gandalf ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Magari una web-cam può aiutare a capire
chi hai davanti.
Pakà, gandalf
Ragazzi, a proposito di chat e Internet vi voglio raccontare cosa mi è successo un quattro anni fa.
Conosco in chat una ragazza belga di nome S. e comincio una lunga serie di messaggi.
La storia si fa ogni giorno più interessante, la persona è acuta e sensibile e sportiva.
Dopo un po’ cominciamo anche a parlarci e ad accendere la webcam ed a questo punto rimango letteralmente senza fiato poiché S. a 37 anni è una donna bellissima con un fisico incredibile ed apparentemente con una 5° misura.
La sua voce è molto profonda, so che fuma molto e questo non la aiuta certamente.
Successivamente mi manda delle foto veramente da svenimento, con lei in una succnta maglietta e short mentre fa ginnastica, con uno splendido vestito da sera con un decoltè da paura, ecc.
Dopo 3 mesi decidiamo di incontrarci durante un weekend da lei in Belgio a Liegi.
La cosa sinceramente l’avevo studiata con cura poiché lavorando per un’azienda francese sono spesso nel nord della Francia ai confini con il Belgio e quindi ho concretizzato la possibilità di andare a trovarla.
Conveniamo di telefonarci venerdì per gli ultimi dettagli poiché lei sarebbe venuta a prendermi in stazione visto che io avevo prenotato il TGV.
Venerdì mattina nella pausa di pranzo la chiamo e lei gentile mi conferma la sua disponibilità a venire in stazione e poi mi chiede come voglio che si vesta.
Strana domanda, sinceramente nessuna donna mi ha mai chiesto al primo appuntamento come vestirsi.
La cosa ha dimostrato un’estrema attenzione nei miei confronti così pure l’intenzione di farmi piacere, di accogliermi al meglio.
Rimango interdetto e le rispondo che ci avrei pensato su e che in serata l’avrei richiamata per darle la buona notte ed avrei risposto alla sua delicata domanda.
Passo la sera con due colleghi ed amici (o presunti tali) tali Jean-François e Philippe a cui spiego pieno di eccitazione la situazione che sto per vivere e mostro pure le foto del gran tocco di gnocca, e racconto della sua intonazione di voce e pure della domanda a proposito del vestito.
I due si guardano, ridacchiano e poi mi rispondono che loro le direbbero di mettersi dei jeans stretti stretti, così alla stazione avrei avuto moto “a prima vista” di capire se la mia lei era veramente una “lei” oppure se stavo per finire in una storia tipo la canzone di Fabio Concato “Omaggio a James Dean…”.
Rispondo loro che per essere degli amici sono anche un po’ cornuti, ridacchio e stringo i denti.
Finiamo la serata ed il dubbio instillatomi da due fetentoni si insinua.
Ci salutiamo ed io sulla strada di ritorno all’albergo telefono a S. e le dico di mettersi dei jeans stretti stretti…
Lei accetta anche se mi confessa che avrebbe pensato che fossi più propenso alla gonna, magari mini.
Sinceramente non dormo tutta la notte e pure il giorno dopo in treno ho meditato sulla mia dabbenaggine e su cime avessi mai potuto pensare che non fosse tutto uno “spiacevole equivoco” come ipotizzato dai due fetentoni, comunque ormai ero sul treno, la giornata era bella e Liegi non l’avevo mai vista quindi tanto valeva rischiare e scoprire la verità e magari poi scappare via di fronte all’ “imprevisto”, all’”imponderabile”, alla triste realtà…
Penso che quel giorno il TGV abbia impiegato circa mille anni per arrivare a Liegi ma alla fine sono la, scendo dal treno e arrivo vicino a S., lei mi guarda negli occhi e sorride, anch’io la guardo, prima un po’ più in basso, e poi rincuorato la saluto teneramente, felice di essere arrivato fino in fondo al mio viaggio alla faccia dei due fetentoni iettatori.
La settimana seguente ho mostrato le foto di Liegi a J-F e Philippe.
Morale della favola: a volte una webcam non basta, bisogna avere la forza di arrivare sino in fondo.
Enzo