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Mr.G
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 Kosovo
Lo status del Kosovo può essere discusso soltanto sul piano del diritto internazionale e con il consenso di Belgrado e Pristina. Sono queste le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, al suo incontro ieri con il suo omologo serbo, Vuk Jeremic.
“Russia e Serbia hanno posizioni identiche sulla questione. Non vediamo altre alternative ai negoziati fondati sul diritto internazionale per decidere lo status del Kosovo. Non vi dovrebbero essere schemi prefissati”, ha osservato Sergei Lavrov dopo un incontro con Vuk Jeremic. A pochi giorni dalle elezioni parlamentari del Kosovo, dove il Partito democratico del Kosovo (Pdk) guidato dal terrorista dell’Uck, Hashim Thaci ha ottenuto il 35% dei voti, Mosca ha apertamente criticato le consultazioni - boicottate dai serbi - affermando che i risultati sono serviti esclusivamente a complicare i negoziati con Belgrado. Il ministro russo ha ricordato che l’unica voce autorevole per le decisioni sul futuro della regione dovrebbe essere quella dell’Onu, e la soluzione dovrà essere accettabile per entrambe le parti. Dal canto suo Jeremic ha avvertito che l’assenza di compromesso sul Kosovo potrebbe avere delle terribili conseguenze per la regione. “Soltanto una soluzione fondata sul compromesso sarà di aiuto nel rafforzare la pace e la stabilità dei Balcani”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Belgrado, aggiungendo che il tentativo di porre degli ostacoli artificiosi si dimostra e si è dimostrato controproduttivo.
Jeremic ha ricordato che la Serbia è pronta a dimostrarsi flessibile e favorevole ad un approccio produttivo, ma qualsiasi soluzione dovrà essere approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. In questo contesto il capo della diplomazia russa ha messo in guardia ieri dal riconoscere unilateralmente l’indipendenza del Kosovo per non mettere in pericolo la stabilità dei Balcani. Tuttavia alle parole concilianti e decise espresse dai rappresentanti di Russia e Serbia, sono arrivate ieri quelle solitamente minacciose degli occupanti albanesi. Thaci, futuro primo ministro di una Pristina in mano agli invasori, ha infatti tuonato all’indirizzo di Belgrado sottolineando, ancora una volta, che Washington e Bruxelles appoggiano le aspirazioni indipendentiste degli albanesi, e il nuovo Stato verrà riconosciuto in tempi rapidi. A sostenerlo è Hashim Thaci, futuro primo ministro kosovaro, in un’intervista all’emittente televisiva albanese Top Channel. Thaci ha ribadito la posizione degli occupanti albanesi della provincia, contrari a soluzioni diverse da quella dell’indipendenza, e scarta l’ipotesi di uno “status transitorio”. “Per il Kosovo esiste un’unica soluzione, diventerà indipendente e neutrale”, ha affermato Thaci, per il quale non potrà esservi “uno status intermedio tra Kosovo e Serbia”. “Abbiamo il pieno sostegno degli Stati Uniti e di Bruxelles”. Per Thaci dopo il 10 dicembre non vi saranno dietrofront. “È interesse dell’intera regione” risolvere finalmente la questione Kosovo. “Dichiareremo l’indipendenza che verrà riconosciuta da 20 Stati rapidamente seguito dal riconoscimento da parte dell’Ue”, ha concluso Thaci. Alle parole concilianti dei serbi, gli occupanti albanesi rispondono con i loro duri proclami. La situazione sembra precipitare e l’unica soluzione all’uso delle armi è costituita dagli incontri previsti dalla Troika per la prossima settimana, prima dello scadere dell’ultimatum previsto per il 10 dicembre. Non si conosce ancora l’esito, tuttavia il timore è che gli albanesi non vogliono assolutamente recedere dai loro bellicosi progetti come dimostrano le continue prese di posizione per una secessione senza compromessi.
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#1 23 Novembre 2007, 17:58 |
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Mr.G
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 Re: Kosovo
Russia:l'indipendenza del Kosovo non è un dato di fatto
I colloqui sul futuro del Kosovo continuano ma gli occupanti albanesi pretendono l’indipendenza, nonostante le aperture dei rappresentanti di Belgrado. Soltanto la Russia in seno alla Troika mantiene una posizione decisa di opposizione assoluta agli ultimatum di Washington e dei suoi alleati.
Il portavoce del ministro degli Esteri russo, Mikhail Kamynin, ha ribadito che se il Kosovo dichiarasse l’indipendenza questa provocherebbe una nuova escalation militare nei Balcani. Le dichiarazioni del portavoce sono state rilasciate nel corso di un’intervista in previsione di una visita a Mosca del ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, per incontrare la controparte russa, Sergei Lavrov, e discutere di alcuni temi di politica internazionale tra cui il futuro status del Kosovo. Ed è stato proprio Lavrov ieri a riaffermare che la soluzione del problema di Pristina può essere risolto soltanto basandosi sul diritto internazionale. Naturalmente anche l’emissario russo della Troika (Ue- Usa-Russia) per il Kosovo, Aleksander Botsan-Kharcenko, ha fatto sentire la sua voce di sostegno per la Serbia e la sua regione. Il diplomatico di Mosca ha dichiarato infatti che gli Stati Uniti stanno affrontando la questione della provincia serba a maggioranza albanese “in un’ottica di pseudorealtà”, poiché considerano la sua indipendenza un fatto compiuto. “Gli Usa ritengono che la separazione del Kosovo sia già avvenuta de facto. Noi invece consideriamo la situazione dal punto di vista del diritto internazionale, e non di una pseudorealtà”, ha osservato Botsan-Kharcenko. “È molto difficile lavorare in questa Troika, tenendo conto che ci sono posizioni diverse sul Kosovo all’interno dell’Ue. Ciò non può favorire il dialogo serbo-albanese e naturalmente dopo tali dichiarazioni i kosovari non vedono alcun motivo per cui dovrebbero attenuare le proprie posizioni”, ha aggiunto l’emissario russo. “Non ci aiuta neppure la missione delle Nazioni Unite, che ha chiuso la sua attività nel difficile momento delle elezioni parlamentari, e non se ne capisce il motivo”, ha osservato l’emissario russo. Botsan-Kharcenko ha voluto poi ricordare che la Serbia continua a proporre delle soluzioni fondate sulla più ampi autonomia ma gli albanesi continuano a fare orecchie da mercante rifiutando qualsiasi soluzione negoziata. Il prossimo incontro della Troika e della delegazione delle due controparti avrà luogo tra il 26 e il 28 novembre, probabilmente nella città di Baden-Baden, in Germania. Sarà questo l’ultimo o il penultimo vertice prima della fine dei negoziati, visto che gli occupanti albanesi non demordono e sperano di ottenere l’indipendenza con l’avallo non soltanto di Washington ma di tutta l’Unione europea prona, come sempre, agli interessi degli Stati Uniti.
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#2 23 Novembre 2007, 18:01 |
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direttore
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 Questione Kosovo
Mosca usera' il suo diritto di veto in Consiglio di sicurezza dell'Onu per bloccare eventuali risoluzioni sull'indipendenza del Kosovo. In una intervista al quotidiano Vremia Novostei, il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha sottolineato inoltre che se Nato e Unione europea tenteranno di scavalcare l'Onu sulla questione, ''si porranno fuori dal diritto internazionale''.
Fonte: Ansa
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#3 21 Dicembre 2007, 13:59 |
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Finna
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 Re: Kosovo
Secondo me baypassare il veto di Mosca sull'indipendenza del Kossovo è una follia. Oltre ad andare fuori dal diritto internazionale, l'Europa e gli States dimenticano i vari focolai nell'ex mondo sovietico. Penso che se il Kossovo dichiarerà unilateralmente l'indipendenza allora anche l'Abkasia e l'Ossezia del sud potranno farlo dalla Geogia, la repubblica della Pridnestrovie in Moldova, la stessa Bosnia si spaccherà di nuovo. La stessa Ucraina potrebbe scoppiare sulla ormai obsoleta questione della Crimea, e poi quanti altri nel mondo, solleticati dal trafficante di turno, saranno spinti ad una richiesta di indipendenza pagata coi provventi di dubbi traffici e potranno richiamarsi al Kossovo.
Non sono sicuro, ma attorno alla questione Kossovo devono esistere interessi per adesso nascosti, mi sembra quantomeno strano che se da una parte si vuole allargare al massimo l'Europa unita, dall'altra si appoggino nuove frontiere che nulla hanno a vedere con la visione di una grande zona senza frontiere.
Chissà? Vedremo in futuro! Certo è, che si parlerà ancora molto della questione Kossovo, meglio sarebbe puntare a una autonomia dentro all'insieme Europeo, solo abbattendo le frontiere si potranno avere nuove libertà.
P.S.
Ciò che si chiama "non credere ai propri occhi".
Il messaggio l'ha scritto Antomar senza accorgersi che era il mio avatar...
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#4 21 Dicembre 2007, 14:46 |
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