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Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico
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Messaggio Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Segnalo articolo Perché l’incontro tra il papa e il patriarca russo è un evento storico
"Cuba succursale del Vaticano, o nuova sede diplomatica del papa. Le relazioni speciali che si sono stabilite tra il papa argentino e l’isola caraibica – compresa un’intesa personale particolarmente positiva tra Jorge Mario Bergoglio e Raúl Castro – fanno da sfondo a un evento che non ha precedenti dal punto di vista del cristianesimo: l’incontro tra papa Francesco e il patriarca ortodosso Kirill. Roma e Mosca, l’oriente e l’occidente.

I due maggiori leader cristiani del mondo non si sono mai incontrati. Succederà per la prima volta il 12 febbraio a Cuba, durante una visita del patriarca moscovita nell’isola caraibica. Francesco, nella stessa giornata, partirà da Roma diretto in Messico, ma lungo la strada ci sarà l’inaspettata sosta ecumenica cubana. Come già avvenne nel settembre scorso, quando prima di raggiungere gli Stati Uniti il papa fece tappa all’Avana, di nuovo in rotta verso il continente americano Bergoglio si fermerà a Cuba, snodo sempre più strategico per la diplomazia vaticana.

All’aeroporto saluterà Kirill – coronamento di un lungo lavorìo diplomatico – e si tratterrà con lui per circa due ore. Alla fine firmeranno un documento comune nel quale, c’è da crederlo, toccheranno tante questioni: dalla crisi ucraina, al tema dei cristiani perseguitati in Medio Oriente, dalla difesa dell’ambiente alla pace, al dialogo fra i popoli, le religioni, le nazioni.

Ma più dei testi questa volta a pesare è l’evento in sé. Non c’è dubbio infatti che Francesco è arrivato a questo appuntamento storico in tempi relativamente brevi: sono stati infatti sufficienti i primi tre anni di pontificato, anche se decisiva è stata poi la messa a punto di una strategia originale. Se è vero, d’altro canto, che già i pontefici precedenti avevano cercato una strada verso Mosca, emerge pure come Bergoglio per raggiungere l’obiettivo abbia rovesciato i termini della questione cambiando prima il terreno di gioco e poi lavorando all’incontro.

Bergoglio si è affermato come il papa il cui scopo è quello di unire le chiese

Francesco, insomma, ha in primo luogo liberato la Santa Sede dallo schema della guerra fredda: la chiesa di Roma non è più, con lui, chiesa solo d’occidente, ma al limite è la chiesa del sud del mondo; degli scartati, certo, e anche di un nuovo ordine mondiale ancora incerto, in cui agli equilibri del terrore atomico delle due superpotenze si sostituisce il multilateralismo e il multipolarismo.

Sul piano ecclesiale, inoltre, Bergoglio si è affermato come il papa il cui scopo è quello di unire le varie chiese – al di là delle differenze che permangono – facendo leva sui punti in comune e riducendo il più possibile il ruolo del papato inteso come modello di assolutismo politico e teologico. In tale ambito, pure, va considerata la nuova funzione assunta dal sinodo nella chiesa cattolica: non più organismo consultivo e sostanzialmente privo di poteri, ma centro del confronto dal quale scaturiscono in modo collegiale le decisioni. In tal modo la chiesa cattolica prova ad allinearsi alle altre chiese cristiane.

Vista in una prospettiva globale, la strategia di papa Francesco assume contorni sempre più definiti: il pontefice, infatti, nei giorni scorsi ha annunciato che prenderà parte, in Svezia, alla commemorazione per i 500 anni della Riforma di Lutero, quindi ha visto il presidente iraniano Rohani e ha aperto una linea di dialogo con la Cina che potrebbe portare in tempi forse non troppo lontani all’apertura di relazioni diplomatiche fra la Santa Sede e Pechino. Quindi la Russia è parte di un mondo più ampio, non ci sono esclusivismi. Francesco ha rotto lo schema della contrapposizione Washington-Mosca, ha dialogato con i leader di entrambi i paesi, e ora allarga il campo; senza contare la sua America Latina, da Cuba alla Bolivia al Messico, ricollocata al centro della scena.

Nel mondo diventato più grande e più piccolo nel medesimo tempo, Bergoglio ha lanciato un messaggio al patriarcato di Mosca: il dialogo è possibile, chi si rifiuta di accettarlo rischia l’isolamento nella sfera religiosa come in quella politica.

Per conquistare la fiducia degli ortodossi, il papa ha operato con prudenza nella crisi ucraina

Tuttavia per conquistarsi la fiducia degli ortodossi, il papa ha operato con prudenza in una delle crisi più drammatiche e sanguinose che attraversano il mondo, quella ucraina. La divisione del paese ha messo di fronte anche gli opposti nazionalismi cristiani, quello del patriarca Kirill, e quello dei greco-cattolici fedeli a Roma. La Santa Sede non ha assunto mai in modo integralista la difesa dei “suoi”, piuttosto ha chiesto a tutti, Putin compreso, il rispetto degli accordi di pace non facendo però alcuna distinzione tra le vittime.

Le storiche tensioni tra cattolici e ortodossi che avevano come terreno privilegiato di scontro proprio l’Ucraina, si sono così sciolte nel momento forse più difficile. E ora è arrivato il momento del dialogo. Certo, non mancano le differenze. Se infatti Roma e Mosca, per esempio, condividono l’allarme per le persecuzioni cui sono sottoposte le comunità cristiane in Medio Oriente, il Vaticano guarda anche a un futuro in cui la presenza dei cristiani nella regione non sia più sottoposta al potente di turno. Al contrario bisognerà lavorare – e questo dovranno fare i cristiani in prima persona, secondo il segretario di stato Pietro Parolin – per l’affermazione dei princìpi di cittadinanza in ragione dei quali ogni persona, indipendentemente dalla sua fede o appartenenza etnica, gode di eguali diritti.
"
Prosegue su http://www.internazionale.it/opinio...kirill-incontro
 




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rago Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage Skype
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Grazie, rago! Sai, speravo proprio di vedere qualche informazione in merito qui, nel Forum, per poter confrontare i punti di visto italiani e quelli russi.
 



 
Luda Mila Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Si tratta di un incontro preparato con cura. Il lavoro diplomatico è stato enorme. Giovanni Paolo II (1978-2005) nei suoi 27 anni di Pontificato ha molto contribuito come sappiamo alla caduta di tanti muri e alla costruzione di numerosi "ponti di dialogo". Mosca e Pechino erano i suoi sogni. Il progetto è stato portato avanti dal successore Benedetto XVI ma i tempi non erano ancora maturi. Adesso Papa Francesco ha davanti alcuni treni della Storia che stanno per passare   Non è un caso il doppio canale di confronto aperto sia con Russia che con Cina    Senza dubbio la vicinanza sempre più forte tra Roma e Mosca è tangibile, Papa Francesco e il Patriarca Kirill stanno facendo fronte comune su molti punti dell'agenda politica internazionale stando attenti a non urtare la suscettibilità dei leader politici (vedi Siria e Ucraina)  
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Il Cremlino “apprezza molto” la decisione di Papa Francesco e del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill di incontrarsi. “Si tratta di un passo reciproco, l’uno verso l’altro e naturalmente, come tutti, noi contiamo che questo incontro avvenga con successo. Noi apprezziamo molto lo stesso fatto che i due leader ecclesiastici siano pronti a tale incontro”, ha commentato il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, rispondendo alla richiesta di valutare se il prossimo faccia a faccia, a Cuba, tra il Pontefice e Kirill abbia anche una valenza politica. Lo riporta Ria Novosti.
Vladimir Putin ha avuto più volte parole di apprezzamento per Papa Bergoglio e molti vedono dietro l’annuncio del prossimo storico incontro, il 12 febbraio, anche un risultato del pressing del capo del Cremlino sul patriarcato.

Fonte: Askanews
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
vedo che c'e' un topic analogo, moderatori uniteli!
 




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rago Invia Messaggio Privato Invia Email HomePage Skype
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
rago ha scritto: [Visualizza Messaggio]
vedo che c'e' un topic analogo, moderatori uniteli!


Ho provveduto a eliminare l'altro topic, resta questo perché anche se aperto successivamente sta raccogliendo interessanti spunti. Era inutile unirli, siamo praticamente all'inizio della discussione  
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
sorprendente e piacevole vedere, a volte, che chi conta nel mondo abbia un pò di buon senso.
moltiplicare incontri del genere potrebbe eliminare un sacco di problemi nel mondo.
 




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non omnibus dormio
 
anto63 Invia Messaggio Privato Invia Email
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
direttore ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Il Cremlino “apprezza molto” la decisione di Papa Francesco e del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill di incontrarsi.  ... Vladimir Putin ha avuto più volte parole di apprezzamento per Papa Bergoglio e molti vedono dietro l’annuncio del prossimo storico incontro, il 12 febbraio, anche un risultato del pressing del capo del Cremlino sul patriarcato.

Fonte: Askanews


A dir il vero, non credevo il Patriarca Kirill  capace di scendere a compromessi e lasciarsi convinto da chiunque; pero` alcuni mass-media russi confermano  l'opinione  che  l'attuale potere politico russo  e` riuscito a convincere la Chiesa Orodossa ad attenuarsi e fare qualche passo avanti. In ogni caso, l'incontro si preparava in segreto e da ben due anni.

http://www.bfm.ru/news/314757
 



 
Ultima modifica di Luda Mila il 12 Febbraio 2016, 11:10, modificato 1 volta in totale 
Luda Mila Invia Messaggio Privato Skype
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Si è chiuso dopo quasi due ore di colloquio lo storico incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill all’Avana, Cuba. Il faccia a faccia, che le due chiese aspettavano dal 1054, si è concluso con la stesura di una dichiarazione congiunta, in lingua italiana e russa.

Kirill si è rivolto al Santo Padre dicendo “Anche se le nostre difficoltà non si sono ancora appianate c’è la possibilità di incontrarci e questo è bello”. “Finalmente!”, ha esclamato Bergoglio, utilizzando la parola “hermano” (fratello, in spagnolo) sottolineando più volte “Siamo fratelli”. E ancora: "È chiaro che questa è la volontà di Dio".

Dopo il colloquio a porte chiuse, lo scambio dei doni: Papa Francesco ha ricevuto una copia della Madonna di Kazan, ricambiando con un reliquiario di San Cirillo e un calice.

"Consapevoli della permanenza di numerosi ostacoli, ci auguriamo che il nostro incontro possa contribuire al ristabilimento di questa unità voluta da Dio, per la quale Cristo ha pregato”, dice la dichiarazione congiunta firmata al termine dei colloqui dai leader delle due Chiese, così come si legge sulle agenzie di stampa.

"Chiediamo alla comunità internazionale di agire urgentemente per prevenire l'ulteriore espulsione dei cristiani dal Medio Oriente". E ancora: "Il nostro sguardo si rivolge in primo luogo verso le regioni del mondo dove i cristiani sono vittime di persecuzione. In molti Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa i nostri fratelli e sorelle in Cristo vengono sterminati per famiglie, villaggi e città intere".

Oltre ad affrontare la persecuzione dei cristiani nel mondo, il testo parla anche dell’integrazione europea e del secolarismo che minaccia la famiglia formata da uomo e donna.

Fonte: RBTH
 



 
direttore Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Ecco il testo completo della dichiarazione congiunta firmata da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill, in tutto trenta punti:

 «La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 13).

1. Per volontà di Dio Padre dal quale viene ogni dono, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto dello Spirito Santo Consolatore, noi, Papa Francesco e Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, ci siamo incontrati oggi a L’Avana. Rendiamo grazie a Dio, glorificato nella Trinità, per questo incontro, il primo nella storia.
Con gioia ci siamo ritrovati come fratelli nella fede cristiana che si incontrano per «parlare a viva voce» (2 Gv 12), da cuore a cuore, e discutere dei rapporti reciproci tra le Chiese, dei problemi essenziali dei nostri fedeli e delle prospettive di sviluppo della civiltà umana.

2. Il nostro incontro fraterno ha avuto luogo a Cuba, all’incrocio tra Nord e Sud, tra Est e Ovest. Da questa isola, simbolo delle speranze del “Nuovo Mondo” e degli eventi drammatici della storia del XX secolo, rivolgiamo la nostra parola a tutti i popoli dell’America Latina e degli altri Continenti.
Ci rallegriamo che la fede cristiana stia crescendo qui in modo dinamico. Il potente potenziale religioso dell’America Latina, la sua secolare tradizione cristiana, realizzata nell’esperienza personale di milioni di persone, sono la garanzia di un grande futuro per questa regione.

3. Incontrandoci lontano dalle antiche contese del “Vecchio Mondo”, sentiamo con particolare forza la necessità di un lavoro comune tra cattolici e ortodossi, chiamati, con dolcezza e rispetto, a rendere conto al mondo della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3, 15).

4. Rendiamo grazie a Dio per i doni ricevuti dalla venuta nel mondo del suo unico Figlio. Condividiamo la comune Tradizione spirituale del primo millennio del cristianesimo. I testimoni di questa Tradizione sono la Santissima Madre di Dio, la Vergine Maria, e i Santi che veneriamo. Tra loro ci sono innumerevoli martiri che hanno testimoniato la loro fedeltà a Cristo e sono diventati “seme di cristiani”.

5. Nonostante questa Tradizione comune dei primi dieci secoli, cattolici e ortodossi, da quasi mille anni, sono privati della comunione nell’Eucaristia. Siamo divisi da ferite causate da conflitti di un passato lontano o recente, da divergenze, ereditate dai nostri antenati, nella comprensione e l’esplicitazione della nostra fede in Dio, uno in tre Persone – Padre, Figlio e Spirito Santo. Deploriamo la perdita dell’unità, conseguenza della debolezza umana e del peccato, accaduta nonostante la Preghiera sacerdotale di Cristo Salvatore: «Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola» (Gv 17, 21).

6. Consapevoli della permanenza di numerosi ostacoli, ci auguriamo che il nostro incontro possa contribuire al ristabilimento di questa unità voluta da Dio, per la quale Cristo ha pregato. Possa il nostro incontro ispirare i cristiani di tutto il mondo a pregare il Signore con rinnovato fervore per la piena unità di tutti i suoi discepoli. In un mondo che attende da noi non solo parole ma gesti concreti, possa questo incontro essere un segno di speranza per tutti gli uomini di buona volontà!

7. Nella nostra determinazione a compiere tutto ciò che è necessario per superare le divergenze storiche che abbiamo ereditato, vogliamo unire i nostri sforzi per testimoniare il Vangelo di Cristo e il patrimonio comune della Chiesa del primo millennio, rispondendo insieme alle sfide del mondo contemporaneo. Ortodossi e cattolici devono imparare a dare una concorde testimonianza alla verità in ambiti in cui questo è possibile e necessario. La civiltà umana è entrata in un periodo di cambiamento epocale. La nostra coscienza cristiana e la nostra responsabilità pastorale non ci autorizzano a restare inerti di fronte alle sfide che richiedono una risposta comune.

8. Il nostro sguardo si rivolge in primo luogo verso le regioni del mondo dove i cristiani sono vittime di persecuzione. In molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa i nostri fratelli e sorelle in Cristo vengono sterminati per famiglie, villaggi e città intere. Le loro chiese sono devastate e saccheggiate barbaramente, i loro oggetti sacri profanati, i loro monumenti distrutti. In Siria, in Iraq e in altri paesi del Medio Oriente, constatiamo con dolore l’esodo massiccio dei cristiani dalla terra dalla quale cominciò a diffondersi la nostra fede e dove essi hanno vissuto, fin dai tempi degli apostoli, insieme ad altre comunità religiose.

9. Chiediamo alla comunità internazionale di agire urgentemente per prevenire l’ulteriore espulsione dei cristiani dal Medio Oriente. Nell’elevare la voce in difesa dei cristiani perseguitati, desideriamo esprimere la nostra compassione per le sofferenze subite dai fedeli di altre tradizioni religiose diventati anch’essi vittime della guerra civile, del caos e della violenza terroristica.

10. In Siria e in Iraq la violenza ha già causato migliaia di vittime, lasciando milioni di persone senza tetto né risorse. Esortiamo la comunità internazionale ad unirsi per porre fine alla violenza e al terrorismo e, nello stesso tempo, a contribuire attraverso il dialogo ad un rapido ristabilimento della pace civile. È essenziale assicurare un aiuto umanitario su larga scala alle popolazioni martoriate e ai tanti rifugiati nei paesi confinanti.
Chiediamo a tutti coloro che possono influire sul destino delle persone rapite, fra cui i Metropoliti di Aleppo, Paolo e Giovanni Ibrahim, sequestrati nel mese di aprile del 2013, di fare tutto ciò che è necessario per la loro rapida liberazione.

11. Eleviamo le nostre preghiere a Cristo, il Salvatore del mondo, per il ristabilimento della pace in Medio Oriente che è “il frutto della giustizia” (cfr Is 32, 17), affinché si rafforzi la convivenza fraterna tra le varie popolazioni, le Chiese e le religioni che vi sono presenti, per il ritorno dei rifugiati nelle loro case, la guarigione dei feriti e il riposo dell’anima degli innocenti uccisi.
Ci rivolgiamo, con un fervido appello, a tutte le parti che possono essere coinvolte nei conflitti perché mostrino buona volontà e siedano al tavolo dei negoziati. Al contempo, è necessario che la comunità internazionale faccia ogni sforzo possibile per porre fine al terrorismo con l’aiuto di azioni comuni, congiunte e coordinate. Facciamo appello a tutti i paesi coinvolti nella lotta contro il terrorismo, affinché agiscano in maniera responsabile e prudente. Esortiamo tutti i cristiani e tutti i credenti in Dio a pregare con fervore il provvidente Creatore del mondo perché protegga il suo creato dalla distruzione e non permetta una nuova guerra mondiale. Affinché la pace sia durevole ed affidabile, sono necessari specifici sforzi volti a riscoprire i valori comuni che ci uniscono, fondati sul Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.

12. Ci inchiniamo davanti al martirio di coloro che, a costo della propria vita, testimoniano la verità del Vangelo, preferendo la morte all’apostasia di Cristo. Crediamo che questi martiri del nostro tempo, appartenenti a varie Chiese, ma uniti da una comune sofferenza, sono un pegno dell’unità dei cristiani. È a voi, che soffrite per Cristo, che si rivolge la parola dell’apostolo: «Carissimi, … nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della Sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare» (1 Pt 4, 12-13).

13. In quest’epoca inquietante, il dialogo interreligioso è indispensabile. Le differenze nella comprensione delle verità religiose non devono impedire alle persone di fedi diverse di vivere nella pace e nell’armonia. Nelle circostanze attuali, i leader religiosi hanno la responsabilità particolare di educare i loro fedeli in uno spirito rispettoso delle convinzioni di coloro che appartengono ad altre tradizioni religiose. Sono assolutamente inaccettabili i tentativi di giustificare azioni criminali con slogan religiosi. Nessun crimine può essere commesso in nome di Dio, «perché Dio non è un Dio di disordine, ma di pace» (1 Cor 14, 33).

14. Nell’affermare l’alto valore della libertà religiosa, rendiamo grazie a Dio per il rinnovamento senza precedenti della fede cristiana che sta accadendo ora in Russia e in molti paesi dell’Europa orientale, dove i regimi atei hanno dominato per decenni. Oggi le catene dell’ateismo militante sono spezzate e in tanti luoghi i cristiani possono liberamente professare la loro fede. In un quarto di secolo, vi sono state costruite decine di migliaia di nuove chiese, e aperti centinaia di monasteri e scuole teologiche. Le comunità cristiane portano avanti un’importante attività caritativa e sociale, fornendo un’assistenza diversificata ai bisognosi. Ortodossi e cattolici spesso lavorano fianco a fianco. Essi attestano l’esistenza dei fondamenti spirituali comuni della convivenza umana, testimoniando i valori del Vangelo.

15. Allo stesso tempo, siamo preoccupati per la situazione in tanti paesi in cui i cristiani si scontrano sempre più frequentemente con una restrizione della libertà religiosa, del diritto di testimoniare le proprie convinzioni e la possibilità di vivere conformemente ad esse. In particolare, constatiamo che la trasformazione di alcuni paesi in società secolarizzate, estranee ad ogni riferimento a Dio ed alla sua verità, costituisce una grave minaccia per la libertà religiosa. È per noi fonte di inquietudine l’attuale limitazione dei diritti dei cristiani, se non addirittura la loro discriminazione, quando alcune forze politiche, guidate dall’ideologia di un secolarismo tante volte assai aggressivo, cercano di spingerli ai margini della vita pubblica.

16. Il processo di integrazione europea, iniziato dopo secoli di sanguinosi conflitti, è stato accolto da molti con speranza, come una garanzia di pace e di sicurezza. Tuttavia, invitiamo a rimanere vigili contro un’integrazione che non sarebbe rispettosa delle identità religiose. Pur rimanendo aperti al contributo di altre religioni alla nostra civiltà, siamo convinti che l’Europa debba restare fedele alle sue radici cristiane. Chiediamo ai cristiani dell’Europa orientale e occidentale di unirsi per testimoniare insieme Cristo e il Vangelo, in modo che l’Europa conservi la sua anima formata da duemila anni di tradizione cristiana.

17. Il nostro sguardo si rivolge alle persone che si trovano in situazioni di grande difficoltà, che vivono in condizioni di estremo bisogno e di povertà mentre crescono le ricchezze materiali dell’umanità. Non possiamo rimanere indifferenti alla sorte di milioni di migranti e di rifugiati che bussano alla porta dei paesi ricchi. Il consumo sfrenato, come si vede in alcuni paesi più sviluppati, sta esaurendo gradualmente le risorse del nostro pianeta. La crescente disuguaglianza nella distribuzione dei beni terreni aumenta il sentimento d’ingiustizia nei confronti del sistema di relazioni internazionali che si è stabilito.

18. Le Chiese cristiane sono chiamate a difendere le esigenze della giustizia, il rispetto per le tradizioni dei popoli e un’autentica solidarietà con tutti coloro che soffrono. Noi, cristiani, non dobbiamo dimenticare che «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio» (1 Cor 1, 27-29).

19. La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società. Siamo preoccupati dalla crisi della famiglia in molti paesi. Ortodossi e cattolici condividono la stessa concezione della famiglia e sono chiamati a testimoniare che essa è un cammino di santità, che testimonia la fedeltà degli sposi nelle loro relazioni reciproche, la loro apertura alla procreazione e all’educazione dei figli, la solidarietà tra le generazioni e il rispetto per i più deboli.

20. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica.

21. Chiediamo a tutti di rispettare il diritto inalienabile alla vita. Milioni di bambini sono privati della possibilità stessa di nascere nel mondo. La voce del sangue di bambini non nati grida verso Dio (cfr Gen 4, 10).
Lo sviluppo della cosiddetta eutanasia fa sì che le persone anziane e gli infermi inizino a sentirsi un peso eccessivo per le loro famiglie e la società in generale.
Siamo anche preoccupati dallo sviluppo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, perché la manipolazione della vita umana è un attacco ai fondamenti dell’esistenza dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Riteniamo che sia nostro dovere ricordare l’immutabilità dei principi morali cristiani, basati sul rispetto della dignità dell’uomo chiamato alla vita, secondo il disegno del Creatore.

22. Oggi, desideriamo rivolgerci in modo particolare ai giovani cristiani. Voi, giovani, avete come compito di non nascondere il talento sotto terra (cfr Mt 25, 25), ma di utilizzare tutte le capacità che Dio vi ha dato per confermare nel mondo le verità di Cristo, per incarnare nella vostra vita i comandamenti evangelici dell’amore di Dio e del prossimo. Non abbiate paura di andare controcorrente, difendendo la verità di Dio, alla quale odierne norme secolari sono lontane dal conformarsi sempre.

23. Dio vi ama e aspetta da ciascuno di voi che siate Suoi discepoli e apostoli. Siate la luce del mondo affinché coloro che vi circondano, vedendo le vostre opere buone, rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli (cfr Mt 5, 14, 16). Educate i vostri figli nella fede cristiana, trasmettete loro la perla preziosa della fede (cfr Mt 13, 46) che avete ricevuta dai vostri genitori ed antenati. Ricordate che «siete stati comprati a caro prezzo» (1 Cor 6, 20), al costo della morte in croce dell’Uomo-Dio Gesù Cristo.

24. Ortodossi e cattolici sono uniti non solo dalla comune Tradizione della Chiesa del primo millennio, ma anche dalla missione di predicare il Vangelo di Cristo nel mondo di oggi. Questa missione comporta il rispetto reciproco per i membri delle comunità cristiane ed esclude qualsiasi forma di proselitismo.
Non siamo concorrenti ma fratelli, e da questo concetto devono essere guidate tutte le nostre azioni reciproche e verso il mondo esterno. Esortiamo i cattolici e gli ortodossi di tutti i paesi ad imparare a vivere insieme nella pace e nell’amore, e ad avere «gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti» (Rm 15, 5). Non si può quindi accettare l’uso di mezzi sleali per incitare i credenti a passare da una Chiesa ad un’altra, negando la loro libertà religiosa o le loro tradizioni. Siamo chiamati a mettere in pratica il precetto dell’apostolo Paolo: «Mi sono fatto un punto di onore di non annunziare il vangelo se non dove ancora non era giunto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui» (Rm 15, 20).

25. Speriamo che il nostro incontro possa anche contribuire alla riconciliazione, là dove esistono tensioni tra greco-cattolici e ortodossi. Oggi è chiaro che il metodo dell’“uniatismo” del passato, inteso come unione di una comunità all’altra, staccandola dalla sua Chiesa, non è un modo che permette di ristabilire l’unità. Tuttavia, le comunità ecclesiali apparse in queste circostanze storiche hanno il diritto di esistere e di intraprendere tutto ciò che è necessario per soddisfare le esigenze spirituali dei loro fedeli, cercando nello stesso tempo di vivere in pace con i loro vicini. Ortodossi e greco-cattolici hanno bisogno di riconciliarsi e di trovare forme di convivenza reciprocamente accettabili.

26. Deploriamo lo scontro in Ucraina che ha già causato molte vittime, innumerevoli ferite ad abitanti pacifici e gettato la società in una grave crisi economica ed umanitaria. Invitiamo tutte le parti del conflitto alla prudenza, alla solidarietà sociale e all’azione per costruire la pace. Invitiamo le nostre Chiese in Ucraina a lavorare per pervenire all’armonia sociale, ad astenersi dal partecipare allo scontro e a non sostenere un ulteriore sviluppo del conflitto.

27. Auspichiamo che lo scisma tra i fedeli ortodossi in Ucraina possa essere superato sulla base delle norme canoniche esistenti, che tutti i cristiani ortodossi dell’Ucraina vivano nella pace e nell’armonia, e che le comunità cattoliche del Paese vi contribuiscano, in modo da far vedere sempre di più la nostra fratellanza cristiana.

28. Nel mondo contemporaneo, multiforme eppure unito da un comune destino, cattolici e ortodossi sono chiamati a collaborare fraternamente nell’annuncio della Buona Novella della salvezza, a testimoniare insieme la dignità morale e la libertà autentica della persona, «perché il mondo creda» (Gv 17, 21). Questo mondo, in cui scompaiono progressivamente i pilastri spirituali dell’esistenza umana, aspetta da noi una forte testimonianza cristiana in tutti gli ambiti della vita personale e sociale. Dalla nostra capacità di dare insieme testimonianza dello Spirito di verità in questi tempi difficili dipende in gran parte il futuro dell’umanità.

29. In questa ardita testimonianza della verità di Dio e della Buona Novella salvifica, ci sostenga l’Uomo-Dio Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore, che ci fortifica spiritualmente con la sua infallibile promessa: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo Regno» (Lc 12, 32)!
Cristo è fonte di gioia e di speranza. La fede in Lui trasfigura la vita umana, la riempie di significato. Di ciò si sono potuti convincere, attraverso la loro esperienza, tutti coloro a cui si possono applicare le parole dell’apostolo Pietro: «Voi, che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia» (1 Pt 2, 10).

30. Pieni di gratitudine per il dono della comprensione reciproca espresso durante il nostro incontro, guardiamo con speranza alla Santissima Madre di Dio, invocandola con le parole di questa antica preghiera: “Sotto il riparo della tua misericordia, ci rifugiamo, Santa Madre di Dio”. Che la Beata Vergine Maria, con la sua intercessione, incoraggi alla fraternità coloro che la venerano, perché siano riuniti, al tempo stabilito da Dio, nella pace e nell’armonia in un solo popolo di Dio, per la gloria della Santissima e indivisibile Trinità!

Francesco
Vescovo di Roma
Papa della Chiesa Cattolica    

Kirill
Patriarca di Mosca
e di tutta la Russia.
 



 
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Messaggio Re: Perché L’incontro Tra Il Papa E Il Patriarca Russo è Un Evento Storico 
 
Penso che questa immagine rimarrà nella storia dei tempi....dello storico incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Russo....   


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Amo viaggiare fino a conoscere la cultura di un popolo

***ISTANBUL NEL CUORE***


"La felicità è come una farfalla: se l'insegui non riesci mai a prenderla,
ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te."

Nathaniel Hawthorne
 
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