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Gaetano Scirea
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Messaggio Gaetano Scirea 
 
i vari Buffoni coatti incivili maleducati come *Spallottelli* *Macellazzi* * er sputotti*
dovrebbero` prendere esempio da chi e` stato veramente oltre un campione di sport
anche un campione come persona umana...........

Non perché era mio marito, ma uno come Gaetano nel nostro calcio non si è più visto...».
Non possiamo che confermare, uno come Gaetano Scirea nello strano mondo del pallone italiano è stato come una di quelle lucciole compiante da Pier Paolo Pasolini. Scomparse. Vent’anni fa (il 3 settembre 1989), in un maledetto incidente d’auto, in Polonia, ci salutava per sempre l’uomo di campo al quale un altro poeta, Walt Whitman, avrebbe potuto dedicare i suoi versi: «O capitano! Mio capitano!». Tranne quello sullo zigomo destro, nessun neo nella breve ma esemplare esistenza del capitano della Juventus e della Nazionale, la cui corsa finì ad appena 36 anni.

Per umiltà, campione del mondo lo era diventato ben prima di alzare la Coppa al cielo di Spagna ’82. L’amico leale di tutti i compagni di squadra, un ragazzo di poche parole, ma che comunicava con gli occhi, rivolgendosi soprattutto ai tifosi, cui sentiva di rendere conto come fosse la sua famiglia. «Quante volte Gai dopo l’allenamento mi piombava a casa all’ora di pranzo con quattro sconosciuti. Diceva: “Mariella, questi signori hanno fatto centinaia di chilometri per venire a vedere la Juve e ho pensato che dovevano pur mangiare qualcosa...”. Ecco, questo era Gaetano Scirea fuori dal campo».

È il ricordo amorevole di Mariella che è rimasta da sola con un figlio, Riccardo (oggi lavora nella Juventus), che allora aveva 11 anni. «Il vuoto che ha lasciato Gaetano, io e Riccardo abbiamo cercato di colmarlo seguendo la sua scia. L’insegnamento più forte sta nel profondo rispetto che aveva per il prossimo, per quelli che si alzano al mattino presto e vanno in fabbrica o che fanno un lavoro normale. Scirea, prima di tutto giocava per il pubblico. Per quelli che si identificavano in una maglia bianconera e ai quali non avrebbe mai negato un sorriso e tanto meno un autografo. Quando diventò il capitano della Juve, non tollerava che qualche suo compagno si potesse esimere dal firmare un autografo a un tifoso. “Un giorno, quando avrai smesso di giocare, - gli diceva - rimpiangerai le attenzioni di questa gente che adesso ti considera una persona importante”...».

Rispetto per tutti a cominciare dagli arbitri che, in 377 gare in serie A, non hanno mai dovuto annotare sul cartellino rosso il suo n°6. «Gaetano - ricorda Mariella - vinse la prima edizione del “Premio fair-play” indetto dall’Aia. In campo li chiamava tutti “signor arbitro” e loro quando smise di giocare gli mandarono una lettera in cui gli scrissero: “Non solo abbiamo perso un grande capitano, ma una persona che ci ha sempre capiti e aiutati”».

Nel grande caos del circo pallonaro odierno, la speranza è che qualcosa dello “stile” Scirea sia rimasto anche in questa Juve. «Presi uno per uno - continua Mariella Scirea - sono tutti ragazzi d’oro. Del Piero quando arrivò a Torino, venne a vivere vicino a casa nostra e lo coccolai come una seconda mamma. Molinaro è un ragazzo molto sensibile e che ama fare le cene con i tifosi e confrontarsi con la gente. Questo è lo spirito familiare che aveva la Juve di ieri e che spero riesca a riproporlo anche quella attuale che ha un grande tecnico come Ciro Ferrara, al quale la società ha messo a disposizione una signora squadra».

Nello staff di Ferrara lavora anche Riccardo Scirea che da quest’anno guida una formazione giovanile della Juve e vorrebbe coronare quello che era il sogno di suo padre: diventare allenatore. Il padre, il marito, il campione che il 23 settembre a Morsasco, come ogni anno, nella cappellina del cimitero in cui riposa verrà ricordato con una Messa. «Arrivano sempre tante persone e da tutta Italia. C’è chi porta un fiore, chi una sciarpa o una lettera. Cerchiamo di ricordare Gai con serenità. E io sorrido ripensando ai tanti momenti divertenti vissuti insieme. Come quel giorno che tornò con una Fiat 131, diciamo “color tortora” che era semplicemente imbarazzante. E lui con quel bel sorriso pulito di sempre, mi fa: «Oh, è una Fiat, me l’hanno passata e io la guido...».

Ciao Mitico Scirea
 



 
FIGHTERS Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Gaetano Scirea 
 
E' passato tanto tempo, ma il suo ricordo è molto vivo...
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: Gaetano Scirea 
 
La fede calcistica mi separa profondamente da Fighters ma Scirea era veramente un grande.
 



 
Ultima modifica di ufficiofacce il 02 Settembre 2009, 21:25, modificato 1 volta in totale 
ufficiofacce Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Gaetano Scirea 
 
Onore e rispetto nel ricordo di un grande Uomo,prima del giocatore!
Un giocatore amato al di là di ogni fede calcistica
 




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SBALORDITO IL DIAVOLO RIMASE QUANDO COMPRESE QUANTO OSCENO FOSSE IL BENE!
 
sorrento76 Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Gaetano Scirea 
 
Massimo rispetto per un giocatore che come tanti altri ai suoi tempi

sono stati dei veri PROFESSIONISTI ossia persone dedite al loro lavoro, persone serie che dedicavano la loro vita solo allo sport e non cercavano tramite lo sport il motivo per far parlare di loro!

Ora i calciatori non hanno niente di professionismo

Pensano alle discoteche a Formentera agli spot pubblicitari a fare i reality show a farsi i tatuaggi, a farsi le veline letterine troine varie.

Tutto il contrario di ciò che è un vero PROFESSIONISTA ossia persona sobria lineare silenziosa operosa e equilibrata!!

Il calcio lo seguivo ai tempi di Scirea. Ora mi fa schifo e non guardo più nemmeno la Nazionale. E' diventato un mondo marcio!!!

poka
 



 
bigidea Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Gaetano Scirea 
 
Ricordo bene il giorno della morte del grande Gaetano Scirea. Stavo seguendo la puntata della Domenica Sportiva quando improvvisamente il mitico Sandro Ciotti, che a stento tratteneva la commozione, diede notizia di questa disgrazia. Non lo dimenticherò mai. Ho la fortuna di conservare un autografo del " capitano". Grandi campioni ma soprattutto uomini semplici e persone indimenticabili.
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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