Chrys ha scritto: [Visualizza Messaggio]
skip to main | skip to sidebar
Ostpolitik: Francesco Rossi\
25 luglio 2009
LA SECONDA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE. (The second October revolution)*
L’autunno russo del 1993 fu caldo, anzi caldissimo. Dal punto di vista politico, intendo. Dal punto di vista meteorologico non so ma non credo. La Federazione russa muoveva i primi passi dopo il crollo sovietico. Se sul piano internazionale quei “passi” furono piuttosto incerti (si sarebbe iniziato a parlare di “interesse nazionale russo” solo nel 1996, con l’avvento agli Esteri di Primakov), sul piano interno la situazione apparve certamente complessa, nonostante la direzione intrapresa risultasse chiara. Ancor prima che venisse ammainata la bandiera rossa dal Cremlino, il Presidente della RSFSR (la Repubblica Socialista Federale Sovietica Russa) Boris Eltsin aveva già “scoperto le carte”: liberalizzazione, privatizzazione e stabilizzazione sarebbero state le nuove parole d’ordine. Insieme al suo staff (anzitutto Chubais, Gajdar, Burbulis, Shakraj), il presidente russo prese la sconcertante decisione di passare al mercato, rinviando al futuro la costruzione di nuove istituzioni politiche. Alla base vi erano motivazioni pratiche e filosofiche, alcune condivisibili, altre meno. Tuttavia, il risultato si sarebbe rivelato un totale sconvolgimento socio-economico: in Russia più che di “transizione” è opportuno parlare di vera e propria “rivoluzione”. Ma non è questo l’oggetto dell’articolo. Teniamo però a mente tali aspetti (ad es. dimezzamento in 5 anni del PIL, inflazione galoppante e massiccio impoverimento della popolazione), per comprendere pienamente gli eventi dell’Ottobre 1993.
Oltre a problemi economici e sociali Mosca dovette far fronte anche ad enormi problemi politici, il principale dei quali era la convivenza tra una Presidenza (antisovietica) dai confini ancora imprecisati ed un parlamento (Soviet Supremo) di derivazione, appunto, sovietica. In tale istituzione il dissenso verso Eltsin e la sua politica economica cresceva di pari passo col disagio della popolazione. Già nell’Aprile ’92 il Congresso dei Deputati del Popolo (che in realtà era una sorta di collegio elettorale per l’elezione del Soviet Supremo) aveva tentato di far scattare l’impeachment verso la politica economica di colui che, fino a Giugno, sarebbe stato anche Primo Ministro, il Presidente Boris Eltsin. Questi, dopo il crollo dell’URSS (31 Dicembre 1991), non si era premurato né di indire elezioni politiche, né di costruirsi una maggioranza parlamentare. Quello che si stava profilando era uno scontro istituzionale ai massimi livelli, uno scontro che presto avrebbe addirittura portato ad impugnare le armi.
Come già era avvenuto altre due volte, Eltsin convocò un referendum sulla sua Presidenza. Questa volta (Aprile 1993), tuttavia, aggiungendo anche un quesito sul gradimento verso la sua politica economica. Il risultato fu doppiamente positivo, anche se il secondo quesito riscosse solo il 53% dei favori. Per Eltsin il momento era propizio. Obiettivo: cercare di far redigere una nuova Costituzione, ovviamente presidenziale. L’opposizione però rifiutò di entrare nella Commissione istituita a tal fine ed anzi chiese che la Costituzione fosse redatta dal Congresso dei Deputati del Popolo (eletto direttamente dalla popolazione sin dal Marzo 1990), il quale convocò subito un referendum su di un testo costituzionale già elaborato. La risposta di Eltsin non si fece attendere: il Congresso venne immediatamente sciolto. Ruckoj, eroe della guerra in Afghanistan un tempo molto vicino a Eltsin, dichiarò lo stesso Eltsin decaduto. Immediatamente il Soviet Supremo nominò Ruckoj Presidente della Russia.
Inutile fu il tentativo di mediazione del Patriarca Aleksej II: Ruckoj e Chasbulatov (un ceceno, presidente del Soviet Supremo) convocarono una manifestazione di protesta contro Eltsin (Ottobre 1993) che ben presto si trasformò in un tentativo d' impadronirsi della torre di Ostankino, il centro radiotelevisivo di Stato. Si arrivò allo scontro armato. Unità fedeli a Eltsin aprirono il fuoco contro la Casa Bianca (il Soviet Supremo), dove si era rifugiata una parte consistente degli insorti. Vi furono più di 100 morti, mentre Ruckoj e Chasbulatov vennero arrestati.
La lotta tra il presidente ed il parlamento veniva vinta dal primo. In Dicembre un referendum avrebbe approvato (58%) una costituzione fortemente presidenzialista, elaborata dalla Commissione nominata da Eltsin. Il potere del presidente russo venne così “eternizzato”. Chi ha rimproverato a Putin eccessi di presidenzialismo doveva (e deve) tenere a mente che, in realtà, il “peccato originale” fu di Eltsin.
L’opinione pubblica rimase ai margini della vicenda, fortemente sconvolta dai costi della transizione/rivoluzione. Le conseguenze si fecero però sentire nelle elezioni di Dicembre, dove avrebbe prevalso l’astensionismo e la sfiducia verso la “politica”.
Nel mondo, soprattutto in Occidente, si tirò un sospiro di sollievo. Erano molti, tra gli oppositori di Eltsin, i conservatori nostalgici. A colpi di cannone, ma la democrazia in Russia sembrava salva. Lo stesso Eltsin scioglieva i dubbi sulla sua “fedeltà democratica”, dubbi che, comunque, in alcuni ambienti occidentali, continuavano a permanere. D’altronde era stato lo stesso Eltsin a far saltare letteralmente in aria (1975) la residenza zarista di Ekaterinburg, nell’ambito del progetto comunista di “rimozione della Storia”. In fondo, quelle cannonate contro il parlamento rappresentavano un segnale significativo: con Eltsin non si “tornava indietro”.
*[In realtà la rivoluzione bolscevica del 1917 datava Novembre, Ottobre secondo il calendario russo non ancora convertito nel calendario gregoriano. Il passaggio dal primo al secondo sarebbe avvenuto l'anno successivo]
Pubblicato da Francesco Rossi a 18:08
Etichette: Federazione russa
Soldati che si arrendono a eltsin e i suoi sgherri dopo il sanguinoso scontro a fuoco (almeno 100 morti secondo le stime ufficiali).
Dopo quel giorno la Russia cadrà in una spirale negativa, andrà sempre più verso il basso!
Insomma, in Russia si stava meglio quando si stava peggio!
YouTube Link


















