Ceneri al vento, la camera approva
Cremazione libera Passa la nuova legge in materia funeraria finora regolata da un editto napoleonico del 1804. Si potranno avere anche cimiteri privati in giardino
LEON LANCARI
ROMA
Asuo modo anche questa è una rivoluzione. Culturale, si intende. Potrebbero cambiare infatti molto presto le modalità con le quali siano abituati a dare l'estremo saluto a un congiunto o a un amico passato a miglior vita tanto che, contrariamente a quanto accade oggi, in futuro potremo anche decidere di tenere, in caso di cremazione, le sue ceneri nel giardino di casa, oppure di affidarle al vento dalla cima di una montagna o dalla riva del mare. Non solo. Se l'amico morto è «il migliore amico dell'uomo», da domani potremo contare anche su cimiteri creati appositamente per far riposare cani, gatti, uccellini o qualunque altro animale. Novità in arrivo in tema di cimiteri e onoranze funebri. La Camera ha infatti approvato ieri con 180 voti a favore, 2 contrari e 83 astenuti un disegno di legge presentato dal ministro della salute Girolamo Sirchia che introduce nuove norme in materia funeraria. Il testo prevede tra l'altro anche procedure più facili e snelle per quanti decideranno di farsi cremare una volta morti, ma anche l'istituzione di «case di commiato», dentro e fuori i cimiteri, per chi vorrà essere sepolto senza funerale, e la possibilità per i privati di aprire nuovi cimiteri.
Dopo più di 200 anni vanno così in pensione le disposizioni introdotte da Napoleone l'11 giugno del 1804 quando, con l'editto di San Cloud, impose l'obbligo di seppellire i morti lontano dalle abitazioni civili, divieto restato in vigore fino a oggi. Ora però si cambia e la novità più grande riguarda proprio la possibilità di portarsi a casa le ceneri del familiare morto. La legge prende atto di come siano sempre di più coloro che scelgono di farsi cremare una volta morti, e cerca di intervenire per risolvere gli inevitabili problemi di «affollamento». «Aumenta l'uso della cremazione, cosa a mio avviso buona, ma non tutti i comuni hanno crematori a sufficienza», ha spiegato ieri Sirchia. «Il rischio è che ci possano essere ritardi che nessuno vorrebbe vedere in questi momenti». La nuova normativa dovrebbe risolvere il problema affiancando ai comuni altri soggetti terzi a cui affidare l'attività di cremazione in modo da sveltire le procedure. Le nuove strutture dovranno comunque avere accanto le «sale di commiato». Previsto inoltre l'obbligo di contrassegnare ogni cassa con una targhetta non combustibile con gli estremi del defunto, in modo da evitare spiacevoli «equivoci».
Altra novità , sono proprio le sale di commiato. Anche queste potranno essere gestite da privati e serviranno per celebrare funerali civili o di riti «minori» per i quali adesso non esiste un luogo adeguato.
Cambia anche la distanza tra i cimiteri e le abitazioni: resta fissata in 200 metri ma può scendere fino a 50 metri in seguito a una decisone presa congiuntamente dai comuni con le asl. Via inoltre alle cappelle private. che potranno essere realizzate anche fuori dai cimiteri purchè siano circondate da una «zona di rispetto» di almeno 25 metri, e potranno ospitare anche salme di persone esterne alla famiglia.
Una figura alla quale davvero non siamo abituati, al contrario di quanto avviene negli Stati uniti, è invece quella del «tanatoprattore». «Nel testo - ha spiegato il relatore della legge, Fabio Minoli di Forza Italia - viene disciplinata una nuova figura, una sorta di `estetista' che interverrà sul corpo del defunto per fare in modo che si mantenga nel migliore dei modi possibile fino al giorno delle esequie». Introdotte anche norme più severe per evitare cassi di sciacallaggio da parte di agenzie funebri disposte a pagare mazzette per avere informazioni sui decessi e ottenere così un funerale.
Infine un vero esempio di civiltà come i «pet cemetery», vale a dire i cimiteri per gli animali domestici già esistenti all'estero. Saranno i comuni a indicare le aree idonee per questi «camposanti» in cui far riposare cani, gatti, canarini e tutti quegli animali che ci fanno compagnia. Il trasporto delle spoglie sarà a cura dei proprietari nel rispetto delle regole e su autorizzazione di un veterinario che escluda rischi per la salute pubblica.
da "il manifesto" (18 febbraio 2005)












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