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A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coccian
Autore Messaggio
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Messaggio A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coccian 
 
sto ascoltando una canzone che mi piace molto. e' "Margherita" di Riccardo Cocciante. pero' non riesco a capire chi e' questa Margherita? sua figlia?
 



 
Furba - ProfiloInvia Messaggio PrivatoGalleria Personale 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Furba ha scritto: [Visualizza Messaggio]
sto ascoltando una canzone che mi piace molto. e' "Margherita" di Riccardo Cocciante. pero' non riesco a capire chi e' questa Margherita? sua figlia?


Non sempre le belle canzoni d'amore hanno bisogno di un soggetto fisico per essere vera poesia. Eccoti la storia di come nacque l'album di cui "Margherita" e' la canzone piu' famosa. Come tutte le opere di vera intensita' dell'animo umano fu scritta di getto.

Nel 1976, Cocciante aveva già piazzato diversi buoni colpi i classifica. Si era fatto notare con “poesia”, aveva già sfondato con “Bella senz’anima”, aveva avuto grande successo con “L’alba” e “Quando finisce un amore”, ma quelle canzoni, in qualche modo avevano costruito un cliché. Un cliché nel quale lui, artista comunque di notevole spessore, sei sentiva maledettamente stretto . Cocciante l’arrabbiato, Cocciante quello che urla, quello che fa canzoni tutte uguali che partono piano piano e finiscono forte forte…
Tutto ciò era in parte vero, se pensiamo alle caratteristiche dei suoi brani da classifica, ma certamente non rappresentava tutto quello che Cocciante sentiva di essere (come avrebbe abbondantemente dimostrato nei decenni a venire). Per uscire da questa gabbia che rischiava di imprigionarlo definitivamente, il cantautore di Saigon, ricorse ad un’operazione che, sulla carta, gli avrebbe permesso di esprimersi compiutamente. Non una semplice raccolta di canzoni, ma un’opera complessa, dal tema unico, articolata in vari movimenti (i singoli brani). Negli anni ‘70, gli album  concept (così si chiamavano i lavori di questo tipo) erano abbastanza usuali. Soprattutto i gruppi di rock  progressivo che sentivano di non potersi esprimere compiutamente nei 4 minuti canonici di una singola canzone, adottavano quasi solo questa soluzione. Ma è pure evidente come sia molto più difficile scrivere un brano di 40 minuti piuttosto che uno di 4 e non a caso, moltissimi di questi dischi così concepiti risultarono prolissi, annacquati, con poche idee talmente diluite da scomparire nel nulla. Si trattava quindi di un’operazione che presentava i suoi rischi, ma alla quale Cocciante si accinse forte di alcune certezze. Intanto quella di essere un musicista in grado di scrivere musica piuttosto buona e quindi di poter gestire al meglio il lavoro, poi di avere con sè un paroliere con il quale era in perfetta sintonia (Marco Luberti), infine di avere assoldato, per “rivestire” la sua musica dei suoni migliori, uno dei più grandi arrangiatori in circolazione: l’ex Aphrodite’s Child Vangelis Papathanassiou.
Non è che i buoni presupposti facciano automaticamente un buon risultato (magari!), ma questa volta la ciambella riuscì proprio col buco.
“Concerto per Margherita”, al di là di qualche ridondanza e di qualche ingenuità, rappresenta tutt’ora uno dei momenti migliori della discografia italiana della metà degli anni ’70. Musicalmente è album molto vario (la qual cosa si deve alla bravura di Vangelis che seppe arricchire senza soffocare gli spartiti di Cocciante). Quasi non cantautorale – per questa ricchezza – se si pensa che fino a quel momento la produzione dei cantautori era tipicamente caratterizzata da una pochezza musicale quasi disarmante. Dal punto di vista letterario, accanto a qualche momento eccessivamente retorico, queste canzoni mettono in luce anche spunti di un certo livello poetico. A cominciare dalla canzone più famosa del disco che richiese una gestazione lunghissima ma che poi, sbloccatasi improvvisamente con l’ intuizione dei primi due versi (“io non posso stare fermo con le mani nelle mani / troppe cose devo fare prima che venga domani”) fu scritta di getto in poche ore. Infine va detto dell’interpretazione di Cocciante. Nel suo modo di cantare si fondono perfettamente certo gusto “teatrale” francese, magari anche eccessivo, con la tradizione melodica (e melodrammatica) italiana:due universi musicali, culturali e artistici che in lui avrebbero sempre convissuto. In “Concerto per Margherita” entrambi trovano il modo di esprimersi compiutamente prevalendo ora l’uno ora l’altro nella maniera più funzionale al brano da interpretare.
All’epoca il lavoro fu tacciato di commercialità (ovvio: vendette tantissimo!) la qual cosa non aveva una valenza precisamente positiva. Certo il lavoro era lontano dall’impegno politico e sociale dei cantautori quanto dalla violenza del punk che in quei tempi stava prendendo le mosse, ma la storia ha fatto giustizia, se è vero che Margherita è rimasta nell’immaginario collettivo, cosa che di tanti lavori del periodo certo non si può dire.
 



 
Ultima modifica di Ochopepa il 23 Settembre 2008, 12:31, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
wow. chapeau. sei proprio un intenditore della musica italiana:)
a me piu' delle altre piace un'altra sua canzone: E' passata una nuvola
pero' Margherita e' molto forte
 



 
Furba - ProfiloInvia Messaggio PrivatoGalleria Personale 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Furba ha scritto: [Visualizza Messaggio]
wow. chapeau. sei proprio un intenditore della musica italiana:)
a me piu' delle altre piace un'altra sua canzone: E' passata una nuvola
pero' Margherita e' molto forte


Non e' che so tutto a memoria, ne' conosco tutta la musica italiana (ho un amico che invece ne ha proprio la passione), ma delle cose che mi piacciono tengo un'estesa collezione di bookmarks che puntano alle varie risorse su Internet che mi interessano. Se tocchi un argomento che amo (e Cocciante mi piace tantissimo) posso velocemente integrare la mia memoria con le informazioni precise! Magia di Internet!

E poi (e temo lo abbiate gia' capito) sono un po' un fanatico della precisione....

 
 



 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
gia'  
 



 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Ochopepa mi inchino e ti sfido a scrivere cotanto trattato sul Guccia
 



 
ufficiofacce - ProfiloInvia Messaggio Privato 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Ochopepa ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Non sempre le belle canzoni d'amore hanno bisogno di un soggetto fisico per essere vera poesia.

Sì... ma alla fine questa "Margherita" chi era?
 



 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
ufficiofacce ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ochopepa mi inchino e ti sfido a scrivere cotanto trattato sul Guccia


Eh!! Mica facile!! Piu' di trent'anni di storia e ogni sua canzone ha un mondo di significati nascosti! Ripenso a Shomer Ma Mi-llailah che e' tratta dal Talmud ebraico!!

Comunque, per raccogliere, ma con umilta', il guanto della sfida ecco qua' gli inizi della carriera del Guccio:

Il primo gruppo vero e proprio in cui Guccini inizio' a suonare con continuita' era costituito, oltre a lui stesso, da Pier Farri, Victor Sogliani e altri due chitarristi. Il primo nome del gruppo era "Hurricanes", poi mutato in "Snakers". Il repertorio era costituito dai classici del rock, suonavano nei teatrini parrocchiali. L'unione con un altro gruppo modenese, i Marinos, dette origine al gruppo dei "Gatti", con un repertorio piu' ampio e qualche prima canzone di "produzione propria". Si parla degli anni 1958-61 (!!!!!!). Dall'unione di questo gruppo con il gruppo dei "Giovani Leoni" nacquero gli "Equipe 84", uno dei gruppi beat più popolari in Italia nella seconda metà degli anni '60. Guccini rimase fuori dalla prima stagione musicale di tale gruppo in quanto era sotto militare. Finita la leva, decise di non unirsi al gruppo per puntare seriamente sugli studi universitari. Nel frattempo pero' aveva iniziato per diletto a scrivere alcune canzoni che gli Equipe 84 vollero suonare. Tra le altre, Auschwitz, L'Antisociale, Il compleanno, La ballata degli annegati, Venerdì Santo (alcune uscite nei suoi dischi solo alcuni anni dopo). A seguire, Noi non ci saremo, Dio è morto, Noi, L'Atomica cinese, Per fare un uomo, Canzone per un'amica. E qui tra i suoi committenti si inserisce un altro gruppo appena nato che negli anni a seguire fara' la storia della musica italiana: i Nomadi, tra i quali un amico di Francesco, Dodo Veroli.

A quei tempi si faceva poco caso al nome dell'autore di una canzone, se a suonarla era poi un complesso, e al Guccio interessava solo avere qualche lira per sostenere i propri studi. Anche il primo accordo editoriale vero e proprio prevedeva che tutto quello che Guccini produceva fosse di loro esclusiva proprieta' e in cambio a lui andasse un compenso mensile (ottantamila lire, poi portate a cento e infine a duecento) che gli permetteva di risolvere senza problemi la sua vita universitaria. Questo e' il motivo per cui molte canzoni da lui scritte non portano il suo nome, ma quello dei componenti del gruppo degli Equipe 84 (le coppie Lunero-Vandelli e Pontiak-Verona). Ci fu anche una causa, negli anni a venire, in cui la vertenza sull'attribuzione delle canzoni in questione si chiuse con un accordo economico tra le parti. Dal punto di vista legale, quindi, alcune tra le più famose canzoni del Guccio portano ancora oggi quelle strane firme (molti pensano si tratti di nomi d'arte dello stesso Guccini). Per esempio Auschwitz porta la firma definitiva di Lunero (nome d'arte di Iler Pataccini) e Maurizio Vandelli!

Poi, sotto insistenza di Dodo Veroli e per la soddisfazione di poter dire "anch'io ho fatto un disco", venne Folk Beat n.1, ma erano ancora tempi in cui il Guccio sognava una carriera da insegnante o da ricercatore universitario. Non pensava di vendere, e non fece nessun tipo di promozione all'uscita del disco. E invece di li a due anni nasceva il mito con il suo vero nome!!
 



 
Ultima modifica di Ochopepa il 23 Settembre 2008, 23:58, modificato 2 volte in totale 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
luca ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ochopepa ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Non sempre le belle canzoni d'amore hanno bisogno di un soggetto fisico per essere vera poesia.

Sì... ma alla fine questa "Margherita" chi era?


Un'ideale, un sogno, una musa!!
 



 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
era la Thatcher..

bello Ochopepa il trattato sugli esordi!
 



 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Furba ha scritto: [Visualizza Messaggio]

pero' Margherita e' molto forte


Molto forte dici... mm

C'è solo una cosa che mi rattrista.....
mentre in Italia c'era Cocciante con "Margherita" nel resto del mondo i Black Sabbath, i Led Zeppelin' e quant altri nascevano e fondavano l'inizio di una nuova era musicale.

O fatt nunn è ch r'è, ma... p chè?  
 




____________
Riuscire ad essere sempre se stessi ... nonostante siamo Uno, Nessuno e Centomila!
 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Franceskovsky ha scritto: [Visualizza Messaggio]

Molto forte dici... mm

C'è solo una cosa che mi rattrista.....
mentre in Italia c'era Cocciante con "Margherita" nel resto del mondo i Black Sabbath, i Led Zeppelin' e quant altri nascevano e fondavano l'inizio di una nuova era musicale.

O fatt nunn è ch r'è, ma... p chè?  


Qua' ci sarebbe da aprire un discorso enorme solo su questa affermazione. La risposta sintetica e' che si tratta di una tipica considerazione all'italiana in dimostriamo di essere un po' provincialotti e soprattutto forse di non conoscere bene la nostra storia musicale.
In Italia come nel resto del mondo tra gli inizi degli anni '60 e la fine degli anni '80 sono nate ben piu' di una sola nuova era musicale. E sono nate con le caratteristiche dell'italianita', cosi' come quelle inglesi, americane, tedesche e si, anche russe (kino, leningrad e tanti altri) seguivano gli stimoli culturali e le passioni civili, politiche e sociali di quei decenni di fermento e cambiamento del mondo.
In Italia come nel resto del mondo abbiamo espresso sia gruppi importantissimi sia (e secondo me in modo particolare) una grande ricchezza di cantautori. E l'espressione musicale e' stata ricchissima e variegata sia sotto il profilo dell'impegno artistico (ricerca della musicalita', originalita' espressiva, cura della forma e del contenuto) sia sotto quello dell'impegno politico e sociale, cosi' come nella melodicita' in cui la musica italiana ha conosciuto pochissimi rivali al mondo.
 
Butto li pochi esempi, ma veramente il tema sarebbe immenso:

Camaleonti, Dik Dik, Pooh, Nomadi, Matia Bazar, Stadio fino ad arrivare a 99 posse, skiantos, MRC, Litfiba.... ma ce ne sono cosi' tanti!!
E i cantautori? Li non penso ci sia neanche da provare a fare esempi, li conosciamo tutti!
 



 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Sono d'accordo......Fabrizio De Andrè è molto più interessante e profondo di Bob Dylan, ma nel mondo conta solo l'inglese......
 



 
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luca ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sono d'accordo......Fabrizio De Andrè è molto più interessante e profondo di Bob Dylan, ma nel mondo conta solo l'inglese......


mi sembra che fosse wim wenders che dichiarò che per lui Bob Dylan è il De Andrè americano ...
 



 
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Furba ha scritto: [Visualizza Messaggio]
wow. chapeau. sei proprio un intenditore della musica italiana:)
a me piu' delle altre piace un'altra sua canzone: E' passata una nuvola
pero' Margherita e' molto forte


Se ti piace Cocciante, magari la conosci gia', ma ti consiglio vivamente "Sincerita'":

http://www.youtube.com/watch?v=DZlUGdQYtIU&feature=related
 



 
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1.  x Ochopepa
   La mia affermazione non era rivolta al talento o all'interpretazione artistica dei nostri cantanti.

La mia intenzione era quella di comunicare a Furba questo:

 "L'Italia degli anni '60 non ha avuto una vasta gamma di generi musicali, ma, bene o male, è sempre stato lo stesso genere soft, leggero e calmo."

Non sto parlando di doti artistiche. Sono Italiano, e amo la musica, tutta. Non posso non riconoscere la tanta esperienza di Pino Daniele, o il tanto entusiasmante coraggio nonchè simpatia di Renato Zero, o l'essere profondamente significativi di Battisti e De Andrè (che mi piace particolarmente), o la complessa bellezza di Battiato. Mi piacciono molto i testi e gli arrangiamenti di Caterina Caselli, Marcella Bella, Mia Martini, A. Venditti (grandissimo), Morandi, Celentano, Pupo, Mario Tessuto, Edoardo Vianello.
Anche questi sono stati (e sono) grandi personaggi. Ma nessuno di loro ha scritto una canzone diversa dal genere italiano di quel periodo. Anche in Inghilterra ci sono stati cantanti simili, e qualcuno ha avuto il coraggio di "roccheggiare" nonostante il rock non era il genere del momento, designando un'era diversa, e, come già detto, non solo una!

2. Non sono d'accordo con Luca (non me ne voglia!):
  Se uno fa una canzone in inglese, non è per rigettare la propria madrelingua, o perche predilige una lingua anziche un'altra.
  Il motivo è tutt'altro.
  Anche noi (io e il mio gruppo), scriviamo canzoni, alcune in italiano, altre in inglese. Perche? Semplice! Le canzoni che destiniamo ad un pubblico "limitato", cioè un pubblico parlante la lingua italiana e che comprende la stessa, vengono scritte in italiano proprio perche possano essere comprese da un normale ascoltatore italiano, e perche, forse, richiama l'attenzione su cose, fatti o aspetti che chi non è italiano difficilmente capirebbe. Ma, caso 2, se scriviamo una canzone in inglese, il discorso cambia. La canzone può essere ascoltata e capita da tutti, come in America, cosi in Cina, come in Spagna, cosi in Australia.  N. B.: la "musicalità" di una canzone è data dalle note, ma ciò che da il significato sono le parole e i concetti! Il modo in cui suoni uno strumento definisce il genere, ma canti entri nella mente e nel cuore della gente... se canti in italiano puoi colpirne 10, se canti in inglese puoi colpirne 10000.

P.S.
queste sono le mie opinioni.       
 




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Ultima modifica di Franceskovsky il 24 Settembre 2008, 17:17, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio Re: A Chi E' Dedicata "Margherita" Di Riccardo Coc 
 
Franceskovsky ha scritto: [Visualizza Messaggio]

1.  x Ochopepa
La mia intenzione era quella di comunicare a Furba questo:
 "L'Italia degli anni '60 non ha avuto una vasta gamma di generi musicali, ma, bene o male, è sempre stato lo stesso genere soft, leggero e calmo."
.................................................
Ma nessuno di loro ha scritto una canzone diversa dal genere italiano di quel periodo. Anche in Inghilterra ci sono stati cantanti simili, e qualcuno ha avuto il coraggio di "roccheggiare" nonostante il rock non era il genere del momento, designando un'era diversa, e, come già detto, non solo una!


France' France'!!!! Che cosa mi tocca leggere!!!! Non si puo' semplificare cosi'!!      
Innanzitutto non si puo' prescindere dal contesto storico. L'Italia in cui si affermano prima il Beat e poi il Rock (in tutte le loro sfumature) e' quella del dopoguerra, del boom economico ma anche della forte censura, dello scontro frontale tra Comunismo e Cattolicesimo e dei profondi squilibri tra le diverse regioni, della migrazione sud-nord... Non e' un terreno fertile per le novita'. Ce ne sono gia' troppe dal punto di vista sociale e politico.
Eppure le cose si muovono, i giovani vogliono essere diversi dagli adulti e la musica, sull'onda di quanto succede all'estero, ne diventa lo strumento.
In Italia e' una rivoluzione lenta ma avviene. E se e' vero che dal punto di vista dei gruppi, non ci sono grosse originalita' rispetto a i modelli importati, tuttavia lo strappo con il genere "soft, leggero, calmo" come lo chiami tu avviene, e in piu' riprese. Molte canzoni vennero censurate!! Spesso l'unico modo di "protestare" per i gruppi Beat e poi Rock italiani era il vestiario (ora vi spiegate perche' nei vecchi filmati i nostri primi rocchettari rasentano spesso l'assurdo nel vestiario!!??). E tuttavia, nel tempo la rivoluzione si compie. Una nota di rilievo viene anche dal fatto che, almeno il 90 per cento di moltissimi gruppi rock e progressive, dopo il primo disco, anche se di buona fattura, si sciogliessero irrimediabilmente e finissero nel dimenticatoio senza aver neppure raggiunto un minimo di celebrita'. Questo per le scarsissime vendite dei loro dischi a causa anche del marchio decisamente elitario di questa musica, e della totale incapacita' delle case discografiche a promuoverli adeguatamente. Quindi, Rock, Progressive, Jazz-Rock nascono e vivono e si caratterizzano anche italianamente. Gruppi come i Formula 3, i New Trolls, Balletto di Bronzo, Area, Perigeo, Napoli Centrale.
Il punk, infine, con la sua musica scarna, violenta e fracassatimpani, con la sua cultura nichilista dell' autodistruzione, spazzera' via dalla scena il pop-progressive ed il jazz-rock italico (anche se il jazz puro ed il jazz elettrico sopravviveranno). I nuovi gruppi che nascono nei primi anni '80 si chiamano CCCP, Litfiba, Frigidaire Tango. Altri gruppi italici e marcatamente rock emergeranno negli anni '90 e si creeranno attorno nutrite schiere di fans :  Afterhours, Negrita, Subsonica, Almamegretta, 99 Posse, Linea 77, ... ecc. ecc.
E questo per quanto riguarda i gruppi. Parallelamente ed intrecciata alla storia dei gruppi si avvia quella dei cantautori. Pochi oggi, soprattutto fra i giovani della Internet generation, secondo me si rendono conto della rivoluzione che Battisti prima di tutti realizzo' in Italia. I cantautori posero fine all'epoca delle cover (il riporto in italiano di singoli pezzi stranieri) e portarono all'affermazione del 33 giri sul 45 ed al passaggio dalla musica da ballo a quella d'ascolto. Oggi si puo' ridere e irridere alcune apparenti ingenuita' di quell'epoca, ma l'Italia degli anni '60 e '70 era ben lontana socialmente dall'Inghilterra e Stati Uniti dello stesso periodo.

E con questo la chiudo li, ma ci sarebbe da scrivere uno o piu' libri!!
 



 
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ufficiofacce ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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mi sembra che fosse wim wenders che dichiarò che per lui Bob Dylan è il De Andrè americano ...

.....dopo questa dichiarazione d'amore mi rimane più simpatico....
 



 
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