In Russia le pensioni si svalutano
Circa un terzo dei cittadini russi rischia di ritrovarsi sulla soglia della poverta' a causa della svalutazione delle loro pensioni. Lo ha riferito martedi' il quotidiano "Nezavisimaja Gazeta", citando uno degli autori delle riforme pensionistiche, il direttore del Centro di elborazioni statistiche Mihail Dmitriev.
Nel 2000 in Russia la pensione media corrispondeva a circa un terzo di uno stipendio medio, mentre nel 2006 questa percentuale si e' abbassata sino ad un quarto di uno stipendio medio, cioe' lo 0,26%. Ma la cosa piu' preoccupante consiste nel fatto che a dicembre dello scorso anno, per la prima volta nella storia russa, il valore delle pensioni e' sceso dello 0,2% al di sotto di uno stipendio medio.
In Germania il rapporto medio fra le pensioni e gli stipendi e' del 65%, leggermente superiore a quello della Spagna e dell'Italia, mentre in Francia ed in Giappone esso costituisce il 50%. Secondo quanto dichiarato a proposito da Dmitriev, l'entita' assoluta delle pensioni in Russia e' destinata a crescere, mentre allo stesso tempo il benessere dei pensionati rispetto alla classe sociale lavorativa e' al contrario destinato a diminuire.
La situazione puo' venire risolta solamente grazie a massicci investimenti di nuove risorse nel sistema pensionistico, ad esempio parti dei profitti che lo Stato russo incamera dalla vendita delle sue risorse naturali o dalla privatizzazione ed affitto di appezzamenti di terreno e beni immobiliari.
Sempre secondo Dmitriev, le cause relative alla svalutazione delle pensioni e del deficit del sistema pensionistico russo sono rappresentate dall'evasione dei pagamenti a favore del fondo pensioni della Federazione Russa, cosiccome dalla relativa non elevata eta' raggiunta la quale i cittadini russi vanno in pensione, fattore che tra l'altro influisce sia sul processo di invecchiamento della popolazione che sulla precoce riduzione della forze lavoro.



















