Uomini armati sugli aerei. Gli sceriffi dell'aria arrivano anche in Europa
Ma è già polemica sui rischi che potrebbero correre i passeggeri qualora uno «sceriffo» decidesse di sparare
BRUXELLES (BELGIO) - Arriva il via libera alla discussa possibilità di rafforzare la sicurezza sugli aerei consentendo — per la prima volta all'interno dell'Unione europea — di utilizzare a bordo del personale armato, i cosiddetti «sceriffi dell'aria». Si tratta di una delle innovazioni contenute nel regolamento quadro che oggi va all'approvazione dell'Europarlamento di Strasburgo e definisce una base di norme comuni nei 27 Paesi membri per garantire maggiore sicurezza negli aeroporti e sui voli, principalmente in chiave anti-terrorismo.
Il testo finale, che va approvato dal Consiglio dei ministri Ue e poi integrato da un intervento attuativo della Commissione europea, entrerà in vigore progressivamente tra il 2008 e il 2010. Include la revisione periodica delle regole dimostratesi fastidiose per i viaggiatori più che efficaci contro gli attentati, come alcuni esperti sostengono siano quelle attuali sul controllo dei liquidi prima degli accessi agli imbarchi. Il nuovo regolamento ha generato discussioni sulle conseguenze delle armi a bordo perché aprono rischi enormi per i passeggeri qualora uno «sceriffo dell'aria» decida di sparare (magari solo perché ha perso la testa). «La facoltà di imbarcare personale armato è soggetta a condizioni precauzionali — spiega l'eurodeputato Paolo Costa, del Partito democratico, presidente della commissione Trasporti e relatore del nuovo regolamento —. Innanzitutto c'è bisogno dell'approvazione dei Paesi di decollo e di atterraggio del volo. La Commissione tramite il responsabile per i Trasporti, il francese Jacques Barrot, indicherà i requisiti necessari per garantire la professionalità e l'addestramento degli agenti armati. Se ne parla poco, ma questi "sceriffi" sono da tempo presenti sui voli per Israele senza aver mai provocato problemi ».
Sostanzialmente, il provvedimento in votazione oggi consentirà maggiore flessibilità nell'introduzione delle misure che di volta in volta dovessero essere ritenute necessarie per potenziare e aggiornare i controlli di sicurezza anti- terrorismo sugli aerei. Una delle novità che la Commissione europea potrebbe varare riguarda l'arrivo in Europa dei body scanner statunitensi, una specie di cabine telefoniche in grado di radiografare i passeggeri in modo più approfondito rispetto agli attuali metal detector. Gli eurodeputati sostengono di aver tutelato maggiormente l'incolumità e i diritti dei cittadini con il nuovo regolamento sulla sicurezza aerea. «Il controllo democratico sulle precauzioni anti-terrorismo viene potenziato grazie al diritto di veto dell'Europarlamento — dice Costa —. Ogni nuova misura richiesta dalla Commissione europea deve essere preventivamente concordata con noi». Il provvedimento fornisce una indicazione di base anche su chi deve farsi carico dei costi per la sicurezza. A pagare non saranno più solo i passeggeri. La lobby delle compagnie aeree è riuscita a far includere anche un contributo degli Stati.
UE: ARRIVANO GLI SCERIFFI DELL’ARIA
Il parlamento europeo ha votato a larghissima maggioranza una serie di norme per aumentare la sicurezza negli aeroporti ed a bordo dei velivoli. Fra i provvedimenti la creazione della figura dei cosiddetti “sceriffi dell’Aria”, definiti nel documento UE come assunti «da uno Stato per viaggiare su un aeromobile di un vettore aereo titolare di licenza rilasciata dallo stesso Stato allo scopo di proteggere l’aeromobile e i suoi occupanti da atti di interferenza illecita che mettano a rischio la sicurezza del volo». La decisione di farli volare spetta a ciascuno stato membro, che pure ha facoltà di decidere se «siano funzionari statali appositamente selezionati e addestrati». Altre norme riguardano l’innalzamento dei requisiti di sicurezza degli aeroporti, il controllo dei bagagli, delle merci e del catering di bordo. I costi delle nuove misure saranno sostenuti dagli utenti, dalle autorità aeroportuali e dai vettori aerei, ma è previsto che per quelle più onerose possano contribuire anche gli stati. I membri UE hanno due anni per mettere a regime il nuovo sistema, ma alcune norme potranno entrare in vigore a poca distanza dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.












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