Caro Gringox,
interessante il tuo intevento, soprattutto la prima parte che quoto in pieno... a volte è difficile cogliere le sfumature di un popolo, anche se ci vivi da tempo... io, ad esempio, non sono come te e forse mai lo diventerò, perchè caratterialmente tendo sì a rispettare le culture che mi "ospitano" ma allo stesso tempo, ci mescolo sempre quello che la mia cultura italiana (di cui vado fiero) mi ha dato.
Consentimi, però, di dissentire dalla seconda parte del tuo intervento. Vada che ci siano norme di galanteria cha vanno rispettate e accettate (le stesse norme, però, credo che siano valide anche nel mondo occidentale, con l'unica differenza che nel mondo occidentale la donna si è emancipata lavorativamente ed economicamente parlando, evitando così la sussistenza di tali galanterie... come qualcuno giustamente notava più su, tale atteggiamento galante dell'uomo nei confronti della donna è nato proprio perchè socialmente ed economicamente parlando, la donna era un gradino sotto all'uomo)... Ma lasciamo da parte il discorso ristorante, come tu giustamente fai notare... la donna russa vuole un uomo accanto, che sappia decidere... decidere cosa?? Ti faccio un esempio che mi ha colpito, anche se in alcuni casi può sembrare esagerato: una mia collega ha appena partorito. Quando era ancora in cinta, le chiedo che nome avrebbero dato alla bambina. E lei mi risponde "Cinzia"... "bel nome", le dico io, "ma chi l'ha scelto??"... "L'abbiamo scelto insieme", mi risponde...Insieme...per quanto due persone che stanno insieme, possano essere totalmente differenti l'uno dall'altra, ma è quel condividere che rende bello il rapporto... io ho vissuto sulla mia pelle un rapporto con una ragazza che "decideva"... rapporto scoppiato... così come ho visto al contrario rapporti in cui era lui a "decidere"... rapporti scoppiati... In Russia, perchè alla fine c'è un così alto tasso di matrimoni in giovane età e successivi rapidi e repentini divorzi?? Non mi sembrano tanto con le palle sti giovanotti russi, pronti a mantenere una famiglia con prole, visto che la maggior parte degli uomini abbandona la propria donna col pargoletto... Questo, per me, la dice lunga sugli uomini russi... senza parlare di quelli che bevono, picchiano e... comprano le donne... e non ditemi che in Italia è uguale, altrimenti... mi arrabbio :evil: :evil:
Drugo
PS: scusate se perdo la pazienza, ma a volte
Vedi caro drughetto,
anche io sono orgoglioso della mia italianità…ci mancherebbe altro!!!
Ma non so spiegarmi come mai, riesco ad essere anche molto russo sotto alcuni aspetti e soprattutto so “giocare” con questo dualismo.
Cio’ che dici è giusto. La mentalità russa e quella italiana, così come la cultura sono per molti aspetti diverse. Intanto separiamo l’ambito macro-sociale, da quello di coppia o famigliare. Nella vita, in generale, la donna russa (quando è sola) è un essere forte, deciso, che sa risolvere le situazioni da sola, che sa gestirsi, che sa vivere in autonomia…la donna russa è generalmente più forte dell’uomo russo. Nel rapporto di coppia la donna russa vuole avere accanto un uomo forte.
Nelle russie il discorso dell’emancipazione non è del tutto valido. L’uguaglianza tra uomo e donna non è proprio intesa come la si intende nei paesi occidentali. La galanteria di cui parliamo, rispecchia effettivamente un aspetto sociale che vede la donna NON inferiore, bensì “accompagnatrice” (ukrashenje) per il proprio uomo. Non banalizziamo, non è che la donna russa è un oggetto di bellezza, ma è la percezione che è importante. La donna sa che se ha accanto un uomo, egli deve saper gestire le situazioni, deve decidere, deve essere Uomo. Tu mi dici “ma quali decisioni”: beh…si tratta anche in questo caso di un approccio psicologico. Il fatto che nella quotidianità l’uomo deve avere essere colui che propone, che assume le iniziative, che risolve determinate decisioni, insomma che deve saper essere più forte della donna…altrimenti la donna russa che bisogno ha di avere un uomo accanto, che già lei è di per sé forte da sola?
Ciò non cozza, caro drughetto, sul discorso della condivisione. La condivisione è intesa proprio come completamento di tasselli. L’uomo che “guida” la famiglia, la donna che è la sua “regina”.
E ti dirò di più, e questo è un mio pensiero. A me piace che sia così. Mi piace svolgere il mio ruolo naturale di uomo. E mi piace avere accanto una donna che a sua volta sente di avere accanto un uomo!
Poi il discorso dei divorzi in giovane età è dovuto ad altre cause, tra cui l’immaturità dei giovani russi, la cultura che non dà un giusto senso al matrimonio; il pressapochismo del sentimento, ecc..ma non centra col discorso di come deve essere l’uomo nel rapporrto di coppia.
Gringox