Ha scatenato una scandalo a Mosca la scelta di un’interprete ucraina per rappresentare la Russia alla prossima edizione del festival canoro Eurovision, dove cantante per giunta eseguirà una canzone in parte nella sua lingua madre. Pochi giorni dopo essere stata esclusa da Kiev, Anastasia Prikhodko, 21 anni, è stata selezionata da una giuria per rappresentare l’Aquila bicipite nel contesto canoro, l’equivalente europeo del festival di Sanremo. Sei degli 11 membri della giuria hanno votato la sua «Mamo», mamma in ucraino, durante una trasmissione live sul primo canale.
La scelta ha tuttavia scatenato lo spirito nazionalista di alcuni russi e il produttore musicale Iosif Prigozhin ha immediatamente denunciato la decisione come una «disgrazia». Probabilmente anche alla luce del fatto che la sua consorte, la cantante Valeria particolarmente popolare a Mosca, si è classificata seconda nella votazione da casa. «Dobbiamo mandare qualcun altro a Eurovision perché una canzone eseguita in ucraino non ha niente a che fare con la Russia», ha dichiarato il produttore all’agenzia di stampa Ria Novosti. Mentre un’altra produttrice Iana Rudkovskaya ha definito la scelta «molto strana».












