Nel 2013 nella riserva naturale di Sajano-Šušenski compariranno i primi percorsi turistici. Al momento il territorio è chiuso ai visitatori; si tratta di una regione della Siberia meridionale di difficile accesso, dove la natura si è conservata in un aspetto selvaggio e immutato.
Panorami pittoreschi e clima unico hanno regalato a questo luogo la gloria di “Svizzera della Siberia”. Il corrispondente de “La Voce della Russia” ha visto con i propri occhi questo angolo unico della Terra, durante un viaggio di lavoro organizzato dalla Società Geografica Russa.
Azzurre montagne rocciose, con punti coperti da un tappeto di taiga di larici e cedri, uno dei fiumi più grandi della Siberia, lo Enisej. È il regno delle piante, degli animali e degli uccelli rari. Si possono incontrare uomini solo nei luoghi di frontiera. Una, due piccole case di legno in cui vivono e lavorano i collaboratori della riserva. Il loro scopo è di preservare l’unicità del complesso naturale. L’ispettore Leonid Verjasov, che assieme alla moglie Natalja fa da custode al territorio da oltre 15 anni, dice che la minaccia maggiore è rappresenta dai bracconieri.
Ci sono molti casi. Sono stati arrestati con armi illegali, mentre pescavano illegalmente. Ma qui vengono soprattutto per dare la caccia agli animali. Lottiamo contro queste cose. Arrivano persone che vogliono sparare per piacere e poi preparare degli spiedini.
Questi sono luoghi silenziosi, non ci sono né televisione, né radio, i telefoni non funzionano. Per comunicare si possono usare solo radiotrasmettitori, che funzionano a decine di chilometri di distanza. Il territorio del Sajan occidentale è un angolo vergine della Russia, che si differenzia da tutte le altre regioni. La sua ricchezza più grande è la diversità biologica e paesaggistica, dice il direttore della riserva Gennadij Kiselev.
Si pensi agli ungulati che vivono qui. Ad esempio, la capra di montagna siberiana è un esemplare raro. Ci sono molti cervi, caprioli, daini, cinghiali. Tra i predatori, lupi, orsi, leopardi delle nevi, linci. È un posto unico, in cui vivono tre specie di gatti selvaggi in un unico territorio. Tutto questo contribuisce a fare la ricchezza della riserva. È un modello di natura che bisogna preservare per le generazioni successive, per tutta la popolazione mondiale.
Per la prima volta nella storia della riserva, fondata negli anni ‘70 del secolo scorso, verranno creati, nel suo territorio, dei centri turistici. Sono stati elaborati dei progetti pilota per lo sviluppo di un turismo ecologico. Il Ministero della Natura russo devolverà i fondi necessari alla costruzione delle infrastrutture necessarie. Pensando alle persone, non si devono però dimenticare gli animali che abitano quei luoghi e in che modo si possa essere attenti alla natura, osserva il direttore della riserva.
Non si pensa ad un turismo di massa. Dovrà essere dosato, fatto per piccoli gruppi. I percorsi non dovranno recare danno alla natura e turbare il clima del luogo, fare in modo di creare minor disturbo possibile.
Già a partire dal 2013 potranno arrivare i primi visitatori nei posti di frontiera. Qui si costruiranno dei comodi cottage in legno. Presto ci sarà un sentiero ecologico, un percorso speciale per il turismo scientifico. Si sta già pensando a come risolvere il problema dei rifiuti. Qui non ci sono strade, dunque sarà necessario avere dei serbatoi di raccolta che d’inverno verranno portati via con veicoli da neve. Secondo le parole del direttore della riserva, all’estero si è manifestato un grande interesse verso il progetto, soprattutto in Finlandia, Svezia, Norvegia, Canada e Stati Uniti. È ovvio, non ci sono altrove grandi riserve naturali come in Russia, sottolinea Gennadij Kiselev. Parliamo di 400 mila ettari.
Qui da noi ampiezza, volume, dimensioni sono tutta un’altra cosa. Sono stato in Australia. Lì c’è una sola montagna, ma hanno saputo promuoverla così bene che giungono su questa montagna nel deserto centrale dell’Australia visitatori da ogni parte del mondo. Hanno costruito un aeroporto e un’intera città di servizi: ora c’è un flusso di turisti. Fanno pubblicità. Faremo anche questo: cercare di attirare i turisti russi e quelli stranieri.
Il nostro scopo, sottolinea il direttore, è di fare in modo che gli uomini inizino ad approcciare la natura in modo differente, sperimentino la fragilità e la bellezza della terra siberiana.
Chi è stato almeno una volta nella riserva di Sajano-Šušenski, vorrà di sicuro ritornare.
http://italian.ruvr.ru/2012_09_13/88154962/












Sagrado (GO)

