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BESLAN: UN 8 MARZO MESTO
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Messaggio BESLAN: UN 8 MARZO MESTO 
 
Sono trascorsi ormai sei mesi dall'immane tragedia di Beslan ed i suoi abitanti hanno ricordato l'avvenimento davanti ai resti della scuola n 1 della cittadine osseta ancora sventrata. Sono stati deposti fiori e bottiglia di acqua per alleviare la tremenda sete cui erano stati costretti centinaia di bambini e di loro congiunti nell'afa della angusta palestra della  scuola. Ciò per mantenere vivo il ricordo delle vittime di quella atroce bestialità  umana che susciterà  dolore e disperazione sino alla fine dei loro giorni

A Beslan, nei locali della scuola divenuta simbolo dell'umanità  dolente, si sono riuniti i parenti delle piccole vittime. Il un silenzio è interrotto dai dialoghi espressi a mezzavoce con gli scomparsi, con le loro mamme con i loro compagni di scuola. “Oggi non è un giorno in cui si debba gridare, in cui si debba manifestare la rabbia dell'assenza di notizie sulle responsabilità . Oggi è il giorno della memoria e del dolore” dice ai media russi Susanna Dudieva, che dirige il “Comitato Mamme di Belan” e che ha perduto una figlia. Nelle settimane scorse ha organizzato il blocco della strada federale Rostov sul Don - Baku per chiedere le dimissioni del Presidente osseto ed ha portato la protesta nella città  di Mosca. Dice: “I nostri bambini sono morti affinchè gli altri potessero vivere, affiche si potessero trarre delle logiche deduzioni. Ma purtroppo da allora la vita non è diventata più sicura”. E' lei che ha già  organizzato per oggi, 8 marzo, un'altra manifestazione nella capitale della Repubblica osseta settentrionale Vladikavkaz, di fronte al palazzo del governo, adottando lo slogan “Le donne di Beslan contro il terrore”.    
Dopo un semestre dall'accaduto gli organismi ufficiali sono in grado di fornire dati certi solo sui dati: il 3 settembre 2004 sono morte 330 persone delle quali 186 bambini. Anche se la Commissione parlamentare istituita con lo scopo di “rivelare tutta la verità â€ sulla tragedia assicura che entro marzo verrà  depositata la relazione definitiva nulla, di questi tempi, appare chiaro in Russia e nel Caucaso.
I rappresentanti della Commissione parlamentare confermano quale dato certo la partecipazione della rete internazionale dì “Al-Qaeda” all'attacco alla scuola di Beslan. Queste novità  nelle indagini vengono messe in relazione ad una serie di arresti ed all'eliminazione in Ingushetia del terrorista internazionale Abu Dzait lo scorso 16 febbraio. La sua eliminazione è stata annunciata dai Servizi russi (FSB) con parecchi giorni di ritardo dall'evento con la motivazione dell'importanza dell'operazione, trattandosi dell'eliminazione di uno dei principali attori dell'attacco all'ospedale militare di un'altra città  osseta, Mozdok del 1 agosto del 2004 e primo aiutante di Ruslan Kuchbarov (il “Colonnello” - come veniva chiamato dai terroristi nella scuola di Beslan) il capo del gruppo omicida.
Il Ministero dell'Interno dell'Ingushetia ha confutato, anche se non ufficialmente, questa tesi esprimendo la convinzione che Abu Dzait fosse in realtà  un semplice esecutore, esperto di esplosivi, assoldato dalla “primula rossa” della guerra di Cecenia Shamil Basajev. Lo scorso 4 marzo la Procura Generale della Federazione russa ha dichiarato di sostenere la versione dei Servizi ed a seguito di ciò il responsabile della Procura generale nel Caucaso del Nord ha ricostruito il ruolo del terrorista Abu Dzait - nativo del Kuwait, addestrato in Afganistan, partecipante ad azioni di guerra e terrorismo in Bosnia e conosciuto con i nomi di “piccolo Omar” e “Abu Omar Kuwaitsi”- dimostrando il collegamento fra i gruppi armati ceceni di Maskadov e Basajev, l'attacco a Beslan, alcune non identificate potenze straniere e la rete internazionale di Al-Qaeda. Secondo la Procura generale Abu Dzait sarebbe stato inviato in Ingushetia proprio da quest'ultima organizzazione, per fondare alcune cellule terroristiche.

Noi ci auguriamo che gli organi ufficiali della Federazione russa e della Repubblica dell'Ossezia del Nord - Alania possano dare finalmente le risposte tanto attese agli osseti, ai russi, ai cittadini del mondo sui fatti del settembre 2004.

Ma in questo scenario, in primo piano, a noi rimangono i visi, le speranze, le gioie, i ricordi drammaticamente dolorosi delle mamme e delle donne di Beslan conosciute a Trento nei mesi scorsi.

La festa delle donne, così amata in Russia, non sarà  quest'anno una festa: il dolore cupo, la durezza della vita in quella parte del mondo, le molte violazioni dei diritti della persona ancora persistono in una società  che ancora paga l'altissimo prezzo della propria storia.  

Di qui l'impegno della nostra Associazione, con il prezioso aiuto dell'equipe di psicologi dell'emergenza di Padova, a proseguire l'intervento nella città  di Beslan per portare alle donne, alle mamme, nonne, bambine insieme a tutti gli altri abitanti della cittadina osseta un fondamentale e concreto aiuto che sappia instillare nuovo fiducia e voglia di vivere.  

Karenin - Presidente “Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus”
 




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