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È stata la prima delle cantanti russe a conquistare anche la scena del Metropolitan Opera ed altre migliori scene del mondo. Le hanno dedicato proprie opere Dmitrij Šostakovič e Benjamin Britten, classici del XX secolo. “Sono riuscita a fare in tempo tutto – ha detto una volta Višnevskaja, – ho ottenuto tutto ciò che di migliore possa esistere nella vita: il migliore teatro, il migliore marito, i migliori direttori d’orchestra e registi”.
Lei e suo marito erano persone molto diverse. Il grande musicista Mstislav Rostropovič, consorte di Galina Višnevskaja, era una persona comunicativa e socievole, con un milione di amici, dal re ai guadarobieri. Lei era, invece, una inavvicinabile diva dell’opera lirica, un’amazzone e guerriera, che la diceva chiara e tonda a tutti indipendentemente dallo status e dalla carica. Tale era il carattere di questa donna che aveva vissuto gli orrori della Seconda guerra mondiale, la perdita dei genitori, la fame… Nel libro autobiografico “Galina. Storia di una vita”, tradotto il 34 lingue, la Višnevskaja scrisse: “Durante la Seconda guerra mondiale ho vissuto tutto l'assedio di Leningrado durato 900 giorni. Ho tirato fuori feriti dalle macerie rimaste dopo i bombardamenti. È mancato poco che non morissi di distrofia io stessa. Era necessario sopravvivere, lottare ad ogni costo! Mi hanno aiutato i miei sogni. Mi immaginavo come, finita la guerra, avrei cantato sul palcoscenico…”. Di tutte le onorificenze di cui è stata insignita, Galina Višnevskaja apprezzava più di tutto la medaglia “Per la difesa di Leningrado”.
Galina Višnevskaja ha costruito la propria carriera musicale insieme con il marito Mstislav Rostropovič. Hanno conosciuto momenti di trionfo assoluto ed hanno superato anche serie prove, quando, accusati di dissidenza, sono stati costretti nel 1974 ad andare a vivere all’estero e sono stati privati della cittadinanza sovietica. Ma, tutto sommato, hanno vissuto una vita felice: hanno festeggiato le nozze d’oro, ossia il cinquantesimo del loro matrimonio, e sono ritornati trionfalmente in patria nel 1991.
Galina Višnevskaja ha abbandonato la scena del teatro lirico senza aspettare il tramonto della propria carriera spiegandolo così: “Ho sentito che mi è passata la gioia del cantare”. Ma la sua vita nell’arte è durata ancora molti anni. Fece furore la sua interpretazione come attrice cinematografica nel film “Aleksandra” del famoso regista Aleksandr Sokurov. Ha creato a Mosca il Centro di canto lirico dove ha preparato giovani artisti d’opera. Un giorno, parlando del suo centro, ha detto:
“Ho ottenuto tutto in Russia. Sono una donna russa, qui mi hanno insegnato tutto. E voglio riuscire a trasmettere tutto ciò che ho ai miei cari allievi”.
Galina Višnevskaja è scomparsa, ma la sua magnifica voce, per fortuna dei posteri, si è conservata nelle registrazioni e rimarrà per secoli un modello dell'arte lirica.
http://italian.ruvr.ru/2012_12_12/L...a-Vishnevskaja/












Sagrado (GO)





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