Il settore bancario della Russia verso il consolidamento
Nel 2009 il Governo di Vladimir Putin intende spendere fino al 50% del Fondo nazionale di riserva nel quale finora sono stati accumulati 132 miliardi di dollari - Cremlino e Banca centrale si augurano di ridurre il numero delle banche che operano in Russia: dalle attuali 1.300 a non più di 360 istituti di credito - Lo Stato ha deciso di sottoporre a strettissima sorveglianza le attività della settantina di banche selezionate come idonee a ricevere a e distribuire tra le aziende del settore reale dell’economia nazionale gli aiuti previsti dal piano governativo.
Il disavanzo pubblico della Russia nel 2009 potrà raggiungere l’8% del Prodotto interno lordo del Paese. Questo dato comprende i previsti aiuti statali da utilizzare per la ricapitalizzazione delle banche russe. “Saranno compresi anche i crediti subordinati alle banche che lo Stato intende ricavare dal Fondo di riserva, attualmente pari a 4.700 miliardi di rubli (132 miliardi di dollari circa, ovvero il 12% del Pil)”, ha dichiarato il consigliere economico del Cremlino, Arkadij Dvorkovich, secondo cui quest’anno il Governo russo intende spendere il 50% del Fondo di riserva. Nello stesso tempo le fonti del Cremlino hanno dichiarato che l’entità degli aiuti centralizzati destinati alle banche “sarà di gran lunga inferiore ai 1.200 miliardi di rubli promessi in un primo momento”.
Naturalmente soltanto una piccola parte degli istituti di credito del Paese potrà accedere agli aiuti statali. Mentre una parte della comunità bancaria russa ha accusato l’esecutivo di “protezionismo” nei confronti delle banche dello Stato, un ’altro settore ha rilanciato la polemica sul numero di istituti di credito da ritenere sufficiente per la stabilità del sistema finanziario del Paese. Le difficoltà finanziarie, legate alla chiusura al mercato dei crediti internazionale per la maggior parte delle banche russe, provocheranno inevitabilmente un consolidamento del settore bancario del Paese.
Arkadih DvorkovichSecondo il presidente della banca statale Vtb24 (il braccio retail della seconda maggiore banca della Russia), e già ex vice ministro delle Finanze Mikhail Zadornov, al sistema finanziario della Russia basterebbero 360 banche anziché le 1.300 attuali.
Il budget della Russia per il 2009 è stato elaborato prendendo in considerazione un prezzo del petrolio pari a 95 dollari al barile. Dal momento che nella migliore delle ipotesi il prezzo medio del greggio non dovrebbe superare i 40-45 dollari al barile, il bilancio sconterà un 40% di minori entrate rispetto al previsto. “Nella Legge finanziaria modificata, la cifra stanziata per la ricapitalizzazione delle banche sarà revista al ribasso”, ha sottolineato Zadornov in un’intervista al settimanale The New Times.
Di conseguenza, gli esperti prevedono un’accelerazione senza precedenti del processo di consolidamento del settore bancario. Come esempio, viene illustrata la situazione del Kazakhstan, l’ex repubblica sovietica dell’Asia Centrale ricca di petrolio e di gas naturale, nella quale in seguito a una riforma del settore bancario il numero degli istituti di credito è sceso da 450 a 36 .
Dal momento che il Pil del Kazakhstan raggiunge appena il 10% del Pil russo, Zadornov è arrivato alla conclusione che anche alla Russia basterebbero 360 istituti di credito contro gli attuali 1.300. Molti analisti sostengono che potrebbero bastare 120-150 grosse banche con una rete capillare di filiali, sparsa su tutto il territorio del Paese. Un esempio è la Kmb Bank, l’istituto leader per i crediti del gruppo Intesa-Sanpaolo che sfida la crisi finanziaria, inaugurando ogni mese nuove filiali in tutta la Russia, dal Baltico al Pacifico. Gli standard occidentali della gestione aziendale, immessi sul suolo russo dalla casa madre tramite la Zao Banca Intesa, la sussidiaria russa del gruppo guidato da Giovanni Bazoli, hanno permesso alla Kmb bank di conquistare nuovi clienti, offrendo delle condizioni decisamente migliori rispetto ai concorrenti diretti.
Secondo l’ex capo del Servizio federale per i mercati finanziari, Oleg Vjughin, il processo di consolidamento delle banche amplia notevolmente le possibilità di manovra degli istituti finanziari e crea un considerevole potenziale di crescita. “La Russia fa parte del sistema finanziario globale e non può restare fuori dai processi in corso in molti altri Paesi, dall’Asia all’Europa all’America dove le banche d’investimento vengono acquisite dagli istituti specializzati in servizi corporate e retail, dando via libera alla costituzione di potenti strutture universali”, ha dichiarato il presidente della banca statale Vtb, Andrej Kostin.
La crisi può rivelarsi un buon periodo per gli accordi tra le banche. E la Banca centrale favorisce questo processo che aumenterà la stabilità del settore bancario della Russia.
Anche il Governo di Vladimir Putin ha dichiarato che l’ingrandimento delle strutture bancarie rafforzerà il potenziale competitivo delle banche russe. Il vice primo ministro, Igor Shuvalov, ha dichiarato però che il processo di consolidamento deve essere realizzato nell’ambito delle normali procedure di business, senza guerre né attacchi di rider”: Il Cremlino intende aiutare le banche in via di consolidamento: Shuvalov ha ricordato che la legge federale che rende più semplici i processi di fusioni e acquisizioni nel settore bancario, era stata varata dal Parlamento russo. Il premier Vladimir Putin ha voluto puntualizzare: “se vogliamo fare un confronto tra il numero delle banche in Russia e il corrispondente dato nelle economie sviluppate, si può notare che la Russia dispone di un numero esageratamente alto di istituti di credito. Ma non abbiamo alcuna intenzione di ridurre artificialmente il numero delle banche”, ha detto Putin in un’intervista all’agenzia Bloomberg.
Secondo le statistiche, rese pubbliche dalla Banca centrale, una parte notevole degli istituti russi non è coinvolta in un processo di attive operazioni bancarie. Nel 2008, prima dell’inizio del processo di consolidamento delle banche, il numero degli istituti di credito della Russia è diminuito di 68 unità (-5,2%), scendendo dalle 1.296 banche registrate al 1° gennaio del 2008 alle 1.228 del 1° gennaio di quest’anno.
Una drastica riduzione del numero delle banche in Russia dovrebbe permettere alle autorità di controllare meglio la situazione. Intanto, per controllare l’utilizzo degli aiuti finanziari erogati dallo Stato sotto forma di aiuti alle imprese, il Cremlino ha costituito un servizio speciale di intelligence finanziaria, preposto a sorvegliare il processo di distribuzione dei fondi pubblici. Entreranno a far parte dell’organismo i rappresentanti dei dipartimenti per i reati economici e finanziari del ministero degli Interni, del Servizio federale di sicurezza statale e del Servizio dell’intelligence finanziaria. La nuova struttura sorveglierà le operazioni finanziarie della settantina di banche che sono state qualificate dal Governo e dall’Istituto centrale come idonee a ricevere gli aiuti finanziari dello Stato.
Il Governo sospetta che le banche invece di distribuire i miliardi di rubli ottenuti dalle casse dello Stato tra gli altri istituti e tra le aziende del settore reale dell’economia nazionale, stanno utilizzando i fondi pubblici per operazioni speculative sul mercato finanziario e valutario contro il rublo, oppure esportano questa massa di denaro nelle zone off-shore.
Secondo il portavoce della Procura generale russa, Marina Gridneva, “sono già stati iscritti nella lista degli indagati alcuni funzionari bancari, accusati di macchinazioni con il denaro pubblico e di utilizzare non proprio correttamente i fondi erogati per sostenere l’economia nazionale della Russia”.