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Nella Sperduta Naryan-Mar
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n4italia
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 Nella Sperduta Naryan-Mar
Nella sperduta Naryan-Mar
4 gennaio 2012
Evy Hua, Russia Oggi
Viaggio in una città russa unica nel suo genere, che conferma gli stereotipi sui freddi inverni polari e sull’ospitalità delle popolazioni locali
Foto: Evy Hua
Non avete mai sentito parlare di Naryan-Mar? Niente di grave: anche la maggior parte dei russi non ne ha mai sentito parlare. E’ una città con una popolazione di circa 21 mila abitanti, situata a Nord del Circolo polare artico, nella regione autonoma dei Nenets, nella parte europea della Russia. E’ preferibile raggiungerla in aereo per evitare le strade piuttosto primitive e spesso ghiacciate.
“Perché diavolo andate fin là?”. Questa è una delle domande che mi hanno rivolto più spesso dopo che ho comunicato i nostri progetti per le vacanze di novembre ad amici e colleghi. E’ vero, non sono molte le persone che sceglierebbero il freddo gelido di un remoto angolo della Russia per una vacanza di piacere, ma dato che si trova ad appena due ore di volo da Mosca, ci sembrava che questa destinazione valesse una visita. Così abbiamo scoperto che la città viene servita soltanto da due compagnie aeree : la Nordavia e la Utair, e che non c’è possibilità di comprare biglietti elettronici perché, a quanto pare, l’aeroporto di Naryan-Mar non è attrezzato per tale servizio. Un altro fatto abbastanza sorprendente è venuto fuori al momento del check-in: “Niente donne nei sedili vicino alle uscite d’emergenza”. Mi spiego meglio: al mio ragazzo piace molto la spaziosa libertà dei sedili vicino alle uscite di emergenza, ma la sua speranza di riuscire ad allungare le gambe durante il volo è stata subito stroncata dalla serissima signora addetta al check-in, la quale gli ha spiegato che non avrebbe potuto darci due posti vicini in una delle file adiacenti alle uscite d’emergenza: regolamento aziendale. La mia debolezza fisica in quanto donna mi avrebbe infatti impedito di prestare l’assistenza adeguata in caso di emergenza. “Nella maggior parte dei Paesi occidentali questo tipo di regolamento sarebbe illegale,” ha protestato il mio ragazzo, tentando la carta del “nei Paesi occidentali”, ma è stato messo a tacere da un poco amichevole: “Qui non siamo in un Paese occidentale!”.
Il nostro arrivo a Naryan-Mar è stato salutato da una temperatura di 17 gradi sotto zero, una pista d’atteraggio ghiacciata, un solo altro aereo parcheggiato (della Nordavia) e un capolavoro di architettura sovietica come aeroporto. I viaggiatori erano pochi, più che altro abitanti del posto che stavano tornando a casa. Dal nostro taxi prenotato in anticipo (con buffi coprisedili in peluche che avranno richiesto il sacrificio di un bel mucchio di pupazzi) ci siamo fatti le prime impressioni della città: strade semplici, una piccola piazza centrale, il grande, basso sole invernale (tramonta intorno alle 4 del pomeriggio), un misto di edifici sovietici e di tipiche case russe di legno, una chiesa russa tradizionale, un imponente edificio corporativo appartenete alla Lukoil (il maggior datore di lavoro della città) e uno strano odore affumicato, proveniente forse da una delle fabbriche per la lavorazione della carne dei dintorni.
La carne di renna viene lavorata in questa zona per produrre deliziose salsiccie e altre specialità che possono essere acquistate nelle drogherie all’antica della città (dove troverete la tipica donna russa che dirige il proprio negozio con la severità di un generale) o in uno dei pochi ristoranti della città. Anche se la varietà di ricette a base di renna suona invitante, dopo una giornata di renna bollita, stufata, grigliata, in salsicce, in zuppa ed essicata si inizia davvero a sentire la mancanza dei cari vecchi derivati della carne di mucca.
Non pensate che questo sia un paradiso per vacanze a buon mercato. A differenza di molte altre città delle regioni russe, che sono in effetti abbastanza economiche, Naryan-Mar ha un livello di prezzi comparabile a quello di Mosca. I residenti ricevono addirittura sussidi statali per compensare in qualche modo l’alto costo della vita dovuto alla difficoltà di trasportare le merci fino a una località così remota. Una stanza semi-lusso in un hotel a cinque stelle, dall’architettura stile container, costa circa 200 dollari a notte, inclusa una colazione molto scarna. Non aspettatevi di trovare spa o palestre: le cinque stelle sono state date forse per tentare di giustificare la tariffa di 200 dollari a notte. Ma non fraintendetemi: questo albergo è adorabile anche se a giudicare dalla sorpresa della ragazza alla reception e dal suo rifiuto di credere che lo scopo del nostro soggiorno a Naryan-Mar fosse il “turismo”, penso che si possa tranquillamente affermare che l’industria turistica a Naryan-Mar non sia ancora ben avviata.
Ma è proprio questo che rende il viaggio più affascinante. In quale altro posto ti offrirebbero una generosa porzione di vodka in una teiera, in un ristorante che non ha la licenza per i superalcolici, gratis, per scaldarti dopo essere stato al freddo. E che dire della visita a un chum (la tenda-yurta locale) in mezzo alla tundra? Valja, il proprietario del chum, tiene con s é una renna addomesticata, rimasta con un occhio solo dopo essere stata ferita da un bracconiere locale: ora la renna si guadagna da vivere come principale attrazione per gli ospiti di Valja e con apparizioni occasionali alle feste della città come principale divertimento per i bambini. Valja riceve ospiti, tra cui intere comitive di abitanti del luogo che vengono per festeggiare il compleanno nel chum, per far conoscere lo stile di vita tradizionale locale (nei chum) e tutto quello che c’è da vedere nei dintorni. Vi offre una nutriente zuppa di renna e una bella chiacchierata, accovacciati sulle pelli di renna sparse per il chum. Le vende a circa 2000 rubli (50 euro circa) al pezzo offrendovi un’importante informazione: fare l’amore su una pelliccia di renna di colore scuro garantisce una discendenza maschile, su una di colore chiaro, invece, arriverà una femminuccia.
http://russiaoggi.it/articles/2011/...-mar_13037.html
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#1 04 Gennaio 2012, 19:52 |
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milian_t
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 Re: Nella Sperduta Naryan-Mar
i Nenci o Nentz, un popolo di allevatori, cacciatori e pescatori che lotta per la sua indipendenza (purtroppo nel loro teritorio c'è il maledetto petrolio, il gas e forse anche l'oro!) ma che è facile venga assorbito!
Chissà che le pellicce si possano portare quì ma ne dubito.
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#2 04 Gennaio 2012, 20:15 |
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n4italia
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 Re: Nella Sperduta Naryan-Mar
La lettura dell'articolo su questa città mi ha incuriosito e così sono andato a leggermi qualcosa su Wikipedia. Ve lo condivido:
Nenci
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altre voci, vedi Nenci (disambigua).
Foto raffigurante un piccolo Nencio.
I Nenci o Nenezi (nenec: ненёця - uomo; russo: ненцы) sono una popolazione indigena della Russia di origine samoieda. Secondo gli ultimi dati Census del 2002, nella Federazione Russa sono oggi presenti 41.302 Nenezi, la maggior parte dei quali stanziati in Jamalia e Nenetsia. La loro lingua è il nenec, utilizzata nella letteratura locale e insegnata nei distretti scolastici delle richiamate regioni.
Indice
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1 Storia
2 Religione
3 Fonti
4 Collegamenti esterni
5 Altri progetti
Storia [modifica]
Neneci nella tundra nei pressi di Dudinka.
I Neneci si dividono in due gruppi distinti, la cui differenziazione si basa essenzialmente sulle diverse attività economiche praticate: i Nenci della Tundra (stanziati nel nord) traggono il proprio sostentamento dall'allevamento delle renne mentre i Chandejar o Nenci della Foresta vivono invece di caccia e pesca. Un terzo gruppo, i Neneci Kominized (gente di Yaran) è emerso come il risultato dei matrimoni tra Nenci e membri della tribù Ižma, di etnia Komi.
Alcuni storici ritengono si siano separati dagli altri gruppi di lingua ugro-finnica intorno al 3000 a.C. e che in seguito si siano spostati verso est ove si mescolarono con popolazioni di origine turca o altaica intorno al 200 a.C. Coloro che rimasero in Europa furono assoggettati dai russi nel XIII secolo e furono presto assorbiti da tale etnia, ma i gruppi che si spostarono nel lontano est siberiano non entrarono in contatto con tale civiltà almeno fino al XIV secolo. All'inizio del XVII secolo tutti i Neneti si trovavano sotto l'egida dello Stato russo.
Le tribù che si spostarono più a oriente si stabilirono nella tundra della Penisola di Kanin e fra le foreste che si stendono tra l'Ob' e lo Enisej. Qui alcuni si stanziarono in piccole comunità di coltivatori, altri continuarono le loro attività di caccia, pesca e (almeno per quel che concerne i Nenci della Tundra) allevamento di renne. Selezionarono il cane Samoiedo affinché fosse adatto al traino di slitte e al ruolo di "cane pastore". Riuscirono ad adattare così bene tale razza alle condizioni climatiche sfavorevoli che, in seguito, il Samoiedo fu utilizzato nelle spedizioni polari dagli esploratori europei.
All'inizio del '900 i Nenci, con il progredire delle comunicazioni, i Nenci persero gradualmente il proprio isolamento dal resto del mondo. In tale periodo vennero introdotti dai mercanti russi l'alcool, il cui uso smodato provocò un progressivo degrado nello stile di vita indigeno. Oltre a tali conseguenze i Nenci, poco abituati a confrontarsi economicamente con l'esterno, contrassero grossi debiti con tali mercanti, debiti che poi si tramandavano di generazione in generazione, impoverendo oltremisura la popolazione.
Dopo la Rivoluzione russa, il governo sovietico costrinse i nomadi Neneti a stanziarsi, velocizzando in tal modo il processo di assimilazione: la vicinanza fisica con le altre etnie e l'educazione scolastica impartita ai giovani (secondo un decreto del 1957 l'amministrazione si assumeva l'onere inderogabile di crescere culturalmente i bambini fino alla maturità) finirono per provocare una profonda erosione nell'identità culturale della popolazione samoieda. A questo si deve aggiungere che la progressiva industrializzazione della zona dove abitano e il progressivo ridursi dei pascoli delle renne hanno forzatamente costretto molti membri di tale popolazione a emigrare o a dedicarsi ad altre attività, soprattutto come operai nelle industrie chimiche o petrolifere (secondo recenti stime il 41 % della popolazione). A causa di questo sradicamento l'aspettativa di vita, anche a causa dei suicidi, si attesta oggi intorno ai 45 anni. Se da un lato questo non può che considerarsi un risvolto negativo dall'altro è opportuno rilevare che lo sviluppo di nuove professioni ha portato alcuni membri della comunità a distinguersi in vari campi: Konstantin Pankov, ad esempio, è un pittore noto in tutta la Russia.
Famiglia di Nenci all'interno di una tenda
Religione [modifica]
Seppur fortemente influenzato dal cristianesimo ortodosso, lo sciamanesimo dei Nenci si è tuttavia preservato fino al XXI secolo. A capo della nutrita schiera di dei e di spiriti venerati vi è Num, il Dio supremo che dimora in tutti gli elementi naturali e integra in sé ogni fenomeno atmosferico. Privo di forma e mai raffigurato, è adorato in modo particolare dai Nenci della tundra che due volte l'anno, nel corso delle feste di primavera e autunno, sono soliti immolargli in dono grandi renne bianche. Tra le tribù dei Nenci convertite al cristianesimo l'antico Dio dei padri è stato sostituito dalla figura di San Nicola, da loro chiamato Mikkulai, oggetto di profonda venerazione.
A governare il mondo dei morti è o Nga, figlio di Num, o colei che in alcune raffigurazioni è indicata come la "vecchia della terra". Vi sono poi la grande varietà degli spiriti sovrani della terra e degli spiriti sovrani delle acque che pervadono gli esseri viventi, tra i quali sono particolarmente venerati quelli che, per la loro funzione di preda o di predatore, influiscono in modo significativo sulla vita quotidiana della tribù. Così tra le tribù Chandejar si verifica un'adorazione particolare lo spirito del pesce, a causa della grande importanza che questo alimento ha nel nutrimento giornaliero. I Nenci della Tundra venerano lo spirito orso (la cui testa, quando ucciso, è solitamente issata sopra a un albero) e il lupo, grande predatore di renne. Lo sciamano, chiamato Tadibja, è solito costruire statuette in legno raffiguranti animali le quali, catturando in sé lo spirito di ciò che viene raffigurato, propiziano la caccia e la pesca.
Oltre a questi spiriti sono presenti anche quelli del focolare (haehe) i quali, raffigurati sopra statuette antropomorfe in legno e in pietra, hanno un preciso posizionamento nelle abitazioni samoiede e la cui importanza e tale da farle trasmettere in eredità da padre in figlio.
Per quel che concerne la vita ultraterrena i Nenci, influenzati dal cristianesimo, credono nella presenza di un'"anima respiro" che, dopo la morte, o scompare nel nulla o sale al cielo.
Fonti [modifica]
(HU) Hoppál, Mihály (1994). Sámánok, lelkek és jelképek. Budapest: Helikon Kiadó. ISBN 963-208-298-2.
(HU) Hoppál, Mihály (2005). Sámánok Eurázsiában. Budapest: Akadémiai Kiadó. ISBN 963-05-8295-3 2
Storia delle religioni, 18, I popoli senza scrittura, Vol. 2 (1978). A cura di Henri-Charles Puech, Roma-Bari: Laterza.
Collegamenti esterni [modifica]
(EN) Popolazioni uraliche in via di estinzione
(EN) Minoranze linguistiche russe
(EN)Il libro rosso delle popolazioni dell'Impero russo
(EN)Nota storico-demografica sui Nenci abitanti nella Repubblica del Komi
http://it.wikipedia.org/wiki/Nenci
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#3 04 Gennaio 2012, 20:19 |
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n4italia
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 Re: Nella Sperduta Naryan-Mar
....e, visto che ci siamo, anche qualcosa sulla città:
Nar'jan-Mar
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Abbozzo Oblast' di Archangel'sk
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Nar'jan-Mar
Нарья́н-Мар (RU)
Nar'jan-Mar - Bandiera
Nar'jan-Mar - Stemma
Panorama di Nar'jan-Mar
Stato: bandiera Russia
Entità federale: Circondario autonomo dei Nenec
Coordinate: 67°37′00″N 53°03′00″ECoordinate: 67°37′00″N 53°03′00″E (Mappa)
Abitanti : 19.200 (2007)
CAP: 166000
Prefisso tel: (+7) 81853
Nar'jan-Mar è posizionata in Federazione Russa
Nar'jan-Mar
Sito istituzionale
Nar'jan Mar (Няръяна мар, città rossa nella locale lingua Nenets) è una cittadina della Russia europea settentrionale, capoluogo del Circondario Autonomo dei Nenec; sorge sulla sponda destra del fiume Pečora, 110 km a monte della sua foce nel Mare di Barents.
La sua fondazione risale al 1935, in seguito alla decisione del governo sovietico di promuovere un certo sviluppo industriale nella zona; negli anni passati ha avuto una certa importanza anche l'attività forestale.
Indice
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1 Trasporti
1.1 Aereo
1.2 Nave
2 Gemellaggi
3 Altri progetti
4 Collegamenti esterni
Trasporti [modifica]
Aereo [modifica]
La città è servita dall'Aeroporto di Nar'jan-Mar dove si basa la compagnia aerea russa il Distaccamento Aereo di Nar'jan-Mar.
All'aeroporto effettuano i voli di linea e charter per gli aeroporti russi di Mosca-SVO, San Pietroburgo-Pulkovo, Arcangelo-Talagi, Syktyvakar, Usinsk le compagnie aeree russe Aeroflot-Nord, Kirov Air Enterprise, UTair.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Nar'jan-Mar.
Nave [modifica]
La sua posizione vicino alla foce di un grande fiume fa sì che sia dotata di un porto fluviale di discreta importanza.
Evoluzione Demografica 1926 1939 1959 1970 1979 1989 2002 2007
14 000 13 000 13 200 18 900 23 400 20 200 18 600 19 200
Gemellaggi [modifica]
Bandiera della Russia Arcangelo (città)
Bandiera dell'Ucraina Mariupol'
Bandiera della Russia Uchta
Bandiera della Russia Mosca
Bandiera della Norvegia Trondheim
Altri progetti [modifica]
Collabora a Commons Wikimedia Commons contiene file multimediali su Nar'jan-Mar
Collegamenti esterni [modifica]
Stemma dell'Oblast' di Archangel'sk Città dell'Oblast' di Arcangelo Bandiera della Russia
Capoluogo: Archangel'sk
http://it.wikipedia.org/wiki/Nar%27jan-Mar
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#4 04 Gennaio 2012, 20:22 |
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milian_t
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 Re: Nella Sperduta Naryan-Mar
Siberia: allevatori di renne destinati alla scomparsa
Il gasdotto Nord-Stream segna il destino di uno degli ultimi autentici popoli nomadi della terra
Bolzano, Göttingen, 8 novembre 2011
Nenzi siedono su una slitta da renne nella Tundra siberiana. Nenzi siedono su una slitta da renne nella Tundra siberiana.
In occasione della cerimonia di inaugurazione ufficiale del gasdotto Nord Stream, tenutasi oggi nella cittadina tedesca di Lubmin alla presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente russo Dimitri Medvedev, l'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) vuole ricordare che il progetto e la costruzione del gasdotto ha obbligato una parte del popolo dei Nenci ad abbandonare definitivamente il loro tradizionale stile di vita. I Nenci, che tradizionalmente sono allevatori di renne, erano uno degli ultimi popoli della terra ad essere veramente nomadi e a vivere tutto l'anno secondo lo stile di vita e l'economia tradizionali.
La maggior parte del gas che fluisce attraverso il nuovo gasdotto proviene dalla regione dei Nenci. Per la realizzazione del gasdotto sono stati distrutti circa 2.500 km2 di natura incontaminata a cui si aggiungeranno presto altri 3.000 km2 circa. In cambio i Nenci hanno ricevuto indennizzi in denaro e in nuove infrastrutture ma di fatto l'intero progetto è stato realizzato senza che abbiano potuto scegliere. Ora, persa la loro terra e la loro base economica, l'unica scelta che resta ai Nenci è quella di riuscire a ottenere un lavoro presso Gazprom.
Circa 4.700 Nenci vivono come nomadi sulla penisola di Jamal dove di trovano anche il 61% circa dei giacimenti di gas russi e il 15% dei giacimenti di petrolio. La regione offriva alle renne pascoli intatti e un'alta biodiversità. In inverno i Nenci conducevano le loro mandrie verso sud dove i boschi offrivano un sufficiente riparo dal freddo della tundra, mentre in primavera i Nenci tornavano nelle zone centrali della penisola, dove nascono i piccoli di renna. In estate le mandrie pascolano lunghe le coste dove il vento tiene lontano le zanzare e i moscerini. Le renne costituivano la base economica e vitale dei Nenci, da cui essi traevano tutto quanto serviva loro per vivere: carne, pelli e indumenti.
La maggior parte dei complessivamente 41.300 Nenci vive nel Distretto autonomo dei Nenci, nel Distretto autonomo dei Nenci di Jamal e nel Distretto autonomo di Taymyr. Molti dei Nenci che, una volta diventati stanziali, si trasferiti nelle città alla ricerca di lavoro, soffrono di dipendenza da alcol o da altre sostanze e della perdita dei propri punti di riferimento, dati in passato principalmente dalla terra. L'aspettativa di vita dei Nenci è di 15 anni inferiore all'aspettativa media russa, che per gli uomini è comunque di soli 60 anni.
Il principale responsabile della costruzione e del funzionamento del gasdotto è Gazprom. La multinazionale russa detiene il 51% delle quote di NordStream, a cui partecipano anche le impresa energetiche tedesche Wintershall Holding GmbH e E.ON Ruhrgas AG (per il 15,5% rispettivamente), la olandese N.V. Nederlandse Gasunie e la francese GDF SUEZ (rispettivamente il 9%). Nel 2010 Gazprom ha registrato un profitto pari a 23,7 miliardi di Euro. L'impresa controlla il 25% del commercio europeo di gas e le esportazioni di gas finanziano quasi la metà del bilancio statale russo.
A me dispiace per loro.
Conoscerne gli usi e la tradizione tramandata da secoli potrebbe spiegare tante cose.
Se dipendesse da me dovrebbero continuare a vivere come adesso.
0 criminalità, vi dice niente questo???
http://www.gfbv.it/2c-stampa/2011/111108it.html
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#5 04 Gennaio 2012, 20:27 |
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sovietboy
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Messaggi: 2785
Residenza:  Новороссия
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 Re: Nella Sperduta Naryan-Mar
Io consiglio a quella coppia la prossima volta di fare una vacanzina a Ojmiakon
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#6 09 Gennaio 2012, 11:02 |
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