«Жар-Птица» o «L’Uccello di Fuoco» come lo traducono, nella lingua russa ha il genere femminile perché “ptìza” è una parola femminile. «Zhar-Ptìza» non è la Fenice. In russo la Fenice si chiama «Ptìza Fenix» («Птица-Феникс»). Ma è un’altra fiaba, araba. La parola «Жар» («Zhar») vuol dire “il calore”, ma questa parola ha anche il significato di “l’ardore” o anche “la passione”.
In questo titolo dell’uccello fiabesco c’è un senso figurato. Se noi traduciamo «L’Uccello di Fuoco» dall’italiano al russo, otteniamo «Огненная Птица», cioè un’altra cosa. Forse si potrebbe anche dire che in Russia l'Uccello di Fuoco è anche chiamato "Uccello della felicità", ed è un simbolo molto diffuso e presente in molte case, di solito fatto di legno di betulla e appeso con un filo in modo che stia sospeso in casa, da qualche parte.
Non di meno scriverò «L’Uccello di Fuoco» come è costumato nella lingua italiana. Allora «L’Uccello di Fuoco» si incontra in molte fiabe russe. Di solito un Principe caccia l’Uccello nel bosco o nel campo e lo acchiappa, o riesce a strappargli una penna.
Di solito acchiappare l’Uccello, trovare o acquistare una sua penna significa raggiungere la felicità. Ad ogni russo subito viene in mente la fiaba di Pavel Jershòv «Il Cavallino Gobbo» («Конёк-Горбунок») in cui Emelja acchiappò proprio una penna. Ma esiste una fiaba popolare che si chiama «L’Uccello di Fuoco» con un altro soggetto. Qui val la pena di ascoltare la voce possente del nostro Luca e di rigirare il discorso alla musica.
Igor Fiodorovich Stravinskij, il compositore russo, l’allievo e il “figliol prodigo” di Nikolaj Rìmskij-Kòrsakov, nel suo periodo giovanile fece alcuni balletti sui soggetti fiabeschi russi per la compagnia di “Stagioni Russe a Parigi” di Serghej Diàghilev. Fra i quali c’è il balletto «L’Uccello di Fuoco» cioè «Жар-Птица». Il balletto dura 45 minuti e richiede un'orchestra sinfonica completa. Del resto dopo, Stravìnskij ne ha tratto numerose suite e riduzioni. La musica è brillante e affascinante, cento per cento fiabesca. Stravinskij era molto furbo, in quanto usò il 90 per cento delle melodie e delle canzoni russe popolare trasformandole in forma orchestrale. Ogni russo anche lontano dalla musica classica sentendo quella musica, riconosce subito le melodie. Il fatto è che il padre di Igor Stravinskij era un famosissimo basso del Teatro Imperiale “Mariinskij”, Fiodor Stravìnskij, ed eseguiva anche molte canzoni popolari. Igor da bambino le conosceva e le ascoltava. E pio Igor studiava da Rìmskij-Kòrsakov il quale era un grande melodista.
Ma torniamo alla fiaba.
La trama del balletto deriva dalle fiabe popolari e narra le prodezze eroiche del Principe Ivan (Иван-Царевич). Un vecchio avido e maligno che rapisce le donne, Kascèj L’Immortale, ha rapito una Principessa e la tiene rinchiusa nel suo giardino. Il Principe Ivan cattura l’Uccello di Fuoco e quello in cambio della libertà gli dà una sua penna magica. Kascèj L’Immortale e gli altri malefici personaggi devono cedere e Ivan libera la Principessa.
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