Russia - Gorbaciov critica Putin e rilancia la perestroika
La perestroika, secondo l'ex premier sovietico Mikhail Gorbaciov che la lanciò 20 anni fa, ha innescato un cambiamento irreversibile della società russa. Ma l'attuale assetto politico voluto da Putin ha creato «un abisso» tra la Russia di oggi e quella che, all'inizio degli anni '90, si lasciava alle spalle il regime sovietico e cercava di affermare i valori della democrazia. Queste e altre considerazioni sono contenute in un articolo, a firma dello stesso Gorbaciov, pubblicato dal giornale Izvestia, a 20 anni dall'ascesa al potere dell'ultimo leader sovietico. «Il pluralismo politico, la libertà economica, il pluripartitismo e l'abolizione della censura», spiega Gorbaciov, erano le grandi novità della perestroika, anche se furono realmente concesse solo dopo la caduta del regime sovietico e dello stesso Gorbaciov. Ma l'attuale potere post sovietico guarda alla società civile, sostiene l'ex premier, solo «come a una platea chiamata all'applauso». Parole pesanti contro la politica di Vladimir Putin, che pure Gorbaciov aveva sostenuto nella sua ascesa, preferendolo di gran lunga al suo vecchio rivale Boris Ieltsin. Ma negli ultimi mesi molte scelte di fondo dell'attuale presidente, dall'accentramento dei poteri alla politica sociale, non sono piaciute al vecchio leader. Che però continua a sostenere il «giovane» Vladimir su alcuni punti importanti: come la legittimità dell'inchiesta giudiziaria contro il colosso Yukos (che secondo gli avversari di Putin sarebbe solo una vendetta politica) o il progetto di unione doganale tra Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakhstan; un'iniziativa che, secondo Gorbaciov, potrebbe invertire il processo di dissoluzione dell'Urss, considerato «un disastro che si può ancora evitare».












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