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Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998
Autore Messaggio
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Messaggio Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
L'articolo non e' di questi ultimi giorni , ma ritengo ancora attuali ed interessanti i contenuti .

MOSCA 3 Febbraio 2009 : All'inizio, Vladimir Putin avrebbe voluto che tutto avvenisse nel modo più silenzioso possibile. Così a poco a poco, in venti mosse da novembre al 22 gennaio, la Banca centrale russa ha pilotato una svalutazione che - allargando la fascia di oscillazione consentita e vendendo euro e dollari per frenare la caduta - ha consentito al rublo di non perdere troppo bruscamente un terzo del proprio valore. Scelta saggia, per alcuni, scriteriata per chi, come la Banca mondiale, ritiene che questa difesa abbia solo assottigliato di un terzo le riserve in valuta rafforzando l'aspettativa di altri, inevitabili scivoloni, e privando gli esportatori dei vantaggi del rublo debole.
Ma il premier è stato chiaro: la priorità è la fiducia della gente, darle il tempo di adattarsi, evitare lo spettro del 1998. Allora la crisi venuta dall'Asia mise in ginocchio un Governo finanziariamente debolissimo, il rublo perse il 71% polverizzando in un mese i risparmi dei russi. Se succedesse oggi, Putin resterebbe travolto: una moneta solida è uno dei pilastri della fortezza Russia ricostruita nei suoi dieci anni al potere.
Ma ignorare il lento calo del rublo è sempre più difficile: basta camminare per la strada e a ogni angolo un cartellone suona la ritirata quotidiana nei confronti di euro e dollaro. «Obman!», grida arrabbiato un uomo sbattendo la porta di un cambiavalute. Un involontario gioco di parole tra obmen, cambio, e obman, imbroglio. Solo due mesi fa, un euro comprava 29 rubli, oggi 46. Il vero banco di prova sono i prossimi giorni: il rublo non sembra in grado di reggere il nuovo limite imposto dalla Banca centrale, un corridoio di 26-41 rubli rispetto al paniere euro/dollaro. Dopo neanche due settimane, il rublo è già a 40,80, a un soffio dalla soglia massima. Bank Rossii si dice decisa a difenderla, ma il prezzo giusto, arriva a dire qualcuno, è 70 rubli per un dollaro. Gli speculatori si preparano a uno showdown.
«Il petrolio ci indicherà la strada», dicono gli analisti. Il rublo non ha fatto che adeguarsi al calo di tutte le altre valute che dipendono dall'export di materie prime, il rand sudafricano, il dollaro australiano. Ma per rallentare la scivolata la Banca centrale si è dissanguata, spendendo fino a 6 miliardi di dollari alla settimana: scese a quota 386,5 miliardi di dollari, dai 596 di agosto, le riserve in valuta restano al terzo posto nel mondo, dopo Cina e Giappone, ma il ritmo non è sostenibile a lungo.
Ormai, anche il Governo pronuncia la parola crisi. «Durerà tre anni - ammette il vicepremier Igor Shuvalov - e il 2009 sarà il più difficile». Di fronte alla Duma, il ministro delle Finanze Aleksej Kudrin ha preannunciato un deficit di bilancio «significativo» per il 2009, pari al 6,1% del Pil. L'epoca d'oro del petrolio è finita, le entrate caleranno del 40% e Kudrin invoca cautela: le misure anti-crisi adottate finora costano 61-64 miliardi di dollari, il 5,2-5,4% del Pil. Senza contare il pacchetto di salvataggio degli oligarchi: 50 miliardi di dollari destinati a riscattare i debiti delle grandi imprese con le banche straniere. «L'esperienza - ha scritto giorni fa Kudrin su una rivista - mostra che aiutare indiscriminatamente imprese e banche, senza tenere conto dei bilanci, non accelera l'uscita dalla crisi, né ne attenua le conseguenze».
Per la Russia, l'avvio verso la recessione è un brusco risveglio, dopo anni di crescita al 7-8 per cento. Kudrin limita le perdite a un -0,2% per il 2009, ma secondo Vladimir Milov, ex ministro e presidente dell'Istituto per la politica energetica, «la recessione si rivelerà più profonda». Solo in dicembre, i disoccupati sono aumentati di più di mezzo milione, a quota 6 milioni. Al centro delle preoccupazioni sono le cosiddette "mono-città", che vivono di una sola grande industria: negli Urali, regno della metallurgia, gli ordini si fermano, miniere e acciaierie tagliano la produzione, la settimana di lavoro si accorcia, gli stipendi vengono pagati a metà.
Finora Putin è apparso impermeabile. Come se il suo tasso di popolarità non avesse niente a che vedere con il calo del rublo, l'inflazione, la perdita di posti di lavoro: un sondaggio del Levada Centre rivela che l'80% dei russi continua ad approvare la sua leadership, anche se solo il 43% pensa che il Paese stia andando nella direzione giusta. «Putin è come una figura simbolica - dice Lev Gudkov, presidente del centro sondaggi - non per niente lo chiamiamo il premier Teflon: le critiche non gli restano attaccate».
Ma nel week-end scorso, la protesta ha cominciato a serpeggiare: Vladivostok, Ekaterinburg, Mosca. Poche migliaia di persone, forse un'avanguardia che si rafforzerà se non si fermano i prezzi e non si riprende il rublo. Per la prima volta qualcuno chiede le dimissioni del premier, critica il Governo, una rabbia dal sapore antico. Sabato nell'ex piazza Majakovskij di Mosca sono tornate le bandiere dell'Urss, volti di anziani circondati dalla milizia: «La medicina contro la crisi - proclama un cartello - è la rivoluzione».

FONTE : IL SOLE 24 ORE
 




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Lo so , non si dovrebbero mai seguire i propri bassi istinti ; ma non sono che un uomo .

"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana , e non sono sicuro della prima"
( A.Einstein )
 
pretender Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
nonostante abbia cercato di studiarci su.. non ho capito quale sia la specializzazione/vocazione russa se non quella di esportare materie prime...

La fuga di capitali è palese già dalla fine dell'estate se non prima. La banca centrale ha già buttato nel cess quantità spopositate di ricchezza alla vana ricerca di sostenere il rublo. l'inflazione è alle stelle... le mie amiche mi scrivono email assurde del tipo "oggi questo oggetto costa X la prossima settimana costerà XX" facendomi capire che l'unica via che hanno è spendere immediatamente tutti i risparmi... L'80% delle persone che conosco (fascia medio/alta) o sono disoccupate o non vengono più pagate.
Tempo fa avevo letto che la russia poteva sopravvivere solo con un petrolio sopra i 75... oggi siamo a 37....
Ci sarà da ridere (o meglio piangere) quando tra qualche anno (sia che la crisi sia finita o no) si sarà sviluppato il solare che già dalla fine di quest'anno dovrebbe cominciare a diventare interessante anche come costi... e a fronte di un parco macchine che si sta rinnovando a favore di modelli piccoli o cmq con scarsi consumi (così come vogliono i governi) di europa ed usa
Per non parlare del crollo del mervcato immobiliare che prima o poi sarà inevitabile
Staremo a vedere...
 



 
Davide Rap Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Eh si Rapisarda,dici bene....staremo a vedere!!Il quadro non sembra proprio idilliaco,tutt'altro direi!Anche la mia compagna se ne sta rendendo conto con dei pagamenti sempre più diluiti nel tempo.Bisognerà intervenire in tempo se non si vuole creare una situazione di stallo,altrimenti si rischia di far accadere quanto è accaduto qui dalle mie parti,se non accade già come si evince magari dal tuo intervento.Sai,qui per anni l'inflazione è stata costantemente al rialzo,contando sul fatto che la nostra clientela,possedendo monete forti avrebbe speso comunque;poi,servizi di qualità,immobili con prezzi da Montecarlo, etc...risultato??La bolla è esplosa,si è praticamente fermato tutto,quest'anno si parte con prezzi bloccati e con il prezzo degli immobili calato del 30%,ma nel frattempo migliaia di persone sono senza lavoro.Ciao
 




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SBALORDITO IL DIAVOLO RIMASE QUANDO COMPRESE QUANTO OSCENO FOSSE IL BENE!
 
sorrento76 Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Molti dicono che la attuale speculazione del Rublo sia terminata gia' da alcune settimane, non potra' salire a 55-60 come molti altri prevedono/prevedevano... boh!
 



 
Lantis Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Lantis ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Molti dicono che la attuale speculazione del Rublo sia terminata gia' da alcune settimane, non potra' salire a 55-60 come molti altri prevedono/prevedevano... boh!


Il rublo è una valuta che non viene calcolata (in termini di importanza) più di tanto... nei principali servizi di forex devi andartela proprio a cercare (giusto per far capire la potenza economica russa)... Non so adesso quanto sia, cmq 55-60 vuol dire che ha perso valore rispetto le altre valute. Andando a memoria mi sembra di averlo visto per anni tra 35 e 37. Mi sembra di aver letto su repubblica di 2 settimane fa che la russia ha sperperato oltre 200 miliardi di dollari cercando di difendere il cambio... Io come spesso accade risulto la voce fuori dal coro all'interno di questo forum che riunisce persone russofile, ma secondo le mie conoscenze, se la crisi dovesse perdurare non escluderei un nuovo fallimento della russia.
Tenendo conto che, moltissimi investitori hanno già sbolognato i propri investimenti russi, e considerato la popolazione numericamente non elevatissima, i bassissimi gradi di trasparenza governativa, l'altissima corruzione vigente, il basso livello tecnologico e nei servizi, potrebbero esserci più interessi/convenineze a favorire il dissesto economico russo piuttosto che salvarla... (altro giro altra corsa quando l'economia tirerà).
E' uno stato economicamente molto malato con un pil 2008 ai livelli di quello del brasile e sensibilmente inferiore a quello italiano che come ben sapete siamo in crisi da quasi un decennio... http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_PIL_(nominale), con altissima disoccupazione, inflazione alle stelle, trasparenza zero, in cui le società che producono un vero valore aggiunto al di fuori delle materie prime sono solo straniere, redditi procapite da fame (escludiamo i famosi supermega manager moscoviti di cui parlano alcuni..). Da che parte si va?
Escludo che le aziende leader straniere, in caso di crisi, puntano nel "piccolo" mercato moscovita dismettendo le loro basi nazionali
Secondo me, la dove non sono arrivati ad acquistare gli stranieri dopo il primo fallimento, ci arriveranno col secondo, creando forse le basi per un reale futuro mercato comune in cui le persone (e soprattutto le merci)  saranno libere di circolare con più facilità e con standard europei
 



 
Davide Rap Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
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Il rublo è una valuta che non viene calcolata (in termini di importanza) più di tanto... nei principali servizi di forex devi andartela proprio a cercare (giusto per far capire la potenza economica russa)... Non so adesso quanto sia, cmq 55-60 vuol dire che ha perso valore rispetto le altre valute. Andando a memoria mi sembra di averlo visto per anni tra 35 e 37. Mi sembra di aver letto su repubblica di 2 settimane fa che la russia ha sperperato oltre 200 miliardi di dollari cercando di difendere il cambio... Io come spesso accade risulto la voce fuori dal coro all'interno di questo forum che riunisce persone russofile, ma secondo le mie conoscenze, se la crisi dovesse perdurare non escluderei un nuovo fallimento della russia.
Tenendo conto che, moltissimi investitori hanno già sbolognato i propri investimenti russi, e considerato la popolazione numericamente non elevatissima, i bassissimi gradi di trasparenza governativa, l'altissima corruzione vigente, il basso livello tecnologico e nei servizi, potrebbero esserci più interessi/convenineze a favorire il dissesto economico russo piuttosto che salvarla... (altro giro altra corsa quando l'economia tirerà).
E' uno stato economicamente molto malato con un pil 2008 ai livelli di quello del brasile e sensibilmente inferiore a quello italiano che come ben sapete siamo in crisi da quasi un decennio... http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_PIL_(nominale), con altissima disoccupazione, inflazione alle stelle, trasparenza zero, in cui le società che producono un vero valore aggiunto al di fuori delle materie prime sono solo straniere, redditi procapite da fame (escludiamo i famosi supermega manager moscoviti di cui parlano alcuni..). Da che parte si va?
Escludo che le aziende leader straniere, in caso di crisi, puntano nel "piccolo" mercato moscovita dismettendo le loro basi nazionali
Secondo me, la dove non sono arrivati ad acquistare gli stranieri dopo il primo fallimento, ci arriveranno col secondo, creando forse le basi per un reale futuro mercato comune in cui le persone (e soprattutto le merci)  saranno libere di circolare con più facilità e con standard europei

Quoto tutto....
L'unica cosa che mi sembra giusto farti notare è che una bancarotta generalizzata creerebbe una instabilità politica pericolosissima, contraria agli interessi mondiali. Quindi mi sembrerebbe strano che non ci sia una cooperazione per salvarla.
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
vero.. si creerebbe instabilità, ma mi chiedo anche quale grande nazione (quelle che potrebbero aiutarla per intenderci), piace l'idea di una russia potente e autoritaria come quella di putin? Non credo a molti...
 



 
Davide Rap Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Cavolo allora io che vivo in una citta dove e pieno di ditte importanti come la Kamaz???  

Infatti cominciamo a sentire la crisi.....

Non so che fare abbandonare la barca prima che affondi o rimanere qui e avre fiducua nella Russia?
 



 
Batir Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Batir ha scritto: [Visualizza Messaggio]
la barca prima che affondi o rimanere qui e avre fiducua nella Russia?

Impara a nuotare, tanto affondiamo insieme....
 



 
ema Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Il paese troppo ricco e troppo grande per affondare. Mi ricordo 1990, e con cio?- sono vivanti.
 



 
Olga B Invia Messaggio Privato AIM
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
nonostante abbia cercato di studiarci su.. non ho capito quale sia la specializzazione/vocazione russa se non quella di esportare materie prime...

La fuga di capitali è palese già dalla fine dell'estate se non prima. La banca centrale ha già buttato nel cess quantità spopositate di ricchezza alla vana ricerca di sostenere il rublo. l'inflazione è alle stelle... le mie amiche mi scrivono email assurde del tipo "oggi questo oggetto costa X la prossima settimana costerà XX" facendomi capire che l'unica via che hanno è spendere immediatamente tutti i risparmi... L'80% delle persone che conosco (fascia medio/alta) o sono disoccupate o non vengono più pagate.
Tempo fa avevo letto che la russia poteva sopravvivere solo con un petrolio sopra i 75... oggi siamo a 37....
Ci sarà da ridere (o meglio piangere) quando tra qualche anno (sia che la crisi sia finita o no) si sarà sviluppato il solare che già dalla fine di quest'anno dovrebbe cominciare a diventare interessante anche come costi... e a fronte di un parco macchine che si sta rinnovando a favore di modelli piccoli o cmq con scarsi consumi (così come vogliono i governi) di europa ed usa
Per non parlare del crollo del mervcato immobiliare che prima o poi sarà inevitabile
Staremo a vedere...


Credo che gli unici paesi che possano puntare ancora ad un futuro di prosperità siano quelli che oggi abbiano intenzione di investire in ricerca, innovazione, istruzione. La Russia ha prosperato per un decennio grazie alla stabilità finanziaria e politica e all'export di materie prime a prezzi altissimi. E' chiaro che un futuro di prosperità non potrà passare solo dall'export di materie prime, serve un salto di qualità in tutta la società Russa. Ma questo vale anche per l'Italia, che è un ex paese manifatturiero, senza materie prime e con scarso investimento in ricerca ed innovazione. Ci ha salvati dal tracollo solo il fatto di essere parte integrante della comunità europea.
 



 
Bes Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Chrys ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Credo che gli unici paesi che possano puntare ancora ad un futuro di prosperità siano quelli che oggi abbiano intenzione di investire in ricerca, innovazione, istruzione. La Russia ha prosperato per un decennio grazie alla stabilità finanziaria e politica e all'export di materie prime a prezzi altissimi. E' chiaro che un futuro di prosperità non potrà passare solo dall'export di materie prime, serve un salto di qualità in tutta la società Russa. Ma questo vale anche per l'Italia, che è un ex paese manifatturiero, senza materie prime e con scarso investimento in ricerca ed innovazione. Ci ha salvati dal tracollo solo il fatto di essere parte integrante della comunità europea.


Quoto tutto!

La Russia è rimasta ferma a livello industriale e si è messa a vedere gas e petrolio. Un paese con un'economia basata solo sulla vendita di energia diventa vulnerabile.  Comunque ha le carte in regola per uscire dalla crisi.
 



 
pochi_rubli Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
pochi_rubli ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Chrys ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Credo che gli unici paesi che possano puntare ancora ad un futuro di prosperità siano quelli che oggi abbiano intenzione di investire in ricerca, innovazione, istruzione. La Russia ha prosperato per un decennio grazie alla stabilità finanziaria e politica e all'export di materie prime a prezzi altissimi. E' chiaro che un futuro di prosperità non potrà passare solo dall'export di materie prime, serve un salto di qualità in tutta la società Russa. Ma questo vale anche per l'Italia, che è un ex paese manifatturiero, senza materie prime e con scarso investimento in ricerca ed innovazione. Ci ha salvati dal tracollo solo il fatto di essere parte integrante della comunità europea.


Quoto tutto!

La Russia è rimasta ferma a livello industriale e si è messa a vedere gas e petrolio. Un paese con un'economia basata solo sulla vendita di energia diventa vulnerabile.  Comunque ha le carte in regola per uscire dalla crisi.



Quali?  

La speranza che gli usa ne escano per primi e non succedano ulteriori casini in europa?  
 



 
Davide Rap Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Fede, tenacia, laboriosita.
Terre, mari, fiumi, boschi infiniti, fabbriche,centrali elettrici, nucleari, citta, villagi.

E la nostra principale ricchezza - le donne, chi conoscono come sopravvivere.
 



 
Olga B Invia Messaggio Privato AIM
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Jggi parlo con pathos ...
 



 
Olga B Invia Messaggio Privato AIM
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Diciamo che la Russia e' gia' passata attraverso un collasso economico ed e' tutto sommato sopravvissuta. Anche il popolo russo e' probabilmente meglio attrezzato di noi, come esperienza, per arrangiarsi in tale situazione.

Ma secondo me stiamo mancando il vero punto del problema. Magari vado un po' offtopic, ma vorrei provare a fare un piccolo ragionamento.

Il problema vero e grosso e' che la presente crisi arriva da lontano e probabilmente non rappresenta lo scoppio dell'ennesima "bolla" di stile capitalistico ma la vera e propria crisi sistemica del paradigma economico cosiddetto "occidentale".
Facciamo un tuffo nella storia recente e andiamo a vedere come nasce l'economia moderna. L'Epoca d'Oro del Capitalismo Contemporaneo e' individuabile nel periodo 1945-1975, un trentennio di rapida crescita per molte economie mondiali, e non solo per quelle europee e americane, ma anche Sudamerica , Estremo e Medio Oriente e qualche paese africano. Crescita vorticosa sicuramente scatenata dal grande sforzo di ricostruzione postbellico, ma non solo. Il dopoguerra vide infatti anche una profonda ristrutturazione socioeconomica (ovviamente nel mondo non comunista) basata su uno storico compromesso tra Capitale e Forza Lavoro istituzionalizzato nel contesto dello stato keynesiano.
Questo periodo di crescita vivace vide la sua prima grossa crisi verso la meta' degli anni '70 quando le principali economie vennero investite da un periodo di concomitante bassa crescita ed alta inflazione, un primo grosso shock sistemico del paradigma economico neoclassico che porto' al conio del nuovo termine "stagflazione" (da stagnazione + inflazione). Come sempre, la causa di questa imprevista situazione venne compresa appieno solo in seguito: la ricostruzione di Germania e Giappone e la rapida industrializzazione di paesi in via di sviluppo quali il Brasile, Taiwan, la Corea del Sud avevano creato una capacita' produttiva incredibile e accresciuto mostruosamente la competizione globale (...vi suona qualche campanello?   ), mentre dall'altro lato una notevole diseguaglianza di reddito dentro gli stati e tra gli stati aveva di fatto mantenuto limitata la crescita della domanda e del potere di acquisto. A questo si aggiunse lo shock petrolifero della seconda meta' degli anni '70 (..di nuovo, vi ricorda qualcosa?   ). La recessione globale dei primi anni '80 fu, prima della presente crisi, la crisi piu' seria dagli anni '30.
Come se ne usci'?
Il mondo capitalista applico' tre soluzioni: la ristrutturazione neoliberale, la globalizzazione e la finanziarizzazione.
La prima soluzione si esemplifico' nel Reaganismo e Thatcherismo nell'emisfero settentrionale e nel Riordino Strutturale in quello meridionale. In sintesi si punto' a rafforzare la capitalizzazione attraverso la rimozione di ostacoli alla crescita, utilizzo e flusso di capitali e ricchezza. Scientificamente si interveni' per ridistribuire il reddito a favore delle classi ricche nella convinzione che solo esse potessero riavviare gli investimenti e riavviare la crescita economica. Di fatto in questo modo si stroncava pero' il mercato dal lato della domanda. Il limite di tale ricetta e' evidente nel fatto che gli anni '80 e '90 videro una crescita globale molto limitata (rispettivamente 1,4% e 1,1% rispetto al 3,5% e 2,4% degli anni '60 e '70). L'inflazione calo' ma la crescita sostanzialmente non riparti'.
La seconda via percorsa fu quella della rapida integrazione nel mercato globale di economie ancora in differenti stadi non/pre/semi-capitalisti, fenomeno chiamato globalizzazione. Scopo di questo processo era quello di aumentare i profitti delle economie sviluppate attraverso l'accesso a manodopera,  risorse agricole e materie prime a basso costo. Anche, in misura limitata, a nuovi mercati. Tale strategia prese la forma di liberalizzazione degli scambi commerciali attraverso l'eliminazione delle limitazioni alla mobilita' dei capitali ed agli investimenti esteri. Tale strategia ebbe un notevole successo, tanto che nel 2007 il 40-50% dei profitti delle multinazionali statunitensi arrivavano da operazioni e vendite all'estero. Dov'e' il limite di una tale strategia? E' evidentemente lo stesso che porto' al problema originale: uno sviluppo tumultuoso di capacita' produttiva privo di un parallelo sviluppo della capacita' di acquisto (altrimenti addio al basso costo). Per fare l'esempio piu' significativo considerate di quanto e' esplosa la capacita' produttiva della Cina negli ultimi 10 anni! Risultato collaterale: all'inizio del XXI secolo il divario tra capacita' produttiva e potenziale di vendita era il piu' ampio della storia moderna.
A questo ciclo perverso venne inoltre aggiunto, in un mondo gia' pericolosamente deregolato, il terzo ingrediente: la finanziarizzazione. Poiche' gli investimenti in industria ed agricoltura alla fine portano a sovracapacita', la maggior parte dei profitti sono andati alla ricerca di capacita' moltiplicative piu' efficaci. E dove li hanno trovati? Nella virtualizzazione finanziaria. Il settore finanziario ha cominciato, in un contesto di assoluta liberta' e limitati controlli, ad avvitarsi su se stesso. Qui' l'analisi e' piu' difficile perche' gli eventi sono recenti. Ma e' evidente che il risultato e' stato una forte deriva dell'economia finanziaria verso una iperattivita' scollegata dall'economia reale avviata di nuovo verso la stagnazione. Il grande problema di tale scorrelazione (gia' evidenziato dalla "bolla di Internet") e' che va a strizzare fuori ulteriore valore dal capitale reale. Crea profitto ma non produce (o ne produce in misura minima) ulteriore capitale reale (cioe' infrastrutture, ricerca, capacita' produttiva e servizi). I profitti dipendono dall'abilita' nel trarre vantaggio delle fughe verso l'alto dei valori finanziari (che a questo punto vivono di vita propria senza piu' la necessita' di rappresentare il valore "reale" di un qualsiasi tipo di bene o attivita') e quindi di vendere prima che il mondo reale riprenda il sopravvento schiantando la "bolla". Probabilmente la maggior parte di noi neanche se ne e' accorta, ma dalla "deregulation" degli anni '80 il mondo finanziario ha visto esplodere circa un centinaio di queste bolle, progressivamente piu' grosse e dannose. Le ultime quella di Internet e la Crisi Finanziaria Asiatica (dalla quale avremmo dovuto capire come stava andando a finire!!).
Non sto a ripassare la presente crisi, originata dalla "bolla" dei mutui subprime. Il problema pero' e' che questa volta ha contagiato l'economia reale, portando alla distruzione di capitale reale (il valore dei beni durevoli, gli investimenti in infrastrutture) e impattando su un mondo in sovracapacita' produttiva. Non solo, in un mondo economico reale dove tutto dipende dal fatto che la linfa vitale (il denaro) sia concesso in credito dalle istituzioni finanziarie, i governi hanno cercato di arginare la moria delle stesse iniettando quantitativi ingenti di denaro pubblico. Purtroppo, non essendoci a tutt'oggi chiarezza sull'entita' della voragine finanziaria, le istituzioni finanziarie si guardano oggi bene dall'esporsi ulteriormente e si preoccupano essenzialmente di capitalizzarsi. In questo contesto la contrazione della base produttiva non puo' che essere rapida e significativa.

E' una situazione mai accaduta prima nella storia dell'uomo, a livello globale. Quali sono le vie d'uscita? Quali i tempi? In che modo tutto cio' si riflettera' sui singoli Paesi e sulle varie unioni internazionali?
Le risposte non sono semplici, ma sicuramente e' da revisionare l'impostazione complessiva e, a meno di un collasso complessivo che ci riporterebbe all'800 (con una popolazione mondiale piu' che raddoppiata!), non puo' essere una revisione a livello di singoli paesi o gruppi di paesi.
 



 
Ochopepa Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Secondo me, la dove non sono arrivati ad acquistare gli stranieri dopo il primo fallimento, ci arriveranno col secondo, creando forse le basi per un reale futuro mercato comune in cui le persone (e soprattutto le merci)  saranno libere di circolare con più facilità e con standard europei


Sarebbe lo scenario ideale e più ragionevole... ad oggi, il mercato russo, è ancora molto chiuso e, se non si apre a questo tipo di cooperazioni, avrà molte difficoltà a sopravvivere alla crisi... considerando un altro fattore importante: molti in Russia addebitano lo stato di crisi di questo paese al calo del prezzo del petrolio che fino ad oggi ha contribuito in maniera notevole a tenere in piedi la Russia... diciamo che questo è un assaggio di quello che potrà accadere quando, come giustamente notavano Rapi e Pochi_Rubli, la domanda del petrolio calerà a fronte delle energie alternative che si stanno via via sviluppando...




Batir ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Cavolo allora io che vivo in una citta dove e pieno di ditte importanti come la Kamaz???  

Infatti cominciamo a sentire la crisi.....

Non so che fare abbandonare la barca prima che affondi o rimanere qui e avre fiducua nella Russia?


Kamaz, nel luglio 2008, aveva dichiarato di avere ordini per almeno 2 anni... a novembre, i primi segnali di crisi per il gruppo con successive casse integrazioni e notevole rallentamento della produzione (per un po' la produzione è stata ferma)... Il settore automotive è quello che più ne risente qui in Russia.
 




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ВСЁ БУДЕТ ХОРОШО!!

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drugospb Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
In questa Crisi Mondiale mi sa che siamo Tutti sulla stessa barca.
 



 
zappa Invia Messaggio Privato MSN Live
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
Bè,allora chi potrebbe guadagnarci in tutto questo,sarebbe un bel venditore di salvagenti!!!
 




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sorrento76 Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: Il Rublo Rivede Lo Spettro Del 1998 
 
La crisi globale non risparmia nessuno, neanche i ricchi Paesi arabi, che prosperano sulla vendita del petrolio e quindi un su economia che tira. Recessione significa, meno consumi, meno produzione, meno investimenti e meno petrolio che si vende, oltrettutto a un quinto del prezzo che aveva circa 6 mesi fa.
Ecco perche’ per il ministro algerino Chakib Khelil, responsabile del dicastero per l'energia e le miniere, e’ probabile che l'Opec decida il 15 marzo un nuovo taglio della sua produzione di greggio. Per il ministro se l'Opec non avesse deciso a settembre, ottobre e dicembre di diminuire la sua produzione, oggi il prezzo del greggio sarebbe a 20 dollari al barile.

Io dico arriveremo a 25 dollari.

sorrento76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Bè,allora chi potrebbe guadagnarci in tutto questo


Guadagneranno solo alcune persone che vengono chiamate nel ambito finanziario PDN.

La tigre “capitalista’ americana, arrichitasi spropositatamente in questi lunghi anni (da Reagan fino all’ultimo Bush)

Le bastonate non sono finite , vedrete cosa succedera nel estate 2010 , segnatevelo.

UaItalia
 



 
Ultima modifica di uaitalia il 13 Marzo 2009, 21:48, modificato 1 volta in totale 
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