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Dieci Secoli Della Letteratura Russa → Santi, Asceti E Folli Di Dio...
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Messaggio Dieci Secoli Della Letteratura Russa → Santi, Asceti E Folli Di Dio Nella Russia Ortodossa 
 
Da Mosca La Voce della Russia.

Santi, Asceti e Folli di Dio nella Russia Ortodossa
Prima parte


Un programma di Aurelio Montingelli e Anna Gromova per conoscere la storia della civilta’ russa attraverso gli annali, le agiografie e le testimonianze.

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Il Cremlino di Mosca, la sua Piazza Rossa e la Cattedrale di San Basilio rappresentano il biglietto da visita della Russia.

I turisti si fermano stupiti dinanzi a questa chiesa dalle dieci cupole che sullo sfondo del cielo brillano di mille colori.

Ma chi era questo santo al quale la Russia ha voluto dedicare questo capolavoro dell’architettura?

Si chiamava Vassili Blazhennij, Vassili Beato, denominato cosi’ ancora in vita, secondo l’accezione evangelica delle beatitudini e non per indicare il grado che precede la santificazione.

Nella cultura italiana e’ entrato come San Basilio, una dizione che mette in ombra l’elemento che piu’ di ogni altro caratterizza questo personaggio della storia russa la cui vita, per certi versi, ha sorprendenti paralleli con il Patrono di Italia.

Ce ne racconta le vicende un documento del XVI secolo che si intitola “Vita del Santo Beato Vassili, per grazia di Cristo, Folle di Dio e di Mosca Taumaturgo.”

Folle o Stolto di Dio fu San Francesco che quasi tre secoli prima, ad Assisi, nella Piazza del Mercato, a suggellare la sua rottura con la corruzione del mondo, si tolse le vesti e ando’ alla ricerca della verita’ insieme ai derelitti della terra.

Folle di Dio, in russo “jurodivyj”, fu Vassili che a sedici anni, nel 1484, insegui’ il suo cammino di asceta, “non nel silenzio del deserto, ma nell’urbe affollata, dove secondo i Salmi “ mai hanno fine l’illegalita’, la menzogna, l’adulazione e l’avidita’.”

E’ il biografo spiega che Vassili, con il suo esempio, dimostro’ che “non il luogo porta l’uomo alla salvezza o ad essa frappone ostacoli, ma che l’uomo puro di spirito illumina ogni luogo e cosi’ egli visse nell’urbe come nel deserto e fra la gente come in una cella...”

Vassili era nato nel dicembre del 1468, sul sagrato della chiesetta di un villaggio che oggi si trova nel centro storico di Mosca e dove secoli piu’ tardi doveva sorgere la grande Cattedrale di Elovka.

Ancora piccolo fu messo a bottega da un ciabattino che fu testimone di un evento straordinario.

Leggiamo:

“Un mercante che aveva trasportato a Mosca una chiatta carica di frumento entro’ nella bottega ed ordino’ un paio di stivali, ma chiese di farli in modo che potessero durare ben piu’ di anno. Vassili, con le lacrime agli occhi disse: Cuciremo per te stivali che non riuscirai mai a consumare. E poi al padrone perplesso spiego’ che quel cliente non avrebbe mai calzato i nuovi stivali, perche’ sarebbe morto prima. Qualche giorno piu’ tardi cosi’ fu.”

Leggiamo:

“Memore del Giorno del Giudizio universale egli rifiuto’ ogni veste e visse sempre ignudo...In inverno e in estate non ebbe mai un tetto sopra il capo, fosse pure quello di una capanna o di una grotta... Come Adamo egli non conosceva vergogna e solo ornato dalla virtu’ ignorava il gelo e la calura, perche’ il corpo del giusto, riscaldato dalla grazia di Dio, e’ piu’ forte del freddo e del fuoco.”

Per le strade di Mosca egli fu notato subito per quelle che venivano ritenute stravaganze di un folle o di un balordo, come quella di far cadere a terra tutta una mensola di pane o di rovesciare un barile di kvas. Agli insulti e alle percosse dei mercanti egli rispondeva con un sorriso e poi si scopriva che quel pane e quel kvas sarebbero stati nocivi alla salute.

E l’agiografo continua:

“ Un mercante aveva deciso di costruire a Mosca una chiesa in pietra, ma per tre volte era crollata. Rivoltosi al Beato fu mandato a Kiev dove avrebbe dovuto trovare un certo Joan.

“A Kiev il mercante trovo’ Joan in una misera dimora intento a dondolare una culla vuota. Alla domanda perche’ lo facesse Joan rispose che voleva restituire alla madre il debito contratto per averlo messo al mondo e cresciuto. “

A quelle parole al mercante torno’ in mente di aver cacciato di casa sua madre e in quel momento capi’ perche’ non poteva costruire una chiesa.

A Mosca riporto’ a casa sua madre, si penti’ del peccato commesso e imploro’ il suo perdono. Poi costrui’ la sua chiesa.

 

Nel giorno del compleanno dello zar Vassili fu invitato a corte. Quando arrivo’ nelle sue mani la coppa augurale egli rovescio’ a terra la bevanda e cosi’ fece per tre volte di seguito suscitando l’ira del sovrano.

Alle sue rimostranze egli rispose di aver voluto spegnere cosi’ un incendio che stava distruggendo Novgorod.

Lo zar mando’ a Novgorod un messaggero che in seguito gli confermo’ che proprio nel giorno del banchetto regale in citta’ era scoppiato un incendio. Molti cittadini avevano visto un uomo ignudo che spegneva le fiamme con l’acqua di una botte.

Nella Vita di Vassili sono enumerati diversi miracoli e si racconta che nonostante i lunghi digiuni e le tante privazioni egli arrivo’ a 88 anni, 72 dei quali trascorsi come Folle di Dio.

Leggiamo:

“ Quando arrivo’ il tempo in cui ogni cosa ritorna alla terra un morbo’ attanaglio’ Vassili che per la prima volta fu adagiato su un letto.

Quando la notizia arrivo’ allo zar Ivan, costui con la consorte Anastasia e i figli Joan e Fedor si recarono da lui...

“In quel momento una gioia straordinaria illumino’ il volto del Beato Vassili perche’ aveva visto arrivare gli Angeli di Dio nelle cui mani egli depose l’anima sua. Dal corpo si levo’ un profumo meraviglioso. Era il 2 agosto del 1557.

“Ai funerali partecipo’ tutta la citta’. Il feretro fu portato in chiesa dallo Zar Ivan IV e dal Patriarca Macario.

Egli fu sepolto nella chiesa costruita nel 1554 a memoria della caduta di Kazan.

La chiesa che tutto il mondo conosce come la Cattedrale di San Basilio.

Avete ascoltato la prima puntata del programma “ Santi, Asceti e Folli di Dio nella Russia Ortodossa”.

http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/6455535/86286143.html

Nelle pagine linkate sono disponibili i relativi contributi audio.
 




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Dieci secoli della letteratura russa  →   Santi, Asceti e Folli di Dio nella Russia Ortodossa
Seconda parte


Si chiamava Prokhor ed era nato nel 1754 sotto il regno di Elizaveta Petrovna. La sua fama di Starez si diffuse nei decenni dell’illuminismo di Caterina II. Da lui ando’ in pellegrinaggio Alessandro I. Mori’ nel 1833 con Nicola I.

Oggi e’ onorato in Russia e nel mondo come Serafino di Sarov.

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In fila per genuflettersi dinanzi alle spoglie mortali di San Serafino

Starez, una parola che nonostante la nota radice di starij, cioe’ vecchio, non ha trovato nessuna traduzione accettabile nelle lingue europee.

Nella storia della civilta’ russa gli starez sono stati spesso un punto di riferimento, a loro si rivolgevano i potenti nei momenti cruciali della vita nazionale.

Si collocano come i Padri della Chiesa ortodossa, maestri di fede e di preghiera.

A poco piu’ di trent’anni con il nome di Serafino entro’ nel monastero di Sarov, fondato un secolo prima a 700 chilometri da Mosca.

Secondo i suoi discepoli, egli soleva ripetere che egli avrebbe acceso nei cuori il fuoco della fede, della speranza e della gioia.

Lui accoglieva i visitatori, imperatori e briganti, con l’appellativo di “ gioia mia” e per tutti sapeva trovare parole che andavano dritto al cuore.

Visse nel secolo dei lumi, della campagna napoleonica e dei grandi geni della Russia: Pusckin, Gogol, Lermontov i quali secondo la storiografia ufficiale non avrebbero mai avuto alcun contatto con Serafino di Sarov.

Ma nel 1837 ne dubito’ Nicola I quando sfogliando le carte di Pusckin, di сui aveva avocato la custodia dopo la morte del poeta, rimase colpito da un disegno tracciato a margine della celebre poesia “ Padri anacoreti... ”

Un anno prima della sua morte, Pusckin aveva cercato ispirazione in una antica preghiera per un capolavoro di spiritualita’ che continua a stupire gli studiosi per i forti accenti personali.

Ma Nicola I rimase colpito ancor di piu’ dal disegno che Pusckin aveva tracciato a margine. Il bozzetto di un monaco che sembra il ritratto di Serafino.

Puschin aveva incontrato lo Starez? E quando?

L’analisi delle lettere che nell’autunno del 1830 aveva scritto alla findanzata dalla tenuta di Boldino sembra darci una traccia.

Dopo aver risolto alcuni problemi di spinosa eredita’ Pusckin ha fretta di tornare a Mosca, ma una improvvisa epidemia di colera impone una rigida quarantena intorno alla capitale.

Puschin studia le carte geografiche per trovare una strada alternativa ed una di queste passa a sole sette verste da Sarov.

E stranamente in una lettera a Natalja Gonciarova, la futura consorte, egli scrive che una deviazione di sette verste non rappresenta un ostacolo...

Deboli indizi su cui pero’ si e’ esercitata la storia e la critica letteraria che in alcuni versi del poeta sembra aver individuato una conferma:

 

Dalla sete dello spirito tormentato

E dopo nel deserto aver vagato

Venne a me un Serafino alato...


La poesia “Il profeta” termina con questi versi:

 

Il Signore mi chiamo’ a se

Questa la mia volonta’ per te

Per mari e terre lontane andrai

E il fuoco nei cuori accenderai...

 

A Serafino di Sarov le Vite e le agiografie riconoscono il dono della profezia in cui spesso ricorre il tema del fuoco gia’ insito nel suo nome.

Il fuoco della santificazione e della distruzione.

Nel novembre del 1920, al Congresso dei Soviet, un altro poeta, Zakhar Dorofeev assurto a celebrita’ per aver tradotto in lingua mokscia l’Internazionale, avanzo’ la rivendicazione rivoluzionaria di disperdere le spoglie del Santo o di trasferirle in uno dei tanti musei dell’ateismo che i bolscevici aprivano nelle cattedrali e nei monasteri.

Un fuoco ancora piu’ grande sarebbe divampato sul Monastero di Sarov. Nel 1946 nelle sue celle gli scienziati di uno dei centri scientifici piu’ segreti dell’Unione Sovietica incominciarono a lavorare alla bomba all’idrogeno.

Il ritorno della Russia alla democrazia ha portato alla riapertura del Monastero di Sarov che di nuovo ha accolto le spoglie del Santo, fortunosamente ritrovate nei depositi del Museo dell’ateismo nella Cattedrale di Sant’ Isacco a Pietroburgo.

Dopo decenni di silenzio i russi hanno riscoperto il culto di Serafino di Sarov. Sono state ristampate le testimonianze dei suoi discepoli, Vite e agiografie scritte negli anni seguenti alla sua morte nel 1833.

Eppure, nonostante la sua apparente notorieta’, di lui si conosce ben poco.

E’ forse giunto il momento di restituire alla Storia la figura, il verbo e il fuoco di Serafino di Sarov.

http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/6455535/87713457.html
 




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Terza parte


Serafino di Sarov era nato a Kursk nella notte del 19 luglio del 1759. Il padre, Isidor Moshnin, era un ricco mercante che conciliava il successo con un forte spirito religioso a tal punto da costruire a sue spese una chiesa di cosi’ armoniosa bellezza che nemmeno i bolscevici ebbero il coraggio di distruggere.

Nel 1934 si limitarono a chiuderla al culto per trasformarla in Galleria d’arte, in Scuola d’arte drammatica e poi in Museo dell’ateismo.

Oggi la Cattedrale di San Sergio e della Madonna di Kazan e’ tornata al suo antico splendore.

 kursk
L'antica Kursk.....


 cattedrale_di_kursk
...e la sua Cattedrale

Nei mille anni della sua storia Kursk fu la capitale di un principato autonomo, avamposto fortificato del Regno di Moscovia e nel luglio del 1943 teatro della piu’ grande battaglia di carri armati che decise le sorti della guerra del popolo sovietico contro la Germania nazista.

A Kursk c’era una piccola chiesa lignea dedicata a San Sergio di Radonezh, ma il fuoco la distrusse nel 1751.

La tradizione vuole che frugando fra le macerie i fedeli trovassero intatta una icona, quella della Madonna di Kazan.

Il padre di Serafino decise che al suo posto sarebbe sorta una chiesa degna del Santo Protettore della Russia e dell’icona piu’ celebrata dalla Chiesa ortodossa.

Alla morte di Isidor la costruzione della Chiesa fu proseguita dalla pia consorte, Agafia, che un giorno porto’ nel cantiere il piccolo Prokhor, il futuro San Serafino.

Aveva sette anni ed era vivace come tutti i ragazzi della sua eta’. Si arrampico’ sul campanile e per un passo falso precipito’ al suolo da parecchi metri di altezza.

La madre accorse disperata e lo ritrovo’ senza nemmeno un graffio.

Tre anni piu’ tardi si ammalo’. I migliori medici si dichiararono impotenti, ma una notte gli apparve la Madonna che gli promise la guarigione.

Il giorno dopo la processione della Madonna a causa di un acquazzone che aveva trasformato il centro cittadino in una palude fu costretta ad attraversare il cortile di casa Moshnin dove il piccolo Prokhor prego’ al suo passaggio.

E guari’.

Da allora si distinse per una salute di ferro nonostante una vita di asceta e di anacoreta, fatta di digiuni e di preghiera.

La miracolosa guarigione e lo studio dei testi sacri lo portarono alla decisione che avrebbe segnato per sempre la sua vita.

A ventidue anni, dopo un pellegrinaggio al Monastero delle grotte di Kiev, la celebre Kievo-Pecerskaja Lavra, Prokhor fu indirizzato al Monastero di Sarov, dove prese i voti con il nome di Serafino.

Dal Monastero di Sarov non si sarebbe piu’ allontanato, fatta eccezione per gli anni di eremitaggio trascorsi nel bosco vicino, a poche miglia di distanza.

Nel silenzio della preghiera la sua fama di starez incomincio’ a diffondersi fra i fedeli.

Serafino di Sarov visse appieno le contraddizioni della sua epoca.

Fu asceta e fondatore del Monastero femminile di Diveevo, da lui si recarono in pellegrinaggio i potenti della Russia.

Si trovo’ al centro della secolare polemica con quei fedeli che avevano rifiutato la riforma voluta dal Patriarca Nikon nel sedicesimo secolo, da cui era scaturito lo scisma dei Vecchi credenti.

E non pochi storici, anche contemporanei, hanno tentato di speculare sulle sue parole.

Perche’ Serafino di Sarov seppe alternare il dialogo ai lunghi anni di silenzio.

A questa circostanza dobbiamo numerose testimonianze che raccolte dai suoi interlocutori ci restituiscono una immagine moderna di un santo che sapeva parlare a regnanti e popolani, a laici e religiosi.

Oggi Serafino continua a parlare alla Russia e al mondo con parole di saggezza e di profezia.

Ascoltiamole.


http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/6455535/90417458.html
 




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