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Dieci Secoli Della Letteratura Russa → Sant'Ioann Di Novgorod
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Da Mosca La Voce della Russia.

Santi, Asceti e Folli di Dio nella Russia Ortodossa

Un programma di Aurelio Montingelli e Anna Gromova per conoscere la storia della civilta’ russa attraverso gli annali, le agiografie e le testimonianze.

“Narrazione seconda di Sant’Ioann, arcivescovo di Nostra Signora di Novgorod, di come nel corso di una sola notte da Novgorod capito’ a Gerusalemme per poi far ritorno in citta.”

 

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Foto: RIA Novosti


Di Sant’Ioann di Novgorod conosciamo il giorno della sua morte, 7 settembre 1186.

Nemmeno nella celebre “Vita di Sant’Ioann di Novgorod” che incomincio’ a circolare in numerose copie nella seconda meta’ del XIV secolo, nonviene avanzata alcuna ipotesi sulla data della sua nascita, benche’ si parli dei suoi pii genitori e del suo fratello minore, Gavrilo.

Le prime notizie le troviamo negli Annali di Novgorod che cita il taumaturgo nel corso di undici anni, in un arco di tempo che va dal 1165 al 1186.

Fu santificato dal Concilio del 1547 durante il patriarcato di Macarii,che nel prologo ad una delle sue opere piu note “Minei Cetii”, ovverosia “ Letture del mese” raccomanda la lettura della “Vita di Sant’Ioann di Novgorod” il 7 settembre.

Di questo documento esistono alcune versioni. Quella ritenuta definitiva sarebbe stata compilata negli anni ’70 del 1400, quando l’orgogliosa indipendenza di Novgorod, in eterna tenzione con il Regno di Moscovia, ormai volgeva al tramonto.

Nella letteratura quella indipendenza viene enfatizzata in ogni modo; si riscopre il mito di Vadim che agli albori della civilta’ si era opposto a Riurik, il capostipite della dinastia dominante e viene compilata la Vita di Ioann di Novgorod, l’uomo che era riuscito ad avere la meglio sul diavolo in persona.

“Narrazione seconda di Sant’Ioann, arcivescovo di Nostra Signora di Novgorod, di come nel corso di una sola notte da Novgorod capito’ a Gerusalemme per poi far ritorno in citta.”

Il tema della fede e del cimento, della fede e della tentazione e’ ricorrente nella vita dei santi, ne troviamo traccia anche nella vita dei massimi padri della Chiesa.

Ma nella storia di Ioann di Novgorod la narrazione assume una coloritura magica, con questo diavolo che dopo aver faticato tutta la notte diventa quasi simpatico, per cui e’ logico attendersi da lui la vendetta.

Una lettura quanto mai opportuna nei giorni magici e liturgici del Natale.

 

Leggiamo:

“Non possiamo abbandonare all’oblio quanto un giorno accadde per volonta’ divina al Sant’Ioann. Non e’ raro che il Signore faccia affrontare delle prove anche santi, perche’ risplendere possano come oro...Meraviglioso e’ il Signore per i suoi santi che lui stesso glorifica.”

Un giorno, il santo, come di consuetudine era intenso alla preghiera nella sua cella. Accanto al giaciglio c’era un bacile colmo d’acqua per le abluzioni quotidiane...

Ma all’improvviso senti’ che qualcuno in quell’acqua si sciacquava. Accorse immantinente e comprese che quello era il diavolo. Levo’ una preghiera e fece il segno della croce sul bacile imprigionando il diavolo al suo interno.

Il maligno avrebbe voluto terrorizzare il santo, ma era venuto a scontrarsi in una roccia che ignorava ogni debolezza e fu sconfitto.

E il diavolo si mise a singhiozzare. L’acqua mi brucia come il fuoco, lasciami andare, figlio di Dio.

E il santo a lui. “E tu chi sei e come sei capitato nella mia cella?

Io sono un povero diavolo che sperava di spaventarti perche’ tu cessassi di pregare. Liberami perche’ l’acqua per me e’ come il fuoco. Lasciami andare e ti prometto che non tornero’ mai piu’.

Il santo interruppe i suoi lamenti e disse: A punizione della tua impudenza io ti ordino di portarmi questa notte sulle tue spalle a Gerusalemme, nella chiesa del Sacro Sepolcro e poi di riportarmi indietro nella mia cella. Solo allora ti liberero’.”

E il diavolo promise che avrebbe fatto la sua volonta’.

Il santo lo imbrano’ e disse: Trasformati in un cavallo sellato dinanzi alla porta della mia cella e aspettami.

Il diavolo abbandono’ il bacile come un fumo nero e divenne un cavallo.

Il Santo usci, si fece il segno della croce, monto’ in sella e quella notte stessa si ritrovo’ a Gerusalemme, accanto alla Chiesa della Resurrezione, dove si trova il Sacro Sepolcro e una particola della divina croce....

Ioann si avvicino’ alla porta, si inginnocchio e quella si apri’.

Il Santo ringrazio’ il signore e in lacrime si genuflesse dinanzi alle sacre reliquie.

Aveva realizzato il suo sogno.

All’uscita vide cheil diavolo era rimasto dove lo aveva lasciato. Monto’ in sella e si ritrovo’ a Novgorod,nella sua cella.

“Sono esausto – disse il diavolo – La tua preghiera e’ stata piu’ forte di ogni catena.

Ma non raccontare a nessuno quanto e’ successo. Altrimenti mi vendichero’ facendoti apparire come un peccatore lussurioso....

Il Santo fece il segno della croce e il diavolo spari’.

Un giorno, nel corso del consueto dialogo con gli igumeni, i monaci e i fedeli, a dimostrazione che la fede e’ piu’ forte di ogni cosa racconto’ di aver sentito che un giorno un uomo aveva costretto il diavolo a portarlo a Gerusalemme e ritornare a Novgorod nel corso di una notte sola....

Ma anche il diavolo era in ascolto.

E un giorno gli abitanti della citta’ videro uscire dalla cella del santo una peccatrice discinta...

I fedeli non potevano immaginare che il diavolo aveva preso quelle sembianze...

Poi trovarono nella cella del santo alcune collane, abiti e calzari femminili.

Non c’era alcun dubbio. Ioann si era abbandonato al peccato e al vizio.

I fedeli accorsero al convento proprio nel momento in cui una fanciulla usciva dalla cella del santo.

Non c’era alcun dubbio.

Il peccatore doveva essere cacciato dalla comunita’.

Fu legato su una zattera e abbandonato alla forte corrente del fiume.

Ma la zattera da sola risali’ la corrente per fermarsi sotto le mura del monastero.

Allora tutti capirono che erano stati indotti in tentazione dal diavolo e implorarono il perdono.

Il gran principe e i capi della citta’ decisero di erigere una croce di pietra nel luogo dove la zattera del santo si era arenata.

Ancor oggi quella croce e‘ luogo di preghiera e testimonianza di fede

 

 

Avete ascoltato “Santi, asceti e folli di Dio nella Russia ortodossa”.

Uno speciale di Dieci secoli della letteratura russa.


http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/6455535/99799087.html

Nella pagina linkata è disponibile il contributo audio.
 




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