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La Storia del Forum

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Contro la censura...
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[quote:2e650f79dc="luca"]
Ok, hai ragione. Ma io non discuto su questo. Dico solo che dai discorsi di Grillo non si capisce una mazza dove va a parare.
Se una persona è contraria alla guerra non prende un mitra e va in battaglia.
Se a Grillo non piace questa società  capitalista non si compra un entrobordo da centinaia di migliaia di euro, non si fa la villa, non beve acqua minerale in bottiglia (in un famoso monologo se la prese, giustamente, con la vendita di acqua minerale), non usa il telefonino etc.....
Insomma, una persona prina di tutto deve essere COERENTE con quello che dice poi può parlare di quello che vuole...[/quote:2e650f79dc]
Già , teoricamente è così. Ma io credo che sia molto difficile essere coerenti al 100% con quello in cui si crede. Perlomeno io conosco pochissime persone, e nessuna personalmente, alle quali posso attribuire questa invidiabile qualità . Mi viene in mente gente come Gandhi, ma di individui così ce ne sono veramente pochi.
Ma credo anche che se dovessimo decidere di ascoltare solo quelli che possiedono questa qualità , allora dovremmo chiuderci in casa e spegnere tutto quello che veicola idee: televisione, radio, internet, giornali.
Grillo non è un messia, ma tra le tante persone che dicono cose sensa senso, false, inutili, dannose, guadagnando anche molti soldi per farlo, mi sembra che le sue idee meritino di circolare e raggiungere tutti, non dico di più, ma al pari di quelle di tutti gli altri. E così non è.
Se le sue parole circolassero sui media, non avrei mai pensato che fosse opportuno questo post. Io sono semplicemente contrario alla censura, come suggeriva appunto il titolo.
Non intendo certo idolatrare Grillo, con questo  
 



 
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[quote:5d000dda16="EYES"]Io riscontro solo numerose "tribu" di giovani che miseramente necessitano di omologarsi e appiattirsi ai loro simili e al loro gruppetto. Se non si vestissero nello stesso modo, vivrebbero nella insicurezza e nella frustrazione. Il conformarsi e la continua soddisfazione di ogni desiderio materiale o effimero non li fa essere piu felici. Finiscono solo per nicchiare in una sub-cultura di cui l'Italia oramai è piena.  E poi...che cos'è necessario? teoricamente tutto lo puo essere. Piu sei debole, piu non hai personalità , piu sei una mezza-calzetta piu avrai bisogno di qual cosa. In questo ho un pensiero molto simile  a quello del grande Schopenauer, anche se sono un po piu ottimista e allegro: la felicità  e i piaceri sono soltanto chimere che una illusione ci mostra in lontanaza, mentre la sofferenza e il dolore sono reali e si annunciano immediatamente da sè, senza bisogno dell'illusione e dell'attesa. Vivere felici potrebbe significare semplicemente vivere il meno infelici possibile..vivere sereni. In quest'ottica penso proprio alla enorme frustrazione di molta parte della società  odierna e in primis della maggior parte della gioventu dell'Italia.Io fortunatamente ne sono fuori e per me la felicità  si puo raggiungere semplicemente con il compiacimento di se stessi....[/quote:5d000dda16]
Sì, Eyes, mi trovo d'accordo con la tua analisi. Volevo solo aggiungere che tuttavia io non me la sentirei di scaricare tutte le responsabilità  sui singoli individui, sui giovani che si omologano e si conformano ai modelli che vengono loro suggeriti (ma io direi, imposti).
Non è possibile prescindere dall'importanza del contesto socio-ambientale in quanto tutti gli individui sono il prodotto della loro individualità  e degli stimoli ricevuti dal mondo esterno - delle loro esperienze - nel corso della loro esistenza, essendo questi particolarmente importanti e decisivi nella fase dello sviluppo della personalità .
Ognuno di noi, nato e cresciuto in un differente contesto, con un bagaglio di esperienze completamente diverse, avrebbe sviluppato una personalità  differente.
Anche Schopenauer è molto probabile che non avrebbe scritto le sue opere se fosse nato in un'altra epoca o posto, o se avesse avuto un'altra infanzia, educazione, diverse esperienze.
Le potenziali virtù e i vizi latenti dell'uomo hanno bisogno di essere guidati ed esercitati per potersi sviluppare, al pari delle facoltà  nella sfera dell'intelligenza.
Se non fosse così dovremmo ritenere che in determinate epoche della storia, in vari posti, siano esistiti interi popoli geneticamente privi della possibilità  di sviluppare virtù come la tolleranza, la temperanza, l'indulgenza.
Mi riferisco ad esempio al popolo tedesco durante il periodo nazista, al popolo russo durante la dittatura comunista, ma ci sono esempi anche più attuali che non è il caso di citare  per evitare di innescare ulteriori off-topic  
In poche parole, sto dicendo che tutte le esperienze che viviamo nel corso della nostra vita, a partire dall'educazione parentale, l'educazione scolastica, il confromto con gli altri, i messaggi che riceviamo dal mondo esterno in ogni forma e - prima tra tutte - la televisione, costituiscono il nostro bagaglio che ci rende unici e che costituisce l'humus per lo sviluppo della nostra personalità  ed individualità .
Il che in un certo senso conferma quanto da te detto, ma credo che lo completi.
 



 
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