Forum Russia - Italia
Generale - Un Anno A Mosca
reset [ 21 Febbraio 2016, 23:34 ]
Oggetto: Un Anno A Mosca
Lo scorso 13 febbraio è passato esattamente un anno da quando mi sono trasferito a Mosca.
Considerato che ho riempito un thread intero di domande e richieste, effettivamente sarebbe opportuno che racconti almeno come è andata (Sorrento conosce già tutto nei minimi dettagli...)
Riassumendo il prologo: come per molti, ho iniziato a fare il pendolare tra italia e russia a causa di una ragazza.
L'unica differenza è che ho deciso di trasferirmi quando la mia storia era gia finita da 3 anni.
Sinora ho avuto 2 ragazze russe: la prima con problemi mentali, la seconda che cercava il buon partito.
E lo metto come premessa perchè, nel bene e nel male, le donne rappresentano una delle due ragioni principali per cui gli italiani si trasferiscono qui.
Sono arrivato a Mosca da single, e single sono tutt'ora. Non ho ancora trovato la cosidetta anima gemella, non sono nemmeno sicuro la troverò. Chissenefrega, in fondo. Mosca è una città che può insegnare molto. Ed è il motivo per cui sono rimasto.
La prima lezione che ho imparato, soprattutto conoscendo altri italiani, è che trasferirsi per "amore" è davvero una cazzata.
Ci si può trasferire per una persona, chiaro, ma mettendo in conto che la storia possa finire. Sono molti gli uomini che vengono qui pensando ai due cuori e una capanna... molti hanno lasciato tutto. La maggior parte è destinata a dover tornare.
Mosca è una città che, al pari di tutte le altre metropoli, non mostra pietà. ti prende a schiaffi proprio.
Ogni mattina ti svegli conscio che potrebbe succedere di tutto. nella maggior parte dei casi si tratta di pessime notizie.
a mosca i problemi non si risolvono, si accantonano perche ne sopraggiungono di nuovi.
e sono problemi a cui noi europei non siamo abituati minimamente.
si vive alla giornata.
se la routine vi piace, se avete bisogno di comodità e sicurezze, questa città puo essere un incubo.
in un anno sono stato buttato fuori di casa due volte senza preavviso (la seconda volta avevano minacciato di chiamare l'immigrazione causa follia del proprietario; quando il nuovo inquilino è entrato di sorpresa con me dentro ho perso dieci anni di vita, stavo meditando di scappare dalla finestra da tanto ero spaventato). trovare un appartamento decente è un impresa: prima di trovare quello in cui vivo attualmente ho penato un mese... e non vivo certo in una reggia.
la scorsa settimana al sindaco è venuto il trip, e ha buttato giu in una notte non so quanti chioschi. senza avviso.
dovevo recarmi allo shop megafon per ricaricare il cellulare... peccato che il negozio non c'era piu. solo macerie.
alle donne che voi siate italiani non potrebbe fregare di meno. e se cosi non è, state sicuri che sono le donne da cui dovete scappare.
dunque, perche diavolo restare?
per le stesse ragioni di cui sopra, credo.
mosca è una città fatta di paradossi. si viaggia di estremi.
metà degli italiani qui sarebbero da fucilare. un mix di ignoranza e arroganza senza pari (spesso pure disonesti).
di contro, l'altra metà sono il meglio che il nostro paese possa offrire. ti insegneranno moltissimo, ti staranno vicino e saranno la tua nuova famiglia.
alle donne, come gia detto, non frega niente che tu sia italiano. ma, in ambito lavorativo, i russi credono (a ragione o a torto) che gli europei siano piu affidabili. sono patriottici, ma amano l'europa.
questo per noi è un grande vantaggio.
a patto di non deluderli, naturalmente.
la russia non è europa, eppure è europa. a mosca ci si sente lontani da casa, ma neanche tanto.
è un voler espatriare lontano ma senza rinunciare alla cultura che ci è propri.
i russi sono estremamente simili a noi, nel bene e nel male (e infatti fanno le stesse fesserie). ma è facile capirli, e facile averli come amici.
non parlando russo posso fare amicizia solo con chi parla inglese... ma ho trovato ottime persone, ottimi amici. moscoviti, russi, armeni. gente in gamba, che ha viaggiato, che ha arricchito la mia vita.
vivo con 4 russi, due famiglie. non parlano un accidente di inglese... ma da quel poco che ho capito, sono tutt'altro che tonti. e capiscono perfettamente come funzionano le cose. sono stati molto accoglienti.
poi naturalmente ci sono le teste di *****... come ovunque.
qualche giorno fa un tizio ubriaco mi ha preso a calci in metro. ho fatto da puchball per un miunto buono aspettando la fermata successiva, ripetendomi nella testa che in una rissa ci avrei solo rimesso.
chi lavora con i russi è esasperato.
nella mia esperienza personale, è un popolo incasinato, abituato ad arrangiarsi e che non riesce a pianificare un tubo (soprattutto perche qui al massimo puoi pianificare che mangiare per cena)... ma accogliente. e che ti farà sentire a casa.
ho amici espatriati in uk da dodici anni che non hanno mezzo amico inglese.
io ne avevo dopo soli due mesi. e sono ancora qui, pronti ad aiutarmi.
a distanza di un anno, mi rendo conto di essere cresciuto. molto piu che negli ultimi 10 anni in italia.
l'italia è un paese sonnacchioso, che premia la mediocrita. devi amare la routine, per stare in italia.
qui non ti è permesso riposare. devi costantemente uscire, conoscere gente, crescere, tuffarti...
lo stress è infito. dubito sia la città dove vorro vivere dopo i 40 anni.
ma da 30enne, e da single, è una città che ti fa crescere in fretta. ho iniziato a interessarmi di economia, di petrolio, di valute, di circuiti bancari. non ho voluto farlo, ho dovuto. e questo solo per capire il giorno in cui era meglio prelevare.
in ambito lavorativo, la russia è un paese che non conoscera mai pace. non possiede una produzione propria, e la burocrazia interna lo impedira, almeno nel prossimo futuro. e questo si traduce in quanto detto sopra.
il mercato è inevitabilmete legato al rublo che a sua volta è determinato dal prezzo del greggio.
dubito fortemente i prossimi anni conosceranno i fasti degli anni passati.
per fare soldi, non inserirei mosca nella mia lista. per conoscere le donne, nemmeno. meglio allora un paesino di periferia.
per crescere invece puo essere la citta giusta. a patto di amarla.
spesso un luogo viene amato non tanto per il luogo in se, quanto per le esperienze che si vivono.
ho passato credo i migliori momenti della mia vita qui... e ci vorrà un bel po di tempo prima che mi stanchi di questa citta.
mosca... uno stato nello stato. qualcosa che ti attrae, ti butta nel vortice per poi sputarti fuori prendendoti a schiaffi.
non ho mollato durante i primi mesi, quando non dormivo la notte e domandavo a chiunque se facessi bene a restare (sorrento lo sa bene... ogni volta che lo vedevo gli domandavo: ma sto facendo una minchiata a restare?), non mollero ora che le cose stanno diventando piu semplici.
perche la vita di prima, in italia, mi appare ora estremamente piatta e senza imprevisti.
me ne andro quando avro deciso che mosca non avra piu niente da insegnarmi... e allora probabilmente saro un po troppo vecchio per dover risolvere un problema al giorno.
certo pero che la grammatica... almeno quella potevano inventarsela piu semplice, *****.
ps: gringox, questo è il mio modo per ringaziarti :)
Matt [ 22 Febbraio 2016, 0:41 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Ti sei preso la Moscovite, vero?
Stupendo, davvero... grazie per aver condiviso.
reset [ 22 Febbraio 2016, 9:11 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Ti sei preso la Moscovite, vero?
Stupendo, davvero... grazie per aver condiviso.
ahahah

no, non credo di aver preso la moscovite)
vedo la città abbastanza oggettivamente
il tenore di vita è comunque piu basso rispetto all'europa, ed è una città che necessita di essere vissuta intensamente. il che significa uscire e spendere. con meno di 80000 rubli al mese (che è un gran stipendio) vivi male. e 80k sono al momento solo 1000 euro...
quando ho deciso di venire qui la situazione lavorativa era molto interessante. quando sono effettivamente sceso dall'aereo, era già cambiata. ora c'è crisi nera.
ho deciso di restare e nel frattempo studio il russo, non è detto che la situazione non possa migliorare nei prossimi due anni. ma la scelta sarà ovviamente legata alle condizioni economiche.
ghigo112000 [ 22 Febbraio 2016, 9:47 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
un bel resoconto
se andassi a vivere in russia, mosca sarebbe l ultima città che sceglierei
savin [ 22 Febbraio 2016, 10:38 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Lo scorso 13 febbraio è passato esattamente un anno da quando mi sono trasferito a Mosca.
Considerato che ho riempito un thread intero di domande e richieste, effettivamente sarebbe opportuno che racconti almeno come è andata (Sorrento conosce già tutto nei minimi dettagli...)
Riassumendo il prologo: come per molti, ho iniziato a fare il pendolare tra italia e russia a causa di una ragazza.
L'unica differenza è che ho deciso di trasferirmi quando la mia storia era gia finita da 3 anni.
Sinora ho avuto 2 ragazze russe: la prima con problemi mentali, la seconda che cercava il buon partito.
E lo metto come premessa perchè, nel bene e nel male, le donne rappresentano una delle due ragioni principali per cui gli italiani si trasferiscono qui.
Sono arrivato a Mosca da single, e single sono tutt'ora. Non ho ancora trovato la cosidetta anima gemella, non sono nemmeno sicuro la troverò. Chissenefrega, in fondo. Mosca è una città che può insegnare molto. Ed è il motivo per cui sono rimasto.
La prima lezione che ho imparato, soprattutto conoscendo altri italiani, è che trasferirsi per "amore" è davvero una cazzata.
Ci si può trasferire per una persona, chiaro, ma mettendo in conto che la storia possa finire. Sono molti gli uomini che vengono qui pensando ai due cuori e una capanna... molti hanno lasciato tutto. La maggior parte è destinata a dover tornare.
Mosca è una città che, al pari di tutte le altre metropoli, non mostra pietà. ti prende a schiaffi proprio.
Ogni mattina ti svegli conscio che potrebbe succedere di tutto. nella maggior parte dei casi si tratta di pessime notizie.
a mosca i problemi non si risolvono, si accantonano perche ne sopraggiungono di nuovi.
e sono problemi a cui noi europei non siamo abituati minimamente.
si vive alla giornata.
se la routine vi piace, se avete bisogno di comodità e sicurezze, questa città puo essere un incubo.
in un anno sono stato buttato fuori di casa due volte senza preavviso (la seconda volta avevano minacciato di chiamare l'immigrazione causa follia del proprietario; quando il nuovo inquilino è entrato di sorpresa con me dentro ho perso dieci anni di vita, stavo meditando di scappare dalla finestra da tanto ero spaventato). trovare un appartamento decente è un impresa: prima di trovare quello in cui vivo attualmente ho penato un mese... e non vivo certo in una reggia.
la scorsa settimana al sindaco è venuto il trip, e ha buttato giu in una notte non so quanti chioschi. senza avviso.
dovevo recarmi allo shop megafon per ricaricare il cellulare... peccato che il negozio non c'era piu. solo macerie.
alle donne che voi siate italiani non potrebbe fregare di meno. e se cosi non è, state sicuri che sono le donne da cui dovete scappare.
dunque, perche diavolo restare?
per le stesse ragioni di cui sopra, credo.
mosca è una città fatta di paradossi. si viaggia di estremi.
metà degli italiani qui sarebbero da fucilare. un mix di ignoranza e arroganza senza pari (spesso pure disonesti).
di contro, l'altra metà sono il meglio che il nostro paese possa offrire. ti insegneranno moltissimo, ti staranno vicino e saranno la tua nuova famiglia.
alle donne, come gia detto, non frega niente che tu sia italiano. ma, in ambito lavorativo, i russi credono (a ragione o a torto) che gli europei siano piu affidabili. sono patriottici, ma amano l'europa.
questo per noi è un grande vantaggio.
a patto di non deluderli, naturalmente.
la russia non è europa, eppure è europa. a mosca ci si sente lontani da casa, ma neanche tanto.
è un voler espatriare lontano ma senza rinunciare alla cultura che ci è propri.
i russi sono estremamente simili a noi, nel bene e nel male (e infatti fanno le stesse fesserie). ma è facile capirli, e facile averli come amici.
non parlando russo posso fare amicizia solo con chi parla inglese... ma ho trovato ottime persone, ottimi amici. moscoviti, russi, armeni. gente in gamba, che ha viaggiato, che ha arricchito la mia vita.
vivo con 4 russi, due famiglie. non parlano un accidente di inglese... ma da quel poco che ho capito, sono tutt'altro che tonti. e capiscono perfettamente come funzionano le cose. sono stati molto accoglienti.
poi naturalmente ci sono le teste di *****... come ovunque.
qualche giorno fa un tizio ubriaco mi ha preso a calci in metro. ho fatto da puchball per un miunto buono aspettando la fermata successiva, ripetendomi nella testa che in una rissa ci avrei solo rimesso.
chi lavora con i russi è esasperato.
nella mia esperienza personale, è un popolo incasinato, abituato ad arrangiarsi e che non riesce a pianificare un tubo (soprattutto perche qui al massimo puoi pianificare che mangiare per cena)... ma accogliente. e che ti farà sentire a casa.
ho amici espatriati in uk da dodici anni che non hanno mezzo amico inglese.
io ne avevo dopo soli due mesi. e sono ancora qui, pronti ad aiutarmi.
a distanza di un anno, mi rendo conto di essere cresciuto. molto piu che negli ultimi 10 anni in italia.
l'italia è un paese sonnacchioso, che premia la mediocrita. devi amare la routine, per stare in italia.
qui non ti è permesso riposare. devi costantemente uscire, conoscere gente, crescere, tuffarti...
lo stress è infito. dubito sia la città dove vorro vivere dopo i 40 anni.
ma da 30enne, e da single, è una città che ti fa crescere in fretta. ho iniziato a interessarmi di economia, di petrolio, di valute, di circuiti bancari. non ho voluto farlo, ho dovuto. e questo solo per capire il giorno in cui era meglio prelevare.
in ambito lavorativo, la russia è un paese che non conoscera mai pace. non possiede una produzione propria, e la burocrazia interna lo impedira, almeno nel prossimo futuro. e questo si traduce in quanto detto sopra.
il mercato è inevitabilmete legato al rublo che a sua volta è determinato dal prezzo del greggio.
dubito fortemente i prossimi anni conosceranno i fasti degli anni passati.
per fare soldi, non inserirei mosca nella mia lista. per conoscere le donne, nemmeno. meglio allora un paesino di periferia.
per crescere invece puo essere la citta giusta. a patto di amarla.
spesso un luogo viene amato non tanto per il luogo in se, quanto per le esperienze che si vivono.
ho passato credo i migliori momenti della mia vita qui... e ci vorrà un bel po di tempo prima che mi stanchi di questa citta.
mosca... uno stato nello stato. qualcosa che ti attrae, ti butta nel vortice per poi sputarti fuori prendendoti a schiaffi.
non ho mollato durante i primi mesi, quando non dormivo la notte e domandavo a chiunque se facessi bene a restare (sorrento lo sa bene... ogni volta che lo vedevo gli domandavo: ma sto facendo una minchiata a restare?), non mollero ora che le cose stanno diventando piu semplici.
perche la vita di prima, in italia, mi appare ora estremamente piatta e senza imprevisti.
me ne andro quando avro deciso che mosca non avra piu niente da insegnarmi... e allora probabilmente saro un po troppo vecchio per dover risolvere un problema al giorno.
certo pero che la grammatica... almeno quella potevano inventarsela piu semplice, *****.
ps: gringox, questo è il mio modo per ringaziarti :)
oh bella...Mosca la conosco solo da turista, vivo in Ucraina pero mi viene in mente leggendoti le volte che per una cosa semplicissima nel lavoro che in Italia avrei messo 5 minuti a risolvere, qui forse 2 giorni, 1 se proprio si sono svegliati con la voglia di fare.
Posso dire che anche qui e simile, tutto e lento e le cose ovvie a loro vanno spiegate come un problema enorme perche per loro lo e...santa pazienza, pero spesso quando torno in Italia mi risulta effettivamente tutto piatto e senza imprevisti come racconti tu.
Io i 40 li ho superati ed effettivamente a volte mi pesa spiegare 1 piu 1 fa 2, qui non e cosi molto spesso, pero se mi prendono a schiaffi con la loro inefficacia io non sono da meno.
Lavoro nell'abbigliamento, produciamo qui per l'estero ma ora anche per il mercato interno con un nostro franchising...a proposito, a breve innauguriamo un nuovo punto vendita con imprenditori Italiani che si stanno trasferendo qui ed a volte mi chiedo...arriva una nuova sarta e al colloquio, ovviamente in pesante ritardo se arriva, chiede se le cuciture devono essere dritte

, oppure non sanno cucire l'elasticizzato ma...si rispondono da sole, sapendo che abbiamo una scuola interna per le sarte dicono, tanto poi mentre lavoro imparo da voi

stipendiata a pieno ovviamente e con un plus per imparare ovviamente

si...rispondono cosi 7 volte su 10, ho fatto una media, 2 non sanno proprio cucire o accendere una macchiana ma vorrebbero un giorno imparare, 1 sa cucire che poi e una parola grande SA cucire ma almeno ha una base per iniziare la scuola.
Sembrano barellette ma credo che sia simile a Mosca non so, magari sbaglio...l'inquilino di sopra ha avuto una rottura al tubo dell'acqua e mi ha allagato l'ufficio, danni non gravissimi circa 1000 euro e la risposta e stata...mi ha portato il timbro dell'azienda, tedesca che poi si e rivelata cinese, dove e stato prodotto il tubo e indignato ha detto che devo assolutamente farmi risarcire e fare causa all;'azienda perche il tubo non puo rompersi dopo 7 anni

...tanto per raccontare alcuni episodi di ogni giorno con problematiche che esistono solo qui...fantastici, non ti puoi annoiare
sorrento76 [ 22 Febbraio 2016, 10:53 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Fantastico resoconto amico mio!
E soprattutto col pregio di essere schietto,veritiero,cristallino,vissuto come ho notato che avevi la capacita' di essere fin dal nostro primo incontro.
Mosca sa essere affascinante come poche proprio per il suo quotidiano.E aggiungo che,dopo 8 anni che vengo qui,non c'e' nulla di meglio che leggere le tue esperienze piuttosto che insulse e prive di senso "decantazioni" di tutto e tutte(

),magari fatte da chi ha l'appartamento pagato o da chi non va oltre l'anello dei giardini; o ancora da chi frequenta sempre i locali alla moda e si lascia incantare da ogni paio di gambe che vede(ma al tempo stesso facendosi infinocchiare)o da quei connazionali ultracinquantenni che giocano a farsi i bigliettini da visita falsi per mostrare chissa' cosa facciano alle 20enni che incrociano

.
Buon proseguimento qui...come sai,io per ora mi allontano(sara' pure perche' ho quasi raggiunto quei 40 che citi e che,effettivamente,ti fanno pensare che vivere qui a lungo e' poco salutare),ma ci rivedremo comunque presto!
n4italia [ 22 Febbraio 2016, 14:48 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Bel racconto, Reset !!

direttore [ 22 Febbraio 2016, 15:19 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Reset grazie ancora per il tuo contributo

Ho letto in un fiato il tuo racconto...bravo e forza, avremo sicuramente modo di vederci a Mosca in estate

peppino [ 22 Febbraio 2016, 16:03 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Sicuramente a Mosca non ti annoi mai...

Matt [ 22 Febbraio 2016, 17:28 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Fantastico resoconto amico mio!
E soprattutto col pregio di essere schietto,veritiero,cristallino,vissuto come ho notato che avevi la capacita' di essere fin dal nostro primo incontro.
Mosca sa essere affascinante come poche proprio per il suo quotidiano.E aggiungo che,dopo 8 anni che vengo qui,non c'e' nulla di meglio che leggere le tue esperienze piuttosto che insulse e prive di senso "decantazioni" di tutto e tutte(

),magari fatte da chi ha l'appartamento pagato o da chi non va oltre l'anello dei giardini; o ancora da chi frequenta sempre i locali alla moda e si lascia incantare da ogni paio di gambe che vede(ma al tempo stesso facendosi infinocchiare)
o da quei connazionali ultracinquantenni che giocano a farsi i bigliettini da visita falsi per mostrare chissa' cosa facciano alle 20enni che incrociano
.
Buon proseguimento qui...come sai,io per ora mi allontano(sara' pure perche' ho quasi raggiunto quei 40 che citi e che,effettivamente,ti fanno pensare che vivere qui a lungo e' poco salutare),ma ci rivedremo comunque presto!
"Lavoro come general exotic fruit retail manager"
"Come che?"
"Vendo er cocco a spiaggia"
sorrento76 [ 22 Febbraio 2016, 17:30 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
[quote user="Matt" post="6839339"]
Fantastico resoconto amico mio!
E soprattutto col pregio di essere schietto,veritiero,cristallino,vissuto come ho notato che avevi la capacita' di essere fin dal nostro primo incontro.
Mosca sa essere affascinante come poche proprio per il suo quotidiano.E aggiungo che,dopo 8 anni che vengo qui,non c'e' nulla di meglio che leggere le tue esperienze piuttosto che insulse e prive di senso "decantazioni" di tutto e tutte(

),magari fatte da chi ha l'appartamento pagato o da chi non va oltre l'anello dei giardini; o ancora da chi frequenta sempre i locali alla moda e si lascia incantare da ogni paio di gambe che vede(ma al tempo stesso facendosi infinocchiare)
o da quei connazionali ultracinquantenni che giocano a farsi i bigliettini da visita falsi per mostrare chissa' cosa facciano alle 20enni che incrociano
.
Buon proseguimento qui...come sai,io per ora mi allontano(sara' pure perche' ho quasi raggiunto quei 40 che citi e che,effettivamente,ti fanno pensare che vivere qui a lungo e' poco salutare),ma ci rivedremo comunque presto!
"Lavoro come general exotic fruit retail manager"
"Come che?"
"Vendo er cocco a spiaggia"

n4italia [ 22 Febbraio 2016, 17:34 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
[quote user="sorrento76" post="6839340"]
Fantastico resoconto amico mio!
E soprattutto col pregio di essere schietto,veritiero,cristallino,vissuto come ho notato che avevi la capacita' di essere fin dal nostro primo incontro.
Mosca sa essere affascinante come poche proprio per il suo quotidiano.E aggiungo che,dopo 8 anni che vengo qui,non c'e' nulla di meglio che leggere le tue esperienze piuttosto che insulse e prive di senso "decantazioni" di tutto e tutte(

),magari fatte da chi ha l'appartamento pagato o da chi non va oltre l'anello dei giardini; o ancora da chi frequenta sempre i locali alla moda e si lascia incantare da ogni paio di gambe che vede(ma al tempo stesso facendosi infinocchiare)
o da quei connazionali ultracinquantenni che giocano a farsi i bigliettini da visita falsi per mostrare chissa' cosa facciano alle 20enni che incrociano
.
Buon proseguimento qui...come sai,io per ora mi allontano(sara' pure perche' ho quasi raggiunto quei 40 che citi e che,effettivamente,ti fanno pensare che vivere qui a lungo e' poco salutare),ma ci rivedremo comunque presto!
"Lavoro come general exotic fruit retail manager"
"Come che?"
"Vendo er cocco a spiaggia"

Ha il vantaggio di richiedere poche parole di russo....., basta tradurre
"cocco bello, cocco fresco!" (il classico grido dei venditori di cocco) e riuscire a districarsi per le quantità e i prezzi, e il gioco è fatto......

luq [ 22 Febbraio 2016, 17:55 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Bel racconto davvero!
E son d'accordo con te, stessi motivi per cui mi piace Piter e dintorni (anche se la vita a Mosca penso sia ancora più frenetica). In Russia realmente usi ogni secondo e ogni minuto del tuo tempo perché non c'è tempo per poltrire.
gringox [ 22 Febbraio 2016, 21:23 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ps: gringox, questo è il mio modo per ringaziarti :)
Resettuccio sei un mito! Ti ringrazio di cuore, sai che questo tipo di interventi sono tra le cose che che più apprezzo e ho sempre apprezzato nel forum: i racconti delle proprie esperienze; gli aneddoti, le impressioni, la "vita vissuta"...
Leggendoti mi è venuto in mente un po' il Sapa (chi lo conosce qui nel forum si ricorderà certo i suoi racconti moscoviti)... e un po' anche il Gringox di tanti anni fa, quello sbarcato a Kiev trentenne e quello di ancora tempo prima che bazzicava Mosca poco più che ventenne... e una considerazione imprescindibile: la Russia non la comprendi, la ami (o la odi)...
E' proprio vero quello che scrivi su Mosca, è terribilmente vero, tanto brutale quanto affascinante. Ed è incredibile come dal tuo racconto emergano similitudini coi miei ricordi della Mosca che ho vissuto io da sbarbato, tanti anni fa, la Mosca non degli anni '2010, né degli anni 2000, bensì quella degli anni '90, la fine degli anni '90. L'unica differenza forse sta nell'aspetto "finanziario" domestico: allora costava tutto meno di ora; anche se sono convinto che anche adesso ci si possa e riesca a divertire e stare bene senza eccessiva spesa, sempre dipende da ciò che si vuole fare, da come lo si vuole fare e dalla compagnia.
Già, per vivere pienamente Mosca bisogna essere giovani, in buona salute, pimpanti, coraggiosi, possibilmente single, temerari, adattabili, non schizzinosi, resistenti...
E per molti versi la tua esperienza ricalca ciò che io ho vissuto nel mio primo (primi) anni a Kiev. Certo Kiev e Mosca non sono paragonabili dal punto di vista quantitativo (di territorio e popolazione), ma sono entrambi il punto di riferimento dei loro rispettivi stati; Mosca per la Russia e Kiev per l'Ucraina, nel quale si riversano centinaia di migliaia di persone da tutte le altre parti del paese; oltre ad essere caratterizzate comunque, sia Mosca che Kiev, da un modus vivendi tipicamente post-sovietico con tutti gli annessi e connessi.
Proprio per questo, per quello che leggo e che tu racconti, mi sento di dirti che stai vivendo alla grande una fantastica avventura e che devi continuare a viverla continuando con lo spirito col quale stai affrontando la situazione, che è quello giusto e che ti porterà a grosse soddisfazioni oltre che crearti indimenticabili ricordi (cosa che non è da tutti).
Che bel racconto caro Reset, era tempo che non rivivevo emozioni così toccanti...
Grazie.
Continua a raccontare, manda qualche foto se ne hai e rimani in linea
Un caro saluto da Kiev,
Gringox
Bozhe82 [ 22 Febbraio 2016, 22:20 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Bel racconto Reset! Bello stile! Se mai deciderai di farci un libro sulla tua esperienza moscovita, facci sapere, personalmente ti chiedo la copia autografata)))
reset [ 22 Febbraio 2016, 23:36 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ps: gringox, questo è il mio modo per ringaziarti :)
Resettuccio sei un mito! Ti ringrazio di cuore, sai che questo tipo di interventi sono tra le cose che che più apprezzo e ho sempre apprezzato nel forum: i racconti delle proprie esperienze; gli aneddoti, le impressioni, la "vita vissuta"...
Leggendoti mi è venuto in mente un po' il Sapa (chi lo conosce qui nel forum si ricorderà certo i suoi racconti moscoviti)... e un po' anche il Gringox di tanti anni fa, quello sbarcato a Kiev trentenne e quello di ancora tempo prima che bazzicava Mosca poco più che ventenne... e una considerazione imprescindibile: la Russia non la comprendi, la ami (o la odi)...
E' proprio vero quello che scrivi su Mosca, è terribilmente vero, tanto brutale quanto affascinante. Ed è incredibile come dal tuo racconto emergano similitudini coi miei ricordi della Mosca che ho vissuto io da sbarbato, tanti anni fa, la Mosca non degli anni '2010, né degli anni 2000, bensì quella degli anni '90, la fine degli anni '90. L'unica differenza forse sta nell'aspetto "finanziario" domestico: allora costava tutto meno di ora; anche se sono convinto che anche adesso ci si possa e riesca a divertire e stare bene senza eccessiva spesa, sempre dipende da ciò che si vuole fare, da come lo si vuole fare e dalla compagnia.
Già, per vivere pienamente Mosca bisogna essere giovani, in buona salute, pimpanti, coraggiosi, possibilmente single, temerari, adattabili, non schizzinosi, resistenti...
E per molti versi la tua esperienza ricalca ciò che io ho vissuto nel mio primo (primi) anni a Kiev. Certo Kiev e Mosca non sono paragonabili dal punto di vista quantitativo (di territorio e popolazione), ma sono entrambi il punto di riferimento dei loro rispettivi stati; Mosca per la Russia e Kiev per l'Ucraina, nel quale si riversano centinaia di migliaia di persone da tutte le altre parti del paese; oltre ad essere caratterizzate comunque, sia Mosca che Kiev, da un modus vivendi tipicamente post-sovietico con tutti gli annessi e connessi.
Proprio per questo, per quello che leggo e che tu racconti, mi sento di dirti che stai vivendo alla grande una fantastica avventura e che devi continuare a viverla continuando con lo spirito col quale stai affrontando la situazione, che è quello giusto e che ti porterà a grosse soddisfazioni oltre che crearti indimenticabili ricordi (cosa che non è da tutti).
Che bel racconto caro Reset, era tempo che non rivivevo emozioni così toccanti...
Grazie.
Continua a raccontare, manda qualche foto se ne hai e rimani in linea
Un caro saluto da Kiev,
Gringox
nel 90 credo avessi appena tolto le ruotine alla bici.
la prima volta sono sbarcato qui 5 anni fa ormai. troppo pochi per vedere dei cambiamenti.
parlando in giro, credo che a mosca sia cambiato soprattutto l'approccio verso gli stranieri.
hanno smesso di vederti come un alieno, ma al tempo stesso mi pare siano ancora molto curiosi verso di noi.
credo sia un bel mix.
un caro amico italiano dice che mosca è una citta di pazzi, e che nessuno tra quelli venuti spontaneamente è normale. considerato che sono l'unico ad esserci venuto senza nè lavoro nè ragazza, probabilmente sono pure il più pazzo di tutti.
al di la di questioni pratiche, credo ogni posto abbia qualcosa da dare, nel bene e nel male. e se scegliamo volontariamente di stare da qualche parte, è perche abbiamo bisogno di quel qualcosa.
la routine... quella è completamente assente qui. ed era ciò che non sopportavo piu in italia. ma, al tempo stesso, sono troppo legato alla cultura occidentale per andare lontano.
non andrei mai, per esempio, a dubai o in cina. a londra ci sono stato abbastanza per capire che era troppo normale, troppo inflazionata. mentre mosca... beh.
un giorno stavo girando dalle parti di kitai. arriva questo tizio con una valanga di scatole vuote. i classici scatoloni da trascoloco, tanto per intenderci. ne aveva cosi tante che a un certo punto gli sono cascate tutte a terra.
cosi mi sono fermato e l'ho aiutato a raccoglierle. prima che le facesse nuovamente ricadere.
quindi l'ho aiutato ancora. solo per vederle cascare a terra un'altra volta.
a quel punto l'ho guardato con le sopracciglia aggrottate. lui mi ha guardato. io l'ho guardato.
alla fine ha fatto spalluccie e se n'è andato lasciandole li per terra.
oppure possiamo parlare dell'autostop... quando alle 4 di notte ti riaccompagna a casa un perfetto sconosciuto con il parabrezza sfondato e una bandiera russia grande come un asciugamano fissata sul cruscotto.
o all'autista dell'autobus che, a mezzanotte, cerca di farti capire in tutti i modi che devi passare sotto il tornello senza pagare.
il top comunque lo raggiungi cercando casa. appena avrò un mese libero mi attaccherò a zian per cercare casa. ma non perche ne ho bisogno. per diletto.
nella top 5:
1) arzilla vecchietta che affita una camera a casa sua. la casa è perfetta, pulitissima. e anche la stanza. ma c'è un problema: non sei da solo. nel centro della stanza c'è praticamente un baobab che ti porta via metà dello spazio. le chiedi se puoi spostarlo. improvvisamente non gli sei più simpatico.
2) open space con armadi usati come pareti. il problema è che li hanno messi al contrario e le antine sono verso il corridoio. quindi in una casa piena di armadi, non hai un armadio. pero c'è un gatto. che va dove ***** gli pare, visto che non ci sono porte. si, anche sul tuo letto.
3) donna con bambina di 6 anni affitta camera nell'appartamento dove vive. ti porta in camera tua. c'è una teca. dentro la teca, un rosario. a fianco, una pala d'altare con cristo redentore. dalla parte opposta, un crocifisso grande come una chitarra. a saperlo andavo direttamente a s basilio.
4) non credo di poter descrivere l'appartamento visto a 2 km da dove vivo ora. basti sapere che cercavo la sagoma del morto sulla moquette
le assurdità sono tantissime :)
reset [ 22 Febbraio 2016, 23:45 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
mi sono dimenticato dell'aneddoto mastro.
mercatino di natale in piazza rossa. ci sono i chioschetti.
quello che vende dolcini natalizi, quello che vende regalucci natalizi, quello che vende il chinotto russo...
... e la bancarella che vende carriarmati, bombe a mano a coltelli in miniatura. subito dietro al martello del luna park.
Matt [ 23 Febbraio 2016, 0:31 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Sei il mio eroe ))
icipo76 [ 23 Febbraio 2016, 8:31 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ps: gringox, questo è il mio modo per ringaziarti :)
Resettuccio sei un mito! Ti ringrazio di cuore, sai che questo tipo di interventi sono tra le cose che che più apprezzo e ho sempre apprezzato nel forum: i racconti delle proprie esperienze; gli aneddoti, le impressioni, la "vita vissuta"...
Leggendoti mi è venuto in mente un po' il Sapa (chi lo conosce qui nel forum si ricorderà certo i suoi racconti moscoviti)... e un po' anche il Gringox di tanti anni fa, quello sbarcato a Kiev trentenne e quello di ancora tempo prima che bazzicava Mosca poco più che ventenne... e una considerazione imprescindibile: la Russia non la comprendi, la ami (o la odi)...
E' proprio vero quello che scrivi su Mosca, è terribilmente vero, tanto brutale quanto affascinante. Ed è incredibile come dal tuo racconto emergano similitudini coi miei ricordi della Mosca che ho vissuto io da sbarbato, tanti anni fa, la Mosca non degli anni '2010, né degli anni 2000, bensì quella degli anni '90, la fine degli anni '90. L'unica differenza forse sta nell'aspetto "finanziario" domestico: allora costava tutto meno di ora; anche se sono convinto che anche adesso ci si possa e riesca a divertire e stare bene senza eccessiva spesa, sempre dipende da ciò che si vuole fare, da come lo si vuole fare e dalla compagnia.
Già, per vivere pienamente Mosca bisogna essere giovani, in buona salute, pimpanti, coraggiosi, possibilmente single, temerari, adattabili, non schizzinosi, resistenti...
E per molti versi la tua esperienza ricalca ciò che io ho vissuto nel mio primo (primi) anni a Kiev. Certo Kiev e Mosca non sono paragonabili dal punto di vista quantitativo (di territorio e popolazione), ma sono entrambi il punto di riferimento dei loro rispettivi stati; Mosca per la Russia e Kiev per l'Ucraina, nel quale si riversano centinaia di migliaia di persone da tutte le altre parti del paese; oltre ad essere caratterizzate comunque, sia Mosca che Kiev, da un modus vivendi tipicamente post-sovietico con tutti gli annessi e connessi.
Proprio per questo, per quello che leggo e che tu racconti, mi sento di dirti che stai vivendo alla grande una fantastica avventura e che devi continuare a viverla continuando con lo spirito col quale stai affrontando la situazione, che è quello giusto e che ti porterà a grosse soddisfazioni oltre che crearti indimenticabili ricordi (cosa che non è da tutti).
Che bel racconto caro Reset, era tempo che non rivivevo emozioni così toccanti...
Grazie.
Continua a raccontare, manda qualche foto se ne hai e rimani in linea
Un caro saluto da Kiev,
Gringox
nel 90 credo avessi appena tolto le ruotine alla bici.
la prima volta sono sbarcato qui 5 anni fa ormai. troppo pochi per vedere dei cambiamenti.
parlando in giro, credo che a mosca sia cambiato soprattutto l'approccio verso gli stranieri.
hanno smesso di vederti come un alieno, ma al tempo stesso mi pare siano ancora molto curiosi verso di noi.
credo sia un bel mix.
un caro amico italiano dice che mosca è una citta di pazzi, e che nessuno tra quelli venuti spontaneamente è normale. considerato che sono l'unico ad esserci venuto senza nè lavoro nè ragazza, probabilmente sono pure il più pazzo di tutti.
al di la di questioni pratiche, credo ogni posto abbia qualcosa da dare, nel bene e nel male. e se scegliamo volontariamente di stare da qualche parte, è perche abbiamo bisogno di quel qualcosa.
la routine... quella è completamente assente qui. ed era ciò che non sopportavo piu in italia. ma, al tempo stesso, sono troppo legato alla cultura occidentale per andare lontano.
non andrei mai, per esempio, a dubai o in cina. a londra ci sono stato abbastanza per capire che era troppo normale, troppo inflazionata. mentre mosca... beh.
bei racconti di vita continua cosi'
c'e' da dire caro reset che tu sei andato li a mosca come uno scalzacane
alla ricerca di un giaciglio dove dormire alla meno peggio
in una citta' di 15 milioni di persone fatte di ogni sorta di etnie del est asiatico e quant'altro
ovvio che ne vedi di tutti i colori
ma la routine esiste anche li

, anche mosca e' fatta di milioni di persone che si alzano tutte le mattine
alla stessa ora , prendono il metro' ammassati come sardine per andare al lavoro e tornano a casa alla stessa ora sempre ammassati nello stesso metro per tutto l' anno
anche mosca e' fatta di famiglie che tutti i giorni accompagnano i bimbi all' asilo o a scuola e passano tutti i weekend nelle dacie di campagna
se non e' routine questa
reset [ 23 Febbraio 2016, 9:32 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
se non e' routine questa
vero. anzi, questo è peggio della ruotine italiana.
come ho gia detto, mosca necessità di due cose: soldi e volontà di fare.
se mancano i rubli o ti piace vivere da pantofolaio, non ha nessun senso scegliere di stare qui.
ci sono città dove il tenore di vita è piu alto e i costi inferiori.
ma è anche vero che, pur avendo il doppio dei soldi, non riusciresti a fare quello che fai qui.
al massimo ti sfondi tutte le sere di birra al baretto sotto casa (vedi uk).
per questo ho piu volte ripetuto che non è "una città per vecchi"... in quel caso meglio la germania, allora.
luq [ 23 Febbraio 2016, 12:03 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
se non e' routine questa
vero. anzi, questo è peggio della ruotine italiana.
come ho gia detto, mosca necessità di due cose: soldi e volontà di fare.
se mancano i rubli o ti piace vivere da pantofolaio, non ha nessun senso scegliere di stare qui.
ci sono città dove il tenore di vita è piu alto e i costi inferiori.
ma è anche vero che, pur avendo il doppio dei soldi, non riusciresti a fare quello che fai qui.
al massimo ti sfondi tutte le sere di birra al baretto sotto casa (vedi uk).
per questo ho piu volte ripetuto che non è "una città per vecchi"... in quel caso meglio la germania, allora.
Però sinceramente per mia esperienza personale risulta comunque impossibile farsi una vera e propria routine come qui in Italia.
Per quanto uno ci provi c'è sempre l'intoppo, il guaio o la seccatura che qui in Italia è molto meno frequente.
Come i ragni salterini che ti infestano il letto e devi chiamare la disinfestazione
In Russia i casini che saltano fuori devi moltiplicarli (almeno) per 10 rispetto a quelli in Italia.
Poi chiaro che se vivi in Hotel, con uno stile da turista, allora difficile avere problemi, ma se vivi la Russia l'imprevisto è la routine.
icipo76 [ 23 Febbraio 2016, 12:32 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
se non e' routine questa
vero. anzi, questo è peggio della ruotine italiana.
come ho gia detto, mosca necessità di due cose: soldi e volontà di fare.
se mancano i rubli o ti piace vivere da pantofolaio, non ha nessun senso scegliere di stare qui.
ci sono città dove il tenore di vita è piu alto e i costi inferiori.
ma è anche vero che, pur avendo il doppio dei soldi, non riusciresti a fare quello che fai qui.
al massimo ti sfondi tutte le sere di birra al baretto sotto casa (vedi uk).
per questo ho piu volte ripetuto che non è "una città per vecchi"... in quel caso meglio la germania, allora.
Però sinceramente per mia esperienza personale risulta comunque impossibile farsi una vera e propria routine come qui in Italia.
Per quanto uno ci provi c'è sempre l'intoppo, il guaio o la seccatura che qui in Italia è molto meno frequente.
Come i ragni salterini che ti infestano il letto e devi chiamare la disinfestazione
In Russia i casini che saltano fuori devi moltiplicarli (almeno) per 10 rispetto a quelli in Italia.
Poi chiaro che se vivi in Hotel, con uno stile da turista, allora difficile avere problemi, ma se vivi la Russia l'imprevisto è la routine.
intoppi guai e casin dipendono il 99 % dalla vita che fai e l' 1% forse per dove vivi
ma cosa volete che vi succeda a mocsca di cosi' strabiliante ogni giorno che uscite di casa?
che arrivino gli alieni?
e' solo una grande citta' caotica , trafficata , grigia e piena di smog
invece che esserci 1 milione di persone che vanno al mattino a lavorare come milano li ce ne sono 10 milioni
mio suocero vive a mosca lavora a 1 km da casa!!

il fine settimana e' sempre e dico sempre alla dacia
ma quale casino e intoppo vuoi che gli succeda ?!?!?

peppino [ 23 Febbraio 2016, 12:45 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Ho vissuto a Mosca.
Ti garantisco che avere una vita "normale" è quasi impossibile.
Nel delirio moscovita ti succede sempre qualcosa.
E poi ci sono tante di quelle possibilità a qualsiasi ora del giorno e della notte che è un peccato fare una vita abitudinaria.
reset [ 23 Febbraio 2016, 12:53 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ma non ce la fai comunque ad avere una vita normale qui.
piuttosto ti buttano giu il palazzo.
credo sia una cosa difficile da realizzare, per chi non ha mai vissuto qui.
icipo76 [ 23 Febbraio 2016, 12:57 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Ho vissuto a Mosca.
Ti garantisco che avere una vita "normale" è quasi impossibile.
Nel delirio moscovita ti succede sempre qualcosa.
E poi ci sono tante di quelle possibilità a qualsiasi ora del giorno e della notte che è un peccato fare una vita abitudinaria.
ma tu non sei russo !!!
voi italiani che provate ad andare a vivere a mosca siete come renato pozzetto nel
film il ragazzo di campagna
la maggior parte degli stranieri "occidentali" sono inadeguati per mosca
ma la maggior parte delle famiglie russe nate vissute e cresciute a mosca vive la citta'
nella sua normalita'
n4italia [ 23 Febbraio 2016, 13:01 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Bellissima la "top 5" e anche l'aneddoto mastro !!

assodipicche [ 23 Febbraio 2016, 13:06 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
se non e' routine questa
vero. anzi, questo è peggio della ruotine italiana.
come ho gia detto, mosca necessità di due cose: soldi e volontà di fare.
se mancano i rubli o ti piace vivere da pantofolaio, non ha nessun senso scegliere di stare qui.
ci sono città dove il tenore di vita è piu alto e i costi inferiori.
ma è anche vero che, pur avendo il doppio dei soldi, non riusciresti a fare quello che fai qui.
al massimo ti sfondi tutte le sere di birra al baretto sotto casa (vedi uk).
per questo ho piu volte ripetuto che non è "una città per vecchi"... in quel caso meglio la germania, allora.
Però sinceramente per mia esperienza personale risulta comunque impossibile farsi una vera e propria routine come qui in Italia.
Per quanto uno ci provi c'è sempre l'intoppo, il guaio o la seccatura che qui in Italia è molto meno frequente.
Come i ragni salterini che ti infestano il letto e devi chiamare la disinfestazione
In Russia i casini che saltano fuori devi moltiplicarli (almeno) per 10 rispetto a quelli in Italia.
Poi chiaro che se vivi in Hotel, con uno stile da turista, allora difficile avere problemi, ma se vivi la Russia l'imprevisto è la routine.
intoppi guai e casin dipendono il 99 % dalla vita che fai e l' 1% forse per dove vivi
ma cosa volete che vi succeda a mocsca di cosi' strabiliante ogni giorno che uscite di casa?
che arrivino gli alieni?
e' solo una grande citta' caotica , trafficata , grigia e piena di smog
invece che esserci 1 milione di persone che vanno al mattino a lavorare come milano li ce ne sono 10 milioni
mio suocero vive a mosca lavora a 1 km da casa!!
il fine settimana e' sempre e dico sempre alla dacia
ma quale casino e intoppo vuoi che gli succeda ?!?!?

in dacia l'emergenza è sempre dietro l'angolo

reset [ 23 Febbraio 2016, 13:18 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ma tu non sei russo !!!
voi italiani che provate ad andare a vivere a mosca siete come renato pozzetto nel
film il ragazzo di campagna
la maggior parte degli stranieri "occidentali" sono inadeguati per mosca
ma la maggior parte delle famiglie russe nate vissute e cresciute a mosca vive la citta'
nella sua normalita'
la normalità è un concetto relativo. per un africano magari è normale uscire la mattina e fare 50 km per prendere l'acqua dal pozzo. ovviamente per un russo è normale vivere in una condizione di perenne instabilità, per noi no e ci occorre tempo per abituarci.
detto questo, prima scrivi che a mosca non succede niente, poi che non siamo tagliati per la realtà di qui. le due cose sono piuttosto in contraddizione...
icipo76 [ 23 Febbraio 2016, 13:46 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ma tu non sei russo !!!
voi italiani che provate ad andare a vivere a mosca siete come renato pozzetto nel
film il ragazzo di campagna
la maggior parte degli stranieri "occidentali" sono inadeguati per mosca
ma la maggior parte delle famiglie russe nate vissute e cresciute a mosca vive la citta'
nella sua normalita'
la normalità è un concetto relativo. per un africano magari è normale uscire la mattina e fare 50 km per prendere l'acqua dal pozzo. ovviamente per un russo è normale vivere in una condizione di perenne instabilità, per noi no e ci occorre tempo per abituarci.
detto questo, prima scrivi che a mosca non succede niente, poi che non siamo tagliati per la realtà di qui. le due cose sono piuttosto in contraddizione...
ma non ce la fai comunque ad avere una vita normale qui.
piuttosto ti buttano giu il palazzo.
credo sia una cosa difficile da realizzare, per chi non ha mai vissuto qui.
appunto lo dici pure tu
per un occidentale e' difficile avere una vita normale in una citta' come mosca
anzi tu dici che proprio non ce la fai
io ho detto che un occidentale e' inadeguato
piu' o meno stiamo dicendo la stessa cosa

the_wolf [ 23 Febbraio 2016, 14:35 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Bellissimo racconto, complimenti!
Mi fai venire voglia di trasferirmi a Mosca

reset [ 23 Febbraio 2016, 14:48 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
appunto lo dici pure tu
per un occidentale e' difficile avere una vita normale in una citta' come mosca
anzi tu dici che proprio non ce la fai
io ho detto che un occidentale e' inadeguato
piu' o meno stiamo dicendo la stessa cosa

paese che vai, normalità che trovi. non puoi trasferirti all'estero e lamentarti che non trovi la parmigiana.
è impossibile costruirti una vita qui seguendo i canoni standard italiani, ma questo esula da un concetto oggettivo di normalità.
per me ad esempio è anormale la vita che conducono i trentenni in italia, che a 30 vivono quasi fossero in prepensionamento.
poi per carità, non dico che qui sia meglio, ci mancherebbe.
peppino [ 23 Febbraio 2016, 15:46 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Ho vissuto a Mosca.
Ti garantisco che avere una vita "normale" è quasi impossibile.
Nel delirio moscovita ti succede sempre qualcosa.
E poi ci sono tante di quelle possibilità a qualsiasi ora del giorno e della notte che è un peccato fare una vita abitudinaria.
ma tu non sei russo !!!
voi italiani che provate ad andare a vivere a mosca siete come renato pozzetto nel
film il ragazzo di campagna
la maggior parte degli stranieri "occidentali" sono inadeguati per mosca
ma la maggior parte delle famiglie russe nate vissute e cresciute a mosca vive la citta'
nella sua normalita'
infatti io non ci resisto mentre mia moglie adora vivere così
luq [ 23 Febbraio 2016, 17:06 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ma non ce la fai comunque ad avere una vita normale qui.
piuttosto ti buttano giu il palazzo.
credo sia una cosa difficile da realizzare, per chi non ha mai vissuto qui.
Esattamente quello che intendevo. In Russia appena ti abitui devi già cambiare abitudine.
Se poi per i russi questo sia normale, ben per loro, vuol dire che la vita in Europa gli sembrerà una pacchia assoluta.
Ma pure tra i miei amici russi sinceramente non si può dire che la loro vita sia "ordinaria".
Poi magari i derelitti li prendo tutti io eh

icipo76 [ 23 Febbraio 2016, 17:17 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ma non ce la fai comunque ad avere una vita normale qui.
piuttosto ti buttano giu il palazzo.
credo sia una cosa difficile da realizzare, per chi non ha mai vissuto qui.
Esattamente quello che intendevo. In Russia appena ti abitui devi già cambiare abitudine.
Se poi per i russi questo sia normale, ben per loro, vuol dire che la vita in Europa gli sembrerà una pacchia assoluta.
e'questo il punto ! non e' cosi'
chiedi a peppino o a tantissimi altri russi
per loro va bene mosca e non riuscirebbero mai a vivere in italia
ho parlato con persone che riescono solo a vivere nel caos nello smog e in mezzo alle code
e a tutto cio' che a un altro farebbe schifo
la vita in una citta italiana di medie dimensioni a uno di questi russi mette la depressione

luq [ 23 Febbraio 2016, 17:41 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ma non ce la fai comunque ad avere una vita normale qui.
piuttosto ti buttano giu il palazzo.
credo sia una cosa difficile da realizzare, per chi non ha mai vissuto qui.
Esattamente quello che intendevo. In Russia appena ti abitui devi già cambiare abitudine.
Se poi per i russi questo sia normale, ben per loro, vuol dire che la vita in Europa gli sembrerà una pacchia assoluta.
e'questo il punto ! non e' cosi'
chiedi a peppino o a tantissimi altri russi
per loro va bene mosca e non riuscirebbero mai a vivere in italia
ho parlato con persone che riescono solo a vivere nel caos nello smog e in mezzo alle code
e a tutto cio' che a un altro farebbe schifo
la vita in una citta italiana di medie dimensioni a uno di questi russi mette la depressione

Boh secondo me rimane straordinario.
E sto facendo un confronto tra Italia e San Pietroburgo (che comunque rispetto a Mosca rimane meno caotica).
Se qui la preoccupazione media è come arrivare a fine del mese, là si pensa come arrivare al giorno dopo (che già sarebbe buono).

Valerio [ 23 Febbraio 2016, 17:52 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Caro Reset, davvero uno splendido "riassunto" del tuo primo anno a Mosca, grazie mille!
Ciao, Valerio

sorrento76 [ 23 Febbraio 2016, 18:02 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Quella dei moscoviti che non riuscirebbero a vivere altrove e' una sorta di malattia che io ho imparato a conoscere bene in 8 anni e si definisce"moscoviggine acuta da assuefazione a quelle cose che altrove definirebbero scassature di balle e che qui,appunto,sono normalita"....mi si perdoni la definizione un po' lunga.
Io con il caro Reset ci ho parlato parecchie volte davanti a un caffe' e alla fine siamo stati sulla stessa lunghezza d'onda in piu' punti.Lui ha sottolineato che alla soglia dei 40 anni poi magari ci pensi e cominci a riflettere se sia il caso di viverci sempre in questa benedetta megalopoli o no.Ebbene e' verissimo che dopo anni a ritmi forsennati,gente di tutte le risme incontrate ad eventi o incrociate in metro,etc.etc. la normalita' che ti sei riuscito a costruire qui la cestini e cominci seriamente a pensare se sia arrivato il momento di tornare alla normalita' fatta di campanile,bar sotto casa e paste a tavola alla domenica.Io,per diverse ragione,ormai ho optato per questa seconda scelta.
Poi tutto e' relativo.Io qui ho incontrato italiani eccezionali,ormai da 15 anni ben piantati con il sederino in loco.E' pur vero che si sono creati una posizione tale che la loro normalita' e' ben salda a fattori che,invece,molti altri assaporano solo in parte o nemmeno quello.Ne ho incontrati molti altri invece alla ricerca dell'arca perduta,insomma del totem o di chissa' cosa,ridottisi a vivere come certamente in Italia peggio non sarebbe....quindi...
La questione puo' essere discussa sotto diverse angolazioni non c'e' che dire.L'amico Reset presenta una societa' moscovita dinamica e avvezza alle problematiche piu' varie,con i giovani che a 25 anni magari hanno gia' 1 divorzio alle spalle,10 lavori cambiati,7 appartamenti diversi e 3 auto sostituite.Pero' un attimo,visto che io a fianco ho una persona(moscovita da sempre)grazie alla quale(e anche a tutte le sue amicizie coetanee),se da una parte si conferma questa,dall'altra escono fuori aspetti non tanto gradevoli quali: avidita' che porta una parte di questi giovani a fare le scarpe ai genitori appena si puo' pur di assicurarsi l'appartamento;impatto con una realta' che,a fronte di lavori carichi di responsabilita',offre stipendi non congrui e pone moltissimi giovani nelle medesime condizioni dei coetanei italiani di dover continuare a vivere con i genitori(potrei citare almeno una decina di amici,specie donne,addirittura ultra quarantenni nelle condizioni di cui sopra)fin ben sopra i 30 anni; assuefazione ad una socialita' "artefatta"e"costruita" che,specie per chi viene dal sud come me(che e' ancora abituato a stare per la strada quando va giu' insieme a 4 amici seduti sulla vespa davanti al mare),dove la spontaneita' resta un valore,crea una certa diffidenza.Il cellulare qui ti trova l'amore o il ristorante in cui andare e,che volete da me,io verso questo mi pongo con apertura si ma con un certo limite.
Alla fine ho sempre apprezzato il punto di vista di Reset perche' schietto e genuino,non condizionato da ambienti o dal dover fare bella impressione in qualche festa!
Al tempo stesso,dopo 8 anni di Mosca,ho rivalutato anche il coraggio di molti giovani delle mie parti che,per mancanza d'altro,se ne vanno per mare a 20 anni(come fece mio padre)e a 30 anni hanno visto piu' paesi,piu' gente e piu' porti di quanto un moscovita potra' mai fare.O quegli altri che,come ho fatto io per 15 anni,hanno rinunciato a vacanze e weekend pur di offrire al turista un servizio facendosi anche 8 mesi di lavoro continuato.Non e' che poi ci sia tanta differenza dal "dinamismo" moscovita. Poi ognuno raffronta le cose con la propria realta' circostante,anche questo e' vero!
reset [ 23 Febbraio 2016, 18:24 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Caro Reset, davvero uno splendido "riassunto" del tuo primo anno a Mosca, grazie mille!
Ciao, Valerio

ciao Valerio! ben trovato! :)
Sorrento, come ben sai, io credo che non esista un posto per tutte le stagioni.
ogni luogo sprigiona energie diverse, e sono i nostri bisogni e le nostre attitudini a far si che quel posto ci sia congegnale o meno. una città è un po come una fidanzata: può andare a bene a me ma non a te, ed è pure possibile che dopo 3 anni ci si stanchi di lei. perchè, nel frattempo, sono cambiate le nostre esigenze.
per come sono fatto io, non riuscirei mai a vivere in una città con meno di un milione di abitanti. andrei letteralmente di matto.
per chi invece apprezza la tranquillità e la calma, una cittadina di provincia sarà senz'altro meglio.
io odio il mare, il sole e le spaggie, tanto per dire. la classica vacanza da sogno degli gli italiani per me resta un incubo insopportabile. e odio mosca quando ci sono piu di 5 gradi.
Possiamo giudicare una città in modo oggettivo solo in base ai servizi offerti: e, in quel caso, temo che sia Italia che Russia abbiano parecchi punti da migliorare.
Tutto dipende da quali sono gli obiettivi personali: famiglia? carriera? reddito di cittadinanza?
solo di una cosa credo di non poter essere smentito: viaggiare il piu possibile, o ancora meglio vivere in più paesi, rimane un bagaglio culturale senza prezzo.
sorrento76 [ 23 Febbraio 2016, 18:30 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Caro Reset, davvero uno splendido "riassunto" del tuo primo anno a Mosca, grazie mille!
Ciao, Valerio

ciao Valerio! ben trovato! :)
Sorrento, come ben sai, io credo che non esista un posto per tutte le stagioni.
ogni luogo sprigiona energie diverse, e sono i nostri bisogni e le nostre attitudini a far si che quel posto ci sia congegnale o meno. una città è un po come una fidanzata: può andare a bene a me ma non a te, ed è pure possibile che dopo 3 anni ci si stanchi di lei. perchè, nel frattempo, sono cambiate le nostre esigenze.
per come sono fatto io, non riuscirei mai a vivere in una città con meno di un milione di abitanti. andrei letteralmente di matto.
per chi invece apprezza la tranquillità e la calma, una cittadina di provincia sarà senz'altro meglio.
io odio il mare, il sole e le spaggie, tanto per dire. la classica vacanza da sogno degli gli italiani per me resta un incubo insopportabile. e odio mosca quando ci sono piu di 5 gradi.
Possiamo giudicare una città in modo oggettivo solo in base ai servizi offerti: e, in quel caso, temo che sia Italia che Russia abbiano parecchi punti da migliorare.
Tutto dipende da quali sono gli obiettivi personali: famiglia? carriera? reddito di cittadinanza?
solo di una cosa credo di non poter essere smentito: viaggiare il piu possibile, o ancora meglio vivere in più paesi, rimane un bagaglio culturale senza prezzo.
Ovviamente si e specialmente il viaggiare e' un qualcosa che consiglierei a tutti magari anche rinunciando a comprarsi auto e vestiti se necessario!
Io facevo delle considerazioni a margine di quanto espresso da te e viste da un'altra prospettiva,cioe' dal di dentro di una famiglia moscovita e attraverso l'interscambio di opinioni intercorso in questi anni con centinaia di persone.
PS...parlando di mare io intendo viverlo in altro modo,non parlo di vacanze.Le tipiche vacanze di mare le ho amate fino ai 20 anni,adesso mi faccio la settimana di mare cercando di evitare la gente

reset [ 23 Febbraio 2016, 18:37 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
a mosca il fascino dei soldi è molto forte... è facile andare fuori di testa...anche per gli stranieri.
gli champagnoni abbondano. italiani che vengono qui e spendono 100 euro a sera per far colpo sulla sgrillettata di turno...
esistono realtà qui che definire squallide è poco. non c'è niente di peggio che essere poveri con una bentley parcheggiata nella via a fianco.
ma questo credo sia la mosca che salti subito all'occhio... c'è anche altro. fortunatamente!
ps: ma tu sei un uomo di mare!

Matt [ 23 Febbraio 2016, 19:43 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ps: ma tu sei un uomo di mare!

Un lupo di mare ;)
gringox [ 23 Febbraio 2016, 22:26 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ps: gringox, questo è il mio modo per ringaziarti :)
Resettuccio sei un mito! Ti ringrazio di cuore, sai che questo tipo di interventi sono tra le cose che che più apprezzo e ho sempre apprezzato nel forum: i racconti delle proprie esperienze; gli aneddoti, le impressioni, la "vita vissuta"...
Leggendoti mi è venuto in mente un po' il Sapa (chi lo conosce qui nel forum si ricorderà certo i suoi racconti moscoviti)... e un po' anche il Gringox di tanti anni fa, quello sbarcato a Kiev trentenne e quello di ancora tempo prima che bazzicava Mosca poco più che ventenne... e una considerazione imprescindibile: la Russia non la comprendi, la ami (o la odi)...
E' proprio vero quello che scrivi su Mosca, è terribilmente vero, tanto brutale quanto affascinante. Ed è incredibile come dal tuo racconto emergano similitudini coi miei ricordi della Mosca che ho vissuto io da sbarbato, tanti anni fa, la Mosca non degli anni '2010, né degli anni 2000, bensì quella degli anni '90, la fine degli anni '90. L'unica differenza forse sta nell'aspetto "finanziario" domestico: allora costava tutto meno di ora; anche se sono convinto che anche adesso ci si possa e riesca a divertire e stare bene senza eccessiva spesa, sempre dipende da ciò che si vuole fare, da come lo si vuole fare e dalla compagnia.
Già, per vivere pienamente Mosca bisogna essere giovani, in buona salute, pimpanti, coraggiosi, possibilmente single, temerari, adattabili, non schizzinosi, resistenti...
E per molti versi la tua esperienza ricalca ciò che io ho vissuto nel mio primo (primi) anni a Kiev. Certo Kiev e Mosca non sono paragonabili dal punto di vista quantitativo (di territorio e popolazione), ma sono entrambi il punto di riferimento dei loro rispettivi stati; Mosca per la Russia e Kiev per l'Ucraina, nel quale si riversano centinaia di migliaia di persone da tutte le altre parti del paese; oltre ad essere caratterizzate comunque, sia Mosca che Kiev, da un modus vivendi tipicamente post-sovietico con tutti gli annessi e connessi.
Proprio per questo, per quello che leggo e che tu racconti, mi sento di dirti che stai vivendo alla grande una fantastica avventura e che devi continuare a viverla continuando con lo spirito col quale stai affrontando la situazione, che è quello giusto e che ti porterà a grosse soddisfazioni oltre che crearti indimenticabili ricordi (cosa che non è da tutti).
Che bel racconto caro Reset, era tempo che non rivivevo emozioni così toccanti...
Grazie.
Continua a raccontare, manda qualche foto se ne hai e rimani in linea
Un caro saluto da Kiev,
Gringox
nel 90 credo avessi appena tolto le ruotine alla bici.
la prima volta sono sbarcato qui 5 anni fa ormai. troppo pochi per vedere dei cambiamenti.
parlando in giro, credo che a mosca sia cambiato soprattutto l'approccio verso gli stranieri.
hanno smesso di vederti come un alieno, ma al tempo stesso mi pare siano ancora molto curiosi verso di noi.
credo sia un bel mix.
un caro amico italiano dice che mosca è una citta di pazzi, e che nessuno tra quelli venuti spontaneamente è normale. considerato che sono l'unico ad esserci venuto senza nè lavoro nè ragazza, probabilmente sono pure il più pazzo di tutti.
al di la di questioni pratiche, credo ogni posto abbia qualcosa da dare, nel bene e nel male. e se scegliamo volontariamente di stare da qualche parte, è perche abbiamo bisogno di quel qualcosa.
la routine... quella è completamente assente qui. ed era ciò che non sopportavo piu in italia. ma, al tempo stesso, sono troppo legato alla cultura occidentale per andare lontano.
non andrei mai, per esempio, a dubai o in cina. a londra ci sono stato abbastanza per capire che era troppo normale, troppo inflazionata. mentre mosca... beh.
bei racconti di vita continua cosi'
c'e' da dire caro reset che tu sei andato li a mosca come uno scalzacane
alla ricerca di un giaciglio dove dormire alla meno peggio
in una citta' di 15 milioni di persone fatte di ogni sorta di etnie del est asiatico e quant'altro
ovvio che ne vedi di tutti i colori
ma la routine esiste anche li

, anche mosca e' fatta di milioni di persone che si alzano tutte le mattine
alla stessa ora , prendono il metro' ammassati come sardine per andare al lavoro e tornano a casa alla stessa ora sempre ammassati nello stesso metro per tutto l' anno
anche mosca e' fatta di famiglie che tutti i giorni accompagnano i bimbi all' asilo o a scuola e passano tutti i weekend nelle dacie di campagna
se non e' routine questa
Icipetto ha colto correttamente un altro aspetto, che riguarda quella situazione nella quale più o meno sono arrivato io dopo ormai 11 anni che vivo a Kiev.
O meglio, più correttamente si dovrebbe parlare di "routine anomala, bizzarra", cioè quella routine che inevitabilmente riserva sorprese più o meno quotidiane che la rendono in un certo senso "nepredskazuemo" (si direbbe in russo

), cioè imprevedibile...
Io concordo con Icipetto che vivere la megalopoli Mosca (o Kiev nel mio caso) da straniero sbarbato, giovane, forte, single, scapestrato, da cercatore di avventure, di azzardi, di eccessi, se con qualche soldo in tasca meglio, ma anche con pochi soldi... porta la persona a scontrarsi con realtà incredibili e a vederne di cotte e di crude; e concordo con reset (anche perché ci sono passato anche io in prima persona e ho vissuto così per anni) che ciò è forte fonte di stimoli, di eccitazione, di volontà di coinvolgimento, di volontà di riuscire a fare tutto, ad arrivare a tutto per poter poi dire (o pensare) di avercela fatta... La megalopoli di prende, ti bistratta, ma ad un certo punto non ne puoi fare a meno e quei pochi momenti di riposo diventano improvvisamente interminabili pause di noia! L'ho provato sulla pelle... è un po' come una droga...
Ma ciò credo sia un atteggiamento psicologico spontaneo di chi decide di intraprendere un'avventura del genere e riesce a "sopravvivere" i primi mesi, i primi tempi che sono i più duri.
Poi è chiaro che col tempo le cose cambiano. I ritmi forsennati iniziano a rallentare, il raggio d'azione inizia a restringersi, pian piano si fa avanti una certa ripetitività di azione; perché è inevitabile che si tenda col tempo ad una stabilizzazione.
Certo è che, per riprendere il concetto sopra espresso, in una realtà come quella moscovita credo che anche la stabilizzazione sia soggetta - molto più rispetto ad una città italiana, seppur grande come Milano (io e reset siamo concittadini e lo sappiamo bene) ad una imprevedibilità che può davvero sempre tenerti col fiato sospeso.
E allora ecco dove sta la vera bizzarria della vita da queste parti: nella logica della imprevedibilità della routine. Ed io posso portare davvero la mia testimonianza a questo proposito.
Ed è per questo che per vivere da Italiani (o stranieri in generale), anche in una situazione di "routine" da queste parti, proprio sani di mente non bisogna essere
Io ho trovato il mio equilibrio di vita qui a Kiev, ma definirlo "equilibrio" non è neppure tanto giusto; diciamo che la mente, il corpo, e il cuore si sono abituati ad una condizione di continui contraccolpi che rendono la vita una costante sorpresa.
Tutto ciò è totalmente imparagonabile alla stessa vita di Milano, pur con la mitica e famosa "movida" o frenesia che pur caratterizza la metropoli italiana e che molti conoscono.
Io quando rientro a Milano e giro per le strade, nel traffico, tra la gente, coi mezzi o in macchina la prima cosa di cui mi accorgo è la "lentezza" del movimento... sembra che la vita si muova al rallentatore... e sembra che tutto sia più "piccolo", più stretto, più "schiacciato"...
Ecco tutto
Gringox
Gringox
Matt [ 24 Febbraio 2016, 9:27 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Tutto ciò è totalmente imparagonabile alla stessa vita di Milano, pur con la mitica e famosa "movida" o frenesia che pur caratterizza la metropoli italiana e che molti conoscono.
Io quando rientro a Milano e giro per le strade, nel traffico, tra la gente, coi mezzi o in macchina la prima cosa di cui mi accorgo è la "lentezza" del movimento... sembra che la vita si muova al rallentatore... e sembra che tutto sia più "piccolo", più stretto, più "schiacciato"...
Ecco tutto
Gringox
Gringox
Secondo me adesso sta iniziando a prendere vita un bel movimento in alcuni ambienti...
Dare tempo al tempo e, sicuramente non ai livelli di Mosca, verrà fuori un qualcosa!
sorrento76 [ 24 Febbraio 2016, 10:37 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
ps: ma tu sei un uomo di mare!

Un lupo di mare ;)
In effetti.....
se mio padre me l'avesse lasciato fare,adesso avrei gia' 20 anni di navigazione sulle spalle....
reset [ 24 Febbraio 2016, 11:42 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
chiariamoci, l'imprevedibilità non è una cosa positiva. non sto dicendo che uno sfratto senza preavviso sia divertente, o che sia eccitante avere costantemente problemi burocratici.
tutto questo ha però un risvolto, ossia che la gente è più attiva.
probabilmente gioca un ruolo importante anche il fatto io sia straniero.
a mio avviso milano è peggiorata negli ultimi anni.
sta diventando una città estremamente chiusa, che ti sorprende ormai di rado. basta un'occhiata per capire la persona che hai davanti. la routine è estremamente forte e spezzarla è pressoche impossibile.
perchè se sei quadro, potrai stare solo in mezzo ai quadri. i tondi fanno gruppo a se, rinchiusi a loro volta nelle loro routine.
ho conosciuto una ragazza qui a mosca, ha vissuto a milano per un paio di anni.
un giorno mi ha detto: sei diverso dagli altri milanesi.
ho chiesto come fossero i milanesi per lei.
effemminati e problematici, ha risposto.
come il tuo ex, ho domandato?
si, ha risposto lei.
la morale è presto detta: ha conosciuto questo ragazzo e per due anni ha vissuto solo tra i suoi amici, che erano identici a lui. il classico gruppo di fighetti bocconiani, per interderci.
qui una cosa del genere è impossibile, la gente non si divide in compartimenti stagni.
ho vissuto 30 anni a milano... probabilmente un tempo abbastanza lungo per farmi venire a noia qualsiasi città.
ma, dal mio punto di vista, con la voglia di fare mosca ti offre opportunità che milano (o qualsiasi città italiana) non darà mai.
sorrento76 [ 24 Febbraio 2016, 11:45 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
chiariamoci, l'imprevedibilità non è una cosa positiva. non sto dicendo che uno sfratto senza preavviso sia divertente, o che sia eccitante avere costantemente problemi burocratici.
tutto questo ha però un risvolto, ossia che la gente è più attiva.
probabilmente gioca un ruolo importante anche il fatto io sia straniero.
a mio avviso milano è peggiorata negli ultimi anni.
sta diventando una città estremamente chiusa, che ti sorprende ormai di rado. basta un'occhiata per capire la persona che hai davanti. la routine è estremamente forte e spezzarla è pressoche impossibile.
perchè se sei quadro, potrai stare solo in mezzo ai quadri. i tondi fanno gruppo a se, rinchiusi a loro volta nelle loro routine.
ho conosciuto una ragazza qui a mosca, ha vissuto a milano per un paio di anni.
un giorno mi ha detto: sei diverso dagli altri milanesi.
ho chiesto come fossero i milanesi per lei.
effemminati e problematici, ha risposto.
come il tuo ex, ho domandato?
si, ha risposto lei.
la morale è presto detta: ha conosciuto questo ragazzo e per due anni ha vissuto solo tra i suoi amici, che erano identici a lui. il classico gruppo di fighetti bocconiani, per interderci.
qui una cosa del genere è impossibile, la gente non si divide in compartimenti stagni.
ho vissuto 30 anni a milano... probabilmente un tempo abbastanza lungo per farmi venire a noia qualsiasi città.
ma, dal mio punto di vista, con la voglia di fare mosca ti offre opportunità che milano (o qualsiasi città italiana) non darà mai.
Da queste tue parole caro Reset capisco di piu' mia moglie quando mi dice che invece Napoli somigli a Mosca forse come poche altre realta'(ovviamente con i dovuti distinguo)
reset [ 24 Febbraio 2016, 11:50 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Da queste tue parole caro Reset capisco di piu' mia moglie quando mi dice che invece Napoli somigli a Mosca forse come poche altre realta'(ovviamente con i dovuti distinguo)
non sono mai stato a napoli, non saprei dire... sono stato nel sud italia pero. li la disorganizzazione è qualcosa di inenarrabile, ma le persone sono tra le più pigre che abbia mai conosciuto, compresi i ventenni (generalizzando, si intende)
sorrento76 [ 24 Febbraio 2016, 12:03 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Da queste tue parole caro Reset capisco di piu' mia moglie quando mi dice che invece Napoli somigli a Mosca forse come poche altre realta'(ovviamente con i dovuti distinguo)
non sono mai stato a napoli, non saprei dire... sono stato nel sud italia pero. li la disorganizzazione è qualcosa di inenarrabile, ma le persone sono tra le più pigre che abbia mai conosciuto, compresi i ventenni (generalizzando, si intende)
Be' non mi riferivo a questi aspetti e poi non mi addentro in situazioni di altre zone in cui,pur essendoci stato piu' volte,non ho sufficienti parametri per giudicare a 360 gradi.Parlo dell'imprevedibilita' delle situazioni,del fatto di doversi"SVEGLIARE" per risolvere le problematiche piu' varie(una cosa che oggi non funziona,dove vado,a chi chiamo,come raggiungo quel posto,che e' successo la,etc.etc. tutte cose da te descritte nelle tue peripezie),per non parlare di medesimi trucchi usati a Mosca per fotterti,pari pari a quelli nostrani
Ovviamente sto parlando appunto del complesso urbano di Napoli e dintorni perche' certo non si potrebbe,anche volendo,mai porre a paragone altre zone con citta' medio-piccole e,naturalmente,con i dovuti distinguo come sottolineato sopra(perche' e' evidente che ci siano dei caratteri di fondo,tra le due realta',assolutamente opposti primo fra tutti il carattere delle persone.
PS sulla pigrizia altrove io non lo so,da noi si dice sia il clima che spinga all'indolenza.Tuttavia la contraddizione sta nel fatto che quando vivi in zone come le mie dove il rispetto di un contratto di lavoro,spesso,non si sa cosa sia e la gente si ritrova a dover fare 10 ore di lavoro per vedersene pagate 7(nel mio comparto era prassi comune),allora il concetto di pigrizia assume contorni vari.
reset [ 24 Febbraio 2016, 12:18 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
PS sulla pigrizia altrove io non lo so,da noi si dice sia il clima che spinga all'indolenza.Tuttavia la contraddizione sta nel fatto che quando vivi in zone come le mie dove il rispetto di un contratto di lavoro,spesso,non si sa cosa sia e la gente si ritrova a dover fare 10 ore di lavoro per vedersene pagate 7(nel mio comparto era prassi comune),allora il concetto di pigrizia assume contorni vari.
questo temo sia un'abitudine diffusa ormai ovunque, purtroppo... a milano sempre piu spesso incontravo gente che non veniva pagata da mesi causa difficoltà economiche dell'azienda...
i furbetti pure qui sono tanti. ma al contempo... hai mai notato quante persone si comportano come se vivessero in paesini, fidandosi sulla parola?
savin [ 24 Febbraio 2016, 12:29 ]
Oggetto: Re: Un Anno A Mosca
Da queste tue parole caro Reset capisco di piu' mia moglie quando mi dice che invece Napoli somigli a Mosca forse come poche altre realta'(ovviamente con i dovuti distinguo)
non sono mai stato a napoli, non saprei dire... sono stato nel sud italia pero. li la disorganizzazione è qualcosa di inenarrabile, ma le persone sono tra le più pigre che abbia mai conosciuto, compresi i ventenni (generalizzando, si intende)
Be' non mi riferivo a questi aspetti e poi non mi addentro in situazioni di altre zone in cui,pur essendoci stato piu' volte,non ho sufficienti parametri per giudicare a 360 gradi.Parlo dell'imprevedibilita' delle situazioni,del fatto di doversi"SVEGLIARE" per risolvere le problematiche piu' varie(una cosa che oggi non funziona,dove vado,a chi chiamo,come raggiungo quel posto,che e' successo la,etc.etc. tutte cose da te descritte nelle tue peripezie),per non parlare di medesimi trucchi usati a Mosca per fotterti,pari pari a quelli nostrani
Ovviamente sto parlando appunto del complesso urbano di Napoli e dintorni perche' certo non si potrebbe,anche volendo,mai porre a paragone altre zone con citta' medio-piccole e,naturalmente,con i dovuti distinguo come sottolineato sopra(perche' e' evidente che ci siano dei caratteri di fondo,tra le due realta',assolutamente opposti primo fra tutti il carattere delle persone.
PS sulla pigrizia altrove io non lo so,da noi si dice sia il clima che spinga all'indolenza.Tuttavia la contraddizione sta nel fatto che quando vivi in zone come le mie dove il rispetto di un contratto di lavoro,spesso,non si sa cosa sia e la gente si ritrova a dover fare 10 ore di lavoro per vedersene pagate 7(nel mio comparto era prassi comune),allora il concetto di pigrizia assume contorni vari.
mah non so, io ho clienti nel sud Italia, Napoli compresa, e non posso dire niente...pagano e se c'e da farti un favore lo fanno volentieri.
Certo, ho trovato pure quelli che voglia de lavura' saltame addosso, pero effettivamente contratti e pagamenti di ore di lavoro sono un po altalenanti.
Dico questo, ora qui in Ucraina c'e un'Italiano che sta aprendo una fabbrica di scarpe...auguri...ci sono passato anche io un'anno e mezzo fa, gia si sono lamentati perche i suoi stipendi vanno dai 2.500 ai 4.000 grivne, che in una citta di periferia Ucraina e uno stipendio adeguato perche ci vivo e vedo il costo della vita...e stato assalito perche troppo basso il stipendio e che se viene qui deve pagare Italiano

secondo loro e logico venire qui per pagare 1200 euro al mese

che ci vengono a fare?
No so i Russi, ma gli Ucraini sono inneficienti in maniera direi ridicola e sopratutto pure altezzosi non sapendo ne leggere e ne scrivere.
Mi scontro ogni giorno con problematiche assurde, stiamo aprendo un nuovo punto vendita a Lviv e la tipografia che non accetta file psd, banale corel draw, e poi si incazzano perche gli rendo il lavoro difficile, consegne che ops...dimenticato e andiamo alla lunga infinita.
Dico che per la mia esperienza, a Napoli, ho lavorato e lavoro che almeno sanno di cosa stanno parlando, certo, con le loro peculiarita, personalita etc pero confrontarli ad un Ucraino...no
Nonostante questo, l'azienda procede e stiamo sviluppando qui in Ucraina...con continue bestemmie costanti ma economicamente ne vale la pena.
Un giorno se non varra piu la pena, mi spostero in altri lidi volentieri e senza problemi