Ne posto qalcuna come promesso:
Il piccolo "autogril" sulla strada che da Uskaman porta verso Katon Karagaj e le montagne dell'Altaj.
Gringox e Mr.G. si riposano nel bosco a fianco alla tenda e si preparano qualcosa da mangiare col fornellino. Siamo già nell'Altaj kazako.
ed ecco la tendina dei due eroi...abbiamo trovato accoglienza presso un "lager" estivo dei giovani pionieri di Ust'-Kamenogorsk che fanno un campo estivo ai piedi del monte Beluka.
...spesso occorre usare il cavallo come mezzo di spostamento. La gente locale impara sin da bambini a cavalcare.
Ospiti di Alimjon e della sua famiglia. Da notare la caffettierina moka, che è sempre stata parte essenziale del nostro pesante zaino, insieme ad una confezione di caffè che si porta dall'Italia...
In onore della nostra improvvisa venuta, la famiglia kazaka ci sgozza un montone (in segno di ospitalità).
Ritratto di famiglia. Alimjon e la sua famiglia.
La cosiddetta "strada austriaca" che dalla zona di Rakhmanovskye Kljuchi porta verso l'alpeggio, poi Jeminay e verso il confine cinese...si chiama "strada austriaca" perchè costruita da prigionieri austriaci fatti dalle forze zariste durante la prima guerra mondiale. E noi abbiamo trovato un Kamaz che ci porta al di là della vallata su questa strada in mezzo ad una nebbia fitta.
Un laghetto alpino - il lago Izevoe - nel profondo dell'Altaj kazako.
Sosta presso una yurta di pastori kazaki. Ci rifocilliamo e ci riposiamo.
Gringox al confine kazako-cinese sull'Altaj, il valico di Jeminay. Questo confine lo attraversiamo a piedi; ma arriviamo nell'ora della "pausa pranzo", heheh...e ci troviamo le porte chiuse, pensate voi!! Per due ore ci tocca sostare col caldo a circa 40 gradi, aspettando che si apra il confine. Nessuno in giro. Un confine remoto ed incredibile...
Burchin. Prima cittadina cinese che si incontra dopo il confine di Jeminay e punto di partenza verso l'Altaj cinese e il lago Hanas. Questa è una tipica città dello Xinjang, molti uighuri, ma si vede e si sente la mano del regime e la "colonizzazione" della Cina orientale (cantonesi e mandarino) e della capitale Pechino, lontana 5000 km o forse più da qui...
Yurte nell'Altaj cinese. Si sta pian risalendo verso il lago Hanas.
Il mitico e remoto lago Hanas, sull'altaj cinese al confine con Mongolia, Russia e Kazakstan.
Il villaggio mongolo di Beihabà, sull'altaj cinese, sperduto in mezzo ai boschi. Qui vive gente mongola e la Mongolia è vicina, ma allo stesso tempo irraggiungibile, mancano le strade per arrivare al confine.
Vecchio mongolo del villaggio di Beihabà.
Ecco, questo è un piccolo reportage fotografico di quel mitico viaggio che doveva nelle intenzioni essere quello "dell'angolo dei 4 Stati (KZ, CINA, MGL, RUS)", ma che per motivi logistici ha coperto solo Kazakhstan e Cina, alla scoperta del profondo Altaj.
Ahh che ricordi, ogni volta che rivedo queste foto, mi assale una gran nostalgia...
Ciao da Kiev,
Gringox












