La cooperazione economico-commerciale e gli investimenti tra Italia e Russia
Nota informativa del ministero dello Sviluppo Economico della Federazione russa
L’Italia è uno dei principali partner economico commerciali della Russia in Europa e nel mondo e sul piano dell’interscambio commerciale si trova al quarto posto dopo Germania, Olanda e Cina (le statistiche commerciali dell’Olanda sono fortemente influenzate dall’export russo di idrocarburi che passano verso i Paesi terzi per questo Paese, quindi in questo momento l’Italia è il secondo partner commerciale europeo della Russia n.d.r.).
L’interscambio commerciale
Rispetto ai risultati del 2007 l’interscambio commerciale tra Russia e Italia è aumentato nel 2008 del 46,7% salendo a quota 52,9 miliardi di dollari: l’export russo verso l’Italia è cresciuto del 52,3% arrivando a 41,9 miliardi di dollari, mentre le esportazioni italiane verso la Russia sono aumentate del 28,8% toccando gli 11 miliardi di dollari.
Secondo i dati forniti dal servizio doganale, l’interscambio economico-commerciale tra Italia e Russia è caratterizzato da una crescita stabile e costante.
Nel 2008 l’aumento delle esportazioni russe verso l’Italia è stato determinato soprattutto dalle forniture di metalli e di prodotti di metalli (+2,65 volte rispetto al 2007), di prodotti chimici e di caucciù (+1,67 volte), di energia e di idrocarburi (+1,68 volte), di macchinari e di attrezzature tecnologiche (+1,36 volte).
Le esportazioni italiane verso la Russia sono cresciute grazie all’aumento delle forniture di prodotti minerali (+1,72 volte), di prodotti dell’industria chimica e petrolchimica (+1,49 volte) di prodotti metallici (+1,43 volte), di pelli e pellicce (+1,41 volte).
Come negli anni precedenti l’export russo è stato dominato dal combustibile e dalle materie prime che costituiscono l’88,1% del totale: per il 65,3% petrolio e prodotti petroliferi, mentre per il 23,5% gas naturale. Al secondo posto per quantità si trovano metalli e prodotti di metalli (8,4%).
Nella struttura delle importazioni russe dall’Italia la quota relativa a macchine, apparati tecnologici e impianti raggiunge il 52,1%, i prodotti chimici il 14,7%, i prodotti tessili, l’abbigliamento e le calzature il 7,3%, mentre i generi alimentari e gli altri prodotti agroindustriali arrivano al 7% del totale.
Secondo i dati del Comitato per le statistiche della Federazione russa (Rosstat), l’Italia purtroppo non fa parte ancora della lista dei maggiori investitori stranieri nell’economia russa. Ciononostante l’Italia è salita dal 24° posto, occupato nel 2006, al 19° nel corso del 2007 (l’ultimo dato disponibile).
Secondo Rosstat al 1° luglio 2008 la somma degli investimenti italiani nell’economia russa ha raggiunto 1,12 miliardi di dollari, di cui 863 milioni di dollari in investimenti diretti.
Le statistiche italiane e russe differiscono di molto: secondo le stime italiane il volume degli investimenti italiani in Russia avrebbe superato i 10 miliardi di dollari. Secondo Eurispes soltanto il volume degli investimenti da portafoglio nel 2007 dell’Eni e del’Enel avrebbe raggiunto 5,4 miliardi di euro (acquisto delle ex attività di Yukos).
I maggiori investitori italiani nell’economia russa secondo Rosstat sono Fiat, Indesit, Tecnimont, Marazzi, Ferrero, Federlegno Arredo.
Fiat
Nell’aprile del 2007 la Fiat e Sollers (ex Severstal-Avto) hanno avviato presso la fabbrica Zavolzhskij la produzione del veicolo commerciale Fiat Doblo, mentre nel 2008 è stata avviata la produzione del nuovo modello Fiat Linea. La capacità produttiva è ora di 25mila vetture l’anno.
Nel maggio del 2008 Fiat e Sollers hanno terminato la costruzione presso la zona economica speciale di Alabuga in Tatarstan di uno stabilimento per la produzione annuale di 75mila camioncini Fiat Ducato.
Nel 2006 Fiat Powertrain Technologies e Sollers hanno firmato un memorandum sulla costruzione di una fabbrica per la produzione di motori diesel da installare sui veicoli Fiat prodotti in Russia e sulle auto russe (tra cui il fuoristrada Uaz Patriot). Per il 2011 la fabbrica dovrà produrre fino a 90mila motori all’anno.
Indesit (Merloni)
Gli investimenti totali della Merloni nella produzione di frigoriferi e di lavatrici nella regione di Lipetsk hanno finora totalizzato 280 milioni di dollari.
Nella regione di Lipetsk attualmente funzionano due stabilimenti per la produzione di frigoriferi e di lavatrici e un mega centro logistico di 54mila metri quadrati.
Nel 2009-2011 il gruppo italiano intende investire altri 45 milioni di euro nello sviluppo del centro logistico.
Oltre a Lipetsk, il 27 di febbraio del 2008 a Orsk (la regione di Orenburg) è stata inaugurata una nuova fabbrica per la produzione di 240mila frigoriferi l’anno.
Oltre ai frigoriferi dallo stabilimento usciranno forni da cucina, bombole di acciaio ad alta pressione, compressori per sistemi frigoriferi. Il volume totale degli investimenti sarà di 140 milioni di euro.
Altri due progetti realizzati in Russia dalla Merloni Progetti riguardano la costruzione di una fabbrica a Rjazan per il riciclaggio di batterie usate per auto (15,8 milioni di euro) e la costruzione nella regione di Ramenskoe, vicino a Mosca, di uno stabilimento per la produzione di serre (31 milioni di euro).
Tecnimont
Il gruppo Tecnimont e la società russa Nizhnekamskneftechim producono in Russia polietilene e polipropilene in Tatarstan. In Bashkortostan con la società russa Salavatnefteorgsintez viene prodotto polietilene ad alta densità. L’investimento totale italiano nei 2 progetti è di 450 milioni di dollari.
Nella zona economica speciale di Alabuga è stata installata da Tecnimont, insieme a Investitori Internazionali e a Euroboy una linea per la produzione di imballaggi di polipropilene da 15,5 milioni di dollari.
Marazzi
Marazzi il maggiore produttore europeo e mondiale di ceramica per l’edilizia ha messo in funzione nel 2006 una nuova fabbrica per la produzione di piastrelle nella regione di Mosca. Nel progetto sono stati investiti 73 milioni di euro.
Il gruppo Marazzi sta sviluppando la produzione di piastrelle presso la fabbrica Velor nella regione di Orel. Finora vi sono stati investiti 36 milioni di euro, ma nel periodo 2009-2011 sono previsti investimenti supplementari per altri 108 milioni, di cui 28 milioni serviranno per la creazione di una rete commerciale.
Ferrero
È in corso la costruzione di una nuovissima fabbrica della Ferrero nella regione di Vladimir con un investimento di 200 milioni di euro. Lo stabilimento, di oltre 90mila metri quadrati, dovrebbe essere pronto entro la fine del 2009. La capacità produttiva della nuova fabbrica è stimata in 25mila tonnellate di dolci l’anno.
Federlegno Arredo
L’associazione dell’industria del mobile Federlegno Arredo sta realizzando nella regione di Krasnodar la costruzione di una fabbrica per la produzione di pannelli per mobili. Si tratta di componenti ampiamente utilizzati nelle cucine. L’investimento nel progetto raggiunge i 120 milioni di euro.
Gli investimenti russi in Italia
Negli ultimi anni i big dell’industria russa dimostrano crescente interesse verso il mercato italiano.
Il 23 luglio 2008 il gruppo petrolifero russo Lukoil ha acquisito per 1,347 miliardi di euro un pacchetto pari al 49% del capitale delle raffinerie Erg di Priolo. Grazie a questo investimento Lukoil ha ottenuto l’accesso diretto al mercato europeo e mediterraneo dei prodotti petroliferi. Nel 2005 il gruppo metallurgico Severstal ha acquisito il pacchetto di controllo (62%9) del gruppo metallurgico italiano Lucchini per 430 milioni di euro, portando nel maggio 2007 la propria quota a 79,8% delle azioni.
La società metallurgica Evrazgroup ha acquisito il pacchetto di controllo dello stabilimento metallurgico Palini e Bertoli per 61 milioni di euro.
Alla fine del 2006 il gruppo Russkij Alljuminij (Rusal) ha acquisito per 200 milioni di dollari il 56%della fabbrica Euralumina.
Il gruppo Sistema ha acquisito per 100 milioni di euro le attività della holding Finmec, specializzata nella produzione di componenti elettronici.
All’inizio del 2007 il gruppo Renova ha registrato in Svizzera la società Avelar Energy cha ha acquisito il trader energetico italiano Energetic Source. Nel giro di 5 anni Renova intende investire nella produzione dienergia rinnovabile (bio, eolica, fotovoltaica) fino a un miliardo di dollari. Nel gennaio del 2009 sono stati connessi alla rete elettrica i primi due generatori eolici nel parco energetico nella provincia di Toscana.
















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