3 agosto 2012
Antonina Boldireva, dall'edizione cartacea di Russia Oggi
I monumenti rivelano la storia dimenticata di un Paese come Kaljazin nella regione di Tver, inondato durante i progetti di elettrificazione dell'Urss
La città di Kaljazin nella regione di Tver: case abbandonate dalle imposte spalancate; le rondini volano rasoterra, con le code sfiorano gli alberi che crescono sull'argine. Il fiume Zhabnja si è fatto silenzioso in attesa del temporale. La guglia appuntita del campanile sommerso sembra voler bucare il cielo.
Non tutti i monumenti archeologici sono riusciti a sopravvivere ai progetti di elettrificazione dell'Urss. Durante la costruzione del bacino artificiale e della centrale idroelettrica di Uglich, poco lontano da qui, l'area storica della città di Kaljazin fu completamente allagata. Per tutte le costruzioni che si trovavano nella zona da allagare era stato previsto il trasferimento in un altro luogo o la distruzione.
Trasportare la chiesa di pietra di San Nicola era impossibile, e la chiesa venne distrutta. La torre campanaria alta 74 metri doveva essere riadattata come centro di paracadutismo, e per far ciò si sarebbe dovuto rimuovere la campana del peso di 8.200 chilogrammi. Durante le operazioni di rimozione, la struttura temporanea a cui era stata sospesa la campana cedette, la campana precipitò sulle travi sottostanti, appositamente costruite, spezzandole e squarciando i pavimenti dei piani inferiori, e andando a finire nei sotterranei dell'edificio. Dopo alcune piene si scoprì che i sotterranei della chiesa erano completamente allagati.
Stando ai racconti degli abitanti, la campana in seguito suonò diverse volte per avvertire la gente di una disgrazia imminente: la prima, alla vigilia della Grande Guerra Patriottica (il nome russo della Seconda Guerra Mondiale, ndr); poi di nuovo, a martello, per annunciare la battaglia di Berlino e infine la guerra in Afghanistan.
All'inizio degli anni '80 da Tver fu inviata una draga per ripulire l'edificio della chiesa eliminando i danni causati dall'acqua e dal ghiaccio, oltre che per costruire un grande banco di sabbia intorno al campanile. Da allora la chiesa si erge su di un'isoletta, ed è nascosta sotto terra per un terzo della sua altezza. La campana non ha più suonato.
La città dei carri che cantano
Siamo nel Sud degli Urali, nella valle di Arkaim. La steppa, intervallata da verdi oasi di boschi di betulle sui pendii; il lino delle fate che ondeggia al vento, gli onnipresenti tafani e le vipere che sonnecchiano all'ombra.
http://russiaoggi.it/articles/2012/...sato_16813.html












Sagrado (GO)

