New York Times , non commenta «perchè si tratta di questioni personali». E Susan Sachs non solo ha smentito le accuse, ma è anche ricorsa al sindacato, che le ha dato fiducia assistendola con un avvocato perchè venga reintegrata nell'incarico. La Sachs ha dichiarato al Washington Post che «le accuse sono completamente infondate, la mia onestà  non è mai stata messa in discussione, io sono innocente». E ha aggiunto di «avere superato a gonfie vele l'esame della macchina della verità Â». Anche a questo, infatti, si è sottoposta la giornalista pur di scagionarsi. Tutto inutile: il New York Times sarebbe venuto in possesso di una sua email decisamente «compromettente».
Lo scontro tra la giornalista, autrice del più importante reportage sulla cattura di Saddam Hussein, e i colleghi a Bagdad era di dominio pubblico: già  nel gennaio del 2004, l' Observer di New York riferì che la Sachs aveva protestato con il giornale perchè uno di loro portava la pistola, e che più tardi aveva preso l'abitudine di registrare tutto ciò che veniva detto alle riunioni di redazione. Non era nota, però, la storia delle lettere che, provengano o no da lei, interferiscono nella riservatezza dei colleghi e delle loro famiglie, e che sanno troppo di regolamento di conti. Sebbene non lo dica, è possibile dunque che il New York Times abbia voluto stabilire un precedente contro simili comportamenti.
Se così fosse, il quotidiano andrebbe contro corrente. Dai sondaggi, oltre un quinto dei dipendenti americani tradisce il coniuge sul lavoro e i due terzi delle aziende cercano di prevenire tali misfatti imponendo il «divieto di flirtare fra colleghi», o controllando email e telefonate interne.
Se non di licenziamento, l'adulterio con un compagno di fabbrica o di ufficio è al minimo causa di trasferimento in altra sede (quasi sempre peggiore o periferica) o di retrocessione. Nel caso della Boeing, per esempio, i funzionari devono firmare un codice di condotta che li impegna a non mettere la compagnia in imbarazzo: Harry Stonecipher fu licenziato perchè lo violò, mentre sarebbe toccato proprio a lui, per primo, «dare il buon esempio» al resto dell'azienda.
Come in politica - e lo confermò il Sexgate del presidente Clinton, cioè lo scandalo di Monica Lewinski - e come tra i militari - dove i rapporti amorosi con i commilitoni possono comportare l'espulsione dalle forze armate - così negli affari è sempre più richiesta la fedeltà  coniugale. Per commentatori come Richard Cohen del Washington Post , questo è «il trionfo del neopuritanesimo americano».
Quando scoppiò lo scandalo Stonecipher, Cohen scrisse che nessuna azienda ha il diritto di mettere il naso nella camera da letto dei suoi dipendenti, che in Europa queste questioni sono risolte con il buonsenso e concluse: «Non volerò più Boeing. Non volateci neanche voi». Ma la sua non sembra essere l'opinione prevalente. Dai sondaggi, il richiamo del flirt nel mondo del lavoro aumenta perchè aumenta il numero delle donne che ne fanno parte e, insieme, aumenta la loro emancipazione. Il fenomeno preoccupa la maggioranza cattolica che ha rieletto il presidente Bush. Dai sondaggi (che è presumibile pecchino per difetto) nel '90 un marito su cinque ammetteva di essere infedele, contro una moglie su dieci. Ma oggi la percentuale delle mogli è salita a una su sei. La reticenza del New York Times , già  scosso dal clamoroso caso di plagio e falso di una delle sue ex star, Jayson Blair, è dunque comprensibile: in ogni azienda paiono esserci amori da nascondere.
Ennio Caretto
10 aprile 2005

[size=24:0bd54f9a9a][color=red:0bd54f9a9a][b:0bd54f9a9a]8[/b:0bd54f9a9a][/color:0bd54f9a9a][/size:0bd54f9a9a]

[b:0bd54f9a9a]Muore per le troppe caramelle Patrice C, 55 anni, è deceduto per i danni dovuti al consumo di migliaia di «Ricola», la pastiglia svizzera senza zucchero  [/b:0bd54f9a9a]
PARIGI - E' morto per le caramelle. Una specie di overdose. Ne consumava chili. La sua droga erano le «Ricola», la caramella non zuccherata di produzione svizzera. Prima ha perso i denti e poi, per una serie di disturbi sopraggiunti, è morto, a 55 anni. Patrice C., aveva cominciato in vita una battaglia legale contro la ditta delle caramelle che lo stavano a suo parere uccidendo. Ora sono i suoi familiari ad accusare, in tribunale, i produttori delle Ricola. Non è ancora ben chiaro perchè la bulimia di Patrice C. per le pastiglie senza zucchero fosse arrivata a livelli patologici: per anni - aveva ammesso egli stesso - ne consumava fra un pacchetto e due al giorno (fra i 20 e i 40 confetti) nonostante sulla confezione in vendita sia scritto a chiare lettere che abusare del prodotto provoca disturbi come la dissenteria.
AVEVA SMESSO DI FUMARE - Sembra che l'uomo avesse smesso di fumare e cercasse di calmare il nervosismo masticando le pastiglie preferite. Comunque, l'avvocato della società  che distribuisce Ricola in Francia, Marc Staedelin, ha appurato che «Patrice C. ha mangiato fra i 600 e i 1.200 confetti al mese, cioè fra i 13,5 e i 27 chili in nove mesi». Periodo al termine del quale il masticatore folle aveva i denti fuori uso. Non per le carie, ma perchè - in reazione a qualche sostanza - i suoi molari erano diventati affilati come lame. Mangiava e si feriva, parlava e sanguinava: l'incubo è durato diversi mesi, durante i quali il dentista aveva presentato a Patrice C. un preventivo di 15.000 euro per rifare la dentatura. Ma intanto l'uomo si era ridotto ad alimentarsi con una cannuccia, assumendo solo cibi liquidi e dimagrendo a vista d'occhio. Dopo la sua morte, i familiari hanno proseguito la sua battaglia davanti alla giustizia, proprio come i parenti dei fumatori morti di cancro che hanno denunciato i fabbricanti di sigarette. Chiedono alla ditta svizzera 92.000 euro di danni e interessi.
04 giugno 2005

morello
Titolo:
[size=24:86c1c2ff63][color=red:86c1c2ff63][b:86c1c2ff63]7[/b:86c1c2ff63][/color:86c1c2ff63][/size:86c1c2ff63]

[b:86c1c2ff63]Portato in obitorio, si riprende: «E' vivo » Esperienza da incubo per un americano del Nord Carolina: investito da un'auto, il medico ha stilato il certificato di morte [/b:86c1c2ff63]
LOUISBURG (CAROLINA DEL NORD) - Dichiarato morto dopo un incidente stradale, era stato portato all'obitorio. Qui il colpo di scena: il giorno dopo lo schianto, il corpo ha mostrato segni di vita. Protagonista di questa esperienza da incubo è un diciannovenne americano, Larry Green: lo scorso 24 gennaio era uscito per acquistare della birra e mentre rincasava è stato investito da un'auto. Poi i primi soccorsi e la constatazione di morte. Il ragazzo è stato quindi portato all'obitorio. Ma dopo 21 ore dall'incidente, lo stesso medico che ne aveva constatato il decesso si accorge che il corpo della vittima mostra segni di vita. A questo punto è scattato il ricovero al Duke Hospital di Louisburg.
Ora Green è stato dimesso e continuerà  la riabilitazione in un centro specifico: è rimasto paralizzato e soffre di una grave lesione cerebrale. «I suoi progressi sono lenti ma promettenti» hanno detto i familiari «Ci riconosce quando lo chiamiamo o lo guardiamo».
Soltanto due dei quattro infermieri che hanno assistito il medico nell'errata constatazione di morte del paziente sono stati licenziati, mentre per quest'ultimo non è scattato alcun provvedimento.
14 marzo 2005

[img:86c1c2ff63]http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/03_Marzo/14/0125_green--180x140.jpg[/img:86c1c2ff63] [b:86c1c2ff63]Larry Green[/b:86c1c2ff63]

[b:86c1c2ff63][color=red:86c1c2ff63][size=24:86c1c2ff63]6[/size:86c1c2ff63][/color:86c1c2ff63][/b:86c1c2ff63]

[b:86c1c2ff63]Il postino che non suona mai è di Sassari Trovato con 350 chili di lettere: non la consegnava da 5 mesi  [/b:86c1c2ff63]SASSARI - Piras faceva il postino, ma da cinque mesi non consegnava più nessuna missiva. Si tratta di un giovane che i carabinieri di Sassari hanno arrestato, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni di disservizi. Anche le Poste italiane avevano avviato delle ricerche a causa delle lamentele: entrambi hanno riscontrato che la zona era quella servita da Piras. Il postino falsificava le firme sulle ricevute delle raccomandate che non consegnava e distruggeva gli originali.
E' stato preso dalla polizia durante il servizio: nell'auto aveva posta non consegnata da diversi mesi. In tutto, tra casa ed auto, sono stati trovati 350 chili di posta mai arrivata ai legittimi destinatari.
Secondo gli inquirenti Piras, incensurato e assunto dalle Poste italiane con contratto triennale che scadeva quest'anno, ricercava nella corrispondenza assegni e denaro: molte buste sono state trovate aperte. I carabinieri stanno svolgendo accertamenti con l'intento di verificare se il postino si sia aappropriato di alcuni dei valori spediti.
Piras ora è nel carcere di San Sebastiano di Sassari e per i reati che ha commesso rischia dai 3 ai 10 anni.
11 agosto 2005
[size=24:86c1c2ff63][b:86c1c2ff63][color=red:86c1c2ff63]
5[/color:86c1c2ff63][/b:86c1c2ff63][/size:86c1c2ff63]

[b:86c1c2ff63]E' accaduto a Valledoria, sulla costa nord della Sardegna Si salva da un incidente stradale. Poco dopo è colpito da un fulmine e muore Era in macchina con un suo amico. I carabinieri stanno accertando se ci siano eventuali responsabilità   [/b:86c1c2ff63]
Era scampato per miracolo a un incidente stradale. La sorte ha voluto che poco dopo fosse colpito da un fulmine. E' la triste storia di Cristian Dettori, giovane di 21 anni e il tragico epilogo è accaduto alle sette di questa mattina a Valledoria, sulla costa nord della Sardegna.
Il giovane viaggiava su un auto guidata da un suo amico e ad un tratto la vettura è volata fuori strada in località  Lu Beccu. I due ragazzi storditi, ma illesi, hanno chiamato i soccorsi. E' arrivato il carro attrezzi che ha caricato la macchina, ma al termine della manovra una scarica elettrica ha raggiunto il giovane Dettori. E' probabile che il contatto con alcuni fili elettrici sia stato fatale per il ragazzo di Tempio Pausania. I medici del 118 hanno cercato di rianimare il giovane, ma il suo cuore già  aveva cessato di battere. Sono intervenuti anche i carabinieri per accertare se ci siano responsabilità  dell'incidente
10 luglio 2005

[b:86c1c2ff63][color=red:86c1c2ff63][size=24:86c1c2ff63]4[/size:86c1c2ff63][/color:86c1c2ff63][/b:86c1c2ff63]

[b:86c1c2ff63]Il paracadute non apre, ma si salva lo stesso Miracolo in Arkansas per una 21enne.E in ospedale ha anche scoperto di essere incinta. Il feto sta bene Ha avuto fratture multiple, dopo quattro operazioni sta meglio. Il bimbo nascerà  a giugno [/b:86c1c2ff63]
NEW YORK - Stava facendo il suo primo lancio con il paracadute quando si è accorta che il suo "ombrello" non si sarebbe aperto. E' caduta a faccia in giù in un parcheggio, precipitando a oltre 80 chilometri orari. Ma non solo non è morta. Anzi, una volta in ospedale gli esami medici hanno accertato che la donna, 21 anni, è incinta. E, miracolo nel miracolo, il suo bambino vivrà .
L'INCIDENTE - Due mesi e quattro operazioni dopo quell'incidente, Shayna Richardson, 21 anni, ha incontrato i cronisti e ha raccontato che «il bambino si muove. Secondo le ecografie non ha danni alle braccia, alle gambe, la faccia è a posto e il cuore batte regolarmente. Insomma, Dio ha risparmiato me, ma anche ha risparmiato mio figlio». Poi la giovane ha raccontato l'incidente, avvenuto a Siloam Springs, in Arkansas: «Ho sentito un rumore e ho iniziato a ruotare. Non capivo il perchè». Richardson racconta di come ha provare a tagliare il suo primo paracadute e di aprire quello di riserva. Ma anche il paracaduta di riserva non si aprì completamente, facendo cadere a vite la ragazza a una velocità  molto elevata.
IL BIMBO - «Sto per morire, pensavo - ha detto la ragazza -. Sto per morire». Shayna non ricorda l'impatto nè i momenti successivi. Il suo bacino si fratturò in due punti, ebbe una gamba rotta, perse 6 denti e tuttora ha nel corpo 15 chiodi metallici. «I chirurghi mi hano aperto da orecchio a orecchio, per togliermi tutti le ossa sbriciolate e inserire delle placche metaliche». Durante le cure, i dottori hanno scoperta la gravidanza della giovane. «Non mi sarei buttata se avessi saputo». Il suo bambino verrà  alla luce a fine giugno. Nonostante l'incidente, la passione per il cielo non è passata per Shayna: «Ad agosto farò il mio prossimo lancio», ha ammesso.
P. Ott.
16 dicembre 2005

[img:86c1c2ff63]http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/12/15/0IRG9XKP--180x140.jpg[/img:86c1c2ff63] [b:86c1c2ff63]Shayna Richardson[/b:86c1c2ff63]

morello
Titolo:
[color=red:efd0cf8807][size=24:efd0cf8807][b:efd0cf8807]3[/b:efd0cf8807][/size:efd0cf8807][/color:efd0cf8807]

[b:efd0cf8807]Il «truffatore» aveva 18 anni
Egitto, la sposa alza il velo: è uno sposo Matrimonio con sopresa a Il Cairo. La promessa, in realtà , si chiamava Ahmed: condannato a 45 giorni di prigione [/b:efd0cf8807]
IL CAIRO - Un egiziano ha scoperto il giorno del suo matrimonio, poco prima di pronunciare il fatidico «sì», che la sua promessa sposa era in realtà¡ un ragazzo che si chiama Ahmed. Il volto della 'fidanzatà¡ era rimasto infatti accuratamente coperto dal velo islamico fino al giorno del matrimonio, e lo sposo era rimasto completamente all'oscuro della vera identità¡ sessuale della compagna. Lo riferiscono i quotidiani del Cairo.
La coppia era ormai sul punto di contrarre matrimonio, secondo il rituale islamico, allorchè tra gli invitati alla cerimonia si è diffuso un acceso brusìo, sentore di una malcelata inquietudine. Una donna ha quindi spezzato il vocìo, additando la sposa e dicendo quello che tutti pensavano ma che ancora stentavano a credere: è un uomo! Solo allora anche lo sposo, Tamer Shehata, 26 anni, ha scoperto che stava per impalmare un 18enne, che si chiama Ahmed Abo Zeid.
Ahmed ha spiegato alla polizia che più volte in passato ha pensato di sottoporsi all'operazione per cambiare sesso, da uomo a donna, lamentando però di non aver ancora trovato nessun medico disposto ad effettuarla. Il ragazzo ha inoltre confessato che avrebbe confessato tutta la verità¡ a Tamer, soltanto dopo le nozze, con la speranza che l'uomo l'avrebbe presa bene, continuando a riconoscerlo come sua sposa. Il 18enne è stato accusato di «dichiarazione dolosa» e condannato a 45 giorni di prigione.
21 dicembre 2005

[color=red:efd0cf8807][size=24:efd0cf8807][b:efd0cf8807]2[/b:efd0cf8807][/size:efd0cf8807][/color:efd0cf8807]

[b:efd0cf8807]Sfiorata una nuova tragedia di fronte alla penisola australiana
Eyre Si salva da uno squalo con i pugni Jake Heron, 40 anni, ha reagito all'attacco. Ricoverato in ospedale, è stato medicato per le ferite a un braccio e a una gamba  [/b:efd0cf8807]SYDNEY - L'australiano Jake Heron, 40 anni, si è salvato da uno squalo bianco di circa quattro metri che lo aveva attaccato, prendendolo a pugni. Heron stava facendo surf di fronte alla spiaggia della penisola di Eyre, dove si trovavano i due figli, che hanno assistito terrorizzati alla scena, fortunatamente conclusasi solo con ferite a un braccio e a una gamba. Lo squalo con un morso ha rotto la tavola di Heron e poi lo ha trascinato sott'acqua, ma il surfista è riuscito a liberarsi grazie a un sangue freddo fuori dal comune.
«Non ho visto arrivare lo squalo - ha raccontato Craig Materna, che si trovava su un altro surf vicino a Jake Heron - ma a un certo punto ho sentito Jake gridare e agitarsi nell'acqua mentre lo squalo lo trascinava sott'acqua. Poi l'ho visto tornate a galla e chiedere aiuto». Heron, che ha poi spiegato di aver colpito con i pugni lo squalo, è stato quindi soccorso da altri surfisti e trasportato in ospedale dove è stato medicato con 20 punti di sutura a un braccio e 40 a una gamba.


[img:efd0cf8807]http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/05/0IMBV1LA--140x180.jpg[/img:efd0cf8807] [b:efd0cf8807]Jake Heron in ospedale mostra il suo surf dopo l'attacco (Ansa) [/b:efd0cf8807]

[size=24:efd0cf8807][color=red:efd0cf8807][b:efd0cf8807]1[/b:efd0cf8807][/color:efd0cf8807][/size:efd0cf8807]

[b:efd0cf8807]Gregory Despres aveva con sè una sega elettrica, una spada, un coltello Killer passa la dogana Usa zuppo di sangue Dopo l'arresto del giovane, polemiche fra Canada, dove erano avvenuti gli omicidi, e Usa. I poliziotti: non violava i regolamenti [/b:efd0cf8807]
NEW YORK - Una sega elettrica insaguinata, una spada, un'accetta, un coltello e un tirapugni: Gregory Despres aveva con sè un armamentario degno del Faccia di cuoio dell'horror «Non aprite quella porta» ma nonostante questo è riuscito tranquillamente ad attraversare il confine tra Canada e Stati Uniti, alla faccia delle severe misure alle frontiere post 11 Settembre.
POLEMICHE - Il giovane, 22 anni, è stato lasciato entrare dal Canada: gli agenti della dogana gli hanno sequestrato gli oggetti e lo hanno lasciato passare, ma il giorno dopo hanno scoperto che aveva appena massacrato una coppia di anziani coniugi, come avrebbero potuto facilmente intuire dalla sega elettrica zuppa di sangue. La vicenda sta suscitando polemiche tra Usa e Canada. Risale al 25 aprile scorso ed è venuta alla luce a Boston, nell'ambito delle procedure per l'estradizione di Despres, che fu poi arrestato pochi giorni dopo in Massachusetts, mentre si aggirava a piedi su un'autostrada con gli abiti coperti di sangue.
GLI OMICIDI - Il 22enne è accusato dell'omicidio di Frederick Fulton, un musicista country di 74 anni e della moglie, uccisi nella loro abitazione a Minto, nel New Brunswick (Canada). L'uomo era stato decapitato, forse con la sega elettrica, mentre la donna è morta accoltellata. Quando Gregory Despres si è presentato alla frontiera con il Maine per entrare negli Usa, gli sono state prese le impronte digitali e confiscate le armi da taglio, come prevede la legge ma nessuno lo ha fermato. Il giovane ha il passaporto americano e non risultava ricercato. «Nessuno ci ha chiesto di arrestarlo - si è giustificato un portavoce delle autorità  di frontiera, Bill Anthony - e il fatto di essere un tipo strano non è una ragione sufficiente per buttare qualcuno in cella. Siamo in un paese governato da leggi e regolamenti, che non sono stati violati».
09 giugno 2005

[img:efd0cf8807]http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/06/08/0IHRQ4LP--180x140.jpg[/img:efd0cf8807] [b:efd0cf8807]Gregory Despres [/b:efd0cf8807]

morello
Titolo:
[size=24:2b5245b93e][color=red:2b5245b93e][b:2b5245b93e]ULTIMA DI OGGI[/b:2b5245b93e][/color:2b5245b93e][/size:2b5245b93e]

[b:2b5245b93e]Germania, smascherato dalla Bild.
L'uomo, 45 anni, ha imposto il battesimo ma i voti non li ha mai presi[/b:2b5245b93e]
[color=red:2b5245b93e][size=18:2b5245b93e][b:2b5245b93e]Falegname si finge prete per 20 anni
"Ha celebrato decine di matrimoni"[/b:2b5245b93e][/size:2b5245b93e][/color:2b5245b93e]
[color=blue:2b5245b93e][b:2b5245b93e]Conferenza tedesca valuterà  la validità  dei sacramenti impartiti [/b:2b5245b93e][/color:2b5245b93e]
[b:2b5245b93e]BERLINO -[/b:2b5245b93e] Ha indossato la tonaca per vent'anni, ma prete non lo è mai stato. Lo scandalo proprio nella patria del Papa, in quella Baviera che ha dato i natali a Benedetto XVI. Gerhard Ludwig Vilsmeier, 45 anni, non era un religioso ma un falegname. Nessuno se n'è mai accorto: ha esercitato nella parrocchie della Baviera, del Tirolo e a Berlino con piena soddisfazione dei parrocchiani. Fino a ieri, fino a quando il quotidiano Bild ha svelato la sua vera identità . Ai giornalisti, i conoscenti del falso prete hanno ammesso che fin da piccolo, "Gerhard aveva il desiderio di dedicarsi alla vita ecclesiastica".
L'uomo ha cominciato ad esercitare illegalmente il sacerdozio a 25 anni nella località  di Schwaz, in Tirolo, dove ha anche celebrato matrimoni. Dall'Austria il falso prete è passato in Baviera e successivamente a Berlino.
"La validità  dei sacramenti celebrati dovrà  essere esaminata caso per caso", secondo quanto ha detto la direttrice dell'ufficio stampa della conferenza episcopale tedesca Martina Hoehns. Le autorità  ecclesiastiche di Linz stanno intanto esaminando la possibilità  di una denuncia penale per abuso del titolo di sacerdote da parte del pio falegname che, nel frattempo, ha fatto perdere le proprie tracce.

[b:2b5245b93e](31 dicembre 2005 La Repubblica)[/b:2b5245b93e]

[img:2b5245b93e]http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/esteri/pretefinto/pretefinto/este_31150238_18400.jpg[/img:2b5245b93e] [b:2b5245b93e]Gerhard Ludwig Vilsmeier, 45 anni, per 20 finto prete [/b:2b5245b93e]

morello
Titolo:
[quote:2549d6c902="webmaster"]Beh. Conosco tanti preti che per 20 anni si sono finti falegnami quando bazzicavano la "Bergamo-Dalmine"  :wink:[/quote:2549d6c902]

Web per caso c'era anche un certo ONDA[b:2549d6c902]PRETE [/b:2549d6c902] :D vestito da angelo sulla Dalmine - BG

morello
Titolo:
[size=18:0ab9bbb350][color=red:0ab9bbb350][b:0ab9bbb350]Palermo: ex assistente universita' non e' mai andato al lavoro, stipendiato per 15 anni [/b:0ab9bbb350][/color:0ab9bbb350][/size:0ab9bbb350]

[b:0ab9bbb350]PALERMO -[/b:0ab9bbb350] Un ex assistente della Facolta' di Agraria di Palermo che percepiva regolarmente lo stipendio non sarebbe mai andato al lavoro ed e' risultato perennemente assente per 15 anni (dal 1987 al 2002). Citato in giudizio a risarcire 469.411 euro, pari agli stipendi riscossi, e' stato condannato dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti a risarcire all'Universita' 20 mila euro convertendo in pignoramento una parte del sequestro di beni gia' disposto lo scorso anno. La corte ha prima ridotto il sequestro conservativo a 115 mila euro, per l'avvenuta prescrizioni del periodo anteriore al 1999, poi ha riconosciuto che una gran parte della responsabilita' andava imputata a chi, all'interno dell'Universita', avrebbe dovuto vigilare. [i:0ab9bbb350](Fonte Corriere della Sera)[/i:0ab9bbb350]

Titolo:
Palermo, un ricercatore di Agraria, ritenendo di essere mobbizzato
non si è recato in istituto dal 1987 al 2002. Ma prendeva lo stipendio
Professore assenteista per 15 anni
Dovrà  risarcire l'Università 

PALERMO - Lo stipendio lo prendeva, ma al lavoro, per 15 anni, non c'è mai andato. Il professor V. G., ex assistente della Facoltà  di Agraria a Palermo, è risultato perennemente assente dal 1987 al 2002. Adesso, la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti lo ha condannato a risarcire all'Università  20 mila euro convertendo in pignoramento una parte del sequestro di beni già  disposto lo scorso anno.

Il procedimento contabile è scaturito da un esposto anonimo in cui qualcuno raccontava le gesta del ricercatore sempre assente. Qualcosa di vero doveva esserci, vista la decisione di condannarlo a risarcire almeno una parte dei 469.411 euro percepiti nei tre lustri che hanno preceduto il suo pensionamento.

I ricercatore aveva già  subito un sequestro conservativo per 320 mila euro, poi ridotto a 115 mila grazie al riconoscimento della prescrizione per il periodo anteriore al 1999. In sede di giudizio la Corte dei Conti ha respinto la tesi del difensore secondo cui il ricercatore sarebbe stato vittima di mobbing, ma ha ridotto la condanna da 115 mila a 20 mila euro riconoscendo che una gran parte della responsabilità  andava imputata a chi, all'interno dell'Università , avrebbe dovuto vigilare.

"Situazione invero surreale oltre che scandalosa - scrive nelle motivazioni della sentenza il relatore Pino Zingale - nella quale un docente si è potuto sottrarre per lunghissimo tempo, senza alcuna contestazione e senza alcuna sanzione, agli obblighi scientifici e didattici per i quali era retribuito".

I militari della Finanza, cui furono delegate le indagini, accertarono che il ricercatore universitario, assistente di ruolo in esaurimento presso il dipartimento di Scienze botaniche, era andato in pensione nel novembre del 2002 dopo aver presentato le dimissioni. Quanto al servizio prestato negli anni precedenti, le uniche tracce certe riguardavano il biennio 1985-86. Per il periodo successivo, invece, non risultava che avesse svolto alcuna attività  didattica o di ricerca, così come previsto per il suo ruolo di assistente.

Acquisite le testimonianze di ex presidi e docenti, in servizio dal 1986 in poi, nell'ottobre dello scorso anno il pm Salvatore Pilato lo aveva citato in giudizio per il danno causato all'Università .

(2 gennaio 2006)

morello
Titolo:
Rodolfetto mi copi le notizie  :D  :D  :D
Cmq sei stato più completo tu stavolta

Titolo:
[quote:bc03dd37b3="morello"]Rodolfetto mi copi le notizie  :D  :D  :D
Cmq sei stato più completo tu stavolta[/quote:bc03dd37b3]

eh eh eh

ma non ti copio le notizie, te le integro ;-)

Poka

Rodofetto

Titolo:
[quote:428addee93="Rodofetto"][quote:428addee93="morello"]Rodolfetto mi copi le notizie  :D  :D  :D
Cmq sei stato più completo tu stavolta[/quote:428addee93]

eh eh eh

ma non ti copio le notizie, te le integro ;-)

Poka

Rodofetto[/quote:428addee93]

tipico da professorino...ahahahah :-D

c69


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