L'ho letto anch'io quest'estate.
Mi è piaciuto perchè si parla e si legge comunque molto poco di quei paesi.
Penso che non potrebbe mai essere una storia vera, anche se mi dicessero che lo è. Non tanto per le avventure tragiche e da incubo narrate, ma perchè penso che nessuno possa spingersi tanto in avanti 'per errore'.
'Ops..stasera invece che tornare a casa da mia moglie, mi sa che mi faccio un giro a vladivostock!' Va bene che forse tutto il racconto è simbolico e forse anche un pretesto per parlare di certi luoghi, ma quello che mi ha suscitato questo breve romanzo, è stato orrore e disperazione.
Non credo che io, in quanto ragazza potrei mai andare in quei posti all'avventura. Anzi forse potrei andarci col burka e il giubbotto antiproiettile, più cintura di castità.
Sarà veramente così?
Klava
infatti le storie sono deisamente esagerate, pero' alla frontiera kazakha mi e' successa la stessa cosa: prima del controllo c'e' l'ufficio cambi (erano le 3 di notte) e io cambio un centinaio di dollari in tenge, poi pero' al controllo bagagli bisogna consegnare foglietto con dichiarazione del cash
e il tipo mi dice che e' vietato importare valuta kazaka
Io gli dico "Guarda che li ho comprati in quel gabbiotto li dietro, questa e' la ricevuta"
Lui insiste: non si possonoimportare, sei in un grosso problema
ora metti 10 dollari nel passaporto e dammelo, poi ti faccio passare
io ci ho messo 100 tenge (meno di un dollaro) e lui mi ha fatto passare lo stesso, ridendo