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Roma, 29 gen. (Apcom) -
Sono ore di attesa quelle che sta vivendo la Polonia al confine orientale, bloccato ormai da giorni da centinaia di tir che protestano contro lo sciopero indetto dai funzionari delle dogane. Ieri, il premier Donald Tusk si è recato personalmente ad uno dei principali snodi alla frontiera con la Bielorussia - Biala Podlaska - per convincere i funzionari a tornare al lavoro e promettendo loro di metter mano ai Servizi doganieri e di aumentare lo stipendio di 500 zloty (138,1 euro). Gli scioperanti sembrano soddisfatti e presto la situazione potrebbe tornare alla normalità. Ci vorranno comunque un paio di giorni per smaltire le lunghe file createsi ai valichi. Sempre che gli autotrasportatori non decidano di continuare ad oltranza il blocco.
Intanto, però, si inizia a fare il conto dei danni causati dalla protesta. Gli esperti stimano perdite nell'ordine di decine di milioni di zloty. Le imprese polacche chiederanno al ministero delle Finanze risarcimenti per 100 milioni di euro.
Ma l'assedio al confine orientale polacco, si legga pure dell'Ue, sta assumendo un carattere internazionale. La Bielorussia ha già iniziato a scagliarsi contro Bruxelles, accusandola di "non aver adottato misure adeguate per far tornare la situazione alla normalità".
Lenin
"Le perdite per l'economia bielorussa ammontano a decine di milioni di dollari", ha detto Siergiej Niegriej del ministero dei Trasporti di Minsk all'agenzia Interfax. Il governo Bielorusso potrebbe anche decidere di ricorrere alla Corte internazionale per chiedere all'Ue l'indennizzo. Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski è stato richiamato d'urgenza in patria da una visita a Bruxelles per conferire con il presidente Lech Kaczynski sull'evolversi della situazione. Oggi, Sikorski volerà a Kiev. Al centro dei colloqui, neanche a dirlo, il blocco del confine.
Tutti gli occhi sono puntati ora su Tusk. Gli autotrasportatori attendono esasperati le mosse del governo. Ieri l'ultimatum: se entro quest'oggi le autorità non faranno il necessario per tornare alla normalità ai valichi di frontiera, marceranno su Varsavia.
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